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Thursday, 30 April 2009

Time To...

Un paio di ore fa mi ronzavano in testa, per farle tacere le ho appuntate nella speranza che così sospese sedimentassero, non è successo finché...

Prima o poi arriva sempre il tempo delle domande ed allora che ci sono offerte tre possibilità, o almeno a me restano tre possibilità: non porsi domande, porsi domande avendo paura di cercare le risposte, porsi domande cercando la Verità. La prima possibilità ha, in termini temporali, occupato ahimè gran parte della mia giovinezza, la seconda ha costituito i miei periodi dei tempi fuggiti, l'ultima la ho perseguita con insistenza ed una volta l'ho pure trovata ed ho ricevuto in premio la consapevolezza. Li sono iniziati i casini nei quali sguazzo, perché la consapevolezza mica è sempre una cosa buona.
Il tempo corre solo se non lo si sfrutta, se non lo si vive. Molto probabilmente per un po' sarò stagione di temporali fitti fitti da sembrare quasi monsoni, senza sprazzi di sole. Da ora devo imparare a cogliere la bellezza che mi circonda, cercare di capire chi e cosa sono, non posso perdere un'altra volta la possibilità di crescere. Non devo gettarmi ancora in comportamenti vecchi e stantii che mi hanno portato al niente perché questo sono ora visto che non mi piaccio, mi sento patetico. Voglio entrare in me stesso perché, come si dice dalle mie parti, l'è ora e vent. ( è intraducibile, scusate)
La Verità per me è entrare in fondo a me stesso per poi affondare ancora ed ancora, cercando quel me stesso che, evidentemente dai risultati ottenuti, non ho ancora trovato e che forse mi fa paura come chi con ignoranza ha paura di una persona straniera. In questa mia ricerca non voglio contagiare nessuno con le mie fasi che oscilleranno tra lunatiche e nevrotiche, voglio contagiare solo con il mio trasparire di speranza nella ricerca di una serenità che da tempo mi sfugge. Voglio diventare una persona elegante di quell'Eleganza che non è ostentazione, ma anzi, è un qualcosa di personale, nascosto, recondito e criptato ma che è pure oggettivo, visibile, mostrato e decifrabile da chi condivide lo stesso modo di affrontare la vita. (concetto ispirato da "L'eleganza del riccio" n.d.r.)
Lo so sono bei pensieri, alte speranze e forse mere illusioni. Lo so sono ciò che ognuno vorrebbe per se stesso, ma credo che per me sia ora di chiudere un po' di conti in sospeso con me stesso. Tempo fa, poco più di un anno, una persona a me molto cara che di Vita ne capisce e di Vita ne è pure maestra mi disse: "Salta fuori dal cerchio!", sono saltato ed eccomi qui nel mio nuovo cerchio, diverso e migliore ma non il migliore possibile. Ora sono curioso di capire se riuscirò a saltare nel prossimo cerchio, chissà se andrò in meglio o in peggio, ma importa realmente?

Fa bello pensare che questo mio scrivere sarebbe stato molto più grigio se non fossi prima passato da qui. Fa bello capire che non ho scritto di chimere perché c'è già chi salta alla ricerca di qualcosa di migliore per il suo esistere, che poi non si è mai soli. Grazie.
A presto,

Mio

Wednesday, 29 April 2009

Furore

"[...] Kim pensa alla colonna di tedeschi e fascisti che forse stanno già avanzando giù nella vallata, verso l'alba che porterà la morte a dilagare su di loro, dalle creste delle montagne. E' la colonna dei gesti perduti: ora un soldato svegliandosi a uno scossone del camion pensa: ti amo Kate. Tra sei, sette ore morirà, lo uccideremo; anche se non avesse pensato: ti amo, Kate, sarebbe stato lo stesso, tutto quello che lui fa e pensa è perduto, cancellato dalla storia.
Io invece cammino per un bosco di larici e ogni mio passo è storia; io penso: ti amo, Adriana, e questa è storia, ha grandi conseguenze, io agirò domani in battaglia come un uomo che ha pensato stanotte <<>>. Forse non farò cose importanti, ma la storia è fatta di piccoli gesti anonimi, forse domani morirò, magari prima di quel tedesco, ma tutte le cose che farò prima di morire e la mia morte stessa saranno pezzetti di storia, e tutti i pensieri sche sto facendo adesso influiscono sulla mia storia di domani, sulla storia di domani del genere umano. [...]
Domani sarà una grande battaglia. Kim è sereno. <<>>, dirà. Continua a pensare: ti amo, Adriana. Questo e nient'altro che questo, è storia."

Tratto da: Il sentiero dei nidi di ragno -Italo Calvino

Domani finisce anche quest'ultimo periodo di vita, breve e per certi versi molto intenso. Sicuramente formativo, sono contento e colpito, spaventato per aver visto una faccia della società che mi stava sfuggendo.
Domani sera calerà inevitabilmente su di me quello che Kim chiamava furore. Dovrò riuscire ad utilizzarlo per creare la mia storia, finalizzarlo al mio bene e, se ne sarò in grado perché lo vorrei ancor di più, al bene di chi mi circonda.
Ti amo, Vita. Ma vorrei finalmente dimostrartelo, vorrei finalmente dimostrarmelo.

Mio



Monday, 27 April 2009

I Frutti Acerbi Cadono

SOLDATI
(Bosco di Courton luglio 1918)

Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie
Giuseppe Ungaretti



"With the reference to the appointment described above, this is to inform you that the position is now taken. ..."


Una chance è andata, era molto importante. E' andata e non sono riuscito a coglierla, non ho dato l'opportunità di farmi cogliere. Eppure mi sembrava esser cominciata la primavera, la mia Primavera. Pia illusione?

Saturday, 25 April 2009

Hide and Seek

Ti ho cercato tra prati versi, tra zolle di terra scura riverse al sole. Ti ho cercato nel giallo acceso dei fiori di tarassaco, nelle gemme gravide degli alberi di noce pronti a mostrare la loro nuova timida chioma. La vista ancora mi manca.
Ti ho cercato negli odori acerbi di quel nutrimento che poi sarà vita, sarà fiore e quindi frutto dolce, come dolce e delicato era il profumo del melo in fiore che macchiava qua e la la valle. Non ho ancora ritrovato l'odorato.
Ti ho cercato come si cerca un'ombra di un ladro sulle pieghe dei muri di case meste, rurali, povere. Case che portano ancora i segni dei fasti di una miseria antica, non basta un intonaco nuovo a cancellare un'anima ferita. Chissà il mio come sarà chissà come lo vede la gente, non voglio spargere attorno a me la stessa tristezza quella tenue malinconia.
Ti ho cercato nel sole che giocava a nascondino con le nuvole, con le cime delle montagne ancora innevate. Sole che giocava a far lo spaccone nei riflessi delle acque dei laghi. Ti ho cercato nell'aria che mi sussurrava veloce alle orecchie ma la tua voce non ho udito. Sono ancora sordo. Per i gusto va ancora peggio.
Ti ho cercato nel mio fiato corto mentre pedalavo in tutto questo scalando la mia salita. Non ti odiavo allora ne adesso, non più ormai. Non è questa la via. Ti ho cercato cercato nel dolore di muscoli contratti, ma non eri più il perché di tanta fatica, non lo sarai più adesso. Purtroppo mi sono reso conto che anche il tatto mi ha abbandonato.
Oggi non ti ho trovato caro Mostro, purtroppo ancora! Ti sento ma mi sfuggi, non sono ancora pronto, probabilmente.Vorrei fare la pace con te ma non ho mani da stringere, corpo alcuno da abbracciare.
Agire, tentare di volgere le giornate al meglio non è facile. Eppure mi piacerebbe davvero, non mollerò!
Non so se questa notte ci sarà un chiaro di luna ma questa carezzevole sonata sarà per me una ninna nanna che ora vorrei mi cullasse almeno nei pensieri.
Buona notte a voi tutti.

Mio


Tre piccoli pensieri/omaggi per chi dovesse passare di qua:

Un grande Ludwig van Beethoven in: Moonlight Sonata movimento 1.



Un piccolo panorama


Una piccola torta Saint Honoré (fatta da mé :) )


Friday, 24 April 2009

Udienze Generali

Molti professori si lamentano di questo evento perché lungo e noioso o perché di dare cattive notizie non è che se ne abbia sempre voglia. E' l'ammissione di un fallimento per una parte, la scuola, e per l'altra, la famiglia. Ieri sono giunte anche per me le udienze generali.
Aspetto l'arrivo dei genitori, il tavolo è grande, l'ambiente moderatamente asettico nel suo essere arredato con utensili tecnici. Saluti e presentazioni come da protocollo: "Piacere sono la madre di..." oppure "Sono venuto per mio figlio: ...", io sempre la stessa: "Piacere sono M. il sostituto di M." (suona male ma le iniziali sono le stesse...). Il ghiaccio si rompe quasi sempre con: "Come va mio figlio?" quindi il registro si apre neanche che la frase fosse l' "apriti sesamo" di Alibabà e i quaranta ladroni, purtroppo non sempre contiene tesori. Talvolta è un vaso di Pandora.
Sui volti si legge rassegnazione, speranza, illusione e felicità; ho cercato di non assecondare la prima, di alimentare la seconda se realmente è possibile sperare, schiarire la terza se era infondata, congraturarmi sempre e vivamente quando l'ultima era confutata dal comportamento dell'alunno.
Ieri mi sono scoperto chiaccherone, ma di quei chiaccheroni che solo il miglior Castro dei migliori tempi avrebbe potuto tenermi testa. Mi è piaciuto parlare con i genitori dei ragazzi dell'ultimo anno di cosa volessero fare i loro figli, con i genitori dei ragazzi di quarta dell'andamento della classe così come dell'ultimo tema-strage, con i genitori dei ragazzi di terza che si trovano nelle peste perché, probabilmente, oltre la metà ci lascierà le penne.
Ieri ho parlato con la mamma di O., il ragazzo del post precedente quello che aveva copiato, mi ha fatto piacere: le ho spiegato il fatto, le ho detto che comunque fosse andata la prova, visto l'aiuto esterno, sarebbe stata insufficiente; le ho detto che comunque sia nel recupero che farò non terrò in considerazione questo fatto e che suo figlio è davvero un buon elemento ma che se non studia si brucerà, e di entrambe le cose ne sono convinto, questo mi dispiacerà e non poco. Poi ho incontrato la madre di ragazzi "vecchio stile", che hanno ancora il senso del sacrificio come mezzo per raggiungere il risultato, ma che hanno da confrontarsi con problemi di pendolarità non banali e questo mi fa pensare che a dare troppe comodità non sempre la si indovina, anzi. Poi ho incontrato la madre di A. il figlio ne è una fotocopia nella fisionomia, il figlio è un casinista, che si demoralizza davanti a difficoltà anche minime, si abbatte. A. è un pluriripetente, è uno di quei ragazzi che certi professori, visto il carattere estroverso ed il vestire che ne implica , reputerebbero come perso. Mi dice che A. vuol finire quei due anni che gli mancano al diploma, con me è gravemente insufficiente però sono convinto che un sette pieno è nelle sue corde, lo ho detto alla madre e sono sicuro di non sbagliarmi. Le ho detto che a vent'anni è forse giunto il momento per A. di mettersi in discussione, la madre con un filo di speranza mista ad entusiasmo mi ha detto: "Ha ragione, gli dirò questo!". Non mi interessa aver ragione perché so che suo figlio vale, mi piacerebbe che lunedì me lo mostrasse, davvero.
Ho parlato per più di tre ore consecutivamente (una madre mi ha detto è meglio che vada fuori c'è una fila lunghissima che l'attende..), non avevo acqua con me e l'unica fonte per dissetarmi (?) erano gli immancabili confetti di liquirizia. Probabilmente sarà stato per un suo effetto collaterale che alla fine mi aggiravo per la scuola con una felicità ebete stamapata in volto? Percorrevo le scale con il pensiero: "Amo le udienze generali" percorrere la mia mente? Non credo. Poi tutto si è chiuso con un bellissimo siparietto che non dimenticherò tanto facilmente: stavo uscendo dall'aula dopo aver ricevuto l'ultima madre e ed incontro una signora lungo il corridoio che si stava dirigendo, con la carta delle udienze in mano, verso l'aula dalla quale ero appena uscito e chiedo: "Scusi, sta cercando il Professor M. (non io l'altro)", lei: "No sto cercando mio marito". A me ha fatto ridere tantissimo!
A presto,

Mio




Monday, 20 April 2009

La Prova

Oggi è stato il giorno della mia prima prova dall'altra parte della barricata, da insegnate.
Oggi ho capito cosa significa insegnare e perché gli insegnati (quelli con ideali) lo fanno, perché non sono ancora pronto per far bene questo mestiere e perché il declino della nostra società è ormai segnato.
Per correggere, senza dare voti o segnare di rosso, quindici prove ci ho messo si e no tre minuti: il voto massimo - ad essere buoni e larghi di maniche - ne è fratello nella cifra. Eppure mi sembrava di averla fatta semplice anzi ne sono tuttora convinto. Ma questo non è il problema.
Oggi ho sgamato il furbo di turno che teneva sotto il palmo della mano il suo bigliettino. Non ho mai condiviso questo atteggiamento, non lo ho mai adottato perché troppo ingenuo per non farmi beccare e perché non lo ho mai creduto essere di utilità alcuna. Ma il problema non è neppure questo ossia il credersi furbi.
Ecco come sono andate le cose: stazionavo in fondo alla classe e, con la coda dell'occhio, ho visto la sbirciatina laddove da sbirciare non ci dovrebbe essere proprio niente, faccio a finta di niente e compio alcuni passi allontanandomi dall'incauto furbetto di turno, subito però ritorno indietro e con fare calmo mi avvicino a lui e chiedo: "Mi scusi O. avrebbe gentilmente una penna rossa?", lui con la mano non bigliettinata fruga nell'astuccio la trova e me la porge, lo ringrazio. Mi avvio verso il centro della classe e mentre cammino lentamente dico: "Sapete ragazzi, c'è una cosa che non tollero e non capisco ed è il fatto di copiare. Perché poi chi ci rimette siete voi", e a queste parole faccio ditrofront e lemme lemme mi riavvicino ad O., che nel frattempo pensava di averla passata liscia, e continuo: "ci rimettete voi come il vostro compagno O. che ora ha tutte le domande segnate di rosso, tutte segate!", così dicendo una piccola croce rossa compare vicino ad ogni domanda, quindi ringrazio O. della penna rossa e mi faccio dare il bigliettino, che poi era pure fatto male. Fino a questo punto è ordinaria amministrazione, almeno in Italia, purtroppo. Ma il problema non è neppure questo.
Ed allora qual'è il problema? E' l'atteggiamento, l'indolenza, il menefreghismo, la mancanza di vergogna, di ritegno e di pudore nel manifestare la loro ignoranza. E non parlo di quella legata all'istruzione ma quella legata alla propria persona al loro comportamento. Per loro la mattina e la giornata sono passate come altre, come se quel voto non li avesse gettati nella fossa comune, ed ormai assai affollata, delle bocciature. La loro noia li ucciderà, ci ucciderà.
Loro sanno che ci sarà una prova di recupero perché "è così che funziona", la farò sicuramente un po', ma non tanto, più difficile comunque controvoglia. Loro credono che hanno vinto invece hanno perso un'altra grande occasione. Il problema è che non lo hanno capito. Il problema è che tutti non hanno capito che il gesto di segnare il compito di O. con la SUA penna rossa significava dire tu lo hai voluto, tua è la responsabilità di tutto, tuo è quel colore, quel voto. Tu sei stato la giuria e il giudice, io ci ho messo solo la mano come il boia nel giustiziare il condannato, l'obiezione di coscienza quando si fa i furbi su queste cose da me non è ammessa.
Domani li vedrò ancora e so già che tutti baldanzosi mi diranno: "Prof. ha corretto le prove?", io gli dirò di che no, gli dirò: "Le correggete voi, ok?", le distribuirò a tutti e farò metter loro il voto dopodiché gli dirò che la prossima settimana ce ne sarà un altra e che loro oggi hanno perso e che mica me ne frega se non studiano e che saranno loro a pagare tutto, io no di sicuro perché tra due o tre settimane sarà finita la supplenza e quindi sarò disoccupato. Loro non capiranno.
Pensando a questo capisco che non sono ancora in grado di salvarli da quello che si stanno creando attorno. Sono un cattivo insegnate, lo so, ma sono abituato ad aver a che fare con me stesso in termini di giuduice inflessibile o con gente che crede nell'impegno e nella correttezza.
Mi fa male aver capito che la nostra società è segnata perché loro sono il nostro futuro, e per loro intendo quella generazione non quella classe. Questa è la nostra vera crisi e la pagheremmo molto salata.
Oggi ho imparato molto e sono riuscito ad insegnare molto poco, forse niente. Mi dispiace davvero.

Mio

Saturday, 18 April 2009

Leggendo...

Poco fa stavo leggendo il "mio" ultimo libro e, non so perché, forse per deconcentrazione o per un pensiero indotto dalle righe che scorrevano fluide e piacevoli sotto i miei occhi, mi è passato per la mente questo pensiero:
Il tempo resta fermo, noi passiamo

Cosa significa di preciso non lo so spiegare a parole ora, quindi mi aiuterò con le parole di allora che tra poco trascriverò. In otto anni cose e persone cambiano eppure, rileggendo queste righe, ora mi sento come quando le scrissi, come se il tempo non fosse passato: stesse insicurezze, stesse paure ma anche stesse certezze che da qualche parte tutto esiste e, come avrei scoperto di li a poco, che il sogno si può tramutare in realtà. Eppure, adesso, guardando le mie mani il mio corpo segnato ancora delicatamente dal tempo mi indica tutto il contrario. Per questo penso che il tempo è quello di allora, li fermo e statico, e il resto, l'involucro, è passato oltre.


Black & White

Non è giorno non è notte, non c'è cielo per queste stelle
il Bianco e il Nero non vanno d'accordo,
la morte e la vita sono sempre state amiche.

Non è notte non è giorno, non c'è sole per questo mondo
Il Nero e il Bianco sono uniti nel Dolore, sempre assieme nell'Amore
Vita grigia e tetra prendi tutto il Bianco che ho nell'anima
mescolalo con il Nero della mia esistenza,
dammi l'Amore dammi il Dolore.

Fammi diventare cieco e poi dammi il colore
degli occhi misteriosi e tristi* di una ragazza
e mi avrai dato la Vita immortale,
un cielo stellato in cui volare,
un'anima lucente per cui vivere.

Allora sarò il Signore del Bianco,
il Re del Nero.

Roberto


*ora tristi sì ma anche e sopratutto felici e sorridenti :)



Per cercare il foglio che conteneva queste parole mi sono imbattuto in ricordi sepolti in date inimmaginabili, certi li ho lette, altre no. Alcune non le ho lette, le lascio a far compagnia agli appunti delle lezioni di fisica e matematica. Però devo dire che un pensiero appuntato ha colto la mia attenzione è titolato: "Esistenza di un Amore razionale", che forte concordo pienamente con me stesso. Chi ha detto che il tempo passa?
A presto,

Mio

Thursday, 16 April 2009

Di Mostri, Magia e Altre Cose (scusate la sterminata lunghezza...)

I mostri non esistono nel mondo reale e la magia non cambia oggetti, cose o persone. La materia rimane sempre la stessa. Sapete, io vivo con mostri e cattivi incantesimi, la mia vita non è reale e questo è il dramma che racchiude, nel suo esistere, la soluzione di tutto.
La dimensione del mio sogno con il suo gettarsi in incubo continuo, mutevole e ripetuto è la condizione statica nella quale rientro. Da tempo ho perso la mia lucidità nel condurre il sogno sotto il controllo della mia volontà il che non necessariamente implica la razionalità. Goya incise un'acquaforte e un'acquatinta dal titolo: "El Sueño de la Razón Produce Monstruos (Il Sonno (o Sogno?) della Ragione Genera Mostri) ", è indubbiamente così, tutti lo abbiamo sperimentato in passato, direttamente oppure no, letto su libri di storia piuttosto che ogni giorno su giornali o riviste. Quindi? La razionalità esclude il sonno della ragione? O meglio: "Esiste il sogno anche quando la ragione non dorme, quindi quando si è svegli?" Personalmente credo di sì, atti ma sopratutto AZIONI possono essere compiuti senza perdere la dimensione del sogno, anzi, credo che la possano rafforzare aumentando il suo campo di crescita attraverso scenari sempre nuovi e inaspettati.
Credo che ogni sognatore custodisca in se mostri indipendentemente che usi o no la ragione, mostri nati o derivati da traumi che si imprimo come pellicole invisibili davanti ai nostri occhi interiori, quelli dell'anima. Visioni delle quali non ci si riesce a liberare fin tanto che non si riesce a separarle dalla parte vera e mutevole delle nostre percezioni ossia la Vita. Il mio mostro non riesco ancora ad identificarlo, lo sento, lo percepisco, ne accuso gli effetti ma non riesco a pormi di fronte a lui, a cercare il contatto che non necessariamente sarà scontro violento perché io lo vorrei pure abbracciare, lui è parte di me, è un amico perso con il quale è giunta l'ora di far pace per ritrovare un nuovo alleato. Ora mi accorgo che lo sto evitando girandoci attorno, in cerchio, per poi trovarmi al punto di partenza.
Voi sapete che non credo in maghi, magie e incantesimi nell'accezione che queste parole assumono in termini di soprannaturalità. Io credo nella mente, in quello che essa può generare e fare: "Volere è potere", mi ha sempre detto mia nonna, "La mente non ha limiti" ama ripetere il "mio" professore universitario. Mia nonna ha solo la licenza elementare, il professore non è, per così dire, proprio l'ultimo della sua classe; non è questione di saggezza o di superba intelligenza niente di tutto questo, è un dato di fatto, un pensiero di persone che sono riuscite ad alimentare se stesse puntando solo sulle loro forze interiori. PASSIONE in ciò che si vuole, FEDE nel risultato e VOLONTA' nel perseguirle ed attuare, questa è la magia segreta. Nulla più.
Quindi la vera Vita, quella che certe persone riescono a vivere, non è nient'altro che un magico sogno? Un rincorrere, quindi, qualcosa di inesistente? No, non è questo, a parer mio è molto di più, è un sogno che si deve vivere lucidamente e questo lo si può fare, lo si dovrebbe fare. "Impossibile!" dirà o penserà qualcuno di voi, "Lo avete fatto tutti!" rispondo io che ora sono incapace di riuscirci dinuovo. Pensate a voi da bambini mentre giocavate a voi da piccoli o , se non vene ricordate, guardate un bambino giocare, guardate gli occhi che non vedono giochi senza vita ma bensì dotati di una vita propria, guardate gli scenari che lucidamente, in quel sogno ad occhi aperti, il bambino riesce a creare. Lui immagina ciò che vorrebbe ottenere ed ecco che tutto appare come per magia. Questo credo sia il segreto.
Qualcuno mi dirà (io stesso me lo sono chiesto): "Ok, allora immagina il lavoro (o una cosa) che hai sempre desiderato e a breve sarà fatto no?", io a me stesso alla mia ragione rispondo che la domanda è malposta e quindi fuorviante (talvolta penso che la mia ragione sia un po' provocatrice e fascista... prima o poi la purgherò :) ). La risposta è malposta perché il desiderare non è sufficiente, bisogna perseguire il fine, il sogno magico non sposta gli oggetti fisici ma abbatte muraglie psicologiche che imbrigliano le volontà, tu cara ragione, preoccupati di capire se questo è accaduto, se così non fosse spronami a farlo ed il resto verrà da se. Tu fammi AGIRE, dammi lo slancio per l'AZIONE e tutto il resto tornerà, nulla più e nulla meno.
E poi c'è nella vita di ognuno un momento in cui la ragione fluttua, i mostri sorridono, l'azione nasce involontaria e il sogno trascende e tutto l'insieme si condensa e brina in cristalli preziosi ed unici, ecco che splendente nasce l'Amore la cosa più bella e unica se non fosse che talvolta si congeda senza commiato, dolenti allora diventa i nostri passi quando si cammina in questi sentieri nel cammino della Vita. Ci si chiede se si incontrerà ancora un Amorecosì forte, totalizzante, inebriante, poetico e unico e, nell'insicurezza della risposta, ci si sente male e forse pure un po' persi. Ultimamente (? :) ) ho analizzato un Amore che a pieno titolo può rientrare in quanto detto sopra, ne ho preso il considerazione "Il Perché" analizzandolo scrupolosamente e metodicamente e, visto che orami tutto è finito da tempo, sento di averlo fatto senza mentirmi. Mi sono chiesto perché io non rientrassi in quel tutto, mi sono chiesto: "Perché ero sul tetto dell'universo?", la risposta è stat semplice e devastante: "Perché con Lei eri ritornato al momento più felice della tua esistenza, eri ritornato bambino e non conoscevi più: pensieri grigi, preoccupazioni; vivevi e ridevi, in ogni giorno c'erano mondi nuovi da scoprire. Tutto era colore e profumo semplicemente emozione e poesia.
Sapete, non credo che questa sia un opinione ottenuta per mezzo di un ragionamento induttivo ma, piuttosto, un qualcosa di assiomatico e deduttivo: il mio comportamento, le mie emozioni, il mio percepire e sentirsi erano puerili. La Vita era un gioco sempre nuovo da affrontare in due, mano nella mano. Se lo vorrò (ahi!) sarà ancora così, se cercherò con occhi di sogno troverò ancora un sorriso splendente ed occhi sognanti in cui perdermi, verso le persone ciniche ed egoiste neppure mi volterò. Credo che l'Amore sia la più grande magia e che per vivere ed esistere abbia bisogno di un sogno lucido e congiunto condotto e fatto evolvere che voglio sempre vivere in una felicità nuova non dimenticando quella vecchia tutto perché non fugga mai in incubo.
Credo che Amare significhi diventare un il mago dell'altra e viceversa, riuscire a svelare le emozioni più profonde e sepolte siano esse paure o gioie, demoni o angeli per portare nel partner piena e completa spensieratezza. Questo non è banale, le AZIONI da intraprendere non sono banali; sicuramente non è impossibile. Personalmente la mia maga l'ho trovata, io non ero in grado di creare magie e tutto è svanito il mio sogno ha perso lucidità, è nato l'incubo con i suoi mostri, i miei mostri. Sicuramente nel mondo di maghi e maghe ce ne sono ancora, ma questa non è la soluzione del problema, ma solo il corollario del teorema.
Sapete, credo che paradossalmente per trovare persone speciali basterebbe essere in grado di fermarsi in tutto quello che si sta cercando di fare senza un perché reale. Credo che bisognerebbe sedersi come si faceva da bambini sulla sabbia in spiaggia ed iniziare a giocare (questa è l'AZIONE!) con la Vita con lo stesso spirito di bambino quando si armeggiavano paletta e secchiello.
Credo fermamente che, come da bambini, un compagno si fermerà al nostro fianco chiedendoci: "Posso giocare?" oppure "Vuoi giocare?".
Credo fermamente che, come da bambini, bisognerebbe trovare ancora una volta quel timido coraggio per chiedere: "Posso giocare?" oppure "Vuoi giocare?".
Ora devo cominciare ad ascoltarmi per stare meglio con i miei mostri, le mia magia e le altre cose. Devo "solo" credere nell'AZIONE ossia AGIRE. Mai cosa è stata per me più difficile.
A presto,

Mio


PS: pseudopensieri liberati dai miei neuroni sotto l'effetto della lettura di: PSICOMAGIA -Alejandro Jodorowsky. Ve lo consiglio!

PPS: scusate la tremenda lunghezza del post, così come i pensieri convulsi in esso contenuti, non sono riuscito a combinare di meglio


Dedicata a chi cerca di conoscersi:

Tuesday, 14 April 2009

Psicomagia -Alejandro Jodorowsky

Prima di tutto ringrazio Bak per il consiglio letterario che mi ha fatto veramente piacere, mi ha davvero interessato!
Questo delizioso libro contiene il pensiero di Alejandro Jodorowsky in merito a quello che potrebbe essere definito come un approccio surrealista alla psicoanalisi, la psicomagia.
Dopo aver visto alcuni video in internet che mostravano la pratica di questa disciplina sono rimasto affascinato e incuriosito ma, come spesso mi accade con certe materie di studi, pure restio e diffidente nei risultati che venivano mostrati; quindi alla prima occasione utile eccomi proiettato in libreria a cercare il testo e, dopo aver finito Kim (purtroppo non riesco a leggere in multitasking :( ), ho cominciato a divorarlo lentamente.
Sono stato subito colto dal pensiero che, erronaemente, credevo appartenere a qualcosa di poco scientifico o comunque poco formalizzato, ma poi mi sono ricreduto sulla base delle mie esperienze personali. Dopo poche pagine, poche risposte alle domande dell'intervistatore c'era assonanza di pensiero e ho trovato parole che esprimevano ciò che in me era solo qualcosa di offuscato e nebuloso. Parole di paure, timori, sogni ed emozioni. Ben inteso non è che mi è stat aperta una via ma mi è stato mostrato qualcosa che prima non ponderavo: ponendomi quesiti e miettendomi di fronte a certi aspetti interiori che da tempo mi tediano non poco. In tal senso, e non solo, la lettura è stata incredibilemte stimolante.
Leggendo questo libro ho avuto la conferma su certezze che ormai credo ineluttabili, la prima di queste è che noi siamo il nostro più grande problema, noi siamo la nostra più grande, facile ed unica soluzione. Nulla più.
Non so se con queste poche e povere parole vi convincerò nella lettura, spero che i link qui inseriti possano fare di meglio e poi confido sempre nella vostra curiosità che riesce a bilanciare sempre qualsiasi mia defezione.
Tra non molto vorrei scriver un post liberamente ispirato da questa lettura sulle riflessioni che sono nate in me. Certe centrano altre esulano dal contenuto del libro ma personalmente ci ho visto molta correlazione.
A presto quindi,

Mio


PS: Grazie dell'invito Bak! Devo rivedere un paio di cose e poi lascerò qui, e se vorrai pure da voi ma richiederà un po' di tempo, un frammento della mia testimonianza.


Thursday, 9 April 2009

Kim -Rudyard Kipling

Lo ho letto perché volevo capire meglio il personaggio di Kim ne: "Il sentiero dei nidi di ragno" di Calvino. Quel Kim ora è rimasto appeso come allora, vorrà dire che rileggerò il libro di Calvino. Meglio così.

Questa è stata per me una lettura strana mi spiego: mi aspettavo una svolta improvvisa un colpo di scena che non è venuto. Forse perché il colpo di scena è il libro tutto, il messaggio è nascosto in ogni singola riga per me, purtroppo, realmente criptata.
Una cosa me la sento di dire ed è che leggendo di Kim, sia nel suo essere ragazzo giovane prima e maturo poi, mi ha appassionato il suo modo di affrontare la vita con audacia e sfrontatezza sino ad arrivare al confine con la superbia per poi prontamente chinarsi davanti a quello che capiva essere uno sbaglio. Già mi sarebbe piaciuto avere almeno un po' di tutto ciò, mi piace pensare che un giorno chissà, non mi si fraintenda, non possa trovare (non insegnare ok?!) questo modo di vivere in giovani occhi anche un po' miei... dopo Nikita, naturalmente per un bambino, anche Kim mi suona bene... oddio sentimento di paternità ahhhhh sto invecchiando? ;)
E poi c'è il monaco che lo è nelle vesti ma anche nello spirito saggio, nell'introspezione continua, nell'approccio alla vita che, in quanto ad ingenuità, non è secondo neppure al suo giovane chela. C'è il suo pensiero che trovo vero e condivisibile in tutto e per tutto quando parla del destino come: "... Giusta è la Ruota, e non sgarra di un capello...", sì caro monaco TUTTO torna nel bene e nel male. E poi c'è quell'acquistare merito che credo, se viene da un gesto spontaneo e naturale, è la cosa che può portare sole onde di positività che si estenderanno concentricamente a illuminare una società che tende sempre più ad avere un ritorno personale nel condurre le proprie azioni.
A presto,

Mio

Wednesday, 8 April 2009

Anche se non...

Non Ora Ti Prego

Le montagne saranno piccole piccole
come gentili selvagge pianure sempre accoglienti.
Gli oceani enormi distese di cobalto
che solcherò con piccoli passi leggeri.
I deserti come minuscole spiaggie nascoste
nelle quali riposare
tra fiori,
dipinti con milioni di colori
profumati d'inebranti fragranze ancora ignote.

Le nevi eterne non mi gelaranno il corpo
solo il loro puro candore a riscaldarmi Anima e cuore.

Le notti di stelle ricamate,
saranno fatate e misteriose.
I giorni di sole splendenti,
saranno luce dolce e pura.

Mi sveglierò sempre tra i canti d'Amore
di una Natura in eterna primavera.
Ogni mattina come un uomo bambino
contemplerò te sospesa tra sogno e sonno
regalarmi attimi infiniti di Vita.

Mio

Soundtrack Bijou -Queen



Sunday, 5 April 2009

(Ri)Nascere: Io con Te, Tu con Me

Fermati, pensa, medita e agisci. VOGLIO riuscirci, VOGLIO fermare il corpo e la mente riacquistare il controllo di me stesso che capisco di aver perso.
Credo che sia giunta l'ora dei conti, di tirare righe e trarre le somme con me stesso; l'ora della svolta e di una nuova rivolta contro quel piccolo dittatore che da dentro mi governa, quel piccole cervello di gallina che non ha ancora capito che l'UNICO DOVERE E' REGALARSI PIACERE. VOGLIO riuscirci.
VOGLIO ritornare a RIDERE, VOGLIO ritornare a VIVERE, VOGLIO che le giornate siano monotonicamente DIVERSE, VOGLIO che le domande mi colgano solo dopo le AZIONI, VOGLIO ritrovarmi dove avevo dimenticato si postesse ARRIVARE senza cercare, senza sapere, senza capire. VOGLIO INCOSCIENZA, riVOGLIO i miei occhi di bambino aperti su un mondo che fremeva e inconsapevole mi aspettava, riVOGLIO i miei occhi ORA!
Sorridi con me e per me mia antica Amica, io farò lo stesso perché siamo inseparabili. Come accade da troppo tempo ormai ci incontriamo solo sulla soglia tra notte e giorno, a turno siamo crepuscolo e alba l'uno dell'altro. Schiavi di quel letto vuoto ma sempre caldo nel quale da troppo tempo non troviamo la pace e lasciarci andare all'Amore.
Ti Amo e ti Odio, perché so quanto sei preziosa e dolce, quanto sei traditrice e bastarda. Anche tu, come me, soffri la solitudine di chi ha conosciuto una gemella simmetrica, il suo completamento naturale.
Io e Te che, seppur da sempre condividiamo gli stessi spazi, pensieri ed istanti, ci sentiamo soli nella nostra incapacità di prenderci per mano e di tenerci compagnia come un tempo. VOGLIO che così non sia più. VOGLIO ritornare come in questa foto, lo VOGLIO ORA e dopo ANCORA!

Mio
Soundtrack: Amico Fragile -Fabrizio De Andrè



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