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Radio Pazza

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Friday, 12 March 2010

Bouzouki

Non so ballare, questo è certo. Sono un palo rigido ed inamovibile, però... però non vuol dire che non balli, che poi ballare è solo una parola che potrebbe essere sostituita con muoversiadunritmopersonaleseguendolamusica, ma è troppo lunga: meglio ballare.

Succede che la serata passa liscia tra conversazioni strappate ad una lingua che non capisci se non per la mera etimologia che trovi in parole e in linguaggi del corpo. La serata passa tra bicchieri di vino e poi cozza contro una domanda: "Sai ballare?"...ehm "No, if I'm not druk, after I just move my body.", è che se aggiungete a qusto il fatto che te lo chiedono due greche che si sono prese a cuore la missione di farti vivere la vita notturna del posto e della grecia in generale... tu mica dici di no. E non perché sono sono donne, ma perché tutto è nuovo e sarebbe stupido lasciarlo scappare, se poi sono greche e donne, tanto meglio! :)
Quindi:  Bouzouki sia! così si chiama la danza tradizionale del luogo, donne che ballano da sole, non a stretto contatto con uomini e viceversa. Musica tradizionale tipica con strumenti tipici (il bouzouki è il nome di una specie di chitarra), sapori persi di mediterraneo orientale. E poi i fiori lanciati a manate, continuamente, a vassoi verso i cantanti che si alternano in segno di ringraziamento, verso le ragazze, gli uomini. Ieri, o meglio un sei ore fa, è stata notte di garofani.
Poi ti trovi in quel posto, in quella realtà ne vista ne sognata o immaginata prima e ti chiedono come va e tu rispondi che è il paradiso e specifichi che non potrebbe essere altrimenti per un uomo che si trova di fronte ragazze danzanti. E non centra che siano state belle, brutte centra una benemerita fava! centra che è come si fa le cose. Centra che le donne si muovevano come solo le donne sanno fare ballando da sole muovendosi sinuosamente con mani braccia e fianchi e non a stretto contatto con il compagno, centra che gli uomini avevano la loro danza fatta di inchini e genuflessioni fatta di movimenti di mani che sembravano trasporto ed estasi in un cerchio di mani che battevano il tempo.
E poi fiori, ancora e poi vino che corre a bicchieri pari perché il tuo è sempre pieno e poi ti chiedono come va e tu rispondi un altro bicchiere e parlerò greco e poi tenti di ballare ma non ce la fai e poi senza perché come e quando proclami "Now I can dance!" e danzi a modo tuo, scoordinato buffo ma non te ne importa niente, quando è così sei solo linguaggio del corpo, chi vuol leggere legga altrimenti fa lo stesso! Ed anche tu ti ritrovi tra inchini e trasporto tra fiori e musica. E loro ti guardano, ridono. Tu ti vedi, ridi. Sei felice, sei te stesso. Poi la mattina comincia a contare su due mani ed è ora di tornare andare.

Ora il mal di testa è leggero, la voce rauca per voce usata troppo e per fumo inalato (qui fumano nei locali pubblici :( ), poi il mal di gambe ti dice: "Ma quante volte ti sei chinato ed inginocchiato?" tu rispondi che non sai. Ciò che sai è che questa mattina ha dei garofani nel cuore.

Mio


PS: scusate se ci sono errori ma non ce la fo... oggi giornata blandamente pesante :D



Sunday, 7 March 2010

Asylon


Qui la gente gira anche senza casco, di polizia se ne vede poca in giro, attraversare la strada può essere un impresa che implica un coraggio smisurato. Sì diciamo che non sono gentili ed educati al volante, questo sì.
Per le strade girano ancora cani randagi, era davvero tanto troppo tempo che non ne incontravo. Credo di non saper dire da quando. Però fa strano di escrementi ne ho incontrati pochi sui marciapiedi. Vuoi vedere che loro, i randagi, sono più educati dei padroni?

La pulizia di strade e luoghi, in generale, non è il loro forte. Semplicemente non sembra una priorità e quindi non si curano di ciò, così è pure per i marciapiedi che già sono delle trappole di per se, se poi ci si lasciano motorini è macchine perdono pure la pseudo-funzione che gli era stata donata.


