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Radio Pazza

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Thursday, 31 December 2009

Brividi di Freddo

E poi guardi quelle foto, nessuno in particolare solo stantie foto di te stesso prese qua e la, randomico e disordinato puzzle che si propone di salvare uno schermo elettronico. Dicono che funzioni. Guardi e solo tu sai cosa sono e perché sono li. Gli altri possono pensare essere immagini di ricordi ma si sbagliano. No, non sono questo.
Te le ricordi tutte una per una ti ricordi cosa eri ti ricordi quella MORTE PROFONDA, cazzo. CAZZO. Piango.
Tutto ha un senso ma talvolta gli si attribuisce troppo valore. Questo è il problema.

E poi ti chiedi come mai di quei Perché che non sai, lanci Come che sono pietre che scivolano su un lago ghiacciato e scivolano via senza lasciare traccia. Dei Quando non ti curi più perché loro han deciso di nascondersi e se lo fanno sono introvabili, passeranno anche loro.
Tutto ha un senso, il presente e il passato. Talvolta si sbaglia con il secondo e si devasta il primo. Talvolta si sbaglia il secondo e si tenta di raddrizzare il primo. Credo di aver sbagliato, mi è andata bene.
Gela il sangue nelle vene capire tutto questo, capire che il giusto è un illusione.
Scusami Roberto, se mi chiamo fuori dal gioco ma non sono pronto per illudermi io e le cose non si va più d'accordo a meno che non si sia disposti a vivere di menzogne.

Gela il sangue quella domanda posta a te stesso e quella tua risposta senza appello e giustificazione.

Buon fine a tutti voi!

Mio


PS: sì cara, avevi ragione: brividi di freddo che mi hanno gelato il sangue. Troppo.





Io e le cose -di Gaber e Luporini

Ad essere sincero io non so
se esistono le cose
non so se vanno male o bene
se tutto è un'illusione
ad essere sincero io non so nemmeno
se anche le persone
coi loro sentimenti e la ragione
esistono davvero.

Io non so niente
ma mi sembra che ogni cosa
nell’aria e nella luce
debba essere felice
io non so niente
ma mi sembra che due corpi
nel buio di una stanza
debba essere esistenza.

E gli alberi le spiagge i cani e i gatti
e strani oggetti che cito alla rinfusa
il tavolo la stanza una camicia appesa
le carte coi tarocchi e poi gli eterni scacchi
un piccolo divano
e una foto di mio padre quand'era bambino
e poi lo specchio rosso
su cui splende un'illusoria aurora
chissà se è mai esistito
chissà se esiste
ora.

Io non so niente
ma mi sembra che ogni cosa
nell’aria e nella luce
debba essere felice
io non so niente
ma mi sembra che due corpi
nel buio di una stanza
debba essere esistenza.



Tuesday, 29 December 2009

Quello che non...

Gambe allungate sul letto, schiena al muro. Tratti blue a vergare carta cingolata per stampe d'altri tempi. Una musica che batte prepotente ai tuoi pensieri facendosi messaggera, tramite. Ponte di emozioni. Una penna che risponde sull'attenti.

Fa paura non conoscersi, sentire che l'aria si fa fluida come di liquido denso, una massa meravigliosamente tangibile che riesci a penetrare, varcare e spostare. Corrente che ti avvolge come le pieghe di quello spirito ancora troppo ignoto. Il tuo.
Attrae quella città che ti può cambiare una giornata senza chiederti il permesso, basta lasciarsi andare sul suo corpo. Basta camminare a passo di musica, forse pure ancheggiando perché non te ne frega. Ti piace. Camminare su questa mia diversità anonima che non importa e non importerà a nessuno, a me pure. Spero per sempre. Finalmente qui tutti sembrano capirti senza tentare di farlo non per naturalezza, assolutamente, probabilmente perché a nessuno importa niente di nessuno. Ti chiedi se questa è la dimensione della verità, un miscuglio eterogeneo e ben dosato di anarchia e libertà.
Cantare in metro, lungo nastri trasportatori e scale mobili a voce non proprio sussurrata, mentre scendi in quei cunicoli alla ricerca di uscite che sono sempre anche entrate. Ti piace, lo fai. Mentre lesto e svelto a dribblare i viaggianti tra flussi che si incontrano senza mai scontrarsi lasci un pardon lasciato sospeso nell'aria tu già tropo distante: "pungente come un' ape, leggero come una farfalla", sono qui, sono la. Schivato, andato. .. in ritardo, vabbé fa lo stesso e non chiedi nulla perché hai il cappuccio fuori dalla giacca perché saltelli su scalini come un bambino ai passi di una danza che non conosci. Oltre la barriera di quelle sottili strade metalliche uno sguardo curioso ti coglie, lo incroci ma non smetti. Che deficiente penserà, vabbè ad ognuno il suo no? :)

Sei sul filo del tutto, lo sai. Fa paura. Il nulla ad un soffio. Un passo sbagliato e la danza finirà con le caviglie slogate e le ginocchia rotte.
Mentre tutto passa velocemente come figure di persone ad una stazione senza fermata ti trovi fissata sugli occhi senza un perché o un come l'immagine indelebile di capelli accarezzati dolcemente dall'aria portata da un treno che sicuro ti riporta verso quella tua non-casa la tua stazione che dovrai riuscire a cambiare in una non-fermata. Non sempre tutto ha un come ed un perché. Forse è tutto merito dello spazio e del tempo o della velocità che poi sono la stessa cosa.

Non si è mai soli anche quando non si ha nessuno vicino se si è alla ricerca di quello che non...

Vedere. Sentire. Conoscere. Volere. Sapere. Non Essere.

A presto lettori, sopiti, silenti e sempre presenti.

Mio






Quello che non... - Francesco Guccini

La vedi nel cielo quell' alta pressione, la senti una strana stagione?

Ma a notte la nebbia ti dice d' un fiato che il dio dell' inverno è arrivato. 
Lo senti un aereo che porta lontano? Lo senti quel suono di un piano,
di un Mozart stonato che prova e riprova, ma il senso del vero non trova?

Lo senti il perché di cortili bagnati, di auto a morire nei prati,
la pallida linea di vecchie ferite, di lettere ormai non spedite?
Lo vedi il rumore di favole spente? Lo sai che non siamo più niente?
Non siamo un aereo né un piano stonato, stagione, cortile od un prato...

Conosci l' odore di strade deserte che portano a vecchie scoperte,
e a nafta, telai, ciminiere corrose, a periferie misteriose,
e a rotaie implacabili per nessun dove, a letti, a brandine, ad alcove?
Lo sai che colore han le nuvole basse e i sedili di un' ex terza classe?

L' angoscia che dà una pianura infinita? Hai voglia di me e della vita,
di un giorno qualunque, di una sponda brulla? Lo sai che non siamo più nulla?
Non siamo una strada né malinconia, un treno o una periferia,
non siamo scoperta né sponda sfiorita, non siamo né un giorno né vita...

Non siamo la polvere di un angolo tetro, né un sasso tirato in un vetro,
lo schiocco del sole in un campo di grano, non siamo, non siamo, non siamo...
Si fa a strisce il cielo e quell' alta pressione è un film di seconda visione,
è l' urlo di sempre che dice pian piano:
"Non siamo, non siamo, non siamo..."



Saturday, 26 December 2009

Essere Vento

Essere Vento

Un solo tocco invisibile.
Mi lasci.

Mani vuote stringono Passato,
breve ed insensato.

Nel cuore scende Gelo.
Non ho bisogno di ali
per fermare Tempo.

Devo trovare me stesso,
ricominciare ad essere Vento.

Mio






Khorakhané (a forza di essere vento) - Fabrizio De André

Il cuore rallenta la testa cammina
in quel pozzo di piscio e cemento
a quel campo strappato dal vento
a forza di essere vento

porto il nome di tutti i battesimi
ogni nome il sigillo di un lasciapassare
per un guado una terra una nuvola un canto
un diamante nascosto nel pane

per un solo dolcissimo umore del sangue
per la stessa ragione del viaggio viaggiare
Il cuore rallenta e la testa cammina
in un buio di giostre in disuso

qualche rom si è fermato italiano
come un rame a imbrunire su un muro
saper leggere il libro del mondo
con parole cangianti e nessuna scrittura

nei sentieri costretti in un palmo di mano
i segreti che fanno paura
finché un uomo ti incontra e non si riconosce
e ogni terra si accende e si arrende la pace

i figli cadevano dal calendario
Yugoslavia Polonia Ungheria
i soldati prendevano tutti
e tutti buttavano via

e poi Mirka a San Giorgio di maggio
tra le fiamme dei fiori a ridere a bere
e un sollievo di lacrime a invadere gli occhi
e dagli occhi cadere

ora alzatevi spose bambine
che è venuto il tempo di andare
con le vene celesti dei polsi
anche oggi si va a caritare

e se questo vuol dire rubare
questo filo di pane tra miseria e sfortuna
allo specchio di questa kampina
ai miei occhi limpidi come un addio

lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca
il punto di vista di Dio


Cvava sero po tute
i kerava
jek sano ot mori
i taha jek jak kon kasta


(Poserò la testa sulla tua spalla
e farò
un sogno di mare
e domani un fuoco di legna )

vasu ti baro nebo
avi ker
kon ovla so mutavia
kon ovla


(perché l'aria azzurra
diventi casa
chi sarà a raccontare
chi sarà )


ovla kon ascovi
me gava palan ladi
me gava
palan bura ot croiuti


(sarà chi rimane
io seguirò questo migrare
seguirò
questa corrente di ali )

Thursday, 24 December 2009

Just A Bitter Guy

...continua da ieri

Era più o meno il week-end scorso che mi sono definito in questo modo parlando con D. . D. è un giovane ragazzo algerino immigrato da queste parti che lavora e studia, è gentile e cortese. E' in cerca della sua chance qui. D. è un fondamentalista islamico che tenta di seguire la sua strada nella vita tracciata con le parole di un dio in cui crede. Gli auguro di riuscirci ma di non imporre mai il suo punto di vista a nessuno, spero che non lo dimentichi mai. Spero che rimanga sempre come è ora intelligentemente rispettoso. Sì, D. è proprio un bravo ragazzo ora, poi, chissà.
Il week-end scorso - dicevo - mi sono espresso in questi termini mentre gli insegnavo come fare una cioccolata calda home made e lui mi diceva cordialmente che ci sarebbe voluto un po' di zucchero ed io rispondevo: "Sorry, I'm a bitter guy". Lo ripetevo convinto pochi giorni dopo parlando con lui di ragazze, religione e Amore, Vita e fiducia ed altre cose del genere mentre saltavo dei fusilli al pomodoro e lui mi diceva scherzando se era il metodo a "l'Italienne".

Oggi (ieri n.d.M.) sono andato in mensa con i miei compagni di lavoro, altri ragazzi imbarcati nella mia stessa avventura, io sono rimasto taciturno per tutto il pranzo, l'impossibilità di esprimermi mi inchiodava a quello stato ma forse anche no. Forse realmente, per scelta o perché con la testa altrove o per istinto... non so. A fine pranzo, casualmente, mi è stata presentata una ragazza italiana e l'unica cosa che sono stato capace di dire è stato un"ciao" neppure tanto convinto, chissà perché... se la vedrò ancora mi scuserò per essere stato sgarbato. Purtroppo mi succede molto spesso.
Uscendo dalla mensa mentre mi incamminavo verso l'ufficio B., un gran Gran GRAN bravo ragazzo, nel suo splendido inglese francesizzato mi ha chiesto se non mi faccesse piacere incontrare italiani, non è questo ho risposto. Ancora una volta poco convinto. Mi sa che mi vede molto strano, anche perché mi ha chiesto se preferisco osservare, ho risposto di sì ma che certe volte non è bello. Perché certe volte lo si fa troppo bene ed allora si trova sempre qualcosa che non va, qualcosa per non essere tanto felici. Non ha capito.
Sapete, mi sarebbe piaciuto spiegargli delle mani bianche e scheletriche della ragazza che avevo di fronte a pranzo, di come la pelle si tendesse alla base tra un dito e l'altro, delle vene blue sui dorsi, di come i tendini affiorassero prepotenti mentre tagliava a stento l'ananas. Di come tremavano quelle mani quando non erano intente a combattere con il cibo, di come la magrezza non traspirasse prepotente dallo spesso maglione di lana occultando il suo busto sottile. Di come tutto era lampante e visibile in quella cintura di cappotto che cingeva una vita inesistente come quelle gambe perse in un paio di blue jeans.
Sì ad osservare troppo si trova sempre qualcosa che colpisce, anche in male.
Tutto questo non ho potuto dire, una lingua non ancora comune me lo ha impedito.

E poi viene sera, gli uffici si svuotano e solo la tua luce illumina il piano. A destra, oltre le finestre, un ombra furtiva ti dice che un'altra luce si sta per spegnere dopo, sarai completamente solo.
E poi ancora quelle parole di mare, di partenza, di nuovi porti e vecchi cieli.
E poi ancora quella frase come un faro: La Mente Non Ha Limiti, la mente non serve solo per lavorare. Che poi l'ho sempre pensato e saputo e NON dovrò mai dimenticarlo: Not Only A Work.

E questa sera è la vigilia di Natale, sei in cucina con D. che ascolta trasmissioni arabe, per te è un giorno come un altro e non senti per nulla la mancanza della famiglia. Forse è ancora presto, evidentemente è così. O forse no.

Questo è il gusto amaro che non riesco a togliermi dalla bocca quando mi assaggio.
Sì cara Yuki, è come hai scritto tu: DolceAmaro. Devo trovarlo, ne ho davvero bisogno, per me. Oltre ai miei limiti, in me. E' pesante essere un Bitter Boy... se poi alla mia età ci si mette pure un pseudoamoreplatonicofrancese...

Salut!

Roberto



Sunday, 20 December 2009

Perestrojka -Mikahil Gorbaciov

[...]
Conclusione

Ora è tempo di terminare... Solo poche parole di conclusione. Sono profondamente convinto che il libro non sia ancora finito e che non possa essere finito. Deve essere completato da azioni pratiche ideate per realizzare gli scopi che ho cercato francamente di descrivere in queste pagine.
La nostra ristrutturazione [perestroijka n.d.M] on è ne facile ne agevole. Noi valutiamo criticamente ogni passo compiuto, giudichiamo noi stessi in base ai risultati pratici e ci rendiamo conto che quanto appare accettabile e sufficiente oggi, domani potrà essere superato.
Gli ultimi due anni e mezzo ci hanno dato molto. I prossimi anni, forse già i prossimi mesi, vedranno nuove mosse non tradizionali. Nel corso della ristrutturazione noi ampliamo e chiariamo le nostre nozioni sul passato, sul presente e futuro del socialismo. Stiamo riscoprendo noi stessi. Tutto ciò è stato fatto, come già osservato, non per colpire l'immaginazione, <> e ottenere applausi. Noi siamo motivati dalle idee della Rivoluzione d'Ottobre del 1917, dalle idee di Lenin, dagli stessi interessi del popolo sovietico.
Noi riteniamo che i risultati della ristrutturazione apporteranno benefici anche alle relazioni internazionali, includendo quelle sovietico-americane. Il nuovo pensiero politico è un imperativo dei tempi.
L'umanità si trova di fronte a grandi pericoli. Vi sono anche troppi elementi di contrapposizione, ma le forze che vogliono e possono arrestare e superare lo scontro stanno acquistano energia e ampiezza sotto i nostri occhi.
Passare dal sospetto e dall'ostilità alla fiducia, da un <> a un equilibrio della ragione e della buona volontà, dai ristretti egoismi nazionalistici alla cooperazione... ecco ciò che proponiamo. E' lo scopo delle nostre iniziative di pace, e per questo scopo continueremo a prodigarci instancabilmente.
Nel mondo c'è un grande desiderio di comprensione e di comunicazione reciproche. E' sentito tra i politici, va acquistando slancio tra gli intellettuali, tra i rappresentanti della cultura e tra l'opinione pubblica mondiale. E se la parola russa <> è entrata con tanta facilità nel lessico internazionale, ciò è dovuto all'interesse più che giustificato per quanto sta accadendo nell'Unione Sovietica. Oggi tutto il mondo ha bisogno di ristrutturazione, cioè di un'evoluzione progressista, di una trasformazione fondamentale.
I popoli lo sentono e lo comprendono. Devono trovare un orientamento, capire i problemi che assillano l'umanità, scoprire come dovranno vivere nel futuro. La ristrutturazione è una necessità per un mondo che trabocca di armi nucleari, per un mondo assillato da gravi problemi economici ed ecologici, oppresso dalla povertà, dall'arretratezza e dalle malattie, per una razza umana che si trova di fronte alla necessità di sopravvivere.
Noi siamo tutti studenti e i nostri insegnanti sono la vita e il tempo. Io credo che un numero sempre maggiore di persone finirà per comprendere che tramite la ristrutturazione nel senso più ampio della parola l'integrazione del mondo avrà tutto da guadagnare. Quando avremo ottenuto buoni voti dalla nostra maestra più importante, la vita, entreremo nel XXI secolo ben preparati e sicuri di compiere altri progressi.
Noi vogliamo che la libertà regni suprema nel mondo durante il prossimo secolo. Vogliamo che la competizione pacifica fra i diversi sistemi sociali si sviluppi senza impedimenti, vogliamo incoraggiare la cooperazione anziché lo scontro e la corsa agli armamenti. Vogliamo che i popoli di ogni paese godano di prosperità, benessere e felicità. La via per realizzare tutto questo passa attraverso un mondo non violento e senza armi nucleari. Noi ci siamo avviati su questa strada e invitiamo gli altri paesi e le altre nazioni a seguirci.
Mikhail Gorbaciov


Visionario? Pazzo? Profeta? No, nulla di questo semplicemente una persona che aveva capito tutto o quasi con vent'anni di anticipo o poco più.
Sapete mi chiedo se in Italia ora ci sia bisogno di una ristrutturazione o di una ricostruzione. Sapete, credo che molte delle cose che ho evidenziato in grassetto appartengano solo a rare tracce della nostra società.
Se vi capita tra le mani su una bancarella di libri usati comperatelo perché non è più in stampa e perché ne vale ASSOLUTAMENTE la pena e il discorso non è politico - magari lo fosse - ma di educazione sociale, nel primo caso ci sarebbero meno problemi nel mondo!

Questa, per me, non è utopia!

Mio






Thursday, 17 December 2009

Quaranta-Venti-Dieci-Otto - Novantotto

Qui si lavora trentacinque ore la settimana, se vuoi fare di più rischi di essere preso per pazzo, ti donano ferie e non so cos'altro ancora. L'importante, qui, è che ti devi levare dalla testa di lavorare troppo. La gente non ne approfitta di questo, hanno capito molto della vita. Complimenti davvero!

Dall'altra parte si lavora e come, se non lo si fa almeno trentotto ore alla settimana sei uno scansa fatiche, uno che rovina la società. Un cattivo esempio insomma.
Mi chiedo perché qui, per quel poco che ho potuto vedere, vada meglio. Probabilmente la c'è troppa gente che non fa ASSOLUTAMENTE nulla. Forse è giunto il tempo per chi lavora davvero di non fare più nulla scioperando, almeno ci sarebbe equità.

Qui i miei vicini d'avventura partono dall'ufficio minimo due ore prima di me, eppure sembrano riuscire a fare MOLTO e MEGLIO il loro lavoro di quanto lo faccia io. A me sembra di non riuscirci per nulla. Fidatevi è la realtà non un'impressione. Ai numeri non si mente alle leggi fisiche pure.

DEVO espandere questa nocciolina che mi trovo come mente, VOGLIO far mia questa lingua il più presto possibile per capire con chi ho a che fare, perché sappiano con chi hanno a che fare. DEVO trovare LA soluzione. Intanto mi aggrappo con i denti a questa meta-esperienza.

Oggi ho visto un giovane ragazzo replicare più e più volte con educazione ed intelligenza, tra paura timore a chi a buon diritto potrebbe essere considerato qualcosa in più di un datore di lavoro. Lo visto replicare con passione a malapena imbrigliata in una bocca che DOVEVA dire. Ho visto una prima fila di uomini di mezza età semi-genuflessi di fronte al quel capo. E poi mi vine in mente l'Onda... e loro che ci hanno gli esami...

A presto,

Mio


Perché le avrei pubblicate tutte, perché tutto seno diverse in foto e parole. Eppure uguali.












Sunday, 13 December 2009

Aida -Rino Gaetano

Ne parlavo con D., vicino di vita in questo questo appartamento allargato, spaziando dalla religione fino ai nostri rispettivi paesi di nascita, perché per me solo questo è, parlavo con lui, giovane algerino, che vorrà tornare di tornare a casa per cambiare il paese in meglio. Strano, abbiamo pensato entrambi, che l'Italia con tutta la sua cultura si stia avvicinando a stati dove il colonialismo ha lasciato devastanti tracce.
Chi ci ha colonizzato?... o forse sarebbe meglio dire: che cosa. In tal caso la risposta è facile. La domanda è retorica.

Nella prima settimana qui, fatta di strani e contrastanti pensieri, fatta delle prime certezze e di costanti domande che mi ponevo nei viaggi in metropolitana alla ricerca di uffici, case prima del rientro in ostello, portavo sempre con me il lettore che suonava a loop di Aida di Rino Gaetano. Avevo quella musica nelle orecchie e camminando a tutta velocità su e già per scale, tra uscite entrate e attraversamenti sotterranei. Non me ne accorgevo ma andavo avanti sempre avanti. Forse non c'è modo di tornare in dietro. Probabilmente la Vita è una magnifica creatura che non conosce altre vie che un flusso continuo unidirezionale. Adattarsi o perdersi.
I primi giorni di lavoro tornando a casa sull'autobus, con un sorriso ebete di chi sta vivendo un qualcosa che ritiene prezioso e spaventevole allo stesso tempo, di chi sa di non capire un niente ma che però gli va bene così perché ciò che conta è provare a capire, ascoltavo ed ascolto: Aida, Fontana Chiara, Spendi Spandi Effendi, Sei Ottavi, Escluso il Cane e Rare Tracce. Stessa musica del mio ultimo mese e mezzo in Italia, speso tra il non sapere nulla sul mio futuro, il lavoro che non centrava nulla e gli ultimi giri in bicicletta sperando di dire arrivederci ai luoghi che mi hanno visto nascere. Ora tutto ha un differente sapore.

Ringrazio davvero tanto Balua, che poi si chiama Linda :), per avermi suggerito l'ascolto di questo album. Ringrazio Linda perché ci sono diversi modi per dire le cose e se qualcuno di che stimo per molte cose mi dice pure che una canzone è superlativa e l'album superbo mica si può fare a meno di privarsi di tali piaceri no? Che poi ci si mette pure LA Yuki a sottoscrivere... GRAZIE ragazze!!!

Sognavo questo prima di partire, questo era il mio cielo mentre pedalavo sulla mia bici. Il colore che ho trovato non conta, il rumore degli aerei del vicino aeroporto e nel loro perpetuo andirivieni neppure.

Buona domenica a tutti, lettori silenti oppure no. Che poi non conta!

Mio


Questa, se posso, vuol essere una piccola dedica per voi tutti:






















Friday, 11 December 2009

Cercando Le Parole

Devo ragionare in inglese, l'italiano sarà costretto a questi miei pensieri poi, forse, scomparirà a tratti o definitivamente. Diventerà un lusso una concessione.
Una lingua straniera da imparare dal nulla il prima possibile, assonanze e similitudini sono presenti ma non bastano. Un conto è leggere un altro è ascoltare. Il peggio, per me, è parlare.
Nessuna di queste due cose mi spaventa, la prima è necessaria per mostrare ciò che faccio. La seconda lo è per dire ciò che penso e capire chi mi circonda.

Mi spaventa sapere ciò che ho di fronte ma non posso sottrarmi a questo perché già so. Mi spaventa vedermi piccolo piccolo in questo mondo fatto di leggi formali, assiomi, postulati e teoremi. Fatto di linguaggi codificati e ottimizzati portati al limite della comprensibilità.
Questa volta ballo sul filo del mondo, cadere può costare niente ma questo non mi importa, io VOGLIO restare in piedi e trovare il mio passo di danza in questa musica che mi attira poi, quando avrò imparato, si potrà sempre cambiare. La Vita è fatta anche di passaggi.

LA MENTE NON HA LIMITI, è la prima cosa che ho scritto e messo come cartello sulla scrivania dell'ufficio, una piccolo faro da seguire nell'approcciare la mia costa. Per raggiungere l'altra mia sponda. Non leverò mai quella scritta fino alla fine, qualunque essa sia.

Questa volta ho scelto una gran bella salita. Per ora conservo il mio sorriso di sfida.

Buon week end a tutti!!!

Mio

Tuesday, 8 December 2009

Sortie

Perché tutto ha un altro sapore, quello del ricordo. Quello della dimenticanza.
Perché ciò che resta è solo ciò che vuoi tenere. Il Resto lo puoi gettare, il Resto, qui, non è in grado di cerarti e non può più fare il prepotente.

Un biglietto di sola andata per entrare in te stesso, nelle viscere di quel tuo lato oscuro. Come per un metro del quale conosci solo le fermate agli estremi, nel mezzo mille incroci ed intersezioni. Non pensando mai all'uscita.

Mio




Saturday, 5 December 2009

Le Mie ultime Due Settimane... Scusate l'Assenza

Punti ed appunti del mio viaggio sospesi
tra le pagine bianche di una Moloskine.



22 Novembre

Come guardiani allineati pronti a fulminarmi con lo sguardo non oso avvicinarmi. Sulle guglie mostri pietrificati non oso guardarvi. Il vento turbina le foglie di questo caldo novembre. Scompiglia i miei fragili pensieri.



Divide Et Impera

Sono a P.

Sono scazzato (paura e altre puttanate simili)
  1. Mandare tutto in mona ---> Starai ancora peggio
  2. Vendere cara la pellaccia ---> Tutt'alpiù sarà ancora così
SPACCAAA!!! CAZZO!!!


23 Novembre

Tornando Da A.

E poi le insicurezze sono troppe e non ha senso curarsene. E poi il teno puzza, ma che te ne frega?
E poi si va ancora in ostello.


24 Novembre

E poi hai firmato, da oggi sei un PhD. dell'Università di XI. Oggi tutti parlavano una lingua ancora straniera della quale capisci solo brevi tratti. Oggi è il primo passo, hai firmato carte che mica sai quello che c'era scritto. "Letto ed approvato", più o meno così c'era scritto. Sostanzialmente non capivi niente. Pazzesco.
Non capisci i messaggi del tuo provider del tuo cellulare. Non capisci come sei riuscito a spendere 20€ in 12 ore, boh.
Oggi tutto non conta perché hai ritrovato la panetteria lasciata dieci mesi orsono. Incredibile! Talvolta basta cercare no?
Oggi come ieri, come chissà per quanto tempo ancora P. sarà grigia, eppure non ti sembra così grigia. P. sarà malinconica e romantica come gli occhi delle sue ragazze. P. è tua ma lei ancora non lo sa.


25 Novembre

Sei sceso a patti con una vietnamita fuori come un balcone per un soggiorno. Una tenda da teatro e la magia era fatta. Incredibile!
Poi ho trovato una camera ammobiliata a L. G. . Chissà da dove viene la padrona. Chissà. Va bene così.
La gente è strana in centro, 11,6 milioni di persone e così pochi sorrisi. Magari mi sbaglio.


26 Novembre

Sono andato nel mio ufficio condiviso.
Ho il mio telefono.
Il mio computer.
Ora si comincia, si fa sul serio.
... ci ho pure la chiave.


28 Novembre

Mica ti senti i sensi di colpa, i rimorsi dalla coscienza per aver promesso ciò che forse non manterrai. Ma come potrei sentirli per chi mi propone una camera ricavata in un soggiorno con una sola tenda a separare gli ambienti? No, non esiste. Se poi te la fanno vedere come una suite presidenziale...


5 Dicembre

Sono nella "nuova" stanza, nell'altra ho lasciato A. un gran bravo ragazzo, un indiano. Ci vedremo ancora, lo spero.
Per ora va bene così. Per ora blocco l'irrequietudine. P. ed io per ora saremmo solo amanti. Ci cerchiamo a vicenda solo quando vogliamo.








P.


Sei bastarda e bislacca
amante che non perdona,
tutti ti cercano effimera baldracca.


Grigio è il tuo rossetto

un bacio lascivo che coglie

che centra sempre con effetto

che fa nasce carnali voglie.

Sei odiata e stuprata,

gente che ti piscia addosso cazzo all'aria,

gettata a terra a chiudere un marciapiede. Gente persa andata.
Evitata a passi di malcelata malinconia. Inesistente allegria.


Ognuno a modo suo ti vuole. Ognuno ti possiede.

Mio

Something About Me

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  • Rimmel -Francesco De Gregori
  • Mio Fratello E' Figlio Unico -Rino Gaetano
  • Ingresso Libero -Rino Gaetano
  • Going For The One -Yes
  • Serenade in Bb K361-370a [Gran Partita] -W. A. T. Mozart
  • Relayer -Yes
  • 9° Sinfonia -Ludwig Van Beethoven
  • Blue -Joni Mitchell
  • Quadrophenia -The Who
  • Tales From Topographic Ocean -Yes

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  • Manuale del Guerriero Della Luce -Paulo Coelho
  • Il Castello dei Destini Incrociati -Italo Calvino
  • Il Petalo Cremisi e il Bianco -Michel Faber
  • Dance Dance Dance -Murakami Haruki
  • On The Road (Sulla Strada) -Jack Keruoac

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