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Sunday, 7 March 2010

Asylon


Qui la gente gira anche senza casco, di polizia se ne vede poca in giro, attraversare la strada può essere un impresa che implica un coraggio smisurato. Sì diciamo che non sono gentili ed educati al volante, questo sì.
Per le strade girano ancora cani randagi, era davvero tanto troppo tempo che non ne incontravo. Credo di non saper dire da quando. Però fa strano di escrementi ne ho incontrati pochi sui marciapiedi. Vuoi vedere che loro, i randagi, sono più educati dei padroni?

La pulizia di strade e luoghi, in generale, non è il loro forte. Semplicemente non sembra una priorità e quindi non si curano di ciò, così è pure per i marciapiedi che già sono delle trappole di per se, se poi ci si lasciano motorini è macchine perdono pure la pseudo-funzione che gli era stata donata.


Qui la gente credo che sia normalmente gentile ma è taciturna e quasi ombrosa, diciamo "orsa", il che poi si potrebbe tradurre con riservata e scorbutica. Di sorrisi ne ho visti pochi, falsi o veri che siano, pochi sono. E poi non tiene aperte le porte all'ingresso o all'uscita nei negozi e non cede il passaggio... cose banali, è vero, ma che fanno la differenza, almeno per me, se sommate ogni giorno. Una cosa è sicura è gente semplice e questo non è poco. I molti negozi son chiusi con porte a vetri che basterebbe una spallata per entrarci, chiuse con due anelli di metallo e un lucchetto, qui di serrande ne ho viste poche, di inferiate alle finestre ancora meno. Probabilmente entrambe non servono, probabilmente la gente si fida ancora della società.
Il pane assaggiato ieri (porca paletta non volevo tutto il formato famiglia che poi mi sono dovuto mangiare!, spiegaglielo tu...), è semplice, molto semplice. Sia per forma che per gusto, neutro e "mollicoso" quasi come di quelli fatti in casa. Non è speciale, noi lo si fa meglio. Forse da di la dell'adriatico si è gente più complicata o, forse, semplicemente più viziata.
Qui stanno fiorendo i mandorli, qui tutto è salvabile perché è ad un attimo prima della possibile distruzione. Se riusciranno a fare le cose per bene ci tireranno fuori proprio un bel posto. Richiederà tempo, vent'anni almeno. Richiederà educazione civica... ahi! in genere quella richiede anche secoli.

Ah e poi c'è una cosa speciale, una cosa incredibile che per come la vedo io è speranza nuda cruda e prepotente. C'é l'Asylun.

Cos'é? L'ho saputo l'altro ieri e mi ha fatto pensare un'intera giornata. Qui tutte le università sono luoghi pubblici chiunque persona può entrare ed uscire liberamente. Fin qui nessuna novità. La novità, per me, è sapere che la zona è interdetta dalla polizia o da forze di vigilanza alcuna. L'autogestione degli spazi e il libero scambio di idee è l'unica cosa che regola che vige questi luoghi che non per questo credo che possano essere definiti anarchici. Qui uno studente qualsiasi potrebbe sedersi sulla sedia del preside nel suo ufficio e sarebbero affari dello studente e del preside più o meno. Gestire al meglio un potere come questo da studenti credo che sia una gran fonte di crescita per tutti. Pensare che tu sei professore e rappresenti  solo ciò che  insegni da un punto di vista della conoscenza e della cultura, e che sei  ripulito da tuo ruolo di potere quasi dispotico che si potrebbe trovare nelle nostre università, non è poi così male. Libero mondo di libero scambio di idee un qualcosa che dovrebbe essere Asylun, inviolabile appunto. Naturalmente ci sono anche i risvolti negativi, i piccoli crimini e le grandi distruzioni di ambienti pagati con i soldi della collettività ma credetemi, qui, non è tanto peggio di altre università italiane. La forte componente politica all'interno delle università garantita per i maggiori schieramenti che deve essere gestita con cura altrimenti lo scontro può rimanere tale senza crescita. Ma si è giovani, ed anche questo, in parte ci sta.


Mio











PS: scusate la qualità delle foto e la pessima impaginazione, ma macchina fotografica e template sono quello che sono... :(

Thursday, 25 February 2010

StereoTipi

Sono contento che da non molti anni mi sia capitato che mi piaccia tutto, o quasi, il cibo. Ma non è di questo che voglio parlare ora.

Qui è differente, qui è mare o meglio entroterra, la gente è completamente diversa. Bassa, scura di capelli pelle e occhi, veste di moda passata per chi in queste cose crede. 
La piccola cittadina è sporca e degradata forse, caotica nel suo lento dimenarsi. Sembra insicura nel viverci e nel camminarci. Per la prima è un opinione, la seconda una certezza.  Marciapiedi-trappola li chiamerei, lastricati a differenti piastrelle che se ne trovi duecento metri di uguali ti chiedi perché? buche come trappole geniali per qualsiasi caviglia, fossero la metà una slogatura sarebbe comunque assicurata. Alberi sempre e comunque, assieme a lampioni della luce ancora in legno (mica me li ricordo al mio paesello) nel bel mezzo del marciapiede, boh. Ma il problema, del fatto che sono in mezzo intendo, mica è loro, è che sembrerebbe che le case abbiano rubato posto ai marciapiedi o forse, più semplicemente, che non dovrebbero esistere marciapiedi. mai esportare ciò che si presume essere civiltà, talvolta, se è solo presunta tale, rende incivili chi l'ospita.
E poi i bar con le sedie di legno dimenticate e ritrovate nella mia memoria, i tavoli semplici, quadrati. I vecchietti con le loro carte (niente donne please!), seduti a giocare a bere a parlare a fumare. Li ho ritrovati dopo vent'anni è stato un piacere. Già è pieno di piccoli bar qui, come da me un tempo.

Potrei dire che tutto questo mi disgusta o non mi piace, ma mentirei. Potrei dire che è bello ma semplicemente non direi la verità. Potrei stereotipare il tutto come si usa spesso e come fanno qui con noi definendoci: "Greci civilizzati!", non credo ai greci, non credo negli italiani. Credo nelle persone e le stereotipo una ad una. Nulla più.
Poi ci sarebbe da parlare di veder scrivere in greco moderno su una lavagna tra studenti che mi sembrano di primo acchito un po' troppo maleducati (non si sporca così un posto pubblico sapete???), evidentemente hanno cattivi esempi. Ci sarebbe da parlare di pane... già il pane devo ancora assaggiarlo, domani lo farò. Da lui credo vengano tante verità ed informazioni. Mi fa pensare che siano secoli di cultura a trasformare i suoi semplici ingredienti in pane. Mani, forno ed tecnologie varie non bastano. Quelle solamente non danno aroma, sapore e profumo.
Sono contento che mi sia capitato questo non-lavoro un'occasione unica. Fottutamente unica! Da assaggiare prima che la faccia andare a male.

Ritornando all'inizio: non chiedetemi cosa ho mangiato questa sera  alla mensa per studenti ( qui tutti e tre i pasti sono gratuiti!!!) mi è stato già troppo difficile spiegare cosa volevo. Sembravano fagiolini, ma erano troppo grandi, gli altri sembravano peperoni ma erano troppo piccoli. Mettiamola così: ho mangiato fagioloni e peperini... ok ok mi stoppo :D

Salut, da un po' più a sud,

Mio


PS: per N. che fa sempre domande intelligenti prima ancora di chiedermi come è andato il viaggio :D... ritratto sulle greche non sono male ma hanno, spesso, come dire... nasi importanti. Distinguo di carattere forte dicono boh, non mi interessa. Comunque non compirò la missione che mi hai proposto! ;) Ah però Ma Boulangere™®© è più avanti...   :..( 

PPS: se domani mi ricordo faccio due foto...

Sunday, 3 January 2010

Sperando Di Regalare Un Po' Di Colore

Volevo scrivere di tante cose, molte polemiche. Non contro l'Italia, ma CERTI campionari italiani, quello sì. Non lo farò perché ora mi sembra tempo sprecato e mi fa venire il sangue amaro, ma solo un pochino. Nulla più.

Mi sono sempre chiesto cosa sia un museo, forse è un regno fatato un posto dove tutti mutano in meglio anche se non per questo diventano accettabili. Credo che tutto cominci con la fila fuori, si instaura un magico autogoverno che, una volta tanto, funziona. Non si può saltarla altrimenti si viene tacciati all'istante ed invasi da ondate di disprezzo, un fine comune fa nascere questo meccanismo formidabile, sarebbe da chiedersi se potrebbe sempre essere così facile. Per me la risposta è sì! Quando il disprezzo proviene dalla quasi totalità delle persone colpisce sempre.
Il museo è un luogo mitico e tangibile perché, credo, ognuno si sente piccolo piccolo di fronte a ciò che si trova davanti. Si sente piccolo piccolo perché capisce che di fronte ha l'immagine stessa della fragilità, l'opera d'arte. Peccato che si dimentichi, fuori, che la Vita sia la prima opera d'arte dalla quale nasce tutto.
Ma ora entriamo nel museo, basta attendere con questa fila di pensieri, la fila l'ho fatta io e me la sono goduta in tutti i suoi lati positivi e negativi, ascoltando la musica e guardandomi attorno, battendo i piedi al ritmo che sentivo (?!?!?!?) talvolta sussurrando pure...

E poi sei dentro e senti un brivido che ti percorre, non hai freddo, nei musei non fa mai freddo. E un altro ancora, e poi un secondo dietro a rincorrerlo come una freccia nella freccia a cogliere lo stesso centro. Il mio punto G? Ti siedi sul divanetto nella sala Ensor, devi fermarti, sei decisamente stanco ma non fisicamente, in testa scrivi per trovare un po' di equilibrio e non perdere le emozioni. Ti chiedi se non sia magari un malanno di stagione tutto quel rabbrividire, no, non può esserlo sei "fresco come una rosa".
Poi altre stanze ti chiamano, altri brividi ti prendono alla sprovvista entrando dagli occhi senza chiedere permesso percorrono le braccia salgono la schiena. Per me, come ho avuto modo di dire, si chiama orgasmo ed è pure multiplo. Da oggi mi sento un po' più donna.

Alla fine di tutto, di foto sfuocate prese con una macchinetta da mandare a fuoco, di visi di persone e di quadri che non ti consentivano di staccare la visone, raccogli i pezzi chiudi il puzzle con l'ultima tessera. E' un viso di donna, nessuno in particolare uno per tutti. Ogni opera d'arte li era femmina, decisamente, talvolta androgina talvolta delicatamente femminile altre volte superbamente donna. Ogni quadro racchiudeva luce, colore, vita.
No, sono convito che avevo ragione quando dissi al mio compagno di appartamento: "Vedi questo è il senso delle donne nella Vita degli uomini, mettere dei palloncini colorati in tutto l'appartamento durante la notte per rendere la nostra casa più felice e luminosa", perché questo ha fatta S. la nostra compagna d'appartamento.
Nessun pittore di quelli che ho visto oggi avrebbe potuto fare certe cose non pensando alemeno un attimo a Voi. Senza di voi, care, mica esisterebbe tutto questo. Mica esisterebbero i palloncini colorati.(*)

A presto,

Mio


(*) magari erano tutti omosessuali però a me piace pensarla così :)




PS: Caro N. so che una ti "inquieta", nel senso che ti preoccupa... beh allora te la metto in primo piano, no meglio di no, però sai, bisogna affrontare le proprie paure, se vuoi ti mendo il titolo dell'opera e Courbet e il titolo... lo faccio per te, non ringraziarmi! :D:D:D:D:D:D

Tuesday, 29 December 2009

Quello che non...

Gambe allungate sul letto, schiena al muro. Tratti blue a vergare carta cingolata per stampe d'altri tempi. Una musica che batte prepotente ai tuoi pensieri facendosi messaggera, tramite. Ponte di emozioni. Una penna che risponde sull'attenti.

Fa paura non conoscersi, sentire che l'aria si fa fluida come di liquido denso, una massa meravigliosamente tangibile che riesci a penetrare, varcare e spostare. Corrente che ti avvolge come le pieghe di quello spirito ancora troppo ignoto. Il tuo.
Attrae quella città che ti può cambiare una giornata senza chiederti il permesso, basta lasciarsi andare sul suo corpo. Basta camminare a passo di musica, forse pure ancheggiando perché non te ne frega. Ti piace. Camminare su questa mia diversità anonima che non importa e non importerà a nessuno, a me pure. Spero per sempre. Finalmente qui tutti sembrano capirti senza tentare di farlo non per naturalezza, assolutamente, probabilmente perché a nessuno importa niente di nessuno. Ti chiedi se questa è la dimensione della verità, un miscuglio eterogeneo e ben dosato di anarchia e libertà.
Cantare in metro, lungo nastri trasportatori e scale mobili a voce non proprio sussurrata, mentre scendi in quei cunicoli alla ricerca di uscite che sono sempre anche entrate. Ti piace, lo fai. Mentre lesto e svelto a dribblare i viaggianti tra flussi che si incontrano senza mai scontrarsi lasci un pardon lasciato sospeso nell'aria tu già tropo distante: "pungente come un' ape, leggero come una farfalla", sono qui, sono la. Schivato, andato. .. in ritardo, vabbé fa lo stesso e non chiedi nulla perché hai il cappuccio fuori dalla giacca perché saltelli su scalini come un bambino ai passi di una danza che non conosci. Oltre la barriera di quelle sottili strade metalliche uno sguardo curioso ti coglie, lo incroci ma non smetti. Che deficiente penserà, vabbè ad ognuno il suo no? :)

Sei sul filo del tutto, lo sai. Fa paura. Il nulla ad un soffio. Un passo sbagliato e la danza finirà con le caviglie slogate e le ginocchia rotte.
Mentre tutto passa velocemente come figure di persone ad una stazione senza fermata ti trovi fissata sugli occhi senza un perché o un come l'immagine indelebile di capelli accarezzati dolcemente dall'aria portata da un treno che sicuro ti riporta verso quella tua non-casa la tua stazione che dovrai riuscire a cambiare in una non-fermata. Non sempre tutto ha un come ed un perché. Forse è tutto merito dello spazio e del tempo o della velocità che poi sono la stessa cosa.

Non si è mai soli anche quando non si ha nessuno vicino se si è alla ricerca di quello che non...

Vedere. Sentire. Conoscere. Volere. Sapere. Non Essere.

A presto lettori, sopiti, silenti e sempre presenti.

Mio






Quello che non... - Francesco Guccini

La vedi nel cielo quell' alta pressione, la senti una strana stagione?

Ma a notte la nebbia ti dice d' un fiato che il dio dell' inverno è arrivato. 
Lo senti un aereo che porta lontano? Lo senti quel suono di un piano,
di un Mozart stonato che prova e riprova, ma il senso del vero non trova?

Lo senti il perché di cortili bagnati, di auto a morire nei prati,
la pallida linea di vecchie ferite, di lettere ormai non spedite?
Lo vedi il rumore di favole spente? Lo sai che non siamo più niente?
Non siamo un aereo né un piano stonato, stagione, cortile od un prato...

Conosci l' odore di strade deserte che portano a vecchie scoperte,
e a nafta, telai, ciminiere corrose, a periferie misteriose,
e a rotaie implacabili per nessun dove, a letti, a brandine, ad alcove?
Lo sai che colore han le nuvole basse e i sedili di un' ex terza classe?

L' angoscia che dà una pianura infinita? Hai voglia di me e della vita,
di un giorno qualunque, di una sponda brulla? Lo sai che non siamo più nulla?
Non siamo una strada né malinconia, un treno o una periferia,
non siamo scoperta né sponda sfiorita, non siamo né un giorno né vita...

Non siamo la polvere di un angolo tetro, né un sasso tirato in un vetro,
lo schiocco del sole in un campo di grano, non siamo, non siamo, non siamo...
Si fa a strisce il cielo e quell' alta pressione è un film di seconda visione,
è l' urlo di sempre che dice pian piano:
"Non siamo, non siamo, non siamo..."



Tuesday, 8 December 2009

Sortie

Perché tutto ha un altro sapore, quello del ricordo. Quello della dimenticanza.
Perché ciò che resta è solo ciò che vuoi tenere. Il Resto lo puoi gettare, il Resto, qui, non è in grado di cerarti e non può più fare il prepotente.

Un biglietto di sola andata per entrare in te stesso, nelle viscere di quel tuo lato oscuro. Come per un metro del quale conosci solo le fermate agli estremi, nel mezzo mille incroci ed intersezioni. Non pensando mai all'uscita.

Mio




Saturday, 5 December 2009

Le Mie ultime Due Settimane... Scusate l'Assenza

Punti ed appunti del mio viaggio sospesi
tra le pagine bianche di una Moloskine.



22 Novembre

Come guardiani allineati pronti a fulminarmi con lo sguardo non oso avvicinarmi. Sulle guglie mostri pietrificati non oso guardarvi. Il vento turbina le foglie di questo caldo novembre. Scompiglia i miei fragili pensieri.



Divide Et Impera

Sono a P.

Sono scazzato (paura e altre puttanate simili)
  1. Mandare tutto in mona ---> Starai ancora peggio
  2. Vendere cara la pellaccia ---> Tutt'alpiù sarà ancora così
SPACCAAA!!! CAZZO!!!


23 Novembre

Tornando Da A.

E poi le insicurezze sono troppe e non ha senso curarsene. E poi il teno puzza, ma che te ne frega?
E poi si va ancora in ostello.


24 Novembre

E poi hai firmato, da oggi sei un PhD. dell'Università di XI. Oggi tutti parlavano una lingua ancora straniera della quale capisci solo brevi tratti. Oggi è il primo passo, hai firmato carte che mica sai quello che c'era scritto. "Letto ed approvato", più o meno così c'era scritto. Sostanzialmente non capivi niente. Pazzesco.
Non capisci i messaggi del tuo provider del tuo cellulare. Non capisci come sei riuscito a spendere 20€ in 12 ore, boh.
Oggi tutto non conta perché hai ritrovato la panetteria lasciata dieci mesi orsono. Incredibile! Talvolta basta cercare no?
Oggi come ieri, come chissà per quanto tempo ancora P. sarà grigia, eppure non ti sembra così grigia. P. sarà malinconica e romantica come gli occhi delle sue ragazze. P. è tua ma lei ancora non lo sa.


25 Novembre

Sei sceso a patti con una vietnamita fuori come un balcone per un soggiorno. Una tenda da teatro e la magia era fatta. Incredibile!
Poi ho trovato una camera ammobiliata a L. G. . Chissà da dove viene la padrona. Chissà. Va bene così.
La gente è strana in centro, 11,6 milioni di persone e così pochi sorrisi. Magari mi sbaglio.


26 Novembre

Sono andato nel mio ufficio condiviso.
Ho il mio telefono.
Il mio computer.
Ora si comincia, si fa sul serio.
... ci ho pure la chiave.


28 Novembre

Mica ti senti i sensi di colpa, i rimorsi dalla coscienza per aver promesso ciò che forse non manterrai. Ma come potrei sentirli per chi mi propone una camera ricavata in un soggiorno con una sola tenda a separare gli ambienti? No, non esiste. Se poi te la fanno vedere come una suite presidenziale...


5 Dicembre

Sono nella "nuova" stanza, nell'altra ho lasciato A. un gran bravo ragazzo, un indiano. Ci vedremo ancora, lo spero.
Per ora va bene così. Per ora blocco l'irrequietudine. P. ed io per ora saremmo solo amanti. Ci cerchiamo a vicenda solo quando vogliamo.








P.


Sei bastarda e bislacca
amante che non perdona,
tutti ti cercano effimera baldracca.


Grigio è il tuo rossetto

un bacio lascivo che coglie

che centra sempre con effetto

che fa nasce carnali voglie.

Sei odiata e stuprata,

gente che ti piscia addosso cazzo all'aria,

gettata a terra a chiudere un marciapiede. Gente persa andata.
Evitata a passi di malcelata malinconia. Inesistente allegria.


Ognuno a modo suo ti vuole. Ognuno ti possiede.

Mio

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