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Sunday, 25 October 2009

5002 Km - 216h17m

Il freddo non sarà più così clemente, anche quest'anno ripongo la bicicletta. Le regalo il meritato riposo.
Sono tre stagioni che vado in bici come si deve. Con "deve" intendo non come sport ma molto di più, un qualcosa di indefinibile perché è sempre diverso.
Cominciai nel 2007 per cancellare un Dolore tropo forte per me così mi regalai un dolore fisico che per brevi periodi riusciva a cancellarlo. La volta successiva, il 2008, fu l'anno dei patti con me stesso, delle mete da raggiungere ad ogni costo. L'anno della mente e del fisico, l'anno più duro. Quest'anno mi sono voluto concentrare sulle emozioni e sulla mente, riuscire a ricavare piacere nonostante tutto. La ricerca di una mia serenità.
In parte ci sono riuscito, in parte l'ho trovata ed ho scoperto molto ed altro ancora. Il piacere di pedalare con il vento alle spalle giù curvo e basso al ritmo di musica sempre nuova, il piacere di fermarsi e guardare o di bagnarsi nella natura, nei suoi colori, sempre più a lungo.
E' che di emozioni non ne avevo abbastanza o meglio, c'era li vicino qualcosa di me che non conoscevo, qualcosa che mi sfuggiva. Il limite della mia volontà, il potere della mia mente. L'ho cercato in un modo che non andrebbe fatto, ma essendo quello più rapido offre un buon compromesso. Mi spiego: finché si pedala in pianura si può andare avanti, vicini al limite, per circa cinque o sei ore senza alimentarsi e bevendo solamente acqua e tutto va più o meno bene. Il problema è sempre sul più bello, sulla salita. Li non ci si mente e non si inganna, in tre ore, ma anche meno, io perdo il contatto con la realtà percepita normalmente. Probabilmente si accede ad un altro stato, non so. So, per me, che divento un automa apparente ossia le pedalate diventano lente e cadenzate e la mente affila le spade per la battaglia nell'andare avanti fino alla cima. Sempre e comunque, fino alla meta. Queste sono le crisi di fame, brutte bestie davvero! quando ti fermi mica sai che cosa stai facendo la ragione non è l'unica cosa che ti manca. Trovare il cibo nello zaino è un impresa titanica e il mio zaino e più piccolo di quelli di scuola.
Vi chiederete perché faccio questo, be' i motivi sono sostanzialmente due: perché talvolta (credo quest'anno solo quattro volte) mi piace scoprire questo lato, provare quella sensazione e in secondo luogo per tentare di riparare ad un problema nuovo che da tre anni mi da seccature, forse un giorno ne parlerò.
Ora, da quest'anno, posso dire di conoscere molto meglio i miei limiti ma soprattutto me stesso, la mia indole e natura. Il gioco a cui mi piace giocare. Ora so che spostare in avanti la meta poco prima di raggiungerla è qualcosa che mi tiene in moto, l'unica cosa che mi fa muovere davvero.

L'anno scorso ho creduto che fosse un addio, ahimè non c'è stato. Le speranze sono partite come quegli aerei che non ho preso mio malgrado.
Quest'anno si è molto molto più vicini. Però non darò un addio alla mia bici, ora so come e quando montarci. Come e quando stare con lei, senza pretese di cura. Solo per piacere e per mettermi alla prova. Nessuna medicina, nessun impegno.
Vi sembrerà stupido ma credo che in parte sia riuscita a guarirmi. Senza di lei non avrei capito che è nella mi indole la ricerca di una vita in salita sospesa tra crisi di fame improvvise e discese da affrontare seguendo lo spirito.

Ecco i miei luoghi. Oggi li ho idealmente salutati con un arrivederci. Ma anche no.






Buona settimana a tutti!

Mio


PS: ho riletto i due post che scrissi e qui linkati ed è curioso come emerga, di anno in anno, il creder di aver raggiunto una consapevolezza nuova personale nelle mie capacità che, inevitabilmente, viene ad esser cancellata l'anno successivo. Chissà cosa dirò di me tra un anno. Cambio molto lentamente, questo è indubbio, però forse non sempre in peggio. Almeno così credo e spero.
PPS: scusate gli errori/orrori nei miei post. Pur notandoli dopo la pubblicazione li voglio lasciare così per potermi dire: "Questo eri".

