Sunday, 6 June 2010
Appartenenza in Libertà
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Sunday, June 06, 2010
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Wednesday, 10 March 2010
Faccio Outing: Voglio uno Shar Pei
E: No, I need a dog, maybe a S.Bernardo... you know, woman kick all night long, they want this, that...PPS: (aggiunto dopo) No, N. non sono diventato gay... comunque l'accezione della parola è differente in Italia.
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Wednesday, March 10, 2010
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Sunday, 7 February 2010
Dialoghi Impossibili: "Why Suppose?"
I go walking in my sleep
From the mountains of faith
To a river so deep
I must be looking for something
Something sacred I lost
But the river is wide
And it's too hard to cross
And even though I know the river is wide
I walk down every evening and I stand on the shore
And try to cross to the opposite side
So I can finally find out what I've been looking for
In the middle of the night
I go walking in my sleep
Through the valley of fear
To a river so deep
And I've been searching for something
Taken out of my soul
Something I would never lose
Something somebody stole
I don't know why I go walking at night
But now I'm tired and I don't want to walk anymore
I hope it doesn't take the rest of my life
Until I find what it is that I've been looking for
In the middle of the night
I go walking in my sleep
Through the jungle of doubt
To a river so deep
I know I'm searching for something
Something so undefined
That it can only be seen
By the eyes of the blind
In the middle of the night
I'm not sure about a life after this
God knows I've never been a spiritual man
Baptized by the fire, I wade into the river
That runs to the promised land
In the middle of the night
I go walking in my sleep
Through the desert of truth
To the river so deep
We all end in the ocean
We all start in the streams
We're all carried along
By the river of dreams
In the middle of the night
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Sunday, February 07, 2010
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Saturday, 6 February 2010
Personaggi In Cerca Di Nome
- La sedia che mi ha salvato, diciamo così, il mio culetto delicato. Lei l'ho trovata per strada una sera di pioggia, è stato amore a prima vista e senza chiederle permesso me la sono messa in camera. Purtroppo è un po' acciaccata e scricchiola abbastanza. N. dice che è perché sopra ci ha fatto sesso mezza O. io sono d'accordo con lui e penso pure che probabilmente il proprietiario/a fosse sopra il quintale. :D
- La prossima che vi vorrei presentare è colei che mi ha salvato dalla marea di cartacce e libri che mi avrebbero altrimenti sommerso, viene da un Carrefour era in special prize anche per questo l'ho invitata da me scusate la carta igienica rosa nell'angolo ;)
- E questa è la regina di un nuovo regno chiamato "Phylosofical Kitchen" per lei un nome regale, sicuramente:
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Saturday, February 06, 2010
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Saturday, 16 January 2010
Deep Throat
Mi sa che qui mi vedono come un tipo assai strano, in effetti non stento a credergli anche perché sono capitato in casa con una sedia d'ufficio raccattata per strada (non so cosa mi stia succedendo) tra la "spazzatura" che qui lasciano davanti ai cancelli per la raccolta speciale. Ma per me la loro è solo invidia, perché è una di quelle molleggiate che mica si trovano più! :)
Forse mi trovano strano per il linguaggio che adotto che essendo limitato tento di rendere efficace adottando un approccio surrealista. Col senno di poi mi rendo conto che forse non è la strada migliore, ma forse anche no, per essere capiti. Come si potrebbe capire che definisce due libroni di biologia come due amiche di nome Blowjob e Handjob e il terzo, quello di fisica, come l'amico bisex? Volevo solo comunicare ad E. che se vorrà lo studio potrà essere più piacevole, ha riso come un pazzo. Non so se mi ha capito.
Poi c'è D. che chiede ad E. se si è scolato tutta la bottiglia di spumante - comperata con il criterio cheaper is good -, lui ammette che sì, che è stato un lavoro che ha richiesto le ultime tre ore. D., da fondamentalista musulmano, mi è sembrato molto perplesso perché E. era tutt'altro che violento io gli ho detto: "vino veritas", mi sa che molto tardi anche lui berrà. Poi mi guarda e mi chiede se ho bevuto pure io visto che sparo minchiate a raffica, io gli rispondo: "Sai si può scegliere per alcool o donne, io preferisco la seconda.", ennesima minchiata, lo so, ma ero passata per la mia baguette quotidiana...
