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Radio Pazza

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Sunday, 6 June 2010

Appartenenza in Libertà

Come sapete non credo agli stereotipi, è troppo facile giudicare le persone sulla base di questo. Inoltre la statistica ci può sicuramente dire che questo modo di operare è falso. Troppi pochi campioni esaminati possono condurci a questa conclusione. Personalmente le persone le stereotipo una per una, separatamente. Ad ognuno il suo "stampo solido". Inoltre, non secondariamente, non credo agli stereotipi perché significherebbe accettare intrinsecamente il rientrare in essi. No grazie per entrambi quindi.

In una delle nostre chiacchierate nella Philosophical Kitchen, DJ. si lamenta sul fatto che qui ci è molto razzismo soprattutto contro i musulmani. E. trovava una giustificazione per l'invidia da parte della gente comune per certi ideali che si erano andati a perdere dopo il '68. (O__o) Insomma parlava più o meno la donna vecchio stile: calzetta, lavare, stirare e pulire ecc. ecc., DJ. concordava. Io, come al solito anche per partito preso, ma non in questo caso, ero contro. Quando vado contro mi sento in dovere di dire, la voce si sente in dovere di aumentare di volume e nasce in me una vena polemica e provocatoria. Insomma a chi mi conosce in normali vesti mi direbbe incazzato ma è inevitabile e se poi mi si dice che il velo è per proteggere l'uomo (OMO) dalle debolezze carnali... allora mi incazzo veramente e la risposta: "Se sei debole tagliati il pene!" mi esce come risposta più gentile.

Sapete mi da fastidio, o meglio non capisco, la gente che ha bisogno di riconoscersi in gruppi in appartenenze, case, religioni. Non capisco perché per essere, bisogna appartenere e non viceversa. Io mi sento e sono me stesso, poi mi si può chiamare italiano ma ciò conta solo per un punto di vista amministrativo. credo che essere critici con noi stessi prima e con gli altri poi ma non necessariamente se non la pensano come me. Sono sempre contro ricordate...

Sapete credo che gli stereotipi nascano quando ognuno non segue se stesso ma subisce scelte altrui. Gli stereotipi esistono quando si smette di pensare con e per noi stessi, ma soprattutto per gli altri. Cominciano quando si inizia a pensare con un pensiero altrui univoco e praticamente insindacabile, prendendolo come assioma. Quando si cerca il piacere personale attraverso e non con altre persone. Se è personale non può passare per altri no? Se è personale lo si può scoprire con altri in noi stessi e talvolta, risulta pure più profondo.
Tutto questo per dire che non mi curo di chi mi classifica in una determinata categoria, insieme o cerchia perché, se così fosse,  automaticamente vorrebbe dire che in qualche modo mi dichiaro appartenente ad altri.
L'appartenenza non è essere parte di qualcosa, ma è come dice il Signor G. avere gli altri dentro di se 
Questo può essere il massimo dell'egoismo e forse pure della presunzione, lo so, ma anche l'accettazione naturale delle persone se lo si fa senza base di giudizio alcuna. Non so perché ma in questo vedo parte della piena Libertà personale ed altrui.


Mio



Wednesday, 10 March 2010

Faccio Outing: Voglio uno Shar Pei

Sono solito dire "you need a woman", quando i miei co-loc sono di cattivo umore o si lamentano, sono polemici o giù di corda*, loro mi rispondono che sarebbe solo un problema in più. Può essere, dipende. Questo, per esempio, è uno scambio di battute (scusate ma memoria ed inglese sono quel che sono...) che ho avuto con E., mio colocatario:
[...]
R: You need a woman
E: No, I need a dog, maybe a S.Bernardo... you know, woman kick all night long, they want this, that...
R: Yes, could be but you will feel batter, there are a lot of trade off in life...
dopo due o tre minuti, esco dalla mia camera e vado in quella di E. e torno sul discorso:
R: I've got a business for us: we could sell a S.Bernardo that, instead of a bottle of whisky, it carry an eflatable woman (non so come si chiamano le bambole gonfiabili in inglese...)
E: lol
Per me è un buon business, o meglio: E' il business del futuro!
Ma non è di questo che volevo parlare, porca mucca! VOGLIO FARE OUTING!