Monday, 6 October 2008

Arrivederci per non dire addio

Un clangore metallico, uno scatto secco poi il secondo. Ora siamo assieme abbiamo sottoscritto il nostro muto patto io un po' più meccanico tu un po' più umana. Un ombra lunga lunga ci accompagna alla nostra destra siamo noi, sono io e sei te.
L'aria fredda del mattino che d'estate si scalda tanto presto, che di primavera ed autunno non vuole sapere di scaldarsi. Così parto con le gambe ancora assonnate, con i pensieri ancora attivi, con la voglia di andare per rimanere un po' più solo in mia compagnia. Bastano pochi chilometri e subito ti senti già più reattivo cerchi il ritmo respiri con il naso, il fiato è ancora leggero la strada è ancora piana e tu corri come i pensieri e forse anche più veloce. Ora si sale, la bocca si spalanca per aspirare quanto più ossigeno possa fornire a quei muscoli avidi che mai ne hanno abbastanza. La salita non è ancora dura, la temperatura aumenta leggermente così come la frequenza delle tue pedalate. "Uno due, uno due. Ritmo, ritmo..." sembra comandare il tuo cervello. Sei arrivato in cima alla prima salita un po' d'acqua e via verso la seconda, attraversi zone d'ombra non ancora baciate dal sole mattutino e quel fresco ti da l'ultima sveglia prima del bagno di sole.
Ora comincia il "quasi bello", la seconda salita ti raccomandi il ritmo prima di iniziare, ti raccomandi di non strafare perché di strada ne hai ancora tanta di salita te ne mancherà. Questa volta è più dura della precedente, più lunga più irta. Qualcosa che non sai ti chiama, tu rispondi con la stessa naturalezza del battito del cuore, del respiro. In un gesto naturale sei sui pedali fuori dalla sella, è iniziata la tua danza personale il tuo ancheggiare ciclico, continuo, ritmico l'ombra che sta sotto i tuoi piedi si muove seguendo una musica che solo tu puoi sentire. Ora sei la come sospeso come chi scala l'aria, con il baricentro spostato in avanti con le mani come artigli il manubrio la tua preda, lo sguardo è in avanti il respiro è pesante ma le gambe fano ancora il tifo per te. Arrivi al passo, sono tre ore che pedali, è ora di mangiare qualcosina in fretta perché non sei ancora a metà giro, ora il sole è alto, ora fa caldo.
Affronti la discesa a tutta i tornati ti piace prenderli in piega e al limite, in meno che si dica ti accorgi che sei praticamente in fondo. Ritmo in pianura per rianimare quelle gambe che si sono cullate nel placido pedalare della discesa, ritmo per prepararle alla prossima di salita. L'ombra alla tua destra è ora piccola piccola, il sole è alto ed il caldo si fa sentire. La strada risale, ora si fa sul serio ora comincia il bello.
"Uno inspira, due espira, ritmo ritmo..." questo sembra ripetere con ossesione il tuo cervello, il cuore lo senti nel petto senti i battiti accelerati, senti quando i polmoni si riempiono d'aria cerchi il limite sapendo che oltre per tanto tempo non ci puoi stare altrimenti a casa mica ci torni tanto facilmente. Ora la salita è veramente dura, per la stanchezza che si fa sentire nelle gambe per la pendenza che ti trovi davanti. Gocce di sudore rigano il tuo volto e cadono ritmiche e continue sul manubrio e sulla strada l'ombra stampata sotto di te è nera è piccola piccola. Le braccia e le gambe tese in uno spasmo continuo; sono così bagnate da riflettere il sole che batte sul telaio d'alluminio lucido così tirate che puoi distinguere distintamente ogni muscolo, ogni tendine, ogni vena.
La salita continua è l'ultimo strappo vedi la cima dal basso sai già quanto sarà duro, le gambe ti hanno mollato e bestemmiano ed imprecano. Ora non è questione di forza fisica ora è questione di mente. Sei libero e sei concentrato sul tuo corpo, lo ascolti ti ascolti. Ora hai un accenno di sorriso sul volto. Non molli perché è ora di superare il limite, perché ora è il momento per migliorarsi. Prima si faceva solo per finta. La tua danza diventa più lenta il tuo ancheggiare più pesante il tuo bacino è appena dietro al manubrio, teso in avanti come il tuo respiro tende l'aria; le tue mani sul manubrio hanno cambiato l'impugnatura le braccia sono tirano verso l'alto sotto il sole che violenta con raggi pungenti la salita è arrivata al suo culmine, il tue respiro forse oltre. Ora il tuo viso è completamente bagnato in una smorfia di dolore la mandibola è contratta lo sguardo cerca la cima negli occhi determinazione negli occhi le gambe sono completamente in acido. Una vocina ti suggerisce di mollare, di riposare non è quello che vuoi. Tiri diritto.
Arrivi al passo piegato sul manubrio lo sguardo è stralunato la testa inclinata quasi a ciondoloni ma qualcosa dentro di te ride per la soddisfazione. Ce l'hai fatta anche questa volta. Ora c'è la discesa, il tuo premio.
N finirei più di scrivere di tante altre cose, delle salite dure che il fiato tolgono in un istante e ti tentano come il canto delle sirene con Ulisse dicendoti: "Aspetta riposa", ma tu no non riposi e vai avanti a passo d'uomo zigzagando per tagliare quella strada che, seppur stai già percorrendo in salita, te la trovi davanti come un muro ancora più ripido. Degli spettacoli che si possono vedere ed assaporare. Del fermarsi su un prato al sole con tutto lo splendore della natura attorno; splendore che in primavera ti violenta quasi gli occhi con il giallo del tarassaco a punteggiare il verde dei prati coperti della prima erba, erba che poi ingiallisce con i calori dell'estate punteggiandosi del rosso vivo dei papaveri. Poi ci sarebbe da parlare della fatica di come può essere allenata del cuore che ora batte quarata-quarantacinque volte al minuto che per la stanchezza si fermava per quasi due secondi che di ritornare a sessanta e più mica ne ha voglia e poi tanto ma tanto altro ancora da parlare di sfide mentali e fisiche, ma vi annoierei.
Come sapete, sono montato in sella la primavera dell'anno scorso per scacciare i miei pensieri non pensando, cancellandoli con la fatica. Ora a più di un anno di distanza posso dire che la bici sia diventata la mia voce muta quando volevo non pensare, un divertimento quando sentivo che la mente era libera e concentrata sulla danza per arrampicarmi verso il cielo, una sfida quando mi ponevo l'obbiettivo da raggiungere e lo perseguivo con tutto me stesso, un ambiente di meditazione quando volevo pensare rimanendo solo. Credevo fosse stato così anche quest'anno ma in realtà mi sono sbagliato è stato molto di più.
Ora il freddo si fa sentire nelle braccia e nelle gambe, sulla fronte e nei polmoni tra stomaco e diaframma, credo che ormai mancano ancora poche escursioni dopo le quali anche la mia bicicletta prenderà la sua vacanza. In questo periodo inevitabilmente succederanno cose che modificheranno le mie abitudini definitivamente, forse quest'anno sarà l'ultimo in sella con l'approccio che sono riuscito a tenere. Di questo mi dispiace ma ho tante altre salite davanti che non posso rinviare e devo assolutamente scalarle.
A presto cari lettori e scusate la lunghezza di questo post, ma mica sono riuscito a farlo più breve anzi, mi sembra di non aver detto molto.

Mio

Thursday, 11 September 2008

Mi son fatto un gran bel Regalo-Sogno Parte Seconda

Eh già ci sono ricaduto o, per meglio dire, mi sono regalato un altro Sogno che avevo messo nel cassetto più di un anno fa.

