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Radio Pazza

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Monday, 25 August 2008

Una difficile salita

Ieri era giorno di giro in bicicletta, già da una settimana avevo pianificato un qualcosa di abbastanza massacrante. Ma non avrei pensato così tanto.
Mentre stavo per arrivare ai piedi della seconda salita, su un tornate semplice semplice, la bici scivola e cado. Risultato botte ed escoriazioni varie ma niente di esagerato, tutto nella norma delle cadute. Arrivato ai piedi della salita mi sciacquo con un po' di acqua e monto in bici;davanti a me ho due possibilità: quella di scalare dinuovo la salita e quindi fare circa trenta chilometri di salita ed altri cinquanta per arrivare a casa, oppure prendere la pista ciclabile vicina vicina ed arrivare a casa con quarantacinque chilometri tutti pianeggianti. Sono montato in sella ed ho scelto la prima opzione, perchè? Perché era quella che mi ero messo in testa e non sono state sufficienti delle botte e delle escorizioni per farmi cambiare idea, sapevo che avrei patito, sapevo che mi avrebbe fatto male la botta ma però avevo deciso e non si cambiano le decisioni prese per cose che possono essere sopportate stringendo i denti.
Mentre pedalavo e mi ripetevo: "Tu sei da rinchiudere!" ad ogni crepitio dei miei muscoli ripercorrevo qui e la degli episodi della mia vita, delle scelte che avevo compiuto sulle stesse basi e sopratutto delle scelte che mi restano da compiere e, per le quali, mica posso dire che coi denti chiusi potrò arrivare ad un termine. Scelte che riguardano me stesso e il mio futuro che mi spaventano pur non conoscendole, mi spaventano più di una salita senza fine, più dei crampi alle gambe, più delle crisi di fame e di sete.
Questa sera son qui che penso a tutto questo e tanto altro ancora, ho le gambe distrutte e dure come due tronchi di legno, ieri sera credo che ero febbricitante per lo sforzo e oggi mia nonna di ottantatre anni mi ha "battuto" nel percorrere le scale, però sono contento per ieri, conmtento di avercela fatta, sono pure un po' triste perché non risco ancora a darmi delle possibilità laddove dovrei!
A presto,

Mio

Saturday, 16 August 2008

Conoscere e Riconoscere

Io c'ho pensato e non credo che la differenza sia poi così minimale. Magari mi sbaglierò, magari è solo il significato che personalmente do a queste parole,ma per me le divide un abisso.
Per riconoscere qualcosa primo bisogna conoscerla e fin qui siamo tutti daccordo credo, il problema è come la si riconosce. Generalmente noi ci si avvale dei nostri sensi per poter capire ed interfacciarci con la realtà, ma questo basta per riconoscere qualcosa? O qualcosa sfugge sempre e comunque? Le mie personali risposte sono un doppio sì.
Il primo sì è dato dal fatto che la sapere non è lo stato più alto del conoscenza, sopra ad esso c'è il capire. Quando si capisce una cosa essa diventa nostra nell'intimo e niente e nessuno ce la potrà mai levare, in tal senso si potrebbe non riconoscere qualcosa di già conosciuto perché ahimè dimenticato. Il secondo sì è dovuto al fatto che per accedere ad un certo tipo di conoscenza servono quelli che io chiamai (io nel senso che ne scrissi non che li battezzai, per carità non sia mai...) metasensi che ci possono far accedere ad uno stato di coscienza superiore, e fidatevi di persone così preziose ne esistono eccome.
Ora mi chiedo come fanno tali persone attraverso i loro sensi ma sopprattutto i loro metasensi a cogliere tutta la pienezza della Vita ed a donarsi continui e multipli orgasmi cerebrali? (Cosa della quale ognuno ne avrebbe estremo bisogno davvero). Io credo che il tutto stia nello sperimentare, nel provare, nel donare a se stessi ogni singola occasione per generare un meraviglioso amplesso nel nostro cervello. Purtroppo per me questo non è facile anzi questo mi riesce impossibile. Mi sembra di non avere metaterminazioni nervose per i miei metasensi ed i sensi sono totalmente inefficaci per cogliere a pieno l'estrema bellezza della Vita. Quindi sono fregato? Quindi vivrò nel mio handicap mentale? Questo non lo so proprio e mi distrugge davvero.
Io ci penso e ci ripenso a questo Tutto che mica mi sembra Niente, vorrei una soluzione ma forse nessuno me la può dare perché certe cose credo che non possano essere insegnate ma possano soltanto essere capite.
Sapete mio nipote ha da poco compiuto l'anno di vita, gattona e cammina per la casa con occhi da esploratore con fare sicuro le uniche incertezze che ha sono nei movimenti. Ieri gattonando è arrivato fino al balcone dove c'era una pianta di cactus, voleva toccarla, mia madre a gesti e parole gli ha mostrato che pungeva e che poteva farsi male, ma lui curioso, appena la vigile guardia della nonna si era abbassatta ha allungato la mano, si è punto ed ha pianto. Ora ha capito che quella pianta punge e fa male, sicuramente non la toccherà più. Pensando a questo mi domando dov'è il mio cactus o delicato fiore che sia? Dov'è la Vita? Semplicemente QUI ed ORA ma perché allora non riesco a coglierla? Sapete una cosa ho forse capito, l'essere morbido o il pungere non è quello che conta realmente ma ciò che conta è solo allungare la mano. Putroppo capire è una condizione necessaria ma non è sufficiente per cogliere il proprio fiore di Vita.
A presto,

Mio

Friday, 15 August 2008

Qui e la per le mie montagne

Ieri giornata d'escursione-trekking per le "mie" montagne, per gradire e per ricercare o cercare... ma cosa cambia??? Ci ho pensato mentre mezzo seduto e tre quarti sdraiato su un prato, sulla cima d'un crinale, il vento mi sussurrava nelle orecchie Verità che non riuscivo a cogliere, il sole mi mostrava bellezze che mi sfuggivano leste come il topo con il gatto, che non riuscivo ad afferrare tra i ciuffi d'erba che sbarazzini mi danzavano attorno. Tutto questo mi ha fatto pensare, ma ora non so se è il tempo di scrivere...
A presto,

Mio

Wednesday, 13 August 2008

Un Meme che non riesco a fare, scusate

Sceglere una canzone rispetto ad un'altra è per me cosa assai difficile, discriminare un autore rispetto ad un altro ancor di più. Quindi tramuterò questo Meme delle cinque canzoni preferite affidatomi da Dressel1, nel Meme dei miei autori preferiti. Mi si scusi ma su certe cose l'anarchia è d'obbligo. Pensando casualmente a loro, personaggi che mi tengono e mi hanno tenuto spesso compagnia, ora (magari tra un po' non sarà più così ma è normale) vorrei che mi sussurrassero cantando:
  • Queen, Spread Your Wings

  • King Crimson, Fallen Angel

  • Frank Zappa, Black Napkins

  • Yes, Hearth of The Sunrise

  • Jimi Hendrix, Bold As Love

  • The Doors, People Are Strange

  • John Lennon, Woman

  • Janis Joplin, Little Blue Girl

  • The Who, The Songs Is Over

  • Camaron de la Isla, Nuestros Sueños

  • Giacomo Puccini, Tosca- Vissi d'Arte Vissi d'Amore

  • Francesco Guccini, Il Vecchio ed il Bambino

  • Fabrizio de André, Amico Fragile

  • Giorgio Gaber, Non Insegnate ai Bambini


  • Pink Floyd, Shine On You Crazy Diamond


Spero di non avervi tediato, ma credo che così non sarà stato. Lo so, l'ascolto completo è lungo ma, se mi posso permettere, merita.
A presto,

Mio

Monday, 11 August 2008

La Pace per Pensare la Fatica come Riposo

Ieri mi sono dedicato ad una lunga ma piacevolissima passeggiata-escursione in montagna. I chilometri percorsi sono stati molti, le ore pure, il tempo non era dei migliori ma la compagnia di Nicola è sempre inestimabile anche quando fa la pittima e si abruttisce nello scoraggiamento ;). Grazie!Questa mattina riordinando le cose di montagno ho letto sulla tessera C.A.I.-S.A.T. :
"La montagna è fatta per tutti, non solo per gli alpinisti: per coloro che desiderano il riposo nella quiete per coloro che cercano nella fatica un riposo ancor più forte"

Guido Rey

Ieri ero tra chi cercava la fatica, ma la fatica non è stata all'altezza del riposo che avrei voluto trovare, oggi forse rispolvererò la mia bici cletta confidando nel fatto che lei di riposo ne capisce. Non sperando nel riposo che troverò.
A presto,

Mio

Friday, 8 August 2008

Utilizzare con parsimonia perché poi finisce...

Bello non c'è che dire, fai la tua straporca figura ancor più ora che sei incorniciato, ma mica ti posso guardare senza provare repulsione. Ok sarò schietto e sincero, mi fai schifo. Mi dai il prurito e forse pure i conati di vomito. Adesso mi sento buono e ti rinchiuderei nell'angolo più oscuro del mio armadio, tra le cose vecchie ed in disuso tra orpelli e chincaglierie.
"Perché?" mi chiedi facendo brillare il tuo occhio falso-argento. adesso te lo spiego. Perché per te ho scelto una strada dura fatta di sassi taglienti, su du te ho camminato a piedi nudi, io ero come un drogato in crisi di astinenza e tu mi hai ridato la droga. Mi hai ferito facendomi ferire. Per te e per quel cazzo che sono stato e forse sono e perché altro ancora non so e capisco non ho vissuto una pinezza ormai persa. Ho perso la capacità di cercare e trovare.
Per te, e non è banale, non ho mangiato una pizza tra tante perse e potevo farlo ma mica l'ho fatto. Certe volte il non poter fare le cose non è poprio il peggio, se si è razionali ci si mette il cuore in pace e si dice ora non posso, tra un po' se ne parla. Se si è razionali ma ignoranti, quale io sono, si risponde ora non posso e non se ne parla fino a data da destinarsi. Ma che data da destinarsi? Ci si dice: "Ora potrei ma prima è meglio che...", ma: "Meglio che????", meglio un benemerito cazzo perchè tu sei solo un pezzo di carta in una bella cornice ed io solo uno stupido che ti guarda, tu sei solo una pergamena costretta tra un muro ed un vetro, circondata da quattro listoni di legno e niente più. Ma gli altri vedono in te qualcosa di stupendo un simbolo, una meta, il coronamento di un sogno un attestato di cultura-intelligenza o che ne so io cosa. Per me ,forse un sogno lo sei stato, forse sarai uno strumento per potermi far sognare, ma ora mi sento me stesso e ne dubito. Ora buono non sono e vedo in te uno stupendo foglio di carta igienica discretamente incorniciato e non posso pensare quanto potresti essere utile in certi momenti.


Mio

Wednesday, 6 August 2008

Mi è stato detto...

... che chi non cerca e rifiuta la felicità mica se la merita, che il tempo passa e che mica dureranno in eterno questi miei "giovani" anni, che mi rifiuto di stare bene, che il mio cercare la felicità cambiando luoghi e persone non sarà la mia soluzione perché il mio è un problema mentale e non geografico. Forse mi è stato detto anche altro ora non ricordo però credo che tutto questo sia assolutamente vero purtroppo.
Sono convinto che nella vita bisogna prefissarsi degli obiettivi delle mete da raggiungere, prendere in mano una penna e segnare su un post-it da appiccicare sullo specchio delle ambizioni il proprio divenire. Con una punta di orgoglio posso dire che ciò che mi sono proposto l'ho sempre raggiunto, spesso con fatica che, non pensavo potesse essere così pesante, però stringendo i denti talvolta tifando, talvolta imprecando per e contro me stesso l'ho sempre avuta vinta. Quindi qual'è il problema direte voi? Il problema è che la Vita è differente da una salita in bicilcetta, differente da un lavoro, differente dal supportare una persona, differente dallo studio è differente da tutto. Essa È VIVA punto.
Se vuoi vivere la Vita devi vivere per Lei, purtroppo credo che questa sia una sorta di condizione biologico-genetica che congenitamente ognuno di noi ha avuto in dono e sviluppato. Un proprio corpo spirituale per avventurarsi nelle infinite vie che la Vita ci traccia di fronte; io purtroppo credo di non aver mai sviluppato il mio corpo spirituale ed ora che ne ho estremo bisogno sono qui paralizzato su una sedia che rotelle non ha su una sedia che da su un muro tapezzato di foto sfocate e grige, foto di ricordi persi inchiodate con parole non dette, con occasioni perse.
Ora ho rimpianti e mi rammarico? Certo che sì, è inevitabile. Ma di questo me ne pulisco agevolmente il culo, sinceramente non me ne frega niente perché tanto è andato tutto o forse poco, molto o niente non lo saprò mai. Ora mentre scrivo potrei perdermi qualcosa di stupendo e bello prorpio li fuori a tre metri da me, pure di questo forse me ne frego e me ne strafrego. E questo non va bene, questo non va davvero bene.
Soluzioni non ne ho ma almeno so che qui non è il mio posto, post-it per cambiare me stesso non ne servono, quello che mi serve è un'urgentissima terapia fisiatrica di riabilitazione per tentare di salvare il salvabile. Per riuscire a camminare almeno zoppicando nella più rosea delle aspettative, per riuscire a comandare almeno una sedia elettrica a motore se proprio poco si può fare. Di giocare a pallone e di andare in bici nemmeno ci penso per quello bisogna aver provato da piccoli essersi allenati con la felicità sola del gioco ed io piccolo mica lo sono più e di giocare forse neanche più me la sento.
Come farò proprio non lo so, chi sarà il dottore che piegherà i miei arti fino al dolore, fino a renderli mobili? Questo potrò essere solo io, altra persona non esiste ma ne sarò in grado? Ho bisogno di riflettere senza farmi "pippe mentali" come giustamente mi è stato detto, cercherò risposte in una mia solitudine fisica in compagnia della fatica, in compagnia di un buon libro, in compagnia della Natura, in compagnia di un breve lavoro semplice, manuale, ripetitivo, abbastanza stanchevole e silenzioso, in compagnia di quello che sono e di quello che non vorrò essere.
Novità a breve termine mica ne vedo, ora ho una bussola me, l'hanno regalata (a proposito grazie), ma la rotta quella spetta a me.
A presto,

Mio

Monday, 4 August 2008

Turisti della Vita

Nel primo pomeriggio di ieri ero seduto su una panchina nella giardino-corte del castello del mio comune. Da li si riesconono a scorgere tutte le montagne che cingono la mia valle, si vede il lago in lontanaza chiuso tra pendii rocciosi, declivi d'ulivo e pianure di viti. Lo spettacolo se il tempo lo concede è davvero suggestivo. Assonnato ed un po' stanco mi guardavo attorno e, ad un certo punto, ho notato una coppia di giovani turisti che zaino in spalle ed abbigliamento sportivo come divisa si sono fermati come incantati a guardare o forse meglio a vedere... vedere cosa? Che c'era di tanto bello? Che povero ignorante che sono, ieri l'avevo capito ed oggi mi sembra di averlo già dimenticato.
Il Bello, questo vedevano i loro occhi coglievano gli ulivi che facevano da cornice, vedevano gigantesche agavi che alzavano alte il loro scettro di autodistruzione, vedevano la bellezza della terra e del mondo in tutte le loro forme e di questo si colmavano. Di questo gioivano. Coglievano negli occhi la bellezza di chi faceva loro compagnia forse, anzi sicuramente ringraziavano la Vita.
Guardando tutto questo mi sono detto: "Loro pagano per avere ciò che io posso deliberatamente e gratuitamente trovare ogni giorno, ciò che io ho provato solo due o tre volte volte nella mia vita". Io forse sono fortunato, forse ho tutto ma cari lettori se non si riesce a cogliere il Tutto quello che resta è solo il Niente. Purtroppo non è un qualcosa che si impara ma un qualcosa che si assorbe da piccoli e che lo si deve allenare costantemente nel tempo. Io non ho nulla da allenare. Io che vorrei essere turista in questa mia Vita, io che vorrei goodere della Semplicità e della Bellezza di Persone delle Cose e della Natura sono cieco di fronte ai colori sono insesibile al tocco del vento che ieri mi sossurrava parole che non sono riuscito a cogliere, parole che anche ora non riuscirei a cogliere. Io povero indigeno, povero ignorante non riesco a vedere in questa mia valle altro che una visione desolante!

Mio

Friday, 1 August 2008

Ho fatto la spesa ;)

Spero di non aver dimenticato il consiglio nessuno. Ora avrò una lieta compagnia almeno per il prossimo anno, inoltre credo di aver scalato almeno 200-300 posizioni nel ranking ufficiale della libreiria :D. Insomma mi avete piacevolmente contagiato!

A presto carissimi e gentili suggeritori.

Mio

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  • Rimmel -Francesco De Gregori
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  • Tales From Topographic Ocean -Yes

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