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Radio Pazza

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Tuesday, 8 March 2011

Pleasure-less: Back to Life

... era domenica. Un giorno di sole.


Non finisce mai lo stupore in quelle domande banali, risalta come sole negli occhi, accieca. Talvolta ci si gira con lo sguardo altrove, talvolta. Quelle parole non lasciano scampo, ti dicono che poco va bene, ad essere sincero forse pure nulla. Sai cosa non capiscono loro, gli altri. È la mancanza di gusto che si chiama Piacere. Non capiscono il perché, loro. Non riesci a spiegarlo tu. Che poi da spiegare cosa ci sarebbe?

Piacere nullo nel cibo assimilato, poco talvolta pochissimo, senza gusto, varietà e necessità. Non è questione di non saper cucinare, la domanda è: "Perché farlo come si deve?". Sì, piacere appunto. Lo so. Non è il tuo essere fuori da ogni contesto sociale, amicale. Ti direbbero egocentrico ed egoista, Loro. Probabilmente hanno ragione, sarà che non mi lamento di ciò che non ricevo e non credo che mi si possa giudicare per ciò che non sono riuscito a dare negli ultimi tempi.
Piacere nullo per il tuo corpo per il tuo spirito. Non un movimento differente da poterlo chiamare esercizio, non letture cercate per curiosità, omesse dalla quotidianità. La musica, sempre quella. E i pensieri, di altri, i tuoi non cercati ed assenti. Rispettivamente.

C'è qualcosa di sbagliato, di profondamente sbagliato in tutto questo. Rasserenerebbe un po' se ci potessi mettere sopra l'etichetta Incoscienza, ma su di me non attacca. Tutto pensato, pianificato consapevolmente. Razionalmente. Ma ora non è che esistono "scuse", non più. Gli altri, la gente, ça va per loro. Per te ancora no. Non sei ancora passato oltre, che poi sei tanto curioso e forse troverai niente. Ma non è la tua misura delle cose quella prima bisogna arrivarci e cambiare strategia per farlo, visto perché fino ad ora non ha funzionato. Poi, si vedrà.

Tra pochi giorni tu e il tuo pubblico, che ancora non conosci che non hai chiesto e ti hanno dato ti accoglierà. Una platea da intrattenere, rehearsing sì, come no! Tu e una linea di demarcazione una frontiera. Nuova. Eccitante. Difficile. Comunque passerà e lascerà  i sui strascichi buoni o cattivi. Amo le scadenze per la loro  pregevole caratteristica che sono destinate a passare.

In questo vento leggero che si atteggia ad invernale, come un vecchio che borbotta e sbuffa lievi raffiche a ripetizione sapendo che poi saranno le ultime, vi lascio. Prima che cali il sole, Marcovaldo deve dirmi cosa sta combinando nelle sue stagioni di vita.

Buona giornata e settimana. A risentirci.


Roberto




Sunday, 27 February 2011

Autoritratto

Cosa è cambiato in un anno? Nulla? No, poco. La sensazione di inconsistenza sempre li in attesa e poi in attacco a volo di falco. Preso! Realtà che ti coglie smarrito impotente. Impunemente, Lei. Le cose preziose e cercate non fanno mai sconti, nel bene e nel male.

Ancora Lui, Faber,  nelle orecchie e di speranza a riempire il futuro i pensieri. Se solo gli occhi non fossero di veggente cieco, i tuoi. Senti tutto ad un passo li, dietro l'angolo irraggiungibile per ora. Ora.
E quel buco allo stomaco, nuova Sensazione latente ed imperante, che ti coglie improvvisa e diventa voragine. Rapace pure Lei. Silenziosa ti parla: "Lascia che sia, lascia perdere. Accetta.". No, non ce la faccio o lui o me, lo devo a me stesso. Non si fanno prigionieri, non sarò prigioniero.

Sono passati pochi giorni da quando pensavo al mio "piano B", un piano di fuga per restare. Potrei farlo e nessuno se ne accorgerebbe, solo io. No, non sarà fuga e neppure "piano B". Sarà più difficilmente riempire il vuoto che mi ritrovo a fronteggiare in una mente chiusa e serrata che non riesco a scardinare dalle suo posizioni ferme reazionarie. Statiche. Deludenti.

Dovrà essere danza fluttuante di farfalla e colpo a sorpresa con pungiglione d'ape. Ampliare la mia conoscenza oltre a ciò che ora è indotto dal flusso forzato delle scelte. Saranno le cose più semplici come lo studio per diletto, la lettura per riposo, il non-lavoro come un non-gioco consapevole che tutto questo non si replicherà mai.