Oggi ho scalato lo Stelvio dalla parte di Prato allo Stelvio arrivando dopo venticinque chilometri al passo situato a 2680m s.l.m., sulla mitica Cima Coppi. Ad onor del vero non è stato molto difficile, o meglio, non è stato estremamente faticoso perché faticoso lo è sempre. un po' l'altitudine si è fatta sentire anche perché si pedala per circa dodici chilometri sempre sopra i duemila metri, ma con io ghiacci eterni del gruppo dell'Ortles-Cevedale che ti guardano austeri a sinistra avrei pedalato anche fino a guardarli dall'alto, lo spettacolo era incredibile.
Ora vi lascio un po' di foto per incuriosirvi, scusate la scarsa qualità ma purtroppo la macchina sente il passare del tempo.

  • Passo dello Stelvio Cima Coppi (il cartello "regolare" non c'era più)


  • Passo dello Stelvio da Bormio
  • Un po' di Svizzera: St. Maria Val Mustair

Una cosa non dimenticherò mai di questa ascesa: il "Puttana Eva" (me ne scuso con la bistrattata Eva) che ho tirato quando ho visto gli ultimi cinque chilometri e il sorriso rasente al ghigno di chi lancia una sfida a se stesso che sempre mi compare quando mi trovo davanti cose di questo tipo.

A presto,

Mio

PS: Altre e peggiori foto le trovate linkate qui

Wednesday, 3 September 2008

Mi sono fatto un gran bel Regalo-Sogno

Programmato da più di un anno, inseguito quasi sfuggito per poi essere riacciuffato eccovi il mio Regalo-Sogno:


Partenza ore 9:00 circa da Penia quindi:
  • Passo Fedaia

  • Passo Giau
  • Passo Falzarego e Valparola



  • Passo Campolongo


  • Passo Pordoi


  • Passo Sella


  • Passo Gardena


  • Passo Campolongo


Erano le 19:21 ero ad Arabba, il contachilometri segnava 150Km e 8:34 ore di pedalare ma lo VOLEVO perché era ora e fiorse mai più, giro a sinistra e...


  • Ore 20:30 circa eccomi sul Passo Pordoi



Ora non chiedetemi se ieri ero dopato, di me stesso o del mezzo litro di caffè unito al litro di the,, se sonop stati i due etti e più di savoiardi che ho mangiato piuttosto che il riso bollito con due tre etti di marmellata di prugne fatta in casa (a proposito provatelo non è malaccio), se siano stati i cantucci o i zeltucci (ricetta supersegreta da me brevettata che pubblicherò a breve ;)), da me fatti, ma in cima al Pordoi a più di 2200 dopo nove ore e mezzo di sola bicletta ne avevo ancora, non molto ma ne avevo ancora!!!
Ringrazio come non mai mio padre e mia madre e il mio piccolo nipotino per avermi fatto da supporto seguendomi con i viveri ed aspettandomi qua e la. Grazie davvero!!! Ringrazio il super-Panda per non aver mollato arrancando nelle lunghe salite che ha dovuto sopportare :).


Mio

Monday, 9 June 2008

Monte Altissimo in Mountain Bike

Era ieri pomeriggio, come ormai da numerose domenche di quest'anno nuovo, dedico e mi diletto all'esplorazione dei miei paraggi e non solo con la mountain bike. Ieri per la prima volta ho avuto il piacere di scalare una tranqulla vetta a picco sul lago di Garda, il monte Altisssimo, che a dir il vero a discapito del nome non è poi così alto, sono ciraca 2100 metri. La fatica nell'arrivare sulla cima è stata parecchia anche perché (come al solito) prima dell'ultima salita mi dedico molti altri chilometri che alla fine pesano e non poco. Ora con un dolce mal di gambe dedico a chi di qui passa le foto del mio tour domenicale sperando di affascinarvi con le vedute tra nubi e sprazzi di sole estivo anche se ancora non troppo.
A presto,

Mio

PS: l'album di Picasa è linkato sulla foto, clickateci ed entrerete. Al più presto inserirò ulteriori foto, per ora sono poche(solo 2 :( ).

