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Friday, 30 October 2009

Di Condivisione, Di Appartenenza e Altre Cose Che Non Capisco (scusate la lunghezza ma era inevitabile)

Quanto scriverò è stato ispirato, o meglio suggerito, da due perle lasciate a splendere nel web 2.0. La loro lettura e ascolto sono in parte necessarie per la piena comprensione di quanto scriverò ma, soprattutto, perché non potete assolutamente perdervele! Personalmente le ho trovate terapeutiche. La mia consapevolezza e coscienza ne ha goduto a pieno.
Saper far riflettere, come lo fanno loro, è una gran dote. Un pregio molto particolare!
I link, qualora vogliate, li trovate qui: Yuki, Ishtar e Radio Pazza. "Sbirciateci" dentro, non ne resterete delusi.

Tutto il mio marasma di pensiero cominciò con "Un Qualcosa In Più", un sentimento di incomprensione mi ha pervaso alla fine di quella lettura. Poi, se non bastasse, alcune settimane dopo ci si è messa pure una puntata di Radio Pazza a smuovere pensieri che non riuscivano a sedimentarsi. Un vortice nel quali gli assiomi, i miei, contrastavano palesemente con il giusto che, per me, è la base di partenza.

Sì Ishtar, hai completamente ragione, innamorarsi di noi stessi è l'inizio di tutto e l'unica via per superare il Dolore è aprendo il cuore. No, non vale proprio la pena perdere quel poco di buono che la Vita ci offre. Paradossalmente, come hai ben detto, la paura del Dolore ci può tenere lontano dall'Amore e dalle sue gioie. Gioie che si trovano anche e soprattutto in quello che tu definisci lo specchiarsi in qualcuno. Cara Ishtar, se posso usare questo aggettivo, tu dici che la condivisione deve essere anche nel Dolore, quello degli altri, perché anche da esso si attinge a piene mani per creare una ricchezza interiore. Mi sono chiesto chi è disposto a condividere tale peso o, non secondariamente, a metterlo a disposizione. La mia risposta non è delle migliori. Mi spiego: "naturalmente" penso che si sia disposti a condividere un dolore sulla base si un sentimento d'Amore. Se l'Amore finisce e la lontananza tra le Anime cresce e si rimarrà soli perché il senso, il perché il significato vero di quel Dolore è proprietario di solo due persone. Di quelle che hanno generato quell'Amore. Ciò che resta, a mio avviso, è solo la dimensione che una consolazione può dare. Poca cosa.
Forse sbaglio, anzi è molto probabile, però la piena lettura dei sentimenti che nascono sulla base della condivisione totale ha come chiave di decodifica entità simmetriche e uniche. Le Anime che li hanno creati. Tempo fa, grazie ad un commento di Bak, realizzai che non è la diversità in se ciò che vado cercando ma la simmetria. Sì Ishtar la tua definizione di Anime complementari mi trova davvero d'accordo! Purtroppo, fino a che non si prova ad aprire una serratura non si potrà mai realizzare se quella porta sarà il nostro nuovo passaggio per un Amore nuovo. Purtroppo, talvolta, ci si dimentica la chiave. Talvolta le serrature cambiano.
Sì, le serrature, perché la gente cambia e come hai detto tu la notte scende su di noi e ci si ritrova soli. Credo che questo accada perché si diventa un sole che non riesce più a splendere su se stesso. Perché ci si dimentica che alla fine dei conti si è soli. Per decisione nostra o altrui non conta, è sempre l'istinto personale che ci porta a questo risultato.
Questo mutare continuo ed inesorabile nella gente nasce a mio avviso per un motivo fondamentale ossia da una mancanza di equilibrio nei rapporti tra persone. L'equilibrio non è dettato solo dalla nostra volontà ma da una volontà condivisa di trarre piacere biunivoco dallo scambio di emozioni. La fine di un obiettivo comune che, con altre parole, si potrebbe chiamare star bene personale, distrugge il percorso che si sta intraprendendo assieme. Il tempo e lo spazio divergono separatamente. Come un fuso orario viaggiando nel cielo, come binari ferroviari dopo lo scambio.
In quest'ottica, quello della ricerca del proprio piacere, una persona si può permettere, giustamente ben inteso, di distruggere tutto ciò che ha come comune denominatore il Noi. In tal sense mi risulta difficile ammettere: "Qualcosa di Più è prendersi cura, è comunione, è cameratismo, sono i legami e gli impegni. Qualcosa di Più è dare e ricevere amore incondizionato perché, alla fine della giornata o della vita, possiamo dire di possedere veramente noi stessi e l'amore." a fini personali. Lo sento come una bugia. La fine di quei sentimenti, il non poter più ricevere Amore, perché è questo che ci fa star peggio a mio avviso, non può e non deve modificare ciò che noi si mira a diventare. Ossia ciò che vedo espresso nelle righe precedenti del quel testo. (Qualcosa in più ndb.). L'Amore rientra dopo, l'Amore può essere la fine del Qualcosa in più. Magari, ANCHE e SOPRATTUTTO, non il nostro.

Ormai la mia lunga e tediosa riflessione sta sgocciolando verso un termine, resistete se siete arrivati fin qui già vi siete guadagnati una medaglia al valore:). Personalmente ho capito che ci possono essere due strade percorribili come uscita da questo pantano:
  • Accettare la possibilità futura di diventare strumento di Dolore per altri vivendo completamente il Qualcosa in più.
  • Vivere solo me stesso allontanandomi, per quanto mi sia possibile, da ciò che è Amore e che inevitabilmente può portare a Dolore.
Sapete, ho accettato la prima via trovandomi nelle conseguenze nere della seconda. Non mi consola e non mi piace. Sperimentare la seconda via non mi porterà a risultati migliori ma almeno avrò l'effimera consolazione che tutto era stato fatto, che era inevitabile. Non voglio lasciare Dolore nei cuori altrui per un Qualcosa in più.

Ci ho pensato molto, non credo che la soluzione a un giusto vivere sia la condivisione. Essa prevede almeno un'altra vita per essere espressa. Credo piuttosto nell'appartenenza come sentimento naturale, come modo di muoversi simile ma mai uguale, un pensiero analogo che non è mai un monologo fatto da attori differenti, ma un dialogo a più voci.
Credo, magari sbagliando, che nella Vita ci si incontra nel modo migliore solo quando si è alla ricerca di noi stessi. Deviare il percorso è mutare l'egoismo naturale che ci caratterizza. Prima o poi si perderà la nostra strada e si perderà il Qualcosa in più.
Qualcosa in più è riuscire a possedere noi stessi ma anche appartenere egoisticamente gli altri, in noi. Fuori, nella Vita, esiste solo la libertà assoluta di andare e fare tutto ovunque, sempre e comunque.
Sì decisamente questa Vita è un ossimoro ed è pure autoreferenziale. Ognuno sceglie la sua gioia, il suo Amore e il suo Dolore. Io, per me, so già che comunque vada sbaglierò.

A presto e buon fine settimana a tutti!

Mio




Canzone dell'appartenenza (Gaber - Luporini)

L'appartenenza
non è lo sforzo di un civile stare insieme
non è il conforto di un normale voler bene
l'appartenenza è avere gli altri dentro di sé.

L'appartenenza
non è un insieme casuale di persone
non è il consenso a un'apparente aggregazione
l'appartenenza è avere gli altri dentro di sé.

Uomini
uomini del mio passato
che avete la misura del dovere
e il senso collettivo dell'amore
io non pretendo di sembrarvi amico
mi piace immaginare
la forza di un culto così antico
e questa strada non sarebbe disperata
se in ogni uomo ci fosse un po' della mia vita
ma piano piano il mio destino
é andare sempre più verso me stesso
e non trovar nessuno.

L'appartenenza
non è lo sforzo di un civile stare insieme
non è il conforto di un normale voler bene
l'appartenenza
è avere gli altri dentro di sé.

L'appartenenza
è assai di più della salvezza personale
è la speranza di ogni uomo che sta male
e non gli basta esser civile.
E' quel vigore che si sente se fai parte di qualcosa
che in sé travolge ogni egoismo personale
con quell'aria più vitale che è davvero contagiosa.

Uomini
uomini del mio presente
non mi consola l'abitudine
a questa mia forzata solitudine
io non pretendo il mondo intero
vorrei soltanto un luogo un posto più sincero

dove magari un giorno molto presto
io finalmente possa dire questo è il mio posto
dove rinasca non so come e quando
il senso di uno sforzo collettivo per ritrovare il mondo.

L'appartenenza
non è un insieme casuale di persone
non è il consenso a un'apparente aggregazione
l'appartenenza
è avere gli altri dentro di sé.

L'appartenenza
è un'esigenza che si avverte a poco a poco
si fa più forte alla presenza di un nemico, di un obiettivo o di uno scopo
è quella forza che prepara al grande salto decisivo
che ferma i fiumi, sposta i monti con lo slancio di quei magici momenti
in cui ti senti ancora vivo.

Sarei certo di cambiare la mia vita se potessi cominciare a dire noi.

Sunday, 25 October 2009

5002 Km - 216h17m

Il freddo non sarà più così clemente, anche quest'anno ripongo la bicicletta. Le regalo il meritato riposo.
Sono tre stagioni che vado in bici come si deve. Con "deve" intendo non come sport ma molto di più, un qualcosa di indefinibile perché è sempre diverso.
Cominciai nel 2007 per cancellare un Dolore tropo forte per me così mi regalai un dolore fisico che per brevi periodi riusciva a cancellarlo. La volta successiva, il 2008, fu l'anno dei patti con me stesso, delle mete da raggiungere ad ogni costo. L'anno della mente e del fisico, l'anno più duro. Quest'anno mi sono voluto concentrare sulle emozioni e sulla mente, riuscire a ricavare piacere nonostante tutto. La ricerca di una mia serenità.
In parte ci sono riuscito, in parte l'ho trovata ed ho scoperto molto ed altro ancora. Il piacere di pedalare con il vento alle spalle giù curvo e basso al ritmo di musica sempre nuova, il piacere di fermarsi e guardare o di bagnarsi nella natura, nei suoi colori, sempre più a lungo.
E' che di emozioni non ne avevo abbastanza o meglio, c'era li vicino qualcosa di me che non conoscevo, qualcosa che mi sfuggiva. Il limite della mia volontà, il potere della mia mente. L'ho cercato in un modo che non andrebbe fatto, ma essendo quello più rapido offre un buon compromesso. Mi spiego: finché si pedala in pianura si può andare avanti, vicini al limite, per circa cinque o sei ore senza alimentarsi e bevendo solamente acqua e tutto va più o meno bene. Il problema è sempre sul più bello, sulla salita. Li non ci si mente e non si inganna, in tre ore, ma anche meno, io perdo il contatto con la realtà percepita normalmente. Probabilmente si accede ad un altro stato, non so. So, per me, che divento un automa apparente ossia le pedalate diventano lente e cadenzate e la mente affila le spade per la battaglia nell'andare avanti fino alla cima. Sempre e comunque, fino alla meta. Queste sono le crisi di fame, brutte bestie davvero! quando ti fermi mica sai che cosa stai facendo la ragione non è l'unica cosa che ti manca. Trovare il cibo nello zaino è un impresa titanica e il mio zaino e più piccolo di quelli di scuola.
Vi chiederete perché faccio questo, be' i motivi sono sostanzialmente due: perché talvolta (credo quest'anno solo quattro volte) mi piace scoprire questo lato, provare quella sensazione e in secondo luogo per tentare di riparare ad un problema nuovo che da tre anni mi da seccature, forse un giorno ne parlerò.
Ora, da quest'anno, posso dire di conoscere molto meglio i miei limiti ma soprattutto me stesso, la mia indole e natura. Il gioco a cui mi piace giocare. Ora so che spostare in avanti la meta poco prima di raggiungerla è qualcosa che mi tiene in moto, l'unica cosa che mi fa muovere davvero.

L'anno scorso ho creduto che fosse un addio, ahimè non c'è stato. Le speranze sono partite come quegli aerei che non ho preso mio malgrado.
Quest'anno si è molto molto più vicini. Però non darò un addio alla mia bici, ora so come e quando montarci. Come e quando stare con lei, senza pretese di cura. Solo per piacere e per mettermi alla prova. Nessuna medicina, nessun impegno.
Vi sembrerà stupido ma credo che in parte sia riuscita a guarirmi. Senza di lei non avrei capito che è nella mi indole la ricerca di una vita in salita sospesa tra crisi di fame improvvise e discese da affrontare seguendo lo spirito.

Ecco i miei luoghi. Oggi li ho idealmente salutati con un arrivederci. Ma anche no.






Buona settimana a tutti!

Mio


PS: ho riletto i due post che scrissi e qui linkati ed è curioso come emerga, di anno in anno, il creder di aver raggiunto una consapevolezza nuova personale nelle mie capacità che, inevitabilmente, viene ad esser cancellata l'anno successivo. Chissà cosa dirò di me tra un anno. Cambio molto lentamente, questo è indubbio, però forse non sempre in peggio. Almeno così credo e spero.
PPS: scusate gli errori/orrori nei miei post. Pur notandoli dopo la pubblicazione li voglio lasciare così per potermi dire: "Questo eri".

Saturday, 24 October 2009

(Decant)Azione

Forse è così che succede, senza accorgersi senza un perché apparente e immediato ci si trova con tutto il corpo e la mente e lo spirito nel bel mezzo di una corrente estranea, che forse, neppure si immaginava potesse esistere ed allora RUN RUN RUN! Ed allora è emulsione (no G.? :) ), è confusione e mescolanza e misticanza e fusione. Con un perché dissidente ci si trova con i piedi lontano dal suolo e il sole assieme alle stelle al nostro fianco. Così è la Vita quando non ci si muove contro. Almeno questo credo.

Poi nasce un sentimento di libertà, forse pure ci si sente liberi, e non ci si pone domande perché non sono le risposte che contano. Conta l'immediato, il presente, il Tutto e il Niente. Poi chissà perché chissà per come, ma un perché e un come esistono sempre, il botto. Lo scotto.
Tutto si ferma istantaneamente, l'involucro che ci racchiude in questa Vita non ci protegge, la nostra inerzia è il vero male. La nostra corsa non finisce assieme al nostro moto, si sbatte sulla realtà e si urtano le pareti. A destra a sinistra, sopra e sotto, avanti e indietro. Ogni urto dissipa energia, ogni urto è necessario per fermarsi di volta in volta meno dolore un altro livido, stesso sapore.
Poi gli urti cessano tornando ad una quiete apparente. Comincia la decantazione. Tutto cala verso il basso lentamente svogliatamente. Ma un qualcosa di strano accade una sorta di "gravità-inversa" agisce sulle Cose, le più pesanti sono le più lente a depositarsi, viziose vogliono mantenere il suo stato di importanza non capendo che il fondo arriverà ance per loro. -Perché indugiate? Fate come volete, siete predestinate sapete!- .
Nel silenzio del dopo, che è un nuovo presente, si perde la memoria o forse ci si inganna e si vuole rivivere ciò che si ricorda troppo bene, non conta, e si ricomincia a correre un passo e poi l'altro sempre più veloce e... azione. Si è ripartite! Talvolta è troppo presto e allora urti, ancora urti. Decantazione, ancora. Talvolta è il momento giusto e la corsa muta e ci si accorge esser volo che si autoalimenta. Reazione, ancora.

