Che senso ha tutto questo?
Stimare l'incertezza con la quale si misura la realtà. Stimare analiticamente gli eventi rari. Fallimenti e successi.
Che senso ho io. Apparentemente, a mio avviso, nessuno. Sono solo io che mi dono un senso. E' facile sapete, si mescolano come in carte da gioco obiettivi e scopi, pretese ed attese. Speranze. Semi differenti con tutti i bei colori delle costrizioni della società delle restrizioni di quello che hai deciso essere la tua storia. Ecco fatto il mazzo truccato.
Capisco sempre meno ultimamente, mi sembra che la Vita non sia altro che un baro che con il sorriso fisso sul volto che dice: "fate il vostro gioco!". Da giocare, con i bari, c'è poco. I giochi sono già fatti, prima.
Non è questione di essere o sentirsi sotto pressione, o meglio, lo è anche ma è pure molto altro. E' il fatto che non essere contento di te stesso ti porta a pensare che, visto che non è nulla di nuovo ANZI, qualcosa sta sfuggendo dalla tua statistica da tempo. Quella che ti eri messo in testa. Probabilmente (molto) il modello è sbagliato e non funziona. Ciclicamente, puntualmente ti viene ricordato con misera gentilezza e poi tutto si inceppa. Ma credetemi, fa lo stesso perché tutto è destinato a finire. Tra un po' sarà ancora illusione. Poi un nuovo mazzo ancora sigillato per chi ci vuole credere. Per me. Per lo stesso baro.
Poi ancora ci si racconterà ancora bugie come uomini normali.
Poi sarà il crepuscolo e tutto finirà in un falso orizzonte di tremenda desolata bellezza.
Vorrei staccare tutto, qui subito. Ora. Sparire nel nulla senza avviso e vagare senza meta. Diventare un esile forma senza colori, odori o forme particolari. Vorrei la libertà di muovermi inosservata tra la gente attraverso la gente. Senza deviazioni. Scivolare nel mondo sneza lasciare impronte, tracce.
Piccolo sogno... o forse desiderio questo di chi ama troppo giocare. Di chi non sa raccontarsi la sua verità.
Di chi non appartiene a se stesso.
Mio




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