Il dolce e l'amaro mescolati nel gusto forte e duro e secco saranno poi fragranza di quiete e calma. Di attivo riposo. Saranno il mio piccolo me stesso. Tratti di un quadro che invecchierà nelle segrete di un passato che è ora. Di un futuro sempre giovane che non si conta con il metro dell'età.

Nessun diavolo, solo un patto con me stesso. Forse, questo, è pure peggio.
Spero di rispettarlo.

Mio


Lo so, ancora. Ma questa è la mia linea di passaggio. Di andata e ritorno. Ora come un anno fa. Mescolare ciò che non si può distinguere... emulsione la chiamava qualcuno


Wednesday, 16 February 2011

Perle ai porci

E poi cominciò a parlare più o meno così...
"Sai non è questione di fare o non riuscire a fare le cose. Si parla di un qualcosa racchiuso in pacco con un fiocco a "qualche modo".
 Le cose se non hanno un senso glielo si trova, questo è vero quasi sempre. Il quasi è molto importante è assoluto. Se un percorso si deve chiudere vuol dire che non ci sono alternative. In un processo nato aperto, invece, tutto questo perde di senso. Trascende in chimera, discende la china. Si sposa con malessere e tensioni e frustrazioni perpetuati. Questo realmente ha poco senso. Un percorso nato aperto è fatto di prospettive(!), aspettative(!?) e certezze(?!?). Di solito si comincia con un salto nel buio pieno di vuoto e poi... c'est la vie.
 Sai, non è questione di fatica. E' questione che sono consapevole che una parola mal posta è molto, troppo. Una congiunzione in più, ben piazzata, è sufficiente. Stroncato, poi. Sai, la porterò in cima pure questa volta ne sono pressoché sicuro anche se il senso proprio non lo vedo anche perché comunque un senso, tutto, sembra averlo perso da tempo. Ho fallito. Eppure non ho sbagliato lo slancio, al tempo era il senso della sfida  l'oltre etc. etc. credo che oltre non posso andare. Semplicemente. Oltre non è un confine tracciato a date e scopi e obiettivi e sfide. Oltre ha un senso impercettibile, Oltre ha l'effimera leggerezza della pienezza assoluta. Sono lontano da tutto questo. Ma non mi aspetto che tu lo possa capire, non preoccuparti è normale.
Solo una cosa, non credere che abbia sbagliato i conti, li ho fatti bene io, i conti. Tutto torna e mi torna. Ma tutto questo non riempie di senso le mie esclamazioni, le mie interrogazioni aperte o con punto alla fine."

Questo è quanto più ricordo per ciò che mi ha detto Alfredo. Non ci ho capito molto se non che l'unica cosa che ora lo smantella poco a poco è ciò che crede essere consapevole che mai raggiungerà. Avete presente il poter toccare il limite il sentire completamente nelle vostre possibilità tutta la normalità che vi circonda dentro ma allo stesso modo non poter fare nulla per emergere oltre quel personale stato interiore? Credo che sia questo.
Ieri sono passato a trovarlo, Alfredo. La dove sta troppe ore della giornata con i gomiti appoggiati su una scrivania i capo chino tante su carte con graffi incomprensibili come di chi tenta di mettere in equazione ciò che soluzione non può trovare.
Forza Alfredo.

Mio

Questo è "lui". Mi è restata sulla fotocamera mentre provavo come funzionasse. Stranamente mi ha lasciato pubblicarla (?).

Saturday, 17 April 2010

Digiuno e Astinenza

Perché il riposo esiste sempre tra due sforzi consecutivi, soprattutto se il primo è minore del secondo. Il primo è riposo.
Riposo poco.


Manca un solo foro poi la cintura sarà utile solo come oggetto di vestiario, inutile quindi. Neppure dieci anni o fa o forse più sono stato così magro. E' normale, al tempo capivo ancora meno di ora. Probabilmente la prossima settimana non mancherà neppure l'ultimo foro, sono curioso di vedere quanto posso comandare le mie necessità corporee, quanto posso ridimensionarle. Sembrerebbe che un piccolo tronchetto di liquirizia purissima riesca a placare quasi del tutto la sensazione di formicolio allo stomaco. 
Digiuno.


Ci è mancato poco, per me intendo, e poi chissà cosa sarebbe successo, sicuramente qualcosa di forte. Forse troppo, per me, ora. Forse ormai. 
Pochi anni fa sarei stato pronto, incosciente. Poi, dopo, mi sono regalato questa consapevolezza. Ora so come voglio e come so amare, questo non mi piace. Mi spaventa. I miei limiti in generale mi spaventano perché ormai li distruggo ogni giorno. Non esistono. La prossima volta ci starò più attento ma non servirà a nulla, già lo so. So cosa mi attira e so come evitarlo ma i cedimenti di coscienza sono sempre in agguato, con me almeno. Non esistono radici dolci purissime a placare l'istinto d'Amore, l'abbandono di Solitudine.
Astinenza.