No, non è ottimismo il mio. Sicuramente non sono negativo e neppure pessimista, ora. Diciamo una positività nichilista che non so se esiste (mi suona di ossimoro mal costruito).
Sento che la decantazione in me forse sta terminando, probabilmente sarà colpa dell'autunno con le sue foglie cadenti. Mi sembra di vivere una primavera inversa dove il mondo cresce a testa in giù. Radici tra le nuvole, germogli e fiori verso il suolo.
Sì così mi sento. Sospeso tra un moto inevitabile di un'azione lenta e indomabile nella certezza che un processo si sta esaurendo. Nella consapevolezza che la corrente è vicina pronta a risucchiare chi è disattento, chi è avventato. Chi è pronto. Ho finito i perché, nessun motivo mi sbarra la strada. Certi perché non hanno risposte, loro sono la risposta.

AZIONE-EMULSIONE-DECANTAZIONE.

Forse è questo il cerchio che abbraccia ogni Vita. Non lo so neppure per me, prima devo completare tutti i passaggi. Chiudere gli estremi.

In ogni Vita cade un po' di pioggia. In certe Vite e per certe Anime grandi grandi, come Voi che leggete, è stato diluvio senza fine apparente.
A voi un sorriso del sole sul vostro volto. A voi un raggio di luce come di scintilla perché possiate accendervi e splendere ancora una volta, meglio di prima su voi stessi. Sì, perché credo che sia questo ciò conta in fondo. Perché alla fine di ogni buco nero ci deve essere un astro splendente. Alla fine di tutto c'è la cosa più magnifica. Noi.


Buon fine settimana e, se posso, occhio alla corrente! Non chiudete le porte perché tanto passerà dalle finestre, lasciatela entrare.

Roberto


Wash -Calexico

Light shines through darker days
eyes close and lose their way
slip away the night
while the whole town's asleep
caught between the space
where you wanted to be
death acts and life reacts
spent time turning looking back
clues along the track
leave the following kind
the ground that seems to be new
winding up the same every time.




Thursday, 22 October 2009

Sulla Mia Pelle

Vorrei solamente una lucida incoscienza. Lo so, non è poco ma è quello che sicuramente mi manca.
Credo che ogni carattere spinga necessariamente una persona verso le scelte che trova naturali. Questo di per se non è un problema, il problema sopraggiunge dopo, nelle conseguenze. Quando ci si trova nel mezzo, nel mare in burrasca.

Negli ultimi anni sto cercando di capirmi e credo che in minima parte ci sono pure riuscito. Ho capito che ora, in questa mia Vita, sono pronto ad attuare scelte drastiche e prive di zone d'ombra. Sono disposto a fare terra bruciata attorno a me, non cercando legami, mantenendo meglio che posso quelli che riescono a sopportare questo mio stato estremo. Lo faccio per alimentare un Sogno che FORSE è a divenire, per qualcosa che c'è oltre e non centra niente. Per me.
Ho capito che forse da sempre, nella mia Vita, inseguo un andare oltre che molto spesso, non riesco ad attuare a mettere in pratica. Non so se è una reale mancanza di coraggio o più una razionale paura delle conseguenze. Forse sono entrambe le cose. Non ho la necessaria incoscienza per lanciarmi nel vuoto con gli occhi chiusi, non l'ho mai avuta. Probabilmente.
Ultimamente ho capito ho capito le mie più profonde paure, ho capito che la più grande di tutte sono io. Io che non mi accorgo dei miei sentimenti, che non ho la necessaria sensibilità per capirli prima che svaniscano. Io che non so volermi bene.
Nonostante questo non credo che ritornerò più la persona di prima, ora con la mia fragilità e instabilità che si riflette in stati dell'Anima contrastanti mi sento molto più a mio agio. Sarà che alla fine, un po', mi piace pure soffrire. Non lo so.
Il mio credo ora, per me si intende, non è altro che mostrarmi naturale senza pretese di rincorrere cose che non siano sentimenti ed emozioni. Positive o negative che siano.
Il mio desiderio, il mio Sogno oltre è di riuscire a scoprire ciò che ho dentro. E' di ritrovare il gusto di vivere la Vita con gioia e serenità. Il mio desiderio è di tornare a RIDERE ogni giorno. Nonostante la Felicità nonostante la Malinconia.

Sulla mia pelle l'acqua penetrerà. Il sole la trapasserà.
Così voglio vivere.
Spero di riuscirci.

Le foglie non sono proprio come le avrei volute ma non è questo che conta. Forse ogni Sogno nasce imperfetta.


A presto,

Mio


Se la mia Anima sapesse cantare credo che lo farebbe così. Peccato che non ne sia capace.

Monday, 19 October 2009

Che Senso Ha Il Dolore?

Bella domanda cara Balua, bella davvero.
Non lo so, non posso risponderti. Mi spiego: cos'è il Dolore? un'emozione, un sentimento emotivo, uno stato dell'Anima diverso in tutti noi. Personale.
Cara Linda, chiedimi: "Che senso ha avuto il tuo Dolore?". Ora, forse, posso tentare di darti una risposta soddisfacente.

Non ho la pretesa di aver sofferto tanto quando ho conosciuto il mio Dolore, ma so che per me, non era poco. Probabilmente rispetto ad altri Dolori è pure banale e, per questo, si prendano le mie parole con molto senso critico. Ve ne sarei grato.