Soundtrack of my tour: Cirano -Francesco Guccini

Tuesday, 25 March 2008

Panacea meccanica

Quasi un anno fa quando i pensieri diventavennero pesanti e le mie domande ricevevano solo risposte vuote e sorde, ti ho inforcato cercando in te il dolce non pensare, l'unica cura del allora mio esistere, l'unica medicina per le mie ferite che ogni mattina nascevano sul mio animo e mai guarivano.
Con te ho scoperto i miei limiti fisici e psicologici, il sapore della fatica pura quella che incontri solo quando il fiato è talmente corto che solo il cuore ha un ritmo più incessante; la fatica che mette in crisi la tua volontà con conturbanti tenatazioni, ti tortura nelle gambe che in acido bestemmiano ed imprecano verso quel piccolo angolo di cervello che le comanda come uno schiavista ad un movimento ritmico e costante non capendo che anche per lui è dura rimanere coerente concentrato in quel ritmare, non deprimersi non darla vinta alla strada che bollente, nera e superba gli si inerpica davanti per chilometri senza dare scampo. Quell'angolo di cervello che chissà perché prima di affrontare la salita si è dato come assioma fondamentale: "Non usare un rapporto più agile della corona centrale e del secondo rodino altrimenti è troppo facile!". E allora giù acqua, che ormai è più calda del tuo corpo, sulla testa lasciare che ti scorra sul volto nella schiena perché ti possa porta un sollievo insperato e passeggero quindi ti alzi sui pedali e li schiacci a terra per gettarti alle spalle quella strada che ora sei obbligato ad affrontare.
Con te ho scoperto una sublimazione del sapore della conquista personale delle cose, amaro nello sconforto quando sei solo a metà strada e la via del ritorno è ancora lunga e difficile, perché ogni volta che stai per alzarti sui pedali sai già in anticipo che i muscoli si contrarranno potentemente e ti faranno male molto male per le prime cinque pedalate, allora stringi i denti li digrigni guardi la strada e le dici: "Non mi avrai!" e chiedi al tuo corpo alla tua mente di più, più che puoi per dimostrare a te a lei che tu sul limite ci vivi passando e ritornando al di là del suo confine. Infine arrivi sulla cima di quella salita che ti eri prefissato come "vittima" con le gambe dure che quando smonti sembri un trampoliere ma hai in bocca il dolce sapore di una piccola grande conquista. Li ti fermi per una manciata di minuti lasciando che il sole ti carichi con i suoi dolci raggi assorbendo quell'energia che ti servirà per il ritorno. Mentre il tuo corpo assapora tutto questo il tuo gustoincontra il dolce dei savoiardi l'amaro della cioccolata iperfondente ed l'acido di una mela rigorosamente verde. Finito quel fugace pranzo ti carichi lo zainetto in spalla e via a talvolta a rotta di collo, talvolta con calma giù per quella discesa, che se è sterrata è meglio, torni verso casa sapendo che portare la pellaccia a casa non sarà facile anzi, ma seppur coscente di quello che ti aspetta non hai paura perché si farà, perché si deve fare, perché alternative non ce ne sono, perché ci sei tu la tua bicicletta ed una strada sulla quale tracciare il tuo percorso. Alla fine arrivi al cancello di casa stanco, certe volte sfinito se hai raggiunto come volevi il tuo limite per quel giorno, smonti dalla bici apri il cancello e camminando lungo il vialetto accompagni la tua bici con la mano al tuo fianco come quando da bambino si tenevi il braccio sulla spalla del compagno di scuola.
Dopo aver letto quanto ho scritto sopra mi vedrete come un maniaco della bicicletta, no sinceramente non lo sono. Non guardo più ciclismo perché non è più uno sport, ne ha perso la natura fondamentale; non bevo intrugli vari ma solo acqua e qualche sale minerale se il giro è particolarmente lungo e difficile, la mia bicicletta ha ormai otto anni non è scorrevole ed i rapporti non funzionano bene ma questo non mi importa.
Io amo questo sport perché credo che sia la sintesi della vita, da quando parti a quando arrivi. Nella vita di ognuno ci sono delle dure salite che si devono affrontare contando sulla propria mente e il prorio corpo, perché l'uno senza l'altro sono niente. Salite nelle quali devi stringere i denti fino alla fine pedalando e segundo tua ombra che ciondolante ti si staglia davanti che mai raggiungerai, fermandoti e piegandoti in due sul manubrio con il fuoco nei polmoni in preda agli spasmi. Salite nelle quali non devi essere MAI disposto a voltare la bicicletta per una dolce discesa perché È la morte della tua volontà, nelle quali non devi MAI spingere quella compagna di avventura perché quello NON è andare in bicicletta non è affrontare la vita. Perché tutto questo è tradire se stessi è tradire la propria coerenza la parola che ti eri dato.
Ieri dopo quasi sei mesi di astinenza forzata, dovuta al clima non proprio clemente, ho inforcato la mia mountain bike ed oggi seppur la salita era inesistente la fatica morde ancora le mie gambe questo vuol dire che la prossima volta sulla stessa strada, ne sentirò meno forse per niente. Spero che anche quest anno riuscirò ad educarmi come feci l'anno scorso, diventare ancora una volta di più mente&cervello, passione, cuore, polmoni, pelle, ossa e muscoli e niente più perché il superfluo non serve per riuscire a curare i miei ora più leggeri mali, per migliorare riuscendo a spostare il mio limite ogni volta più avanti ed avanti perché la discesa non conquistata non è Discesa non avrò raggiunto la mia Meta dalla quale ripartire.

Mio


PS: sono totalmente convinto che mi troverete spostato-esaltato un maniaco autolesionista dello sport, dire che non lo sono e che non lo faccio per rimanere in linea (o qualt altro di effimero), ma per temprare me stesso non servirebbe a niente quindi non lo dico anche se in realtà intrinsecamente l'ho appena fatto. In realtà se lo penserete vi comprendrerò perché certe volte quando pedalo e non solo dico a me stesso che sono da rinchiudere badando bene di gettare le chiavi, ogni volta mi riprometto non mettere più il culo nelle pedate ma sistematicamente sento sempre calci nel culo... evvabé!
PPS: odio benevolmente 3/4 dei ciclisti in bici da corsa perché: 1) Sono maleducati. Non salutano mai. 2) Sono superbi. Si credono degli dei in terra. 3) Sono i peggio aristocratici-borghesi delle due ruote. Vanno in giro tutti in ghingheri neanche che fosse una passerella di moda. 4) Sono vanitosi. Si mettono il profumo-dopobarba-chissàcosaltro prima di partire.

Wednesday, 26 September 2007

Tremalzo-Pregasina

Hi dear reader that endure my posts,

the autumn is knocking at the door and I would like tell you my last tour in mountain bike that was the 9th of September. I don't recount it before because I haven't time to write this post therefore the landscape aren't seem the same but what I find during this tour is still alive.
My tour with MTB started from Arco on Sunday morning I went to Riva del Garda were I took the old Ponale's road, it is an characteristic and panoramic road cut in the rock sheer on the Garda lake, at the end I arrived in Ledro's valley that is a green plateau full of pine tree, fir and green field with an characteristic small lake (Ledro's lake). At the end of Ledro's valley I took the road that rise toward Tremalzo. After 13 Km and a lot of fatigue I arrived at the top at about 1800 mt. of altitude in the middle of green field full of cows that were waiting for return to valley. Unfortunately daytime was not very bright and the landscape was not the maximun but a warm sun heated me softly while I had my packed lunch. After some photos I was ready to return home I had decide to went home pass through Pregasina by a new (for me) road that I knowed exist but I haven't never explore.
After 10 minutes I was on the Tremalzo's pass ready to deep down for about 10 Km on a quite technical dirt road with galleries that brought me from a landscape to another one passing through its gloom throat. I arrived at the crossroad to Pregasina full of curiosity for what expected to me I knew that from this dirt road I arrived to Pregasina and I could saw the Garda's lake the Busa (remember?) but I don't knew how!
After 2 Km the dirt road became a path into the wood and rocks unfortunately the path become to go up and in very MTB style I carried my bike on back up in the wood until Guil pass then I go down through a down hill path and at the second fall I dicide that my shoulder, neck, head and knee count more than my pride and obstinacy! At the end of the path, wood, rocks and fall I followed little dirt road that carried me to an incredible beautiful and unexpected panorama. I was (I know it after) that I was on Punta Larici all the wonderful Garda's lake was in front of me, the Busa on my left with a gently wind caressed my face. I decided to stop there for a while to take some pictures and enjoy the moment completely. With a little bit of sadness I returned to my bike and rode to Pregasina and then to Ponale. After 20 minutes I was back home.
I learn something or batter understand something from this trip, I understand as in this trip the magnificent and incredible view is unexpected near to me so in the life something of precious and special can be near to me and I can see it just taking a "bike". Now I know were is Punta Larici, now I hope to know many other "Punta Larici".
Goodbye sincerely,

Mio

Sunday, 2 September 2007

Dolomiti tour

Hi to every bloggers and not,

after years and years of geographic ignorance the last weekend of august Ihad decide with my friend Cladio to explore the oriental part of Dolomiti that are the most characteristic and rapresentative highland (my personal opinion) of my region, Trentino - Alto Adige (Sudtirol).
There are fundamental two ecological way to visit this beautiful once is walking and the second is by bicycling. We had choose the second one.
At 9:45 AM after two hours trip we arrived in Corvara a small and nice village in Sudtirol's province, at 10:00 AM we rode our bicycles toward our personal challenge indeed we had decide to do the medium route of Dolomities Marathon.
Fortunately the weather was excellent and our mood was batter although we knowing that on our route we will find six Dolomitic's pass and four of it with more than 2100 meter of altitude. Anyway with a good company all trip can be easy and I had three excellent partner, Claudio, the wish to confront with me on that epic climb that had make the history of ciclyng and the beautiful landscape that filled up my eyes.
I was like an young child that was impress to the peachy beauty of those enormous and monumental rock's colossus that was suspend between green soft field and the blue sky dreaming ploughed to funny clouds. It was bliss.
At the evening after six long hours of pedal and eight trip's hours we arrived happy and tired to Corvara again. With a short briefing we had decide to enjoy the local cuisine and better if it's the typical one, then after dinner we return happy and tired to home with in our eyes the magic atmosphere of the unforgettable, precious and dreaming Dolomiti's rose sunset!
I want to give thanks to Claudio for her special pleasant company in this adventure, many thanks!
I greeting you with the hope that I have seduce you to do a tour in this "my" wonderful and unique place.
Goodbye,

Mio

Saturday, 18 August 2007

Malga Campo - Vallestrè

Hi,

finally after troubles with my camera and terrible psico-physic fight with an horrible software, I'm very glad to present my first official post that collect last weekend tour on the mountain quite near Arco. It's a funny-hard trip but the beautiful of nature and the freshness of the mountain air (in conjunction with a good cheese form) it had became very light. Anyway, I hope that you will enjoy my photos because in the only material thing that I can offer you (the cheese was very good!!!).
See you soon,

Mio

Something About Me

Last Listen Music

  • Rimmel -Francesco De Gregori
  • Mio Fratello E' Figlio Unico -Rino Gaetano
  • Ingresso Libero -Rino Gaetano
  • Going For The One -Yes
  • Serenade in Bb K361-370a [Gran Partita] -W. A. T. Mozart
  • Relayer -Yes
  • 9° Sinfonia -Ludwig Van Beethoven
  • Blue -Joni Mitchell
  • Quadrophenia -The Who
  • Tales From Topographic Ocean -Yes

Last Read Books

  • Manuale del Guerriero Della Luce -Paulo Coelho
  • Il Castello dei Destini Incrociati -Italo Calvino
  • Il Petalo Cremisi e il Bianco -Michel Faber
  • Dance Dance Dance -Murakami Haruki
  • On The Road (Sulla Strada) -Jack Keruoac

Last Seen Movie

Translation - by Google