Più affilato, più incazzato, più cazzuto.
Ritmo.  Mente, Cuore, Fiato, Muscoli. Ritmo.
Oltre il limite che ho tracciato ai bordi del mio minuscolo infinito.
Leggero come una farfalla, pungente come un'ape.
Ancora.


Mio





Cantico dei Drogati -Fabrizio de André

Ho licenziato Dio
gettato via un amore
per costruirmi il vuoto
nell'anima e nel cuore.

Le parole che dico
non han più forma né accento
si trasformano i suoni
in un sordo lamento.

Mentre fra gli altri nudi
io striscio verso un fuoco
che illumina i fantasmi
di questo osceno giuoco.

Come potrò dire a mia madre che ho paura?

Chi mi riparlerà
di domani luminosi
dove i muti canteranno
e taceranno i noiosi

quando riascolterò
il vento tra le foglie
sussurrare i silenzi
che la sera raccoglie.

Io che non vedo più
che folletti di vetro
che mi spiano davanti
che mi ridono dietro.

Come potrò dire la mia madre che ho paura?

Perché non hanno fatto
delle grandi pattumiere
per i giorni già usati
per queste ed altre sere.

E chi, chi sarà mai
il buttafuori del sole
chi lo spinge ogni giorno
sulla scena alle prime ore.

E soprattutto chi
e perché mi ha messo al mondo
dove vivo la mia morte
con un anticipo tremendo?

Come potrò dire a mia madre che ho paura?

Quando scadrà l'affitto
di questo corpo idiota
allora avrò il mio premio
come una buona nota.

Mi citeran di monito
a chi crede sia bello
giocherellare a palla
con il proprio cervello.

Cercando di lanciarlo
oltre il confine stabilito
che qualcuno ha tracciato
ai bordi dell'infinito.


Come potrò dire a mia madre che ho paura?

Tu che m'ascolti insegnami
un alfabeto che sia
differente da quello
della mia vigliaccheria.

Monday, 5 April 2010

Perso Lungo La Mia Via

"Il coraggio di affrontare il futuro con gioia"

Non ho deciso per la mia gioia, avrei potuto farlo, potrei farlo. Forse tutto sarebbe più facile, forse. Problemi di coscienza, la mia. Paranoica.

Non so cosa sto diventando, davvero. Mi descrivo come un bastardo e un tipaccio e credo di esserlo veramente, non scherzo. Non faccio sconti a nessuno. Il primo sono io. Io annichilisco con le mie risposte e con le non risposte. Non cedo e non concedo. Non sono una brava persona perché il piacere personale mi governa senza farsi scovare. La base di molte, se non tutte, le scelte NON DEVE, almeno per me poi, ognuno faccia ciò che vuole. Nessuna decisione dovrebbe essere mai basata su questo sentimento.
Mi sto chiamando fuori dalla società, da molte delle sue relazioni. Se mi ci trovo è per un attimo di debolezza, perché non penso prima di scegliere, eppure penso quasi sempre troppo. Maledette pieghe!

Forse sono frustrato, stressato o peggio ancora paranoico, forse. Sì paranoico, nel cercare ciò che potrebbe  non esistere. Ma un perché, ne sono convinto, esiste sempre. Una nuova coscienza personale e individuale non è chimera, è migliore e giusta è criptata tra le ombre di una vecchia sorella degenere e stantia.

Ho deciso di lasciarmi cadere in un nero profondo e forse senza fine, l'ho deciso e scelto consapevolmente ed ora non voglio fermarmi. Ora, non posso fermarmi. Ho deciso di trovare la fine di questo abisso anche se essa forse non esiste, non è mai esistita o non esiste ancora. Mi sto consumando nella mia lenta caduta, perdo pezzi di me, della mia Anima. Scaglie informi lasciano il mio corpo per diventare una linfa blue che traccia la mia mesta caduta verso un perigeo ignoto. 
Ora sono ridotto a un corpo informe nero, opaco, assorbente. Deforme. Cattivo. La mia Anima non è buona, ne sono certo!

Striscio oltre il mio piccolo effimero infinito misurato a lunghezze di nulla. Tento di educare una ragione debole e degenere giocando al giudice inflessibile. Nessun giudice può essere credibile se ha un codice di ignoranza nella mano sinistra e un martello di stupidità nella destra. Colpevole! Colpevole! Colpevole! pure Lui!

Della mia Anima forse non resterà nulla, di quel poco che è restato. Sono solo perché l'ho cercato prima e lo cerco ora, cercare compagnia sarebbe solo alleviare un peso che ho dentro. Stupida decisione questa, la mia. So che è sbagliato ma altrimenti sarebbe peggio, molto peggio e non solo per me. Sarebbe Dolore.

Mi chiamo fuori.
Addio fino alla prossima perdita di Razionalità. All'insostenibile richiamo di Piacere.
Sono solo un vigliacco che non ha il coraggio di trovare REALMENTE se stesso. Sono sempre io.



Senza forma


DEPRESSO,
REPRESSO.
CESSO!


Limite troppo stretto.
Il mio.
Io.


Cosa ho scelto?
Cosa non voglio?
Negazione di Piacere!
Morte di Anima malata!


Non ci sarà parto di Redenzione
per questa mia gestazione!


DEPRESSO,
REPRESSO.
CESSO.

Mio


Wednesday, 3 March 2010

Floats Like a Butterfly, Stings Like a Bee

"Floats Like a Butterfly, Stings Like a Bee" -Muhammad Alì








...e non incontrar nessuno.


Mio


Wednesday, 17 February 2010

Ver(n)o

E' fuori mi aspetta, forse questa sera sarà nero e profondo, di quell'oscurità che cattura la luce. Ieri era luce, ne sono sicuro.
Instabilità, la mia, come fiamme di fuoco che danzano nere che assorbono Vita e generano freddo da spaccare le ossa. Calde di colori sospesi tra rosso e blue, di madri che abbracciano la mia Anima troppo fredda ora. Il risultato è lo stesso, Oblio. Ciò che cambia è quello che si trova al ritorno.

Mi basta poco, davvero davvero poco, per cambiare completamente e drasticamente il mio umore. Un ostacolo improvviso e ponderato è come un soffio che ravviva le nere lingue di fuoco fermandomi, oppure che mi fa superare l'ostacolo e riporta in me un po' di luce. Purtroppo, ora, è più quelli che mi fermano.
Danzo su un rasoio con la lama sempre più sottile e tagliente, come di raggio laser. Non capisco come non sono ancora caduto. Non me ne curo. Baratro dalle parti, qualcosa sul fondo li davanti, lo vedo. Dietro il Nulla che mi insegue staccando a morsi il ponte del ritorno. Figlio degenere di un seme immaturo, il mio. Chissà quale sarà l'altra strada per ritornare, chissà se esiste. Non credo.

Nel mezzo del Tutto che vedo, sento e tocco in questo "Non-Lavoro" mi sento e sono all'apice di una mutazione che mi ha condotto a distruggere tutto con meticoloso scrupolo, mi trovo a costruire qualcosa che non so se ci riuscirò. Quello che sono io, ora, qui e adesso mi aiuta e mi uccide, mi distrugge e mi fa vivere. Posso toccare il mio possibile futuro perché posso creare il mio presente liberamente ora, Io e Realtà i protagonisti. Incertezza e scelta le parole finali a chiudere lo spettacolo, non è poco davvero. Queste cose fanno la differenza, per me.

Posso toccare me stesso, posso innamorarmi ancora, come e più di prima, lo sento. Posso decidere di non concedermi perché so che sono un tipo poco raccomandabile ora, il piacere condiviso non lo so supportare adesso, prenderei più di quanto sarei in grado di dare. Non è giusto. Il mio piacere personale ora è finalizzato ad estinguere il corpo nero che mi accompagna dentro, il metodo non so se qualcuno potrebbe definirlo piacevole, io però VOGLIO leggere la Pravda. Le cose migliori non sono mai gratuite.

Tutto sarebbe luce che a leggermi qui vi servirebbero gli occhiali da sole e forse non sarebbe ancora abbastanza.
Tutto sarebbe danza, volo Amore libero e Riso e Felicità e Serenità se sopra le mie spalle ci fosse una bici adatta a questa salita. Purtroppo vedo solo dei capelli che non sono adatti a nessuna epoca... diobono che fuori che sono. Sì, anche loro! :)

In questo verno che mai si va estinguendo,
In questo cielo mutevole che mai sembra cambiare
Un urlo sospeso eterno vado inseguendo:
"Coraggio non mollare!"


Mio




La Marine -George Brassens

On les retrouve en raccourci
Dans nos petits amours d'un jour,
Toutes les joies, tous les soucis,
Des amours qui durent toujours
C'est là le sort de la marine
Et de toutes nos petites chéries.
On accoste, vite un bec,
Pour nos baisers, le corps avec!

Et les joies et les bouderies,
Les fâcheries, les bons retours,
On les retrouve en raccourci
Dans nos petits amours d'un jour.
On a ri, on s'est baisé,
sur les neunoeils, sur les nénés,
Dans les cheveux à pleins bécots
Pondus comme des oeufs, tout chauds!

Tout ce qu'on fait dans un seul jour
Et comme on allonge le temps,
Plus de trois fois dans un seul jour,
Content, pas content, content!
Y a dans la chambre une odeur
D'amour tendre et de goudron.
Ça vous met la joies dans le coeur
La peine aussi et c'est bon.

On n'est pas la pour causer,
Mais on pense même dans l'amour
On pense que demain y fera jour
Et que c'est une calamité.
C'est là le sort de la marine,
Et de toutes nos petites chéries,
On accoste mais on devine
Que ça sera pas le paradis!

On aura beau se dépécher
Faire bon dieu, la pige au temps,
Et le bourrer de tous nos péchés
Ça ne sera pas ça et pourtant...
Toutes les joies, tous les soucis,
Des amours qui durent toujours,
On les retrouvent en raccourci
Dans nos petits amours d'un jour.

Sunday, 8 November 2009

Smarrimento Profondo

Forse lo scoramento dell'inseguire durato quasi un anno sospeso tra delusioni e speranze vane, tra rinunce in nome della tua coerenza della tua correttezza è alla genesi di questo mio sentimento di profondo smarrimento. Forse è che sto ragionando semplicemente al presente invece, come è giusto fare, di sperare al futuro. Brutto modo di affrontare la Vita il primo.

Roberto, RAZIONALITA'! Divide et Impera.
Cosa hai cercato? Guarda: non hai vie di fuga, una strada tortuosa dura lunga ed oscura ti sei regalato se è il risultato personale che cerchi. Prendine atto, agisci di conseguenza. Non si torna indietro, non puoi tornare indietro se cerchi il meglio. Per nessuno, solo per te. Lo sai che è la tua last chance. Dietro il nulla.
Cosa hai trovato? Un mare di pedate nel culo ad aspettarti, sfide da superare. In primis con te stesso. Oltre te stesso. Probabilità di errore pari a zero anche se questo non implica che ci sarà vittoria. La vittoria, qui non esiste è la normalità.
Che ti è successo? Hai paura di una salita? Non ti riconosco più. Tu la porti in cima cazzo! E non dirmi che hai perso l'incoscienza sai? perché quella non ti fa pedalare ti fa solo imboccare la strada e tu lo hai fatto.
Ricorda però, prima di partire, di ascoltarti perché l'inizio non si deve mai fare a tutta, perché la salita non perdona. Perché è dopo che gli altri mollano e tu non dovrai essere tra loro ma tra quelli che ne avranno ancora. Ricorda: uno, due, tre, ritmo ritmo, respira . Tra poco è ora di pedalare fuori sella.

Mio





The Long And Winding Road


The long and winding road
That leads to your door

Will never disappear

I've seen that road before
It always leads me her

Lead me to you door



The wild and windy night
That the rain washed away

Has left a pool of tears

Crying for the day

Why leave me standing here

Let me know the way



Many times I've been alone

And many times Ive cried

Any way you'll never know

The many ways I've tried



But still they lead me back
To the long winding road

You left me standing here

A long long time ago

Dont leave me waiting here

Lead me to your door



But still they lead me back
To the long winding road

You left me standing here

A long long time ago

Dont leave me waiting here

Lead me to your door




Sunday, 27 September 2009

Non-standard

-Parli con me?

-Sì cazzo e con chi altri? Nella stanza mica c'è nessun altro no?

-Beh non posso darti torto, ma la gente tante volte parla pure con se stessa. Io talvolta lo faccio...

-Sì, tu fai tante cagate, roba da rinchiuderti sai?

-Oddio non saprei, ho scelto il mio modo di vivere e tento di non mutare perché penso che non ci sia niente di male in ciò che faccio, o meglio: penso di non fare niente di male a nessuno.

-Chiacchere solo chiacchere...

-Cosa vorresti insinuare?

-Dai saputello del cazzo, me mica mi freghi sai? hai notato che i numeri non coincidono o no? E non venirmi a raccontare che è un errore di segreteria! Allora che farai, andrai fino in fondo oppure no? Ora che FORSE avrai il vento alle spalle a sostenerti smetti anche tu a navigare di bolina?
Dai Great Pretender cosa farai? Su dimmi un po', sai sono curioso di natura, io.

-Cazzo, merda 'fanculo! Lo sai che ci sto pensando cosa serve tutto questo sarcasmo, perché mi provochi? Cazzo, merda 'fanculo!

-Ehi non servono tante parolone esclamate sai? Se vuoi diventare un Signore be' comincia a farne a meno in certe occasioni, ma soprattutto comincia a sciegliere e decidere ANCHE contro i tuoi interessi. Ai Signori, quelli veri, nessuno può recriminare niente sono lucidi e scevri da ogni colpa, non coinvolgono mai nessuno per allegerire la loro posizione. Anzi!

-Bella merda che mi è toccata, ma proprio tutte a me? Una cosa so, ed è quella che voglio essere capito. Credo che lo farò, almeno questo credo ora.
Una cosa so, ed è che allo spettacolo io entro dalla porta principale, quella di tutti. Le porte piccole e nascoste, quelle sul retro, non fanno per me. Almeno ora.
S. come vorrei parlare con te ora! Avrei bisogno davvero di far due chiacchere con te, tu che Signore lo sei davvero! La Vita ci ha fatto incontrare e separare, nessuno dei due si è mai lasciato purtroppo il ponte che ci collegava è venuto a mancare. S. stammi bene OK?

- Hey you, Great Pretender! Che fai non ci pensi? Facile no? Basta un attimo si chiude un occhio, si chiude la coscienza. Com'era quella tua canzonetta, ma sì dai quella in cui credi... ah sì ora ricordo:
[...] È come se la vecchia morale non ci bastasse più. In compenso se ne sta diffondendo una nuova che consiste nel prendere più che altro in considerazione i doveri degli altri… verso di noi. Sembrerà strano ma diventa morale tutto ciò che ci conviene. Praticamente un affare. [...]
Subito. Qui e ora. Cosa fai?

-Cazzo, merda! 'fanculo! La notte VOGLIO dormire come... non dormiro comunque come pochi anni fa. Lasciami stare, non ora!

-Hey you, NEEEEE risposta sbagliata.Ahahhah!


La Vita la si può giudicare solo a posteriori, anche un solo secondo dopo l'ultima azione ma sempre a posteriori perché nella la realtà è istantanea e passata, mai futura. Ciò che resta sono i ricordi come tatuaggi impressi sull'Anima. Un ordine sparso un collage mirabile dove taluni si sovrappongono altri rimangono isolati perché segreti o troppo speciali. L'Anima li accoglie tutti come su un magnifico poster dove molti brillano solo su loro stessi. Forse si incontreranno intimamente altre Anime e tutto ritroverà un senso e quella randomica composizione riacquisterà un significato compiuto. Non so.

Fino a che punto si può scendere a compromessi con noi stessi per un Sogno quando NOI si è gli unici ad esser toccati dal compromesso?
Scegliendo il compromesso si vivrà in una realtà deviata?
... che poi ci si mette pure il linguaggio naturale differente e la non conoscenza personale.
Cazzo, merda 'fanculo!

Mio





Hey You
Hey you, out there in the cold
Getting lonely, getting old
Can you feel me?
Hey you, standing in the aisles
With itchy feet and fading smiles
Can you feel me?
Hey you, dont help them to bury the light
Don't give in without a fight.

Hey you, out there on your own
Sitting naked by the phone
Would you touch me?
Hey you, with you ear against the wall
Waiting for someone to call out
Would you touch me?
Hey you, would you help me to carry the stone?
Open your heart, I'm coming home.

But it was only fantasy.
The wall was too high,
As you can see.
No matter how he tried,
He could not break free.
And the worms ate into his brain.

Hey you, out there on the road
always doing what you're told,
Can you help me?
Hey you, out there beyond the wall,
Breaking bottles in the hall,
Can you help me?
Hey you, don't tell me there's no hope at all
Together we stand, divided we fall.

Thursday, 24 September 2009

Ok però almeno un po'...

... sì, mi girano. Ma ca... caspiterina, all'inizio di dicembre? Ma scusate, uno dei due è matto e forse il savio non è migliore.
Ma por... portatemi almeno delle sicurezze, cioè: è chiedere tanto il sapere perché si protrae il tutto oltre modo?
Ma str... straordinaria non mi sembra la richiesta di sapere se c'è un contratto sicuro che mi aspetta oppure sì?
Ma fo... forse è chiedervi troppo? A me non sembra, dopo tutto sono passati otto mesi sapete?

Questa sera, prima di leggere la posta elettronica, e sapere quanto scritto sopra, ho avuto un colloquio di lavoro. Perché sono mona, e nulla più, ho detto la verità per correttezza e coerenza, perché come sapete sono fatto così e andando contro questo starei ancora peggio o alpiù uguale. Ho detto che verso la metà di ottobre avrei avuto una risposta definitiva. Ora che si fa? Ora che hai allungato ancora il passo l'ennesima volta? Mandare tutto in vacca con molta scioltezza o passare altri due mesi oltre la linea della mia personale sopportazione? Senza lavoro, senza più alcuna sicurezza dopo, senza niente di niente.

Però mi fate incazzare sapete? E' che non avete capito che io punto cazzo, io sono felino Cheetha, non mollo perché non voglio PIU' avere rimpianti o rimorsi con me stesso.
Ora prima di correre deciderò se voi siete la mia preda, se sarete abbastanza veloci forse mi scapperete è che non ho mai avuto così tanta fame e non sono stato mai così in forma... io se fossi in voi comincerei a correre subito, forse ce la fate.

Mio

PS: però non ho mai detto di essere il migliore dei cacciatori... questo è il dilemma
PPS: le cose possono ripetersi? Perché il precedente dovrebbe lasciarmi molto perplesso...


Gimme The Prize
Here I am, I'm the master of your destiny,
I am the one the only one, I am the god of kingdom come,
Gimme the prize, just gimme the prize,
Give me your kings, let me squeenze them in my hands,
Your puny princes,
Your so-called leaders of your land,
I'll eat them whole before I'm done,
The battle's fought and the game is won,
I am the only one,
I am the god of kingdom come,
Gimme the prize, just gimme the prize,
Move over, I said move over,
Hey, hey, hey clear the way,
There's no escape from my authority - I tell you -
I am the one the only one, I am the god of kingdom come,
Gimme the prize, just gimme the prize,
I am the only one,
I am the god of kingdom come,
Gimme the prize.

Wednesday, 9 September 2009

One More Time: Again and Again

Ci sono molti modi per fare le cose è che io ne conosco solo uno, il mio. Questo è un male, è sempre consigliato avere vie di fuga alternative.

Stare con entrambi i piedi in due scarpe differenti è più comodo che avere una scarpa sola. Stare con il sedere adagiato su due sedie evita sempre le cadute qualora una cedesse. Ora sono con un piede scalzo e la scarpa ha la suola forata, sto per per cadere dall'ultima sedia che mi rimane eppure avrei due scarpe e due a portata di mano.

Scelte, sempre e comunque scelte. Tutti le fanno. Il mio carattere mi porta a cercare anche quelle che si potrebbero evitare. Sì, cara I. avevi ragione tu quando ti parlai di quello che avvenne (qui), lo sto per rifare. E' vero: non cambierò mai.
Entro ventiquattro ore dovrò decidere: "Una scelta di Vita", ho detto a chi mi proponeva una via sicura, vicino a casa, con un lavoro davvero niente male, con prospettive abbastanza sicure. Praticamente tutto è fatto, ancora una volta manca solo la firma, la mia.
Una scelta di Vita se sceglierò ciò che sicuro non lo è, almeno non al cento per cento. Se sceglierò ciò che mi ha portato a quasi nove mesi tondi di periliare, di sangue amaro, di notti insonni e di bestemmie tirate contro me stesso, al mio sognante vagheggiare.
Questa volta si fa ancor più sul serio, o tutto o niente, sul banco ci metto pure le mutande e non solo figurativamente parlando. Se perderò starò meno che con le pezze al culo che ho ora (sei ancora in tempo sai!!!), non saprò dove andare a sbattere la testa. Il dopo, se perderò, sarà la cosa più pesante che io abbia mai sostenuto e già so che sto sottostimando il suo peso. Dopo, scherzando ma anche no :), potrebbe restarmi solo la strada della sodomia remunerata che, se non è cercata o voluta, non è che sia il massimo.
La partita di scambio qual'è? Quanto vale la candela? Vale una crescita personale e professionale che D. ha detto essere: "Sicuramente un'esperienza che ti cambia, dopo non sarai più lo stesso." lo pensavo già da un'altra prospettiva questo mi conforta. Se tutto andrà in porto, nel bene e nel male, nulla sarà più uguale. Sarà insicurezza, ostacoli da superare, distacco famigliare e da amici, distacco totale da posti e luoghi cari. Sarà mettere il culo nelle pedate, sarà riceverne di sonore.

Non conosco mezze misure, è il mio modo di fare certe cose. Avrei potuto fare altrimenti, e potrei ancora fare altrimenti, molti lo fanno e non li biasimo, ma non ci riesco. Se andrà bene dormirò un po' più tranquillamente, se andrà male vorrà dire che per un bel po' non cambierò il mio pessimo stile di vita.
Domani partirà una busta gialla per confermare la mia certezza di una scelta che non implica sicurezza.
Domani partirà un e-mail per comunicare la mia scelta certa che implica il rifiuto di sicurezza.

No, non cambierò mai. In certe cose conosco solo il bianco o il nero, non ne posso fare a meno. Ora però è giunta veramente l'ora che impari a sostenere meglio le mie scelte vada come vada. Ferirmi come ho fatto fino ad ora mi costerà in futuro. Sì, è giunta l'ora che impari a volermi bene, ad amarmi. Suggerimenti?

Mio


...è che io voglio pensarla o molto meglio: LA PENSO così:






Una nuova coscienza

di Gaber/Luporini


Io come uomo io vedo il mondo
come un deserto di antiche rovine.
Io vedo un uomo
che tocca il fondo ma forse al peggio non c’è mai una fine.
Nel frattempo la vita
non si arrende e la gente si dà un gran da fare
tanti impegni
tante storie
con l’inutile idea di colmare
la mancanza di una nuova coscienza
di una vera coscienza.
È come se dovessimo riempire un vuoto profondo... E allora ci mettiamo dentro: rimasugli di cattolicesimo, pezzetti di sociale, brandelli di vecchi ideali, un po’ di antirazzismo, e qualche alberello qua e là.
La decadenza
che viviamo
è un malessere
che ti prende pian piano.
È una specie di assenza
che prevede una sosta obbligata
è la vita che medita
ma si è come assopita.
Siamo vivi
malgrado la nostra apparenza
come uomini al minimo storico di coscienza.
È come se la vecchia morale non ci bastasse più. In compenso se ne sta diffondendo una nuova che consiste nel prendere più che altro in considerazione i doveri degli altri… verso di noi. Sembrerà strano ma diventa morale tutto ciò che ci conviene. Praticamente un affare.
La decadenza
che subiamo
è uno scivolo
che va giù piano piano.
È una nuova esperienza
che ti toglie qualsiasi entusiasmo
e alla lunga modifica il tuo metabolismo.
Siam lì fermi
malgrado la grave emergenza
come uomini al minimo storico di coscienza.
E pensare che basterebbe pochissimo.
Basterebbe spostare a stacco la nostra angolazione visiva. Guardare le cose come fosse la prima volta. Lasciare fuori campo tutto il conformismo di cui si è permeata la nostra esistenza. Dubitare delle risposte già pronte. Dubitare dei nostri pensieri fermi, sicuri, inamovibili. Dubitare delle nostre convinzioni presuntuose e saccenti. Basterebbe smettere di sentirsi sempre delle brave persone. Smettere di sentirsi vittime delle madri, dei padri, dei figli, mariti, mogli... quando forse siamo vittime solo della mancanza di potere su noi stessi. Basterebbe smascherare, smascherare tutto: smascherare l’amore, il riso, il pianto, il cuore, il cervello. Smascherare la nostra falsa coscienza individuale.
Subito. Qui e ora.
Sì, basterebbe pochissimo. Non è poi così difficile. Basterebbe smettere di piagnucolare, criticare, affermare, fare il tifo e leggere i giornali. Essere certi solo di ciò che viviamo direttamente. Rendersi conto che anche l’uomo più mediocre diventa geniale se guarda il mondo coi propri occhi. Smascherare con coraggio qualsiasi falsa partecipazione. Smettere di credere che l’unico obiettivo sia il miglioramento delle nostre condizioni economiche perché la vera posta in gioco è la nostra vita. Basterebbe smettere una volta per tutte di sentirsi vittime del lavoro, del denaro, del destino e persino della politica, perché anche i cattivi governi sono la conseguenza naturale della stupidità degli uomini. Basterebbe opporsi all’idea di calpestare gli altri, ma anche alla finta uguaglianza. Basterebbe smascherare le nostre presunte sicurezze. Smascherare la nostra falsa coscienza sociale.
Subito. Qui e ora.
Basterebbe pochissimo. Basterebbe capire che un uomo non può essere veramente vitale se non si sente parte di qualcosa. Basterebbe smettere di credere di poter salvare il mondo con l’illusione della solidarietà. Basterebbe ormai rendersi conto che la crescita del mercato è necessaria alla nostra sopravvivenza, ma che la sua espansione inarrestabile ci fa diventare sempre più amorali e più stupidi. Basterebbe abbandonare l’idea di qualsiasi facile soluzione, ma abbandonare anche il nostro appassionato pessimismo e trovare finalmente l’audacia di frequentare il futuro con gioia. Perché la spinta utopistica non è mai accorata o piangente. La spinta utopistica non ha memoria e non si cura di dolorose attese.
La spinta utopistica è subito. Qui e ora.
Io come uomo
Io vedo il mondo
Come un deserto di antiche rovine.
Io vedo un uomo
Che tocca il fondo ma forse al peggio non c’è mai una fine.
Perché non c’è nessuno
che dia un senso
alle cose più semplici e vere
alla vita di ogni giorno
all’urgenza di un uomo migliore.
Io vedo un uomo
solo e smarrito
come accecato da false paure.
Ma la vita non muore
nelle guerre
nelle acque inquinate del mare
e i timori
anche giusti
son pretesti per non affrontare
la mancanza
di una vera coscienza
che è la sola ragione
della fine
di qualsiasi civiltà.

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