Il mio Dolore non è nato con un senso, io ho dato un senso a quel sentimento. Avrei potuto coprirlo seppellirlo in una mescolanza di emozioni duali a contrastare la sua crescita, dipingerlo a tinte vivaci per nasconderlo, oppure lasciarlo li ad appassire e poi seccare. Non ho voluto farlo. L'ho usato per conoscere me stesso come forse mai avrei potuto fare. Il Dolore ha la stessa forza dell'Amore per me, ma purtroppo genera tossine, inquina l'Anima e il fisico. L'assuefazione che può generare è ciò che può far mutare una profonda malinconia in depressione. Questo almeno è quello che è stato per me. Non so se sono stato depresso, sicuramente ci sono andato molto vicino.
Il mio Dolore mi ha segnato e forse per questo sono riuscito ad avviare un cambiamento in me. Grazie a lui sono riuscito a seguire ciò che ora credo essere la traccia del mio me stesso. Faccio fatica, arranco, sputo sangue e veleno, mi faccio male e sono molto più fragile di prima, ma questo non mi importa perché è l'unico modo per raggiungere la sensibilità che vado cercando. Un giorno spero che troverò la fine.
Cara Linda, ciò che leggi e hai letto in queste pagine e commentato con molta gentilezza, poco più di due anni fa non esisteva in me. Ho usato il mio Dolore per arrivare a una nuova consapevolezza in me stesso, per una mia nuova coscienza che ancora non possiedo pienamente. L'ho usato per distruggere ciò che del vecchio Roberto mi ha portato a soffrire.
Ho raccolto il Dolore nel mio corpo per avere la forza di inchiodare sulla mia Anima ricordi magnifici e preziosi che non potevano più restare liberi e generare emozioni uniche. Generare Amore. Perché si Ama in due. Un uccello storpio, senza un'ala, non si alzerà mai in volo.
Non ho usato il Dolore per darmi speranza in un nuovo Amore, perché per sperare in certe cose, in un futuro che si crea assieme, bisogna avere le spalle molto larghe. Le mie non bastano per sostenere me stesso.
Non ho usato il Dolore per cancellare un'Amicizia, sarebbe stato facile, ci sono andato vicino ma non l'ho fatto. Probabilmente sono stato fortunato.

Trovare un senso alle emozioni è difficile, non esistono, credo, risposte univoche. Forse l'unica cosa oggettiva è che il Dolore piano piano ci lascia totalmente o passa ad uno stato latente, si sopisce.
Credo ogni Anima riesca con le sue cure a rimuoverlo dal nostro cuore accogliendolo, come un vecchio amico che si è perso nella Vita, nelle sue infinite stanze.

Scusami se sono stato magari banale ma questo è quello che credo di aver capito per me.

Buona serata,

Mio


PS: ora però mi chiedo: Qual'è il senso dell'Amore? forse non ce l'ha perché FORSE se ne conosce sempre una metà, la nostra.

Sunday, 18 October 2009

Il Solco Della Rinascita

La mattina l'aria taglia le mani, è normale, è l'ottobre che comincia a farsi sentire che cala con soffio continuo da nord. L'autunno suona la carica.

Il rombo cacofonico e asimmetrico di un trattore troppo vecchio ti sembra dare il benvenuto. Le calde esalazioni del suo fiato fossile appena bruciato ti entrano nelle narici e nei polmoni un aroma strano ne cattivo odore, ne fragranza.
Due chiacchiere e piccoli convenevoli e poi si parte, si ara.
Il vomere che penetra la terra, inesorabile, giù sempre di più fino alla quota prestabilita, quella di crociera. Una ferita che si apre un ventre squarciato e rivoltato dal versoio su un fianco, una scia biancastra si dilunga sul terreno violato vedi il calore della madre terra, il suo colore.
Ti chini svelto a recuperare i resti di una vita che ormai andata e destinata a ritrovar l'ultimo vigore nel calore di un effimera combustione. Le mani sono ancora fredde e toccano quell'umida ferita, senti un tepore tra le dita il vapore che esce dalle tue labbra si mescola presto con quello che sale verso il tuo volto un umido scambio di vapori e di umori sul tuo volto.
Giro e contro-giro per mantenere il livello, il solco si allarga si apre, si dipana sempre più. Continui e ciclici i tuo movimenti, sicuramente monotoni, i pensieri quelli no. Come radici che nel suolo si diramano afferrando avide la terra, così cercano in te il tuo significato, qui ed ora.
Il sole monta da est illuminando al tuo fianco un vecchio angolo di mondo, una vallata che credevi di lasciare circa un anno fa. La tua. Un'ombra si proietta lunga al suolo, un uomo direbbero ma tu ci vedi un ragazzo. Chissà.
I pensieri mutanosi spostano su altri interrogativi, su risposte indipendenti da te, dalle tue volontà e, forse per questo, più leggeri.
Il lavoro di alcune ore è giunto al termine, il sole ha conquistato da tempo anche questo ritaglio di terra. Nella luce piena mostri fiera il tuo nero colore, la tua brillantezza, non mi sembri più una ferita, anzi, trovo in te l'immagine di nuova vita.

Talvolta nella Vita credo che bisogna liberarsi delle radici perché in fondo ciò che resta, ciò che noi si è, è Terra.
In noi dentro, sotto la nostra pelle nascosta tra muscoli organi ed ossa conserviamo il seme che contiene in se la nostra genesi, il nostro futuro.
Prendersi cura della nostra Anima è ciò che più ci dobbiamo al mondo. Tutto il resto ne è una normale spontanea inevitabile conseguenza. Purtroppo per certe persone ahimè non è affatto banale.

Buona domenica a tutti,

Mio

Friday, 16 October 2009

When The Night Comes Down

Caro Amico,

nessun rimpianto. Lo so, me lo hai già detto, è il rimorso che ti corrode dentro. No, non preoccuparti di lui passerà lenito da lacrime, alimentato dai pensieri dalla rabbia e dal dolore. Il tuo, il suo. Passerà come l'acqua sulla battigia di quell'oceano che vai a vedere magari sempre più spesso. Ritornerà nuova acqua, una nuova onda a coprirti a coprirla. Il vostro destino non sarà certamente l'arsura almeno che non lo vogliate. Il tempo, se lo si vuole, talvolta aiuta.

Ora è inevitabile la notte scenderà su di voi per poi andarsene 0 per poi permanere. Vi perderete nel buio chiamandovi con parole asciutte che forse sapranno di allontanamento, di cacciata. Di Dolore. Se puoi cerca di andare oltre, guarda in quelle parole e cerca di vedere cosa c'è dentro, leggi nel sul viso nel suo corpo. Li ha lasciato un messaggio per te e tu, sul tuo, hai lasciato qualcosa per lei.
Il rispetto sarà difficile da mantenere ma è doveroso. Ma questo è inutile che te lo dica, già lo sai meglio di me.

A. (come amore): "Che fai non mi abbracci?"

Roberto: "No, non posso."
Volevo dirle che l'amavo ancora, ancora troppo. Lo esprimevo con quelle parole e con il mio corpo con quelle braccia ferme lungo i miei fianchi mentre le sue erano attorno alla mia vita. Volevo urlarti: "Perché???" ma non ci sono perché quando due Anime smettono di parlarsi. E' inutile chiederlo.

Non credo alla distruzione dei ricordi comuni e preziosi per tentare di lenire il dolore. Credo nella capacità di lasciarli liberi e vivi ridando loro una nuova, giusta ed inevitabile dimensione quella che non ci può far soffrire ma solo gioire. L'unica che non provocherà mai rimorsi, l'unica che non lascerà mai Dolore in noi dopo. Certe volte il dopo sembra non aver fine, ma tutto finisce.

Un abbraccio caro Amico!

Roberto






The Night Come Down

When I was young it came to me
And I could see the sun breakin'
Lucy was high and so was I dazzling
Holding the world inside
Once I believed in ev'ryone
Ev'ryone and anyone can see

Oh oh the night comes down
And I get afraid of losing my way
Oh oh the night comes down
Oooh and it's dark again

Once I could laugh with ev'ryone
Once I could see the good in me
The black and the white distinctively colouring
Holding the world inside
Now all the world is grey to me
Nobody can see you gotta believe it

Oh oh the night comes down
And I get afraid of losing my way
Oh oh the night comes down
Oooh and it's dark again
And it's dark again
And it's dark again

Thursday, 15 October 2009

Ieri Oggi Domani

Esistono giorni che non conosci, però non è questo che conta.
Esistono nomi che non sai, ma non è il nome che ti mette in contatto con una persona. Le persone non le si chiama, le si vive. Questo è quanto basta alla fine,e forse è pure molto di più.
Esistono volti che non hai mai visto, corpi dei quali non conosci le fattezze. Ma poi cosa significa questo? L'essenziale sta oltre, talvolta perso dimenticato o in mostra nella sua nuda semplice essenza. No, non servono gli occhi.

Da qualche parte in questo piccolo mondo c'è una persona speciale, un'Anima grande grande. Preziosa come poesia, per come riesce a tracciare una via nella sua Vita, tra schianti che mai lasciano lo spazio a pentimenti. Sempre avanti verso l'oltre, la meta, tra alti e bassi come rondine di maggio nel cielo più blu. Come mitologica creatura nello sconfinato abisso interiore.
Ti senti sospesa su un filo tremi nel tuo precario equilibrio di chi come un rabdomante continui a cercare la sua splendente primavera d'iride colorata negli inevitabili inverni dell'Anima. Sì, la troverai ne son certo. Forse ci sei già molto vicina, te lo auguro.

Forse era ieri, forse oggi o domani. Scusa non l'ho mai saputo. Che poi forse non conta perché, per te, vorrei che ogni giorno sia il più speciale!

Un abbraccio,

Roberto



Sperando di farti piacere, un piccolo banale pensiero:


Tuesday, 13 October 2009

Ho Bisogno di un calmante...

... ecco il mio personalissimo calmante. Funziona sempre, con il mal di testa è davvero incredibile. Già il mal di testa, singolare che le uniche volte che mi sia mai venuto fosse dovuto solo a me, al mio incazzarmi con me stesso.

Ora a tutto volume una dopo l'altra, al buio con le cuffie. Possibilmente cantando e talvolta pure urlando, l'importante è non sentire la propria voce!!!


















sperando che domani sia un giorno SEMPRE migliore.

Buona notte,

Mio

Wednesday, 7 October 2009

Coniugare i Sentimenti

Pensieri nati su un ceppo di larice coperto di muschio nella penombra del bosco di una mattinata dedicata al cercar funghi.


Ci pensavo questa mattina, forse nel bosco ci sarebbero cose più costruttive a cui pensare. Ma forse anche no.
Che cosa intendo con coniugare i sentimenti? Be' diciamo che pensavo ai sentimenti come parole, verbi per la precisione, e mi è venuto quasi spontaneo tentare una coniugazione in senso lato. Capire come si sviluppano e mutano, con regolarità o meno, nella linea temporale tra passato, presente e futuro. Sono arrivato alla seguente conclusione: non tutti i sentimenti posso essere coniugati in tutti i tempi. Certi mancano.

Tanto per cambiare, ma credo che sempre li si vada a parare quando si tirano le somme in noi, ho pensato a: Dolore, Amore e Felicità. Quindi? - direte voi - Sentiamo come la spara grossa 'sto giro - penserete. - Ora tenterò di spiegarmi.

Prendendo in considerazione il Dolore, credo che non sia futuro e neppure presente ma SOLO passato. Affermazione pesante, lo so, ma l'accezione che ho utilizzato è questa: si può star male ora adesso, oppure anche domani e così via, ma la genesi è dietro di noi segnata con una vistosa tacca nel passato. Il Dolore lo si porta dietro, non lo si genera o lo si richiede con azioni consce o razionali, con comportamenti "normali".
L'Amore, be' quello è sicuramente coniugabile al presente ma anche al futuro (futuro mooooooolto prossimo però :D ), esso muta con il tempo dalla sua nascita ha come questa necessità impellente. Muore quando quando entra in campo il tipaccio di cui sopra, l'Amore al passato è ricordo piacevole, ed è un'altra cosa perché l'Amore è azione pura un'emozione che si autorigenera nella persona amata.
E poi, a mio avviso c' é forse il migliore dei sentimenti colui che, nella sua presenza o mancanza, può generare tutti gli altri oppure no. La Felicità. Credo di non di non smentirmi con quanto detto fin'ora se affermo che la Felicità passata esiste in noi oggi e probabilmente domani sotto forma di ricordi-felici. La Felicità presente è una realtà indelebile per chi riesce a vederla o trovarla in un riso, in uno sguardo perso e catatonico in un'Anima lucente. E nel futuro? Li penso che ci sia qualcosa che vada oltre l'immediato, la prossimità. Penso che sia pure un futuro totalmente indefinibile nella sua estensione. L'agire quotidiano per un qualcosa che si sente che ci potrà rendere felici dopo non ha tempi di ritorno. Taluni credono, a torto o ragione non importa ciò che conta ora è il senso di futuro che vorrei far passare, che la Felicità sarà lo stato superiore dell'anima ottenuto attraverso reincarnazioni successive.

Tutte queste parole per introdurre tre interrogativi che mi sono posto tentando di mantenere la razionalità e la logica nel mio ragionamento (?????):
  • Perché fare a pugni con il passato? - o meglio - con il trapassato del mio Dolore che poi non recepivo come tale? - ma le ferite, e questo sono, cos'altro provocano? - purtroppo non ho risposta.
  • Perché non Amare ora? Per un discorso di mancanza dopo. Qui la risposta è facile: si può decidere di amare ma occhio però, non si può decidere il contrario: il non-amare. Io ho fatto la mia scelta per ora.
Per ultimo, sempre con quel piccolo lembo di cervello attivo che ancor mi resta:
  • E con la Felicità come la mettiamo? Risposta semplice e devastante: NON CAPISCO UN CAZZO! Cioè voglio dire: Why Not?!? Perché non olerla e cercarla? Perché mi sfugge? NON LO SO.
Scusate l'ennesimo sproloquio, ma mica ho detto di essere un bravo cercatore di funghi... oddio che strano il mio PC ha naso, occhi, orecchie e parla pure usando il lettore DVD... ma che strana lingua non la capisco ... ... oddio le equazioni di Maxwell mi inseguono armate di gradienti rotori e divergenze aaaaaaaaaaaahh .... ... sto fluttuando che strana sensazione ... che calma ... doh! ho sbattuto la testa sul soffitto ... ahi che botta! ... ... ... Cazzo i funghi Roberto! Chi ha parlato? Chi è stato?!?!?!?

Buona serata (da un allucinato più del solito :D),

Mio




Sorrow
The sweet smell of a great sorrow lies over the land
Plumes of smoke rise and merge into the leaden sky:
A man lies and dreams of green fields and rivers,
But awakes to a morning with no reason for waking

He's haunted by the memory of a lost paradise
In his youth or a dream, he can't be precise
He's chained forever to a world that 's departed
It's not enough, it's not enough

His blood has frozen & curdled with fright
His knees have trembled & given way in the night
His hand has weakened at the moment of truth
His step has faltered

One world, one soul
Time pass, the river roll

And he talks to the river of lost love and dedication
And silent replies that swirl invitation
Flow dark and troubled to an oily sea
A grim intimation of what is to be

There's an unceasing wind that blows through this night
And there's dust in my eyes, that blinds my sight
And silence that speaks so much louder than words,
Of promises broken

Monday, 5 October 2009

Vuoto Spinto

Ancora quella sensazione, profonda ferma granitica che permane e resta. Vuoto spinto, nella testa.

Il caffè non riesce senza l'acqua, non si spediscono buste senza il nome della via. Vuoto spinto, nella testa.

Non so perché ma mi sembra che tutto silenziosamente si stia depositando sul fondo, in me dentro da qualche parte, prima di essere espulso da chissà quale boccaporto e chissà perché. Sembra un'azione lenta e silenziosa quasi di autunno nell'agire, come di foglie a morire sui prati.
Forse è perché questo puzzle che è la Vita si incasina sempre più, si scoprono sempre nuove tessere che mai sono quelle di bordo. Talvolta penso che ci siano troppi soggetti, troppi colori. Sì, sono decisamente tante le sfumature, mi ingannano!

Il tempo passa ed io lo ignoro come un diciottenne che però, a differenza, purtroppo ha perso l'incoscienza. Gran brutto mix non credete?
Sì, sono decisamente stanco e questa volta non è questione di sonno ma di riposo, perché ci sono vari modi di dormire. Il problema è lo Spirito, lui non molla. Sembrerebbe deciso a tirare avanti con dosi massicce di stimolanti, avanti ed ancora avanti sotto la spinta dell'assuefazione.

Dovrei fermarmi ora, un attimo, un respiro. Non preoccuparti Spirito, tu puoi anche nel vuoto spinto.
Vorrei urlare ma non servirebbe a molto. Il suono non si propaga nel vuoto. Nessuna bocca potrebbe gridare ciò che ho dentro, probabilmente è perché non ho niente.

Sì, anche questo significa essere soli. C'è sempre l'altra faccia della medaglia e bisogna saperla accettare altrimenti altri se la caricano sulle spalle e non è giusto anche se basterebbe poco. Caro Mio, TUTTO TORNA, NEL BENE E NEL MALE!

Mio


Il Grido

E voi così innocenti colpevoli d'esser nati
in giro per le strade, gli sguardi vuoti i gesti un po' sguaiati
si vede da lontano che siete privi di ideali
con quello spreco di energia dei giovani normali.

E voi che pretendete che tutto vi sia dovuto
con la scusa infantile che "nessuno mi ha mai capito"
siete così velleitari come artisti improvvisati
con quella finta libertà dei giovani viziati.

È un gran vuoto che vi avvilisce e che vi blocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca.


E voi che rincorrete, decisi e intraprendenti
l'idea di una carriera tipo imprenditori sempre più rampanti
disponibili a tutto, all'occorrenza anche disonesti
con tutta la meschinità dei giovani arrivisti.

E voi così randagi sempre sull'orlo del suicidio
covate ben racchiusa dentro al vostro petto un'implosione d'odio
l'eroico vittimismo da barboni finti e un po' frustrati
e col cervello in avaria dei giovani scoppiati.

È una rabbia che vi stravolge e che vi blocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca.


E voi che brancolate in un delirio tra il male e il bene
col rischio di affondare nella totale degradazione
aggrappatevi al sogno di una razza che potrebbe opporsi
per costruire una realtà di giovani diversi.

C'è nell'aria un'energia che non si sblocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca.



Sunday, 4 October 2009

Soli(tudine)

-Cosa hai dentro?
-Un casino totale, nulla più.
-Vuoi parlarne?
-No, ora no. Grazie.

Talvolta non si possono dire certe cose perché non si possiede il linguaggio adatto per esprimerle. Perché non si capisce noi stessi.

Mi sto abituando all'idea di un futuro da solo e forse di solitudine. Non sarò il primo e neppure l'ultimo.
Non si può comandare l'istinto, non si può deviare il corso dell'acqua all'infinito. Non tornerà mai verso i monti.
Sì cara G., hai ragione, mai rinunciare ad essere noi stessi, nel bene o nel male, ce lo dobbiamo per noi e per chi ci avvicinerà. Perché è così che funziona, ci si attrae come tra pianeti come tra soli in galassie, altrimenti si è solo satelliti o meteore impazzite. Mesti schiavi o incontrollabili distruttori.

Buona settimana cari lettori tutti!

Mio


Da un po' ho finito di ascoltare: Mio fratello è figlio unico di Rino Gaetano. Davvero un album interessante, la traccia omonima ma anche Sfiorivano le viole e Berta filava le trovo incredibili, ASCOLTATELO se vi capitasse l'occasione. Mu' ahahah adesso ti chiamo così ok?(tanto nome in più o in meno... ok ok vado a c___re) grazie di avermi Gaetanizzato!!!


Something About Me

Last Listen Music

  • Rimmel -Francesco De Gregori
  • Mio Fratello E' Figlio Unico -Rino Gaetano
  • Ingresso Libero -Rino Gaetano
  • Going For The One -Yes
  • Serenade in Bb K361-370a [Gran Partita] -W. A. T. Mozart
  • Relayer -Yes
  • 9° Sinfonia -Ludwig Van Beethoven
  • Blue -Joni Mitchell
  • Quadrophenia -The Who
  • Tales From Topographic Ocean -Yes

Last Read Books

  • Manuale del Guerriero Della Luce -Paulo Coelho
  • Il Castello dei Destini Incrociati -Italo Calvino
  • Il Petalo Cremisi e il Bianco -Michel Faber
  • Dance Dance Dance -Murakami Haruki
  • On The Road (Sulla Strada) -Jack Keruoac

Last Seen Movie

Translation - by Google