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Radio Pazza

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Friday, 29 May 2009

On The Road (Sulla Strada) -Jack Keruoac

E' un libro strano, almeno per me, questo. E' un libro che non credo di aver capito fino in fondo, nell'intimo. E' sicuramente un libro speciale, racconta cose che non si credevano possibili, storie che probabilmente sono vere e miti che probabilmente non sono mai esistiti.
Spole tra est e ovest per poi riconquistare ancora mete su quell'asse mitico di un'America fatta di sogni che in realtà erano (sono?) dure realtà fatte di miseria fatte di totale assenza di speranze.
Questo libro parla di Viaggio, si con la "V" maiuscola, perché è di condivisione, di amicizia, di passioni comuni di ricerca disperata e talvolta esasperata oltre ogni limite, sul filo del rasoio a velocità folle su macchine improvvisate o con passaggi improbabili. Senza meta reale senza tetto certo sotto cui restare quando il sonno chiama violento.
Però qualcosa mi sfugge lo sento, mi sfugge il perché quella gioventù bruciava, la stessa gioventù che ora è solo un fuoco soffocato che stenta ad ardere nonostante ci si a un vento terribile, ora fuori. Perché tutto è così fermo perché nessuno viaggia? Ed io, ho gia non-dato?
E' un libro strano, perché parla di pazzia, parla di Dean che forse è l'unico che pazzo lo è realmente, perché nella pazzia c'è la libertà, perché la pazzia scevra da patologie contro se stessi e gli altri è l'essenza stessa dell'uomo. E' creatività assoluta è ciò che non si riesce ad essere contro il nostro essere ciò che si è, realmente. Già Dean, sguardo basso contro il mondo a mordere la strada a cercarne la fine da un oceano all'altro a tutta velocità, avanti e ancora avanti se tutto era normalità, a fermarsi con chi non ti saresti mai aspettato prrima, quando il viaggio cambia rotta giù a sud, verso il Messico, nel ventre dell'America.
Sulla strada forse è l'unico posto dove stare, perché sulla strada non si è mai fermi ma inevitabilmente si è anche un po' più soli.

Mio

Wednesday, 27 May 2009

Séche Cheveux

Mani leggermente gonfie e segnate da piccole ferite nate da movimenti ripetuti e continui, antico mestiere di pazienza e passione, speranze, devozione e fede.
Abiti lisi accoppiati in improbabili combinazioni di colore e foggia, sono legati tra loro solo dalla vecchiaia: li accomunano tre lustri o poco meno.
Il sole di questo maggio non perdona quasi volesse far gara, in termini di eccezionalità, con l'inverno appena trascorso, forse pure le stagioni soffrono d'invidia. Arde la pelle tra gocce di sudore che corrono lungo la schiena, sensazione piacevole e strana perché mai avresti creduto di riviverla in simili circostanze, ti domandi se assieme a quelle gocce a quel sudore se ne va anche un po' del veleno che ora ti porti dentro, se ti purificheranno.
Strano è il tuo sorriso, è autoironico ma nessuno lo sa, nessuno lo saprà mai. Ti vedi così conciato ma non ti senti a disagio, le vesti che porti dentro e fuori sono atipiche per quelli che dovrebbero essere i tuoi colleghi futuri, evidentemente tu non sei uno di loro, non lo hai mai voluto essere e mai lo sarai. Si possono discernere le due cose.
Sorridi perché ti è strano pensare che i tuoi ultimi CV sono andati per posizioni che, se la memoria non ti tradisce, qualcuno definì come chi utilizza: "strani strumenti di un nuovo mestiere". Già, non si è soli su questa terra chissà quanti ancora, chissà. In entrambi i casi non c'è comunque nulla di male, anzi! è solo che se un anno fa ti avessero messo davanti tali prospettive quel futuro, questo presente, non ci avresti mai creduto.
L'estate è alle porte ma di estatico ad accoglierti sull'uscio non vedi ancor niente, non importa, ci penserai dopo. Ora ti godi i visi di colleghi con barbe mai rasate a fresco intagliati con fantasiosa furia dal sole e dall'età che ormai rallenta sempre più, ti godi il loro fumare di sigarette fatte a mano fumate tra labbra sottili e tese che malcelano una dentatura ormai non è cadente. Ti godi le loro imprecazioni tirate nell'aria come benvenuto sincero ed un arrivederci burbero ad una nuova giornata in meno a chi da questa ha già dato ed avuto tutto. Sai che anche li, da loro, c'è da imparare.
Intanto nella mente circola una parola come una macchina indiavolata corre in circolo su un anello parabolico: va e viene, passa ancora e poi ancora. Tuona.
"Séche Cheveux", diceva il portiere con un sorriso divertito ad illuminargli il volto da una pronuncia quantomai improbabile in quella hall d'albergo.


Ogni raggio di sole collassa all'orizzonte quando la nuova notte viene a prenderselo,
ogni raggio di sole nasce dall'orizzonte quando la nuova luna bacia questa terra.
Gioco di Morte gioco di Vita,
cerco il tuo nuovo bacio mia nuova Luna,
intanto muoio nel nero di queste sere.
Sai, voglio essere più fulgente che mai la prossima volta
sai te lo devo per quello che mi hai dato e non ho saputo cogliere.


Scusate l'audio di meglio non ho trovato ma almeno il titolo lo avete...


Monday, 25 May 2009

Chi Sei?

Dicesti: "Ok, visto che è andata come è andata, visto che non sono riuscito a fare di meglio o indurre negli altri il pensiero che potesssi fare di meglio, devo migliorare!", ed allora sei partito alla rincorsa del cambiamento verso ciò che di te non ti piaceva più: la tua ignoranza fatta di autoreferenzialità, chiusura verso le esperienze buone o cattive che fossero, via da quella presunzione di credere di sapere già la fine delle cose senza conoscerne l'inizio, di capire cosa era buono per te senza prima provare. Stupida assoluta ignoranza!
Ed ora dopo questo tuo camminare incespicando sempre in te stesso a cosa sei arrivato? Cosa sei? Ora leggi riflettendo sull'assoluta bellezza del pensiero della poesia del linguaggio, ora tenti di esprimere ciò su cui prima tacevi, ora ascolti musica per l'anima che prima rifiutavi per partito preso. Ora non esiste partito alcuno se non quello anarchico che è il tuo governo precostituito, tutto è messo in discussione, tu sei sempre il primo della lista. Eppure non sei ancora arrivato a qualcosa semmai solo e sempre al nulla, a niente.
Ti guardi nello specchio cercando un cambiamento che purtroppo trovi solo nel fisico e ti chiedi: "Perché nello spirito e nell'anima no? Perché non è così facile? Esisterà mai lo specchio dello spirito dell'anima? Voglio capire se sto riuscendo a cambiare, voglio vedermi!". Hai il viso buono" ti è stato detto da più di una persona, ringrazio naturalmente, ma forse non è bontà è solo una triste e malinconica rassegnazione quella che passa nei miei occhi. Nulla più, non fidatevi!
Il disco nel mio cervello si è incantato su "Caelum non animum mutant qui trans mare currunt" , frase che non condivido ma che non riesco a dimostrare falsa. Sono convinto che il mare ed il cielo possano cambiare assieme allo spirito! Ma non l'indole, l'istinto primordiale del maledetto animale che non riesco ancora ad amare, quella no, lui continua a ringhiare e a digrignare i denti, il bastardo.
Chi Sei? "Mi chiamo Roberto." già, facile, una non risposta direte voi: lo so, ma purtroppo altre risposte non ho. Purtroppo nessuno lo sa, chi sono, io incluso.
So che ho solo una corda a disposizione e che vibra in me alla medesima incognita monotona frequenza, non si fanno concerti con una sola nota. Non si suona la Vita!


Mio





Friday, 22 May 2009

Just A Safe Place To Hide

E' un pensiero che è nato circa due settimane fa, mentre gironzolavo per commissioni in bicicletta, in riva ad un torrente. Una donna sulla quarantina teneva lo sguardo fisso sui rumori assordanti che teneva dentro, sui rumori del torrente che scorreva costretto nei suoi argini artificiali. Stringeva nella mano, come un oracolo, un cellulare aspettando con viso tirato in un pianto di muta tristezza una chiamata che, forse, non sarebbe mai giunta. Il suo orecchio era teso su quelle immagini parlanti che creava nella sua mente senza motivo alcuno.

Un torrente, la natura stupenda di maggio sulle sponde li a fulgido decoro tutta colori e profumi, l'acqua in moto perpetuo di vita per eccellenza nel suo scorrere inesorabile e ritmico, sempre avanti.
Me lo sono chiesto spesso, e non ancora ne capisco bene il perché, di questo richiamo intimo che ci nasce dentro e ci conduce verso le nostre origini , verso la Natura e la sua intrinseca solitudine fatta di concertanti monologhi. Mi sono chiesto perché essa riesca sempre a coglierci nel momento del nostro bisogno, nel bisogno di noi stessi. E' pace è quiete, è ventre caldo, è voce suadente, è tumulto passione è urlare cacofonico.
Sapete, per me è la Natura è stata l'acqua di un torrente, dapprima sconosciuto e poi amico, a tenermi compagnia, credo che sapesse ascoltarmi: ruggiva quando i miei pensieri erano grida di tormento, le ascoltava e le esaltava con il suo fragore, montava la mia carica. Sussurrava con voce fioca e cheta quando tutto quello di cui avevo bisogno era una dolce ninna nanna perché lui sapeva che avevo bisogno di un po' di riposo. Lui sapeva tutto, questo ed altro ancora, io gliene parlavo e lui mi ascoltava rispondendomi con voce di fluttui, gorghi e fruscii nel suo scorrere tra balze e pietre. Ho amato quel torrente amico, credo che mi abbia aiutato molto.
Ora noi due si è lontani, ora ho in prati e boschi amici uguali e diversi, perché anch'io un po' sono cambiato però non ho dimenticato per non sbagliare ancora. Di questi vecchi e nuovi amici non ne saprei fare molto facilmente a meno, speriamo che in futuro sarà così.
Sì, quella signora mi ha fatto pensare a me stesso: cosa faceva li? Cosa cercava? quali erano le mie risposte a queste domande? Sapete, sembrerà buffo ma secondo me stava cercando un luogo visibile dove potersi nascondere, come me, cercava il suo nascondiglio, dentro. Quel posto che nessuno, o quasi, ha mai visto se in me non è entrato, luogo intimo dove ho risposto tutti i miei sentimenti, le illusioni, le speranze e le paure. E' come un personalissimo museo sempre in allestimento, in lento e stentato ampliamento, le nuove collezioni sono difficili da ottenere! Li si trova tutto quello che sono stato dove ci sono spazi liberi celati da pesanti ombre per ciò che sarà.
Mi chiedo il perché del mio nascondermi, il perché dei miei monologhi con me stesso, con la Natura.
Mi chiedo se qualcuno, da qualche parte sarà capace di ascoltarmi come il mio torrente che sapeva già tutto eppure mostrava sincero interesse ed infinita pazienza, pura bontà.
Che magia comunicare senza parole, perché si può fare. Fidatevi!

A presto,

Mio





Mother Love
I don't want to sleep with you

I don't need the passion too
I don't want a stormy affair
To make me feel my life is heading somewhere
All I want is the comfort and care
Just to know that my woman gives me sweet -
Mother love

I've walked too long in this lonely lane
I've had enough of this same old game
I'm a man of the world and they say I'm strong
But my heart is heavy and my hope is gone
Out in the city, in the cold world outside
I don't want pity, just a safe place to hide
Mama please, let me back inside

I don't want to make no waves
But you can give me all the love that I crave
I can't take if you see me cry
I long for peace before I die
All I want to know that you're there
You're gonna give me all your sweet -
Mother love

My body's aching, but I can't sleep
My dreams are all the company I keep
Got such a feeling as the sun goes down
I'm coming home to my sweet -
Mother love

Thursday, 21 May 2009

Going For The One -Yes

Un ascolto serale del "mio" ultimo Yes's album , nulla più. Sempre stupendi ed eterei, semplicemente YES.
Questa è rappresentante ufficiale dell' album (scusate l'audio)




Questa è quella che preferisco:

Alla prossima, sperando che l'ascolto sia stato di vostro gradimento.

Mio


Wednesday, 20 May 2009

"Fat a Versi"

E' in questo modo che dialettalmente si dice dalle mie parti (tradotto letteralmente sarebbe "fatto a gesti") per una persona che si comporta ed agisce con altre persone in modo molto personale e/o eccentrico. Non ho la presunzione, perché a me non spetta dirlo, se sono eccentrico, che per me non è un qualcosa di negativo anzi, e neppure di avere atteggiamenti propri però leggermente strano credo di esserlo.
Non so se è un pregio oppure no, credo dipenda dalle situazioni, ma tento di dire sempre ciò che penso. Con questo non voglio dire che lo dico sempre anzi lo dico sole se mi viene richiesto e, se la persona con cui ho a che fare in quel momento, mi sta molto a cuore allora mi esprimo senza permesso ben inteso: non per dare consigli ma per dire solo come la penso. Ognuno poi faccia come crede, ok?!
Mi è stato insegnato da una persona molto speciale che vergognarsi dei propri pensieri non è giusto, forse a molti potrà sembrare scontato ma per me non lo era, con la gentilezza e la sensibilità si può essere se stessi senza urtare gli altri e da questo punto di vista ho ancora molta strada da percorrere, la mia maestra in questo caso è anni-luce più avanti. A proposito grazie dell'insegnamento sarò un bravo studente, promesso!
Nella vita, con gli amici, credo che sono capito solamente da pochi anzi, molto pochi e magari non totalmente. Sarà perché il metro con il quale misuro i sentimenti è quasi totalmente scorrelato dal tempo con il quale trascorro con una persona. Possono passare giorni, mesi ed anche anni senza che io veda qualcuno ma un amico/a rimane tale a vita, rimane come un minuto prima di dirsi arrivederci. Migliaia di chilometri mi separano da persone speciali, tra poco forse per una mia scelta io mi separerò da loro, e loro si separeranno da me. (Anche se è presto, ma non manca poi tanto, buon Viaggio N.!)
Lo so, questo atteggiamento di non frequentazione non è normale e mette in crisi i sentimenti ma la mia indole mi muove verso ciò, quella che voglio cambiare. Il lato comico di tutto è che questo che magari qualcuno potrebbe giustamente pensare ma: "ma guarda questo che non si fa più sentire..." in realtà un pensiero ve lo regalo sempre, perché ormai sono consapevole che se faccio entrare in me qualcuno non lo lascio più scappare, anche se poi scapperà e talvolta non tornerà lasciando dolore. Sapete credo che ne valga sempre la pena.
Ultimamente e più volte (sarà vero?) sono stato tacciato di essere saputello personalmente non lo credo. Sono serio non ironico anche se so che questa affermazione suona un po' altisonante, mi spiego: non credo che se si mettono in discussione molte cose perché non accettate come partito preso e le si critica cercando di portare un punto di vista alternativo (magari sbagliato ben inteso!) che va contro il comune vedere utilizzando anche una vena leggermente polemica si possa essere tacciati di ciò. Insomma sono un tira mene che parla di plusvalore, migliorerò ma continuerò a parlare di plusvalore, starò un po' più zitto su certe cose... az az az allora mi sa che dirò solo tre parole l'anno :D.
Comunque ancora non mi tornano i conti, per esempio io credo che ogni domanda intelligente sia lecita e, una domanda è tanto più intelligente quanto meno stupida è la persona che la formula. Per cui, per me, esistono domande stupide! Penso pure che, essendo le domande lecite, lo possono essere anche le risposte e le non-risposte, mi spiego con un esempio:

Uknow person: "Roberto posso chiederti una cosa?"

Sottoscritto: "Certamente, puopi chiedermi tutto"
Uknow person: "Ma è vero che... ", oppure: "Ho sentito che..."
Sottoscritto: "Mi dispisce, non ti risposndo!"
Uknow person: "!@#]* .. @@@**^!!?§ ecc. ecc. ecc."

Ad onor del vero questo avviene sempre quando:
  1. la gente fa domande per sapere sul conto di terzi
  2. la gente fa domande per avere conferme sul mio conto da notizie che ha avuto da terzi
nella prima non spetta a me dire di certe cose, se interessa a loro contattino pure la persona in questione. Per il secondo fatto, prima li guardo di traverso, poi passo al contrattacco dicendogli cosa vogliono sapere precisamente facendo presente che a domande delle quali si ha già la risposta, piuttosto che a domande fatte per verificarne la sincerità di una persona, non rispondo. Di solito chiedono comunque e sempre non rispondo. Naturalmente tutto guardando di sbieco la persona e utilizzando un tono tagliente al limite (e talvolta oltre) del provocatorio, non andrebbe fatto ma cerco il contrasto quando mi sento preso in giro.

Lo so "son fat a versi", ma migliorerò me lo promentto. Sempre come si dice dalle mie parti: "Col temp e co la paia maùra anca i nespoi", speriamo in bene.

A presto,

Mio


PS: scusate ala deriva dialettale

Monday, 18 May 2009

Under Pressure

Si alza e non riesco adabbassarla. Tic tac, corrono le lancette in cerchio come i pensieri nel quandrante di questi ultimi giorni, dei giorni a venire, per fortuna non sarà per molto tempo. Poi, forse, rimpiangerò questo periodo.
Tic tac, corre il ritmo troppo lento per sentirne il passaggio, troppo veloce per gustarne il sapore. Come una macchina in corsa lanciata verso l'orizzonte sempre infinito, fisso ed estatico orizzonte che scorre indistinto se lo si fissa da vicino mentre fugge di lato.
Soffio corto, respiro profondamente per recuperare ossigeno, per il prossimo scatto in salita raggiungendo la discesa che nasconde sempre una possibile caduta. Essenza stessa di un inseguire che talvolta sa di fuggire.
La pressione atmosferica è ovunque attorno a noi essa preme su un corpo preme perpendicolarmente alla superficie in ogni direzione per questo non si rimane schiacciati nell'aria. Per questo chi respira è libero di volare senza implodere, per questo si rimane schiacciati sott'acqua quando si è intrappolati in profondità insondabili senza possibilità dove il respiro non è possibile e di volo non si può neppure parlare. E' da un po' che è cominciata la mia apnea, i pensieri mi zavorrano sto scendendo. Caro Mio: resistere! Resistere! Resistere! A chi sta scendendo ma sa che venderà carà la pelle auguro una leggera settimana di emersione... naturalmente se è quello che volete!
A presto,

Mio



Saturday, 16 May 2009

Sogni Metamateriali

Cosa intendo con "metamateriali"? Intendo un qualcosa che va oltre l'esistenza fisica dell'oggetto, la sua tangibilità, un sogno metamateriale è un qualcosa che implica il possesso fisico di un oggetto perché possa esistere ma ciò che realmente significa non è tangibile, tangibile è solo lo strumento per realizzarlo.
Ci ho pensato molto e rimuginato sopra parecchio lo ho voluto ridurre ad una fine polvere, all'essenza ed ecco che sono arrivato al mio Metasogno o meglio: ai miei Metasogni, perché di due si tratta.
Saranno banali o potranno sembrare tali (posso esserlo figuriamoci!) ma a me, per me, non è così. La parte fisica del mio primo sogno metamateriale si chiama chitarra classica. Come quella suonata da Steve Howe piuttosto che da Paco de Lucìa (esempi meno pretestuosi no?! vabbè...), la chitarra dolce e malinconica di ballate rock la chitarra gitana di flamenco e passione, nomadi entrambe nell'anima e nei i pensieri di chi tocca quelle corde. Di chi non trova un posto dove stare ma solo posti che crede sicuri per nascondersi scoprendo poi di essere allo scoperto, scoprendo di essere stato stupido perché nascondersi lo è. Esaudire questo sogno implicherà tempo, studio e duro lavoro, perché io e la musica non ci siamo mai sfiorati o baciati, figuriamoci poi di fare l'amore.
La parte che va oltre, il "meta" è la mia voglia di comunicare con me stesso e con gli altri (non ho intenzione di fare concerti ma potrebbe accadere di suonare davanti ad un "pubblico" ... poveretti:) ) utilizzando un linguaggio che non ha bisogno di traduzioni, comunicando senza l'uso di parole che di per se sono fuorvianti. Vorrei utilizzare la musica come linguaggio per i miei pensieri e le mie emozioni. Perturbare l'aria con onde meccaniche generate da un motore emotivo, il mio. Sarà stupido come sogno ma a me piace davvero!
Il secondo sogno metamateriale è forse un'utopia, una chimera che da me non verrà mai scovata. E' di possedere una casa tutta mia o un appartamento, non centra. Quello che conta è che ci dovrà essere sempre uno spazio: un divano letto, o molto meglio una stanza per gli amici di quelli veri, un piccolo posto tutto loro. Ma badate bene non un posto della serie: "vieni a trovarmi c'è posto...", non solo. Vorrei che la mia cas fosse un rifugio per un amico che da un giorno all'altro si trova nelle peste per colpa della vita o per mille altre ragioni, non conta nulla, sempre di casini da risolvere si tratta. Il mio sogno è quello di avere una chiave sulla quale scrivere "Amici" in mille lingue perché con mille lingue parla l'amicizia, chiave da regalare ad una persona cara senza se e senza ma.
Sapete, questo mio sogno non è innato, ma è un qualcosa che ho vissuto e capito grazie a persone speciali (grazie M&T!!!) che con il loro essere Maestri Inconsapevoli (lo so ho rotto con 'sta storia, scusate...) mi hanno fatto capire quanto sia preziosa questa sicurezza. In un periodo davvero nero mi dissero con una naturalezza e una sincerità da farmi commuovere l'anima: "Roberto, in questa casa sai che per te c'è e ci sarà sempre un posto, quando vorrai, vieni!", al tempo tutto sembrava essersi sgretolato inesorabilmente, non riuscivo ad afferrare che il nulla, mi ritrovavo con il Tutto svuotato della sua essenza. Il rimbombo del vuoto ripetersi di parole senza senso colmava i miei pensieri, loro mi hanno dato uno scoglio, una speranza mi hanno dato una sicurezza sulla quale avrei potuto contare, non l'ho fatto, ma credetemi l'aiuto di quelle parole è stato molto molto grande. Non lo dimenticherò mai, M&T vi voglio bene!
Chissà se li realizzerò mai questi miei sogni metamateriali, se riuscirò a possedere queste banali cose per raggiungerli salendo su ciò che forse, non è altro che il salire su una scala un personale paradiso, che per me, è il luogo dove i nostri intimi Sogni si avverano. Un giorno mi piacerebbe, davvero!
Buon week end a chi passasse di qui!

Mio


PS: Ce ne sarebbe stato un terzo, che esoso direte voi, è un viaggio "On the road", in treno, piuttosto che in macchina o Westfalia, camper o caravan non importa, in giro per tutta Europa in ostelli o dove capita, a riempirmi gli occhi di tutto quello che fino ad ora mi sono perso. Ma questo sono sicuro che lo farò, economicamente non è impossibile, se preso a piccole dosi naturalmente, ed è un qualcosa che si può piluccare a poco a poco, anche se il massimo sarebbe farsi una superscorpacciata... :) intanto ho un sacco a pelo nuovo di quelli "regalati" con i punti, nei negozi lo zaino non mi manca... sono a buon punto no?


Un omaggio, fatto a posta per voi (questa versione la trovo fantastica!):

Stairway To Heaven -Frank Zappa







Wednesday, 13 May 2009

Tre Assi e Un Tre

Mezzo dice Lei torcendo lievemente le labbra e girando con fare fiero e sicuro la carta verso di me, "sette e mezzo" sottolina con il suo ghigno several, altera e colma di compiacimento. Le sue carte sono tutte scoperte ha il massimo punteggio li sul tavolo, in bella mostra, c'è anche la massima puntata. O tutto o niente.
Tre assi un tre, due carte ancora coperte una sola combinazione possibile per arrivare al pareggio e giocare di nuovo. Con le altre si restia dietro, con le altre si esce. Ho voluto sei carte, mi è sempre piaciuto il sei. Non credo nella fortuna come fatto fondamentatale nella vita, credo piuttosto che sia il corrollario naturale di chi compie azioni di chi rischia, quando essa manca si conosce il lato gramo, la sfortuna.
Tre assi e un tre, due carte coperte probabilità calcolabili con teoremi derivanti da assiomi inconfutabili, ma questo non conta, questione di un mese o poco più ed il risultato sarà busserà alla mia porta con il suo messaggio ancora incognito.
L'audacia nella vita conduce all'azione, nasce dalla passione e talvolta, spesso aggiongerei io purtroppo, muore nella delusione. La rinunci nella vita conduce al quieto vivere nasce dal tedio e muore sempre nell'illusione.
Ho rischiato, è stata una delle poche volte che sono stato audace, ambizioso e pretestuoso con me stesso. Ho seguito passione e sogni risiutando quel quieto vivere, ora aspettando e non sperando tento di restare calmo perché sono fermamente convinto che l'emozione, in certe cose, deve cominciare solo cinque minuti prima, ora farebbe solo male. Spero di riuscire in questo mio intento. Anche se so già che è tremendamente difficile nella vita, è impossibile quando si inciampa nell'Amore, ah se tutto fosse bianco e nero, se non si vedesse a colori... no, no, non ne varrebbe la pena! Intanto però io chiudo gli occhi, lo splendore dell'Iride mi fa ancora paura.
A presto,

Mio


Scusate l'intro ma non ho trovato di meglio.



Bold As Love
Anger he smiles, towering in shiny metallic purple armor
Queen jealousy, envy waits behind him
Her fiery green gown sneers at the grassy ground

Blue are the life-giving waters taken for granted,
They quietly understand
Once happy turquoise armies lay opposite ready,
But wonder why the fight is on

But they're all bold as love, yes, they're all bold as love
Yeah, they're all bold as love
Just ask the axis

My red is so confident that he flashes trophies of war and
Ribbons of euphoria
Orange is young, full of daring,
But very unsteady for the first go round
My yellow in this case is not so mellow
In fact I am trying to say its frightened like me
And all these emotions of mine keep holding me from, eh,
Giving my life to a rainbow like you
But, I am eh , yeah, I'm bold as love
Yeah, yeah
Well I'm bold, bold as love (hear me talking, girl)
I'm bold as love
Just ask the axis (he knows everything)
Yeah, yeah, yeah

Saturday, 9 May 2009

Vita & Tristezza

Così non si fa, cara Vita, così non si fa.
Gioca, ridi e scherza, fallo pure, fallo sempre non dimenticartene mai! Tortura, e uccidi pure tutti i sogni che vuoi ma non ripeterti mai!
Siamo noi, persone singole o coppie spaiate o unite che ti creiamo, TU cerca almeno di avere la decenza di dirci che si vive un errore, che sista sbagliando anche quando c'è Amore. Devi dircelo che è già terminale alla sua nascita.
TU, Vita grama, non darci illusioni non portarci troppo in alto dove le stelle si baciano tutte, dove il solo non conosce ombra. Non essere un Dedalo che da falsi consigli, non incitarci a volare ancora più in alto tanto, con te, l'incoscienza di Icaro, purtroppo e per fortuna, la conserviamo sempre.
E poi ci si domanda se ci sarà un'altra opportunità di giocare al Grande Gioco con te, di vivere ancora in te, con te e per te. La risposta ci fa paura Tu, Vita amara, ci fai paura. Allora si gioca ancora come chi è affetto da patologie che portano dipendenza e assuefazione o ci si chiama fuori dal Gioco. Il risultato è sempre lo stesso: Dolore.

Caro J. Amico mio, sono triste per quello che sta succedendo o che forse è già successo. In quelle poche righe di un linguaggio comune solo a noi due ho letto un oceano infinito di tristezza e dolore.
Caro J. Amico mio, sei una persona fantastica io solo un pessimo compagno di vita che ora non può starti vicino, scusami.
Ti voglio bene, Tio Grande!

Roberto



Thursday, 7 May 2009

Un' età per...

Non sono mai stato totalmente convinto che esista un'età per tutto, gli unici limiti sono quelli dettati dal fisico. Andare oltre, che si sia giovani oppure vecchi non centra, lo si paga sempre.
Sono convinto che la mente così come lo spirito non abbiano età, invecchiano e ringiovaniscono a seconda delle stagioni della Vita questa è, per me, una vera magia.
Non ho mai portato anelli o collane d'oro, poche volte braccialetti e solo nell'ultimo anno indosso una di quelle collane comperate in spiaggia così come re-indosso l'orologio. Oggi, alla mia veneranda età oscillante tra trenta e ventisei anni, mi sono messo un minuscolo pricing sulla punta dell'orecchio perché? Perché no? come prima risposta-domanda poi mi sa che i miei ex ragazzi mi abbiano contagiato, grazie ragazzi!
Ora una domanda: "Ma di che generazione sono? Che poi esistono le generazioni o sono solo nostre invenzioni per sentirci appartenenti o non apparteneti a qualcosa?"
Vorrei riuscire a rimanere sempre diverso, che poi non esclude l'essere sempre uguale!
A presto,

Mio


PS: forse sto andando definitivamente a male... vabbè :D



Wednesday, 6 May 2009

Lavori Nomadi e Sogni Precari

Come caravan gitani, pieni di tutta la vita che è stata, partono curriculum uno dietro l'altro per posta fisica o virtuale che sia. Contengono tutto ciò che sei all'esterno, l'altro sarebbe deleterio perché non capito, quello che hai fatto e poco di quello che REALMENTE vorresti fare, lo spirito di abnegazione sembrerebbe molto in voga ultimamente. Vagano in strade informatiche in incroci d'asfalto, giungono a destinazione per insediarsi silenziosi accatastati in pile in caselle di posta, comunque sia. Giacciono dormienti aspettando un verdetto sul loro futuro, il macero potrebbe essere la loro fine ma anche no.
Come quadri appesi con chiodi deboli a pareti cedevoli vivete precari, cadete e vi incrinate e, talvolta, vi infrangete in minuscoli pezzi dai mille lati, impossibili da ricomporre. Sogni che svaniscono nel loro esistere, sogni che si ridimensionano con la stessa facilità con la quale si può scegliere un formato di una fotografia. " Per me una fototessera grazie!". Diventate piccini piccini, sperando che le pareti non cedano, sapendo che non è la dimensione che misura la sostanza e l'essenza delle cose, però il limite c'è, rimane e si vede.
La Vita è precaria se le speranze e i sogni lo sono. Il sogno co.co.pro, stage, borsa di studio, e quando va bene a tempo molto molto determinato dove ci porterà? Dove mi porterà?
Come un equilibrista sull'orlo di un baratro è l'esistenza di chi decide che continuare a sognare è la sua meta, è la vera meta. La paura di cadere ti ferma, la voglia di andare a vanti ti spinge pericolosamente alle spalle facendoti vacillare.
Chi non sogna non cadrà mai, lasciatemi i miei sogni i li conserverò indeterminati nel tempo e forse pure nella loro realizzazione futura. Chi non sogna non cadrà mai, il sogno precario è un cadere planando lievemente da una quota che non è mai quella di un decollo definitivo.
Come vorrei che questa società lasciasse che la gente libera di camminare e viaggiare sul bordo inseguendo ciò che c'è di incognito dietro l'angolo con incedere incespicante, nomade, precario ma sempre e comunque VIVA!

A presto,

Mio



Monday, 4 May 2009

How To Be Good (Come Diventare Buoni) -Nick Hornby

Prima di cominciare a leggere questo libro mi chiedevo se sarebbe stato interessante e coinvolgente come Alta Fedeltà, scritto sempre da Nick Hornby e da me letto un paio di mesi fa, ebbene non sono rimasto deluso, anzi, ho apprezzato ancor di più l'autore. Credo che sia più semplice, ma non facile, scrivere di sensazioni e di pensieri di uomini se uomini, nel senso di genere, lo si è anche nella vita. da questo punto di vista, in Alta Fedeltà, ho potuto apprezzare, anche se con alcune riserve che ritengo abbastanza stereotipate, l'abilità e la sensibilità di questo autore. Nel leggere Come Diventare Buoni sono rimasto incantato dal modo nel quale riesce a descrivere il pensiero femminile che sarà invaso da stereotipi pure questo (l'oggettività non è femmina!) ma che, come il precedente, credo riesca a cogliere la sostanza del pensiero e dell'agire. Per quanto ce ne capisco io di voi esseri che mica siete umani, perché se noi uomini lo si è voi siete diverse siete molto di più, è che la noia è la vostra morte interiore ed è che da essa, giustamente (!) fuggite sempre e che questo è dirompente e che questo se noi si è un po' meno stupidi ci fa cambiare dentro, in meglio.
Cercando tra le righe il messaggio di Hornby mi sono imbattuto in vicende che trovo davvero reali nella descrizione e nella loro verità, purtroppo e/o per fortuna è così che molto spesso va il mondo ma non necessariamente sempre andrà a finire così, se la comunicazione tra due persone che si vogliono bene è reciproca e non è un muro contro muro in certe situazioni non si cadrà mai.
Credo che certe volte non serva incontrare un DJ BuoneNuove per aprirci le porte delle percezioni personali sulla nostra vita interiore nei confronti di un partner o di una persona cara amico o famigliare che sia. Certe volte il DJ BuoneNuove è ben nascosto in loro, mimetizzato sotto una dura corazza oppure dietro una fuga dai nostri sentimenti; la mancanza di qualcuno così come la presenza di una nuova persona davvero speciale sono, per me, due facce della stessa medaglia.
Sapete io credo di essere diventato più buono, al pari del protagonista, dopo una rottura drastica con un passato che viveva avizzito nel presente, un passato che poteva essere radioso futuro che però non è mai sorto. Ben inteso: non ho la pretesa di essere diventato buono in maniera assoluta ok?!, dopo la fuga del mio DJ BuoneNuove, ho capito definitivamente ciò che conta e cosa significa stare bene. Stare bene, per me, è lo strumento per diventare buoni, se non si sta bene si può "curare" chiunque con la stessa devozione Maria Teresa di Calcutta faceva con i poveri ma buoni non lo si è. Invece se si sta bene con se stessi ogni gesto sarà inzuppato d'amore come i biscotti con il caffè la mattina che non sono biscotti che non è caffè e neppure mattina, è TUTTO... scusate divago. Passione e intima bontà sono un qualcosa di libero gratuito e contagioso a tal punto da invadere l'animo di chi sarà toccato dal gesto da chi ci starà attorno. Credo che bisogna riuscire a volersi bene (il dovere di darsi piacere come diceva una che ce ne capisce...) prima di tutto, e questo non è, almeno per me, facile. Trovare i propri spazi in nella propria vita è complicato, nella vita di coppia è ancor più arduo, ma non impossibile ma sicuramente molto molto più bello. Credo che il saper ascoltare e l'ascoltarsi così come il saper comunicare (ahimè!) sia fondamentale. Vivere la vita da turisti in una vita che in coppia può essere sempre vacanza è la più introvabile delle chimere, eppure, ne sono convinto, esiste.
Mi permetto di dare un consiglio di lettura o meglio un avviso di buona lettura a chi passerà di qui: leggete Nick Hornby, perché comunque vada anche se magari non vi affascinerà come è stato per me, se non altro vi farà riflettere sul modo con cui molte persone, ma non tutte, compiono determinate scelte. Merita davvero!
E' per me un piacere ringraziare Museum per i suoi autorevoli consigli letterari (tra cui rientra il mio Hornby fino ad ora... altri titoli?) , grazie di avermi fatto scoprire Hornby. Mi piace davvero!
A presto,

Mio

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