In realtà non è questo, e forse l'ho pure confessato a loro, in realtà è che sono eccitato e che le mani mi tremano e che questa notte non ho preso sonno facilmente e che il sonno è stato intermittente e che è l'effetto dello studio pazzo e della settimana molto importante mi aspetta.
Sapete, a modo mio credo di danzare, mi sento sul filo del rasoio in bilico tra Amore e Passione, rinuncia e ritirato. In bilico tra ciò che vedo, sento, vivo e provo. Ciò che desidero ma che non riesco a raggiungere, che sembra allontanarsi.
Mi sento incosciente come un adolescente, dovrei aver raggiunto la maturità già da un pezzo, quella che fa rientrare nei ranghi, ed invece me ne frego altamente di mode e comportamenti prestabiliti, formali ed imposti senza motivo. Guardami se mi vuoi vedere, altrimenti fa lo stesso. Questo è quello ora per tutto, anche per il mio non-lavoro.
"Forse è più vecchia di ventidue", questo ho pensato ieri mentre il nostro sguardo si è incrociato dietro un vetro trasparente. NON CREDO ASSOLUTAMENTE e e neppure pretendo che fosse rivolto a me, ma voglio pensare che lei creda che il mio fosse per lei. Ma questo non è nulla in particolare, non crediate. Questo fa parte del TUTTO qui ed ORA. Della mia versione NATURE.
A presto,
Mio
PS. per chi non avesse mai visto il film (a me è pure piaciuto, per essere surreale ma anche no, è divertentissimo), ecco la mia nuova suoneria per sveglia e chiamate... è che se penso che verrà associata a chiamate di amici/e un po' rido pure :D
Now I'm going to tell you the way it has to be:
Just relax your musicles and once you hit that spot
keep right on pushing and give it all you've got.
Now we've found your tinkle the solution is quite clear.
For if we both can hit it now the bells you'll surely hear.
(refrain)
Deep throat
Deeper than deep your throat
Deep throat
Don't row your boat
Don't get your goat
That's all she wrote
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Saturday, January 16, 2010
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Sunday, 3 January 2010
Sperando Di Regalare Un Po' Di Colore
Mi sono sempre chiesto cosa sia un museo, forse è un regno fatato un posto dove tutti mutano in meglio anche se non per questo diventano accettabili. Credo che tutto cominci con la fila fuori, si instaura un magico autogoverno che, una volta tanto, funziona. Non si può saltarla altrimenti si viene tacciati all'istante ed invasi da ondate di disprezzo, un fine comune fa nascere questo meccanismo formidabile, sarebbe da chiedersi se potrebbe sempre essere così facile. Per me la risposta è sì! Quando il disprezzo proviene dalla quasi totalità delle persone colpisce sempre.
Il museo è un luogo mitico e tangibile perché, credo, ognuno si sente piccolo piccolo di fronte a ciò che si trova davanti. Si sente piccolo piccolo perché capisce che di fronte ha l'immagine stessa della fragilità, l'opera d'arte. Peccato che si dimentichi, fuori, che la Vita sia la prima opera d'arte dalla quale nasce tutto.
Ma ora entriamo nel museo, basta attendere con questa fila di pensieri, la fila l'ho fatta io e me la sono goduta in tutti i suoi lati positivi e negativi, ascoltando la musica e guardandomi attorno, battendo i piedi al ritmo che sentivo (?!?!?!?) talvolta sussurrando pure...
E poi sei dentro e senti un brivido che ti percorre, non hai freddo, nei musei non fa mai freddo. E un altro ancora, e poi un secondo dietro a rincorrerlo come una freccia nella freccia a cogliere lo stesso centro. Il mio punto G? Ti siedi sul divanetto nella sala Ensor, devi fermarti, sei decisamente stanco ma non fisicamente, in testa scrivi per trovare un po' di equilibrio e non perdere le emozioni. Ti chiedi se non sia magari un malanno di stagione tutto quel rabbrividire, no, non può esserlo sei "fresco come una rosa".
Poi altre stanze ti chiamano, altri brividi ti prendono alla sprovvista entrando dagli occhi senza chiedere permesso percorrono le braccia salgono la schiena. Per me, come ho avuto modo di dire, si chiama orgasmo ed è pure multiplo. Da oggi mi sento un po' più donna.
Alla fine di tutto, di foto sfuocate prese con una macchinetta da mandare a fuoco, di visi di persone e di quadri che non ti consentivano di staccare la visone, raccogli i pezzi chiudi il puzzle con l'ultima tessera. E' un viso di donna, nessuno in particolare uno per tutti. Ogni opera d'arte li era femmina, decisamente, talvolta androgina talvolta delicatamente femminile altre volte superbamente donna. Ogni quadro racchiudeva luce, colore, vita.
No, sono convito che avevo ragione quando dissi al mio compagno di appartamento: "Vedi questo è il senso delle donne nella Vita degli uomini, mettere dei palloncini colorati in tutto l'appartamento durante la notte per rendere la nostra casa più felice e luminosa", perché questo ha fatta S. la nostra compagna d'appartamento.
Nessun pittore di quelli che ho visto oggi avrebbe potuto fare certe cose non pensando alemeno un attimo a Voi. Senza di voi, care, mica esisterebbe tutto questo. Mica esisterebbero i palloncini colorati.(*)
A presto,
Mio
(*) magari erano tutti omosessuali però a me piace pensarla così :)
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Sunday, January 03, 2010
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Thursday, 24 December 2009
Just A Bitter Guy
Era più o meno il week-end scorso che mi sono definito in questo modo parlando con D. . D. è un giovane ragazzo algerino immigrato da queste parti che lavora e studia, è gentile e cortese. E' in cerca della sua chance qui. D. è un fondamentalista islamico che tenta di seguire la sua strada nella vita tracciata con le parole di un dio in cui crede. Gli auguro di riuscirci ma di non imporre mai il suo punto di vista a nessuno, spero che non lo dimentichi mai. Spero che rimanga sempre come è ora intelligentemente rispettoso. Sì, D. è proprio un bravo ragazzo ora, poi, chissà.
Il week-end scorso - dicevo - mi sono espresso in questi termini mentre gli insegnavo come fare una cioccolata calda home made e lui mi diceva cordialmente che ci sarebbe voluto un po' di zucchero ed io rispondevo: "Sorry, I'm a bitter guy". Lo ripetevo convinto pochi giorni dopo parlando con lui di ragazze, religione e Amore, Vita e fiducia ed altre cose del genere mentre saltavo dei fusilli al pomodoro e lui mi diceva scherzando se era il metodo a "l'Italienne".
Oggi (ieri n.d.M.) sono andato in mensa con i miei compagni di lavoro, altri ragazzi imbarcati nella mia stessa avventura, io sono rimasto taciturno per tutto il pranzo, l'impossibilità di esprimermi mi inchiodava a quello stato ma forse anche no. Forse realmente, per scelta o perché con la testa altrove o per istinto... non so. A fine pranzo, casualmente, mi è stata presentata una ragazza italiana e l'unica cosa che sono stato capace di dire è stato un"ciao" neppure tanto convinto, chissà perché... se la vedrò ancora mi scuserò per essere stato sgarbato. Purtroppo mi succede molto spesso.
Uscendo dalla mensa mentre mi incamminavo verso l'ufficio B., un gran Gran GRAN bravo ragazzo, nel suo splendido inglese francesizzato mi ha chiesto se non mi faccesse piacere incontrare italiani, non è questo ho risposto. Ancora una volta poco convinto. Mi sa che mi vede molto strano, anche perché mi ha chiesto se preferisco osservare, ho risposto di sì ma che certe volte non è bello. Perché certe volte lo si fa troppo bene ed allora si trova sempre qualcosa che non va, qualcosa per non essere tanto felici. Non ha capito.
Sapete, mi sarebbe piaciuto spiegargli delle mani bianche e scheletriche della ragazza che avevo di fronte a pranzo, di come la pelle si tendesse alla base tra un dito e l'altro, delle vene blue sui dorsi, di come i tendini affiorassero prepotenti mentre tagliava a stento l'ananas. Di come tremavano quelle mani quando non erano intente a combattere con il cibo, di come la magrezza non traspirasse prepotente dallo spesso maglione di lana occultando il suo busto sottile. Di come tutto era lampante e visibile in quella cintura di cappotto che cingeva una vita inesistente come quelle gambe perse in un paio di blue jeans.
Sì ad osservare troppo si trova sempre qualcosa che colpisce, anche in male.
Tutto questo non ho potuto dire, una lingua non ancora comune me lo ha impedito.
E poi viene sera, gli uffici si svuotano e solo la tua luce illumina il piano. A destra, oltre le finestre, un ombra furtiva ti dice che un'altra luce si sta per spegnere dopo, sarai completamente solo.
E poi ancora quelle parole di mare, di partenza, di nuovi porti e vecchi cieli.
E poi ancora quella frase come un faro: La Mente Non Ha Limiti, la mente non serve solo per lavorare. Che poi l'ho sempre pensato e saputo e NON dovrò mai dimenticarlo: Not Only A Work.
E questa sera è la vigilia di Natale, sei in cucina con D. che ascolta trasmissioni arabe, per te è un giorno come un altro e non senti per nulla la mancanza della famiglia. Forse è ancora presto, evidentemente è così. O forse no.
Questo è il gusto amaro che non riesco a togliermi dalla bocca quando mi assaggio.
Sì cara Yuki, è come hai scritto tu: DolceAmaro. Devo trovarlo, ne ho davvero bisogno, per me. Oltre ai miei limiti, in me. E' pesante essere un Bitter Boy... se poi alla mia età ci si mette pure un pseudoamoreplatonicofrancese...
Salut!
Roberto
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Thursday, December 24, 2009
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Saturday, 5 December 2009
Le Mie ultime Due Settimane... Scusate l'Assenza
22 Novembre
Come guardiani allineati pronti a fulminarmi con lo sguardo non oso avvicinarmi. Sulle guglie mostri pietrificati non oso guardarvi. Il vento turbina le foglie di questo caldo novembre. Scompiglia i miei fragili pensieri.
Divide Et Impera
Sono a P.
Sono scazzato (paura e altre puttanate simili)
- Mandare tutto in mona ---> Starai ancora peggio
- Vendere cara la pellaccia ---> Tutt'alpiù sarà ancora così
23 Novembre
Tornando Da A.
E poi le insicurezze sono troppe e non ha senso curarsene. E poi il teno puzza, ma che te ne frega?
E poi si va ancora in ostello.
24 Novembre
E poi hai firmato, da oggi sei un PhD. dell'Università di XI. Oggi tutti parlavano una lingua ancora straniera della quale capisci solo brevi tratti. Oggi è il primo passo, hai firmato carte che mica sai quello che c'era scritto. "Letto ed approvato", più o meno così c'era scritto. Sostanzialmente non capivi niente. Pazzesco.
Non capisci i messaggi del tuo provider del tuo cellulare. Non capisci come sei riuscito a spendere 20€ in 12 ore, boh.
Oggi tutto non conta perché hai ritrovato la panetteria lasciata dieci mesi orsono. Incredibile! Talvolta basta cercare no?
Oggi come ieri, come chissà per quanto tempo ancora P. sarà grigia, eppure non ti sembra così grigia. P. sarà malinconica e romantica come gli occhi delle sue ragazze. P. è tua ma lei ancora non lo sa.
25 Novembre
Sei sceso a patti con una vietnamita fuori come un balcone per un soggiorno. Una tenda da teatro e la magia era fatta. Incredibile!
Poi ho trovato una camera ammobiliata a L. G. . Chissà da dove viene la padrona. Chissà. Va bene così.
La gente è strana in centro, 11,6 milioni di persone e così pochi sorrisi. Magari mi sbaglio.
26 Novembre
Sono andato nel mio ufficio condiviso.
Ho il mio telefono.
Il mio computer.
Ora si comincia, si fa sul serio.
... ci ho pure la chiave.
28 Novembre
Mica ti senti i sensi di colpa, i rimorsi dalla coscienza per aver promesso ciò che forse non manterrai. Ma come potrei sentirli per chi mi propone una camera ricavata in un soggiorno con una sola tenda a separare gli ambienti? No, non esiste. Se poi te la fanno vedere come una suite presidenziale...
5 Dicembre
Per ora va bene così. Per ora blocco l'irrequietudine. P. ed io per ora saremmo solo amanti. Ci cerchiamo a vicenda solo quando vogliamo.
P.
Sei bastarda e bislacca
amante che non perdona,
tutti ti cercano effimera baldracca.
Grigio è il tuo rossetto
un bacio lascivo che coglie
che centra sempre con effetto
che fa nasce carnali voglie.
Sei odiata e stuprata,
gente che ti piscia addosso cazzo all'aria,
gettata a terra a chiudere un marciapiede. Gente persa andata.
Evitata a passi di malcelata malinconia. Inesistente allegria.
Ognuno a modo suo ti vuole. Ognuno ti possiede.
Mio
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Saturday, December 05, 2009
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