Sento il bisogno di calore, calore umano intendo. Sento il bisogno di tenerezza, e dolcezza umana. Affetti. Ecco l'ho detto, tra poco il mondo andrà in vacca.
Anch'io sento freddo, da troppo tempo ormai. E' che sono strano io, o meglio mi reputo strano ma "mi vado bene" così e penso che avere bisogno di qualcosa NON deve implicare necessariamente il cercare qualcosa. Si è solo più tentati a farlo, tutto qui. Se si cade in tentazione (fa tanto ...liberaci dal male amen :) ) poi, molto facilmente, si va a finire male. La genesi delle cose è la cosa più importante, in tutto, il resto poi ne è una conseguenza più o meno diretta nel bene e nel male. Almeno per me è così.

I need a dog o meglio uno Shar Pei con una piccola botticella di grappa, deformazione regionalista questa :). 
C'est Tout.

Buona serata a tutti!

Mio



*Non è mia intenzione mancarvi di rispetto, ma certi (???) di "noi " vi vedono anche così. Scusate

PS: N. se passi di qui astieniti sulla tua versione di affetti tenerezza e dolcezza... :D

PPS: (aggiunto dopo) No, N. non sono diventato gay... comunque l'accezione della parola è differente in Italia.



Sunday, 7 February 2010

Dialoghi Impossibili: "Why Suppose?"

mi ha chiesto DJ. questa mattina, mica lo so il perché. Per il mio cervellino, la notte fonda svegliato di soprassalto è peggio che di giorno, ma sempre meglio del venerdì sera.
Dialoghi notturni senza un perché:

Mi cerca, dormo.
[06/02/2010 14.32.35] DJ.: (red)
[06/02/2010 22.28.06] DJ.: t la ?

Vedo il messaggio e lo cerco, mi da addormentato.
[2.18.05] Mio: ?

[2.18.14] DJ.: ? lol

[2.18.39] Mio: E. suppose beacop du bruille

[2.18.44] DJ.: suppose ?

[2.18.57] Mio: :D

[2.19.23] DJ.: and in english ?

[2.19.43] Mio: is too much now
[2.19.52] Mio: i was sleeping
[2.19.58] Mio: :D

[2.20.10] DJ.: really ?
[2.20.14] DJ.: nightmare ?

[2.20.21] Mio: of course
[2.20.22] Mio: so
[2.20.30] Mio: I wil do mous mous® ©***
[2.20.41] Mio: ad all will be ok
[2.20.44] Mio: ok?

[2.21.16] DJ.: it's ok :D

[2.22.15] Mio: Je ponse cet-que cette tres bonne idea que tu vai au dormir _P
[2.22.19] Mio: :P

[2.22.29] DJ.: oui oui
[2.22.33] DJ.: je pense aussi :D

[2.23.00] Mio: bonne nuit

[2.23.01] DJ.: allez, fais de beaux revse
[2.23.04] DJ.: Merci :)

[2.23.37] Mio: est-que tu ponse que le muoi cervel il mache bien apret revellie?
[2.23.38] Mio: :D

[2.24.06] DJ.: pourquoi, tu penses que ca marche bien avant de dormir lol ?

[2.24.17] Mio: no

[2.24.44] DJ.: Ciao Ciao :)

[2.26.46] Mio: salut


Era mattina, cioè io ci provo ma mica ci riesco a fare meglio... era mattina... sono più bravo, forse :D

Salut,

Mio


*** la mia ricetta personale di cous cous che, in quanto differente da quella vera, ho ribattezzato mous mous® ©

Non chiedetemi perché ma beccatevi questa :D




In The Middle Of The Night - Billy Joel

In the middle of the night
I go walking in my sleep
From the mountains of faith
To a river so deep
I must be looking for something
Something sacred I lost
But the river is wide
And it's too hard to cross

And even though I know the river is wide
I walk down every evening and I stand on the shore
And try to cross to the opposite side
So I can finally find out what I've been looking for

In the middle of the night
I go walking in my sleep
Through the valley of fear
To a river so deep
And I've been searching for something
Taken out of my soul
Something I would never lose
Something somebody stole

I don't know why I go walking at night
But now I'm tired and I don't want to walk anymore
I hope it doesn't take the rest of my life
Until I find what it is that I've been looking for

In the middle of the night
I go walking in my sleep
Through the jungle of doubt
To a river so deep
I know I'm searching for something
Something so undefined
That it can only be seen
By the eyes of the blind
In the middle of the night

I'm not sure about a life after this
God knows I've never been a spiritual man
Baptized by the fire, I wade into the river
That runs to the promised land
In the middle of the night
I go walking in my sleep
Through the desert of truth
To the river so deep
We all end in the ocean
We all start in the streams
We're all carried along
By the river of dreams
In the middle of the night

Saturday, 6 February 2010

Personaggi In Cerca Di Nome

Sì perché non sono cose, almeno per me. Sono presenze inamovibili, per così dire, nella mia vita attuale. Ma poche parole, passo alle presentazioni, purtroppo non ne conosco il nome o meglio: non ne riesco a dare uno che si addica loro. Perché tutte le cose che contano, per qualunque motivo, non conta, devono essere chiamate per nome. Questo è la genesi dei nomi propri di persona, no? Questo è ANCHE quello che mi ha insegnato G. ... già G. che anche se mi fa preoccupare non rispondendo alle e-mail. Non si fa sai? :D

Ora ve li presento:
  • La sedia che mi ha salvato, diciamo così, il mio culetto delicato. Lei l'ho trovata per strada una sera di pioggia, è stato amore a prima vista e senza chiederle permesso me la sono messa in camera. Purtroppo è un po' acciaccata e scricchiola abbastanza. N. dice che è perché sopra ci ha fatto sesso mezza O. io sono d'accordo con lui e penso pure che probabilmente il proprietiario/a fosse sopra il quintale. :D

  • La prossima che vi vorrei presentare è colei che mi ha salvato dalla marea di cartacce e libri che mi avrebbero altrimenti sommerso, viene da un Carrefour era in special prize anche per questo l'ho invitata da me scusate la carta igienica rosa nell'angolo ;)
  • E questa è la regina di un nuovo regno chiamato "Phylosofical Kitchen" per lei un nome regale, sicuramente:

A presto a tutti e buon fine settimana a tutte e tutti!


Mio


Dite che questi possano andare bene??? :D :D:D:D:D

Saturday, 16 January 2010

Deep Throat

Non so perché ma ieri sera tra me, E. e D. si è andati a parlare di questo film porno-sentimentale degli anni '70, o meglio: non mi ricordo perché ho aperto l'argomento tentando di spiegare pure la trama nel mio pessimo inglese! :) So solo che poi ho cercato la canzone che chiude il film e FINALMENTE l'ho trovata, sarà la nuova suoneria del mio cellulare!

Mi sa che qui mi vedono come un tipo assai strano, in effetti non stento a credergli anche perché sono capitato in casa con una sedia d'ufficio raccattata per strada (non so cosa mi stia succedendo) tra la "spazzatura" che qui lasciano davanti ai cancelli per la raccolta speciale. Ma per me la loro è solo invidia, perché è una di quelle molleggiate che mica si trovano più! :)
Forse mi trovano strano per il linguaggio che adotto che essendo limitato tento di rendere efficace adottando un approccio surrealista. Col senno di poi mi rendo conto che forse non è la strada migliore, ma forse anche no, per essere capiti. Come si potrebbe capire che definisce due libroni di biologia come due amiche di nome Blowjob e Handjob e il terzo, quello di fisica, come l'amico bisex? Volevo solo comunicare ad E. che se vorrà lo studio potrà essere più piacevole, ha riso come un pazzo. Non so se mi ha capito.
Poi c'è D. che chiede ad E. se si è scolato tutta la bottiglia di spumante - comperata con il criterio cheaper is good -, lui ammette che sì, che è stato un lavoro che ha richiesto le ultime tre ore. D., da fondamentalista musulmano, mi è sembrato molto perplesso perché E. era tutt'altro che violento io gli ho detto: "vino veritas", mi sa che molto tardi anche lui berrà. Poi mi guarda e mi chiede se ho bevuto pure io visto che sparo minchiate a raffica, io gli rispondo: "Sai si può scegliere per alcool o donne, io preferisco la seconda.", ennesima minchiata, lo so, ma ero passata per la mia baguette quotidiana...

In realtà non è questo, e forse l'ho pure confessato a loro, in realtà è che sono eccitato e che le mani mi tremano e che questa notte non ho preso sonno facilmente e che il sonno è stato intermittente e che è l'effetto dello studio pazzo e della settimana molto importante mi aspetta.
Sapete, a modo mio credo di danzare, mi sento sul filo del rasoio in bilico tra Amore e Passione, rinuncia e ritirato. In bilico tra ciò che vedo, sento, vivo e provo. Ciò che desidero ma che non riesco a raggiungere, che sembra allontanarsi.
Mi sento incosciente come un adolescente, dovrei aver raggiunto la maturità già da un pezzo, quella che fa rientrare nei ranghi, ed invece me ne frego altamente di mode e comportamenti prestabiliti, formali ed imposti senza motivo. Guardami se mi vuoi vedere, altrimenti fa lo stesso. Questo è quello ora per tutto, anche per il mio non-lavoro.

"Forse è più vecchia di ventidue", questo ho pensato ieri mentre il nostro sguardo si è incrociato dietro un vetro trasparente. NON CREDO ASSOLUTAMENTE e e neppure pretendo che fosse rivolto a me, ma voglio pensare che lei creda che il mio fosse per lei. Ma questo non è nulla in particolare, non crediate. Questo fa parte del TUTTO qui ed ORA. Della mia versione NATURE.

A presto,


Mio


PS. per chi non avesse mai visto il film (a me è pure piaciuto, per essere surreale ma anche no, è divertentissimo), ecco la mia nuova suoneria per sveglia e chiamate... è che se penso che verrà associata a chiamate di amici/e un po' rido pure :D




Deep Throat - by unknown artists

Now I'm going to tell you the way it has to be:

Just relax your musicles and once you hit that spot
keep right on pushing and give it all you've got.
Now we've found your tinkle the solution is quite clear.
For if we both can hit it now the bells you'll surely hear.

(refrain)

Deep throat
Deeper than deep your throat
Deep throat
Don't row your boat
Don't get your goat
That's all she wrote

Sunday, 3 January 2010

Sperando Di Regalare Un Po' Di Colore

Volevo scrivere di tante cose, molte polemiche. Non contro l'Italia, ma CERTI campionari italiani, quello sì. Non lo farò perché ora mi sembra tempo sprecato e mi fa venire il sangue amaro, ma solo un pochino. Nulla più.

Mi sono sempre chiesto cosa sia un museo, forse è un regno fatato un posto dove tutti mutano in meglio anche se non per questo diventano accettabili. Credo che tutto cominci con la fila fuori, si instaura un magico autogoverno che, una volta tanto, funziona. Non si può saltarla altrimenti si viene tacciati all'istante ed invasi da ondate di disprezzo, un fine comune fa nascere questo meccanismo formidabile, sarebbe da chiedersi se potrebbe sempre essere così facile. Per me la risposta è sì! Quando il disprezzo proviene dalla quasi totalità delle persone colpisce sempre.
Il museo è un luogo mitico e tangibile perché, credo, ognuno si sente piccolo piccolo di fronte a ciò che si trova davanti. Si sente piccolo piccolo perché capisce che di fronte ha l'immagine stessa della fragilità, l'opera d'arte. Peccato che si dimentichi, fuori, che la Vita sia la prima opera d'arte dalla quale nasce tutto.
Ma ora entriamo nel museo, basta attendere con questa fila di pensieri, la fila l'ho fatta io e me la sono goduta in tutti i suoi lati positivi e negativi, ascoltando la musica e guardandomi attorno, battendo i piedi al ritmo che sentivo (?!?!?!?) talvolta sussurrando pure...

E poi sei dentro e senti un brivido che ti percorre, non hai freddo, nei musei non fa mai freddo. E un altro ancora, e poi un secondo dietro a rincorrerlo come una freccia nella freccia a cogliere lo stesso centro. Il mio punto G? Ti siedi sul divanetto nella sala Ensor, devi fermarti, sei decisamente stanco ma non fisicamente, in testa scrivi per trovare un po' di equilibrio e non perdere le emozioni. Ti chiedi se non sia magari un malanno di stagione tutto quel rabbrividire, no, non può esserlo sei "fresco come una rosa".
Poi altre stanze ti chiamano, altri brividi ti prendono alla sprovvista entrando dagli occhi senza chiedere permesso percorrono le braccia salgono la schiena. Per me, come ho avuto modo di dire, si chiama orgasmo ed è pure multiplo. Da oggi mi sento un po' più donna.

Alla fine di tutto, di foto sfuocate prese con una macchinetta da mandare a fuoco, di visi di persone e di quadri che non ti consentivano di staccare la visone, raccogli i pezzi chiudi il puzzle con l'ultima tessera. E' un viso di donna, nessuno in particolare uno per tutti. Ogni opera d'arte li era femmina, decisamente, talvolta androgina talvolta delicatamente femminile altre volte superbamente donna. Ogni quadro racchiudeva luce, colore, vita.
No, sono convito che avevo ragione quando dissi al mio compagno di appartamento: "Vedi questo è il senso delle donne nella Vita degli uomini, mettere dei palloncini colorati in tutto l'appartamento durante la notte per rendere la nostra casa più felice e luminosa", perché questo ha fatta S. la nostra compagna d'appartamento.
Nessun pittore di quelli che ho visto oggi avrebbe potuto fare certe cose non pensando alemeno un attimo a Voi. Senza di voi, care, mica esisterebbe tutto questo. Mica esisterebbero i palloncini colorati.(*)

A presto,

Mio


(*) magari erano tutti omosessuali però a me piace pensarla così :)




PS: Caro N. so che una ti "inquieta", nel senso che ti preoccupa... beh allora te la metto in primo piano, no meglio di no, però sai, bisogna affrontare le proprie paure, se vuoi ti mendo il titolo dell'opera e Courbet e il titolo... lo faccio per te, non ringraziarmi! :D:D:D:D:D:D

Thursday, 24 December 2009

Just A Bitter Guy

...continua da ieri

Era più o meno il week-end scorso che mi sono definito in questo modo parlando con D. . D. è un giovane ragazzo algerino immigrato da queste parti che lavora e studia, è gentile e cortese. E' in cerca della sua chance qui. D. è un fondamentalista islamico che tenta di seguire la sua strada nella vita tracciata con le parole di un dio in cui crede. Gli auguro di riuscirci ma di non imporre mai il suo punto di vista a nessuno, spero che non lo dimentichi mai. Spero che rimanga sempre come è ora intelligentemente rispettoso. Sì, D. è proprio un bravo ragazzo ora, poi, chissà.
Il week-end scorso - dicevo - mi sono espresso in questi termini mentre gli insegnavo come fare una cioccolata calda home made e lui mi diceva cordialmente che ci sarebbe voluto un po' di zucchero ed io rispondevo: "Sorry, I'm a bitter guy". Lo ripetevo convinto pochi giorni dopo parlando con lui di ragazze, religione e Amore, Vita e fiducia ed altre cose del genere mentre saltavo dei fusilli al pomodoro e lui mi diceva scherzando se era il metodo a "l'Italienne".

Oggi (ieri n.d.M.) sono andato in mensa con i miei compagni di lavoro, altri ragazzi imbarcati nella mia stessa avventura, io sono rimasto taciturno per tutto il pranzo, l'impossibilità di esprimermi mi inchiodava a quello stato ma forse anche no. Forse realmente, per scelta o perché con la testa altrove o per istinto... non so. A fine pranzo, casualmente, mi è stata presentata una ragazza italiana e l'unica cosa che sono stato capace di dire è stato un"ciao" neppure tanto convinto, chissà perché... se la vedrò ancora mi scuserò per essere stato sgarbato. Purtroppo mi succede molto spesso.
Uscendo dalla mensa mentre mi incamminavo verso l'ufficio B., un gran Gran GRAN bravo ragazzo, nel suo splendido inglese francesizzato mi ha chiesto se non mi faccesse piacere incontrare italiani, non è questo ho risposto. Ancora una volta poco convinto. Mi sa che mi vede molto strano, anche perché mi ha chiesto se preferisco osservare, ho risposto di sì ma che certe volte non è bello. Perché certe volte lo si fa troppo bene ed allora si trova sempre qualcosa che non va, qualcosa per non essere tanto felici. Non ha capito.
Sapete, mi sarebbe piaciuto spiegargli delle mani bianche e scheletriche della ragazza che avevo di fronte a pranzo, di come la pelle si tendesse alla base tra un dito e l'altro, delle vene blue sui dorsi, di come i tendini affiorassero prepotenti mentre tagliava a stento l'ananas. Di come tremavano quelle mani quando non erano intente a combattere con il cibo, di come la magrezza non traspirasse prepotente dallo spesso maglione di lana occultando il suo busto sottile. Di come tutto era lampante e visibile in quella cintura di cappotto che cingeva una vita inesistente come quelle gambe perse in un paio di blue jeans.
Sì ad osservare troppo si trova sempre qualcosa che colpisce, anche in male.
Tutto questo non ho potuto dire, una lingua non ancora comune me lo ha impedito.

E poi viene sera, gli uffici si svuotano e solo la tua luce illumina il piano. A destra, oltre le finestre, un ombra furtiva ti dice che un'altra luce si sta per spegnere dopo, sarai completamente solo.
E poi ancora quelle parole di mare, di partenza, di nuovi porti e vecchi cieli.
E poi ancora quella frase come un faro: La Mente Non Ha Limiti, la mente non serve solo per lavorare. Che poi l'ho sempre pensato e saputo e NON dovrò mai dimenticarlo: Not Only A Work.

E questa sera è la vigilia di Natale, sei in cucina con D. che ascolta trasmissioni arabe, per te è un giorno come un altro e non senti per nulla la mancanza della famiglia. Forse è ancora presto, evidentemente è così. O forse no.

Questo è il gusto amaro che non riesco a togliermi dalla bocca quando mi assaggio.
Sì cara Yuki, è come hai scritto tu: DolceAmaro. Devo trovarlo, ne ho davvero bisogno, per me. Oltre ai miei limiti, in me. E' pesante essere un Bitter Boy... se poi alla mia età ci si mette pure un pseudoamoreplatonicofrancese...

Salut!

Roberto



Saturday, 5 December 2009

Le Mie ultime Due Settimane... Scusate l'Assenza

Punti ed appunti del mio viaggio sospesi
tra le pagine bianche di una Moloskine.



22 Novembre

Come guardiani allineati pronti a fulminarmi con lo sguardo non oso avvicinarmi. Sulle guglie mostri pietrificati non oso guardarvi. Il vento turbina le foglie di questo caldo novembre. Scompiglia i miei fragili pensieri.



Divide Et Impera

Sono a P.

Sono scazzato (paura e altre puttanate simili)
  1. Mandare tutto in mona ---> Starai ancora peggio
  2. Vendere cara la pellaccia ---> Tutt'alpiù sarà ancora così
SPACCAAA!!! CAZZO!!!


23 Novembre

Tornando Da A.

E poi le insicurezze sono troppe e non ha senso curarsene. E poi il teno puzza, ma che te ne frega?
E poi si va ancora in ostello.


24 Novembre

E poi hai firmato, da oggi sei un PhD. dell'Università di XI. Oggi tutti parlavano una lingua ancora straniera della quale capisci solo brevi tratti. Oggi è il primo passo, hai firmato carte che mica sai quello che c'era scritto. "Letto ed approvato", più o meno così c'era scritto. Sostanzialmente non capivi niente. Pazzesco.
Non capisci i messaggi del tuo provider del tuo cellulare. Non capisci come sei riuscito a spendere 20€ in 12 ore, boh.
Oggi tutto non conta perché hai ritrovato la panetteria lasciata dieci mesi orsono. Incredibile! Talvolta basta cercare no?
Oggi come ieri, come chissà per quanto tempo ancora P. sarà grigia, eppure non ti sembra così grigia. P. sarà malinconica e romantica come gli occhi delle sue ragazze. P. è tua ma lei ancora non lo sa.


25 Novembre

Sei sceso a patti con una vietnamita fuori come un balcone per un soggiorno. Una tenda da teatro e la magia era fatta. Incredibile!
Poi ho trovato una camera ammobiliata a L. G. . Chissà da dove viene la padrona. Chissà. Va bene così.
La gente è strana in centro, 11,6 milioni di persone e così pochi sorrisi. Magari mi sbaglio.


26 Novembre

Sono andato nel mio ufficio condiviso.
Ho il mio telefono.
Il mio computer.
Ora si comincia, si fa sul serio.
... ci ho pure la chiave.


28 Novembre

Mica ti senti i sensi di colpa, i rimorsi dalla coscienza per aver promesso ciò che forse non manterrai. Ma come potrei sentirli per chi mi propone una camera ricavata in un soggiorno con una sola tenda a separare gli ambienti? No, non esiste. Se poi te la fanno vedere come una suite presidenziale...


5 Dicembre

Sono nella "nuova" stanza, nell'altra ho lasciato A. un gran bravo ragazzo, un indiano. Ci vedremo ancora, lo spero.
Per ora va bene così. Per ora blocco l'irrequietudine. P. ed io per ora saremmo solo amanti. Ci cerchiamo a vicenda solo quando vogliamo.








P.


Sei bastarda e bislacca
amante che non perdona,
tutti ti cercano effimera baldracca.


Grigio è il tuo rossetto

un bacio lascivo che coglie

che centra sempre con effetto

che fa nasce carnali voglie.

Sei odiata e stuprata,

gente che ti piscia addosso cazzo all'aria,

gettata a terra a chiudere un marciapiede. Gente persa andata.
Evitata a passi di malcelata malinconia. Inesistente allegria.


Ognuno a modo suo ti vuole. Ognuno ti possiede.

Mio

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