Qui la gente credo che sia normalmente gentile ma è taciturna e quasi ombrosa, diciamo "orsa", il che poi si potrebbe tradurre con riservata e scorbutica. Di sorrisi ne ho visti pochi, falsi o veri che siano, pochi sono. E poi non tiene aperte le porte all'ingresso o all'uscita nei negozi e non cede il passaggio... cose banali, è vero, ma che fanno la differenza, almeno per me, se sommate ogni giorno. Una cosa è sicura è gente semplice e questo non è poco. I molti negozi son chiusi con porte a vetri che basterebbe una spallata per entrarci, chiuse con due anelli di metallo e un lucchetto, qui di serrande ne ho viste poche, di inferiate alle finestre ancora meno. Probabilmente entrambe non servono, probabilmente la gente si fida ancora della società.
Il pane assaggiato ieri (porca paletta non volevo tutto il formato famiglia che poi mi sono dovuto mangiare!, spiegaglielo tu...), è semplice, molto semplice. Sia per forma che per gusto, neutro e "mollicoso" quasi come di quelli fatti in casa. Non è speciale, noi lo si fa meglio. Forse da di la dell'adriatico si è gente più complicata o, forse, semplicemente più viziata.
Qui stanno fiorendo i mandorli, qui tutto è salvabile perché è ad un attimo prima della possibile distruzione. Se riusciranno a fare le cose per bene ci tireranno fuori proprio un bel posto. Richiederà tempo, vent'anni almeno. Richiederà educazione civica... ahi! in genere quella richiede anche secoli.

Ah e poi c'è una cosa speciale, una cosa incredibile che per come la vedo io è speranza nuda cruda e prepotente. C'é l'Asylun.

Cos'é? L'ho saputo l'altro ieri e mi ha fatto pensare un'intera giornata. Qui tutte le università sono luoghi pubblici chiunque persona può entrare ed uscire liberamente. Fin qui nessuna novità. La novità, per me, è sapere che la zona è interdetta dalla polizia o da forze di vigilanza alcuna. L'autogestione degli spazi e il libero scambio di idee è l'unica cosa che regola che vige questi luoghi che non per questo credo che possano essere definiti anarchici. Qui uno studente qualsiasi potrebbe sedersi sulla sedia del preside nel suo ufficio e sarebbero affari dello studente e del preside più o meno. Gestire al meglio un potere come questo da studenti credo che sia una gran fonte di crescita per tutti. Pensare che tu sei professore e rappresenti  solo ciò che  insegni da un punto di vista della conoscenza e della cultura, e che sei  ripulito da tuo ruolo di potere quasi dispotico che si potrebbe trovare nelle nostre università, non è poi così male. Libero mondo di libero scambio di idee un qualcosa che dovrebbe essere Asylun, inviolabile appunto. Naturalmente ci sono anche i risvolti negativi, i piccoli crimini e le grandi distruzioni di ambienti pagati con i soldi della collettività ma credetemi, qui, non è tanto peggio di altre università italiane. La forte componente politica all'interno delle università garantita per i maggiori schieramenti che deve essere gestita con cura altrimenti lo scontro può rimanere tale senza crescita. Ma si è giovani, ed anche questo, in parte ci sta.


Mio











PS: scusate la qualità delle foto e la pessima impaginazione, ma macchina fotografica e template sono quello che sono... :(

Thursday, 17 December 2009

Quaranta-Venti-Dieci-Otto - Novantotto

Qui si lavora trentacinque ore la settimana, se vuoi fare di più rischi di essere preso per pazzo, ti donano ferie e non so cos'altro ancora. L'importante, qui, è che ti devi levare dalla testa di lavorare troppo. La gente non ne approfitta di questo, hanno capito molto della vita. Complimenti davvero!

Dall'altra parte si lavora e come, se non lo si fa almeno trentotto ore alla settimana sei uno scansa fatiche, uno che rovina la società. Un cattivo esempio insomma.
Mi chiedo perché qui, per quel poco che ho potuto vedere, vada meglio. Probabilmente la c'è troppa gente che non fa ASSOLUTAMENTE nulla. Forse è giunto il tempo per chi lavora davvero di non fare più nulla scioperando, almeno ci sarebbe equità.

Qui i miei vicini d'avventura partono dall'ufficio minimo due ore prima di me, eppure sembrano riuscire a fare MOLTO e MEGLIO il loro lavoro di quanto lