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Radio Pazza

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Wednesday, 24 November 2010

(R)Esistere

La realtà non esiste, non univoca almeno, scontato. Non univoca personalmente e per ciascuno di noi, scontato bis.
Non credo, come molti penso, in destini scritti, percorsi deterministici che ci portano ad un dove, un come e un quando già deciso. L'unica cosa ineluttabile è la morte che ci attende, scontato tris.

Credo che ogni realtà nasca al passato, sembrerebbe strano a dirsi ma questo che voi state leggendo è reale ed è nato ora, al passato appunto. Prima non esisteva qui di fronte a voi ed in parte pure nella mia testolina prima di scriverlo. Non è neppure nato e neppure è stato creato, il creazionismo è arduo da accettare sempre talvolta impossibile, questo contesto neppure si esime. Ma allora cosa è la realtà?
La realtà credo che si a un sistema multidimensionale ad N dimensioni dove (N=infinito) nel quale ogni dimensione è legata l'una all'altra da un cammino determinato che noi si chiama scelta. Ogni scelta si basa su principi personali: indotti, acquisiti, irrazionali e pseudo-razionali visto che la ragione fa falle sempre, comunque ed ovunque.

Esistono persone che credono che tutto sia già stato deciso altrove, da tempo. Che le realtà siano limitate e circoscritte in un particolare piano diciamo multidimensionale e continuo sul quale la nostra esistenza si muove. Loro appellano questa cosa in svariati modi tra i tanti ci sta anche dio. Per me non è neppure questo visto che neppure suona! (Pessima battuta, scusate defezione dovuta a studio passato e presente!).
Esistono persone, evidentemente altre, che non credono che tutto sia necessariamente continuo e collegato. Credono che si possa passare da un piano all'altro come attraverso un tunnel che le nostre scelte riescono ad aprire e chiudere sotto i nostri piedi. Talvolta si sbaglia apertura e chiusura. Talvolta una delle due. Talvolta proprio nulla, BINGO!

Che poi cambia mica molto, forse pure nulla in questa nostra esistenza destinata a cresce ed a morire nell'attimo istante della sua genesi. Ancora e poi ancora.

Spero e sogno solo perché ormai più non credo in altro che me stesso. Ecco il mio semplice (R)esistere.

Mio


Una mia metacanzone per voi:

Sunday, 21 November 2010

Al centro di me stesso. Se ci fosse un uomo

Lo conosco questo dolore passante, tra stomaco e milza. So cosa è. Non è la fame, ho mangiato. Poco ma ho mangiato. Potrei mangiare un frigo di roba, questo buco rimarrebbe la con il suo mordere lento come di tarlo. non cambierebbe nulla. Già sperimentato.
Scrivevo, quando lo facevo di più, di "dividere per ordinare/governare", pensieri parole opere ed omissioni. Cose di mia colpa. Non credetemi blasfemo e, anche se non credo in dio, non credo di fare torto ad alcuno pronunciandomi così. L'unico dio molto minore in cui credo sono io, me stesso.
Non ho ordinato a dovere e di governare allora è impossibile. Eccomi qui ancora, freddo. Secco. Servirebbe acqua e voglia di bere. La prima esiste ancora in me? La seconda forse non ci è più. No, voi che mi avete visto, voi che mi avete incrociato anche per sbaglio e per sbaglio avete gettato uno sguardo di lettura su di me. a voi vorrei dire che non è tristezza la mia, non è neanche grigiore. Solo blue, malinconia molto spinta.

Fa male scoprire che non esistono pezzi di ricambio per ciò che si rompe definitivamente, fa ancor più male scoprire che frammenti minuscoli o grandi mai più saranno trovati. Chi ha inventato anime fragili come il vetro, almeno fosse di cristallo la mia si potrebbe dire preziosa. Almeno.
Credere che nulla è andato e perso per sempre è la linea di divisione tra affrontare la Vita con gioia. Purtroppo non ho mai creduto in questo. Purtroppo.

Mio




Al centro di me stesso. Se fossi un uomo...




Se ci fosse un uomo (Gaber - Luporini)


Se ci fosse un uomo
un uomo nuovo e forte
forte nel guardare sorridente
la sua oscura realtà del presente.


Se ci fosse un uomo…

Forte di una tendenza senza nome
se non quella di umana elevazione
forte come una vita che è in attesa
di una rinascita improvvisa.


Se ci fosse un uomo.

Se ci fosse un uomo generoso e forte
forte nel gestire ciò che ha intorno
senza intaccare il suo equilibrio interno

forte nell'odiare l'arroganza
di chi esibisce una falsa coscienza
forte nel custodire con impegno
la parte più viva del suo sogno

se ci fosse un uomo.

Se ci fosse un uomo.

Questo nostro mondo ormai è impazzito
e diventa sempre più volgare
popolato da un assurdo mito
che è il potere.
Questo nostro mondo è avido e incapace
sempre in corsa e sempre più infelice
popolato da un bisogno estremo
e da una smania vuota che sarebbe vita
se ci fosse un uomo.

Se ci fosse un uomo.
Se ci fosse un uomo.

Allora si potrebbe immaginare
un umanesimo nuovo
con la speranza di veder morire
questo nostro medioevo
col desiderio che in una terra sconosciuta
ci sia di nuovo l'uomo al centro della vita.

Allora si potrebbe immaginare un neo rinascimento
un individuo tutto da inventare
in continuo movimento.
Con la certezza
che in un futuro non lontano
al centro della vita ci sia di nuovo l’uomo.

Un uomo affascinato da uno spazio vuoto che va ancora popolato.
Popolato da corpi e da anime gioiose che sanno entrare di slancio nel cuore delle cose
popolato di fervore e di gente innamorata ma che crede all'amore come una cosa concreta

popolato da un uomo che ha scelto il suo cammino senza gesti clamorosi per sentirsi qualcuno
popolato da chi vive senza alcuna ipocrisia col rispetto di se stesso e della propria pulizia.
Uno spazio vuoto che va ancora popolato.
Popolato da un uomo talmente vero che non ha la presunzione di abbracciare il mondo intero

popolato da chi crede nell'individualismo ma combatte con forza qualsiasi forma di egoismo
popolato da chi odia il potere e i suoi eccessi ma che apprezza un potere esercitato su se stessi
popolato da chi ignora il passato e il futuro e che inizia la sua storia dal punto zero.
Uno spazio vuoto che va ancora popolato.
Popolato da chi è certo che la donna e l'uomo siano il grande motore del cammino umano

popolato da un bisogno che diventa l'espressione di un gran senso religioso ma non di religione
popolato da chi crede in una fede sconosciuta dov'è la morte che scompare quando appare la vita
popolato da un uomo cui non basta il crocefisso ma che cerca di trovare un Dio dentro se stesso.

Allora si potrebbe immaginare
un umanesimo nuovo
con la speranza di veder morire
questo nostro medioevo
col desiderio
che in una terra sconosciuta
ci sia di nuovo l'uomo
al centro della vita.

Con la certezza
che in un futuro non lontano
al centro della vita
ci sia di nuovo l'uomo.

Saturday, 6 November 2010

Noia

"Mi annoio!", mai prima queste parole mi hanno fatto pensare. Mai come poco fa. La normale reazione compensatrice alla noia è lo svago, bene, si svaghino come credano gli altri. Che poi tutto finisce sempre così, non va a finire, finisce.

Pensavo che io mica so tanto bene cosa sia la noia, non ricordo di aver mai provato questo sentimento intensamente a tal punto da pronunciare la frase di cui sopra. La mia vita non è stata e credo non sia  interessante ai molti, ai più, ma questo non mi esime da trovare a malapena il tempo di girare un'altra volta su dei roller praticamente nuovi ed usati una sola volta. Leggere un libro con una continuità molto lasca è chieder  fin troppo. 
Non faccio nulla di che, "studio"(!) penso(?!) rifletto(!?!?) e spero di ricominciare a scrivere, come ora, anche se non vale nulla mi piace mi distende e mi calma. Non ho amici vicini prossimi. Non ho una cerchia di scambi sociali da inanellare in serate di compagnia se non con una frequenza molto blanda e molto discontinua. Di tutto questo non mi lamento. Il sabato e la domenica si differenziano dagli altri cinque giorni solo perché le abitudini degli altri cambiano, le mie un po' meno. Una vita piatta sembrerebbe e forse lo è ma, probabilmente, i miei limiti mi impediscono di percepirlo.

Piove ininterrottamente da tutto il giorno su questa casa che sembra come di mastio medioevale segato. Casa accerchiata da altre case come mura, alte come lei. Bagnate come lei. Silenziose come lei.
Eppure qui, qui in questa stanza dove ci si arrabatta in ogni modo per asciugare il bucato in tempo prima che venga a puzzare. Qui, qui in questa stanza dove mi chiedo se sono solo proiezioni quelle di altri perché le mie mica lo sono. Qui, qui dove posso sentire il rumore dello scrivere di penna su questo foglio, io non mi annoio! Forse perché sto bene anche con me stesso. *

Mio


*PER GLI ALTRI MICA SO!

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