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Wednesday, 26 May 2010

Meta-Lontananza

Strano come tutto sia acuito, come il facile diventi difficile. Come il contrario ne sia una semplice conseguenza. Strana ma forse normale, inevitabile.
Sensi moncati da fisici ostacoli sono accresciuti dal loro essere SENTITI, non PERCEPITI.
Nulla è più profondo del senso del tatto quando si afferra aria che diventa solida.
Nulla penetra di più i polmoni di un profumo dolce ma inodore.
Nulla lascia un così lungo ritorno al gusto, sulle labbra, che un desiderio di bacio.

Lontananza, limite in chi crede che questa possa essere un problema. Meta-Lontananza per chi crede e vuol vivere una nuova ed accresciuta dimensione. Per chi vuol provare, prima, ciò che è tangibile solo dopo averlo vissuto.
Meta-Lontananza è costruire un piccolo angolo di mortale paradiso tra terra e cielo, quando non si può far altro che vivere sospesi, a tratti, in virtuosi mondi virtuali.



Oltre lo Specchio Blue

Artificiali barriere 
aprono metafisici mondi.

Uno stanco Morfeo 
sorridente cede il passo
ad un prepotente Eros.

Infinito davanti.
Profondo. Sospeso. Atteso.
Oltre lo Specchio Blue.

Chrono si espande
con contrazioni senza controllo.
Scuotimenti d'Anima.
Luce si estende.
Mentre le parole diventano mute
in mal celati ansimanti sospiri.

Mio


A TE perché ti ho accanto sempre.Ma questo non serve che te lo dica. Già lo sai.

Sunday, 16 May 2010

Grazie Amici

Sono ritornato dal mio piccolo viaggio. Otto anni dopo ho rivisto J. di persona, ho conosciuto A..

E' stato normale e per questo incredibilmente forte, tutto non è cambiato di una virgola dentro o meglio, forse sì, i sentimenti sono maturati in una consapevolezza ora manifesta. J. con qualche ruga in più qua e la, stesso spirito di bambino una luce incredibile negli occhi un sorriso che mai dimenticherò. Uno di quei pochi Maestri inconsapevoli, come li chiamo io, che si ha la fortuna di incontrare nella Vita. Sai, mi hai insegnato tanto anche in questi pochi giorni, non te l'ho detto direttamente, spero di avertelo dimenticato anche se la comunicazione di sentimenti ed emozioni non è il mio forte. Non lo è mai stato. Sai, Tio grande, sei incredibile nel tuo esprimere le emozioni nel tuo trasmettere i sentimenti oltre le barriere del nostro linguaggio comune.
Ho avuto il piacere di incontrare A., una persona che mi è piaciuta molto perché in grado di bruciare per le cose che l'appassionano. Perché in grado di combattere per ciò in cui crede, per un ideale. Caspita se ci credi! Mi sei piciuta perché nella voglia di farti capire e di spiegare in un linguaggio che non ci appartiene nella tua sigaretta appena accesa nella mano sinistra tenuta leggermente alzata mi è sembrato di vedere un tremore adrenalinico. Magari mi sbaglio ma a me sembrava così, i tuoi occhi esprimevano tutto questo. Mi è piaciuta la tua naturalezza.
Caro J., cara A. Amici incompararabili come chi amico ho la preunzione di considerare, mi avete regalato un riso che sempre più spesso ultimamente mi coglie. Cari Amici, con voi ho condiviso una Presenza speciale che ora mi riempie pensieri svegliandomi dolcemente la mattina sussurrandomi una dolce buona notte quando il sonno mi chiama. Sai, mi dai emozioni dimenticate e mai vissute. Spero di condividere con Voi tutto il prima possibile. Sapete, mi avete mostrato ciò che penso possibile non è utopia. Sapete Voi sembrate averlo proprio raggiunto.
Caro J. e cara A. voglio augurarvi tutta la Fortuna, Felicità e la Serenità che vi meritate. Vi voglio bene. Grazie di tutto!!!

Mio


Sperando che possiate gradire:

Sunday, 9 May 2010

Alex il Leone

Sì come quello di Madagascar, il cartone animato.
Alex naufragò assieme ai suoi amici su di un'isola tropicale semi deserta abitata strane creature che, per proteggersi da iene selvagge che li attaccavano, elessero i nuovi naufraghi arrivati a sovrani dell'isola. Purtroppo Alex, unico carnivoro e predatore, presto sentì la mancanza di cibo, di carne. Il suo carattere mutò, divenne estatico la sua indole lo portava a quello stato prima represso. Presto tornò alle sue origini di predatore, di carnivoro affilato e finalizzato per un unico obiettivo. La caccia. Presto aggredì il suo compagno, la zebra Marty, azzannandolo. Capì che era mutato, capì che non era più ciò che era giusto essere. Si isolò dal mondo circostante rinchiudendosi in un recinto di pali appuntiti sotto una rocca grigia e tetra. Alzo un muro verso l'esterno per richiudere il suo dolore dentro, per non seminare dolore fuori. Chiuse il mondo fuori decidendo di lasciarsi morire di inedia.
Tutto sembrava destinato a finire affetti e vita, tutto sembrava destinato a rompersi. Il sentimento che non poteva più essere provato per nessuno era lasciato li in agonia in quell'angolo grigio di mondo. L'amico Marty non voleva permetterglielo perché era comparsa una nuova speranza, un ritorno alla vita. La nave era riapprodata sull'isola, la nave dalla quale erano caduti in mare. Marty tornò a chiamare l'amico, entrò in quel recinto a costo della propria vita, ma Alex non era più lui era feroce, senza controllo alcuno solo istinto. Ruggiti, unghie e denti lo fecero indietreggiare, lo spaventarono. Marty ritornò sui suoi passi tutto sembrava morto, tutto sembrava ormai perso. Mentre Marty lasciava il compagno ed amico venne attaccato da iene che stavano per divorarlo, ed allora qualcosa rinacque in Alex un sentimento nuovo più grande più forte dell'istinto di predatore, più grande di tutto. Alex oltrepassò il recinto e salvò l'amico da una morte certa. Alex cambiò ciò che era stato scritto dalla Natura. Alex cominciò a mangiare solamente pesce ed a godersi una nuova e consapevole e più grande e migliore dimensione della Vita.
Si può cambiare, si può abbandonare l'istinto ma bisogna essere in grado di risvegliare altro più in profondità. Qualcosa di più puro, unico.  Qualcosa che nasce dove le radici finiscono per perdersi nel Tutto.





Onda d'Urto


Fine brezza ti sento ancora
Senza volto, altro nome. 
Sei solo TU
Lo sento, 
Lo vedo.
Te lo dico.


Diventa Onda d'Urto,
Se vuoi spezzare le mie barriere,
Se vuoi questo e molto di più.
Raccontami CHI SEI 
Rubando le chiavi al Mio* carceriere.

Mio


* instead of "mio" si perché ci ha un volto e un nome proprio. Grazie Yuki.




Monday, 3 May 2010

Divide Et Impera

DIVIDE ET IMPERA, perché il problema è complesso, almeno per me. Il nemico è furbo, lesto e svelto. Sono IO.

DIVIDE ET IMPERA, quando non si capisce più nulla è necessario. Quando non si capisce noi stessi è un dovere. E' l'unica via.

DIVIDE ET IMPERA, se non ci si vuole accontentare di ciò che si è imparato dalla Vita. Perché imparare non è mai abbastanza.

DIVIDE ET IMPERA, perché sembrerebbe impossibile ma forse il cielo si è pure rabbuiato ulteriormente. Cazzo cambia! Fidati! Questo mi da speranza, l'equilibrio del Tutto mi da speranza.

DIVIDE ET IMPERA, perché c'è troppo fuori ad aspettare sempre. Perché troppo è Tutto e Tutti, Niente e Nessuno.

DIVIDE ET IMPERA, per un RIDERE, il mio, perso chissà dove e quando. Ma questo NON deve più importare.

DIVIDE ET IMPERA, per affrontare il futuro con GIOIA, qui e subito se possibile ora.

DIVIDE ET IMPERA, perché poi tutto verrà da se.

DIVIDE ET IMPERA, perché spero di farcela.


Mio


PS: buon compleanno a due grandi persone!







Saturday, 1 May 2010

Non è Solo Il Digiuno

E' il primo maggio, che fai? Lavori pur potendolo evitare?
Non è un lavoro questo, ma nonostante lo dica altro nome non può essere dato, da altri. Non farei le cose che faccio se lavoro fosse. Non sarei qui oggi se così fosse.

Presuntuoso? Può essere, all'esterno sembrerà così sicuramente, con me funziona che si deve evitare di chiedere o se lo fate chiedete risposte complete, grazie. L'unica mia presunzione è sapere cosa voglio, l'unico mio problema è come averlo. Il come è ciò che scrivo in queste pagine che a molti sembreranno lamenti ma che per me sono solo constatazioni e pura analisi di ciò che penso. Non voglio e non ho pretese di essere ascoltato e che voi possiate darmi soluzioni o certezze. Non ne ho io per me, l'estensione mi sembra naturale. PRESUNZIONE dicevo, vero?

"Fa lo stesso", non fidatevi di questa mia risposta. Non fidatevi di me. Si può cambiare solo se si è disposti a fare una Rivoluzione ad uccidere e morire, una volta uccisi per morire. Ora non ho nulla da uccidere chissà se potrò morire ancora. Sinceramente non trovo lo slancio e forse pure il senso per la Rivoluzione nei miei sentimenti.

Credo che in ogni persona sia presente un DNA sociale, una componente genetica mutevole e mutagena. Credo che vari in base agli stimoli e alla sensibilità delle persone chi riesce e, secondariamente almeno per me, vuole percepire muta verso ciò che desidera. A taluni può sembrare snaturarsi ad altri come di esplorarsi ad altri ancora entrambi. Personalmente mi sto esplorando e ciò che vedo e percepisco lo sento come mio e non mi piace e non è questione di fragilità quella, si sa, esiste. Non è pure questione di paura, è questione che se sono naturale non sono sopportabile da nessuno, neppure da me stesso. Siccome non voglio mutare il mio genoma prima di capire cosa esso sia nella sua versione naturale mi chiamo fuori. Rimango in compagnia di me stesso, del mio lupo e della mia steppa. Se non potrò sostenermi nulla ha realmente un senso.
Se non posso sostenere me stesso i rapporti sociali PROFONDI diventano come linfa vitale per una sanguisuga.

Dove inizia la mia NATURALITA'? Dove inizia il "perché è giusto"? Sono entrambe la stessa cosa? Dovrebbero essere la stessa cosa?
Una volta al mondo si può mutare rispetto a quanto già scritto nei nostri geni solo attraverso l'influenza di fattori esterni, l'ambiente naturale che ci circonda ci muta.
Sinceramente non trovo nulla di naturale nel mio voler mutare. Mi consolerebbe sapere che almeno le mie azioni e i mie pensieri fossero puri. Almeno qualcosa si salverebbe non potendo avere entrambi. Già, almeno qualcosa.

Voi, voi che ogni tanto mi leggete. Voi che forse volete capire chi sta dietro queste parole. Voi non sprecate il vostro tempo qui, un solo secondo è di troppo.
"... tu hai sempre il sorriso..."
così mi ha detto il cameriere in sogno di questa mattina. Talvolta è più facile vedere le cose che non esistono.

La fregatura di non avere punti di riferimento dentro è che ogni sistema che si esplorerà sarà equivalente. Ogni traslazione o rotazione non cambierà mai nulla. Non credo che sistemi esterni siano migliori di non avere punti interni, perché bisognerebbe capire il criterio di scelta e si è noi che si sceglie quindi... di cui sopra. 'fanculo l'autoreferenzialità.

Sono serio, non scrivo a caldo ora. Il foglio scritto giace qui sulla mia sinistra, e proprio ora Rimmel canta ancora quel ritornello... ancora.
Scusate ma per un po' mi chiamo fuori, non so per quanto. Un giorno, una settimana, un mese o forse molto di più. Non so.
Scusate ma non posso essere una pessimo due volte consecutive con speciali, gentili e care persone in separate occasioni e per differenti motivi. Non posso ammettere questo genere di comportamenti a me stesso. Se sono questo lo sarò SOLO.
Scusate ma ora non sono una buona persona, che per me è l'unica cosa che conta.

A presto, 

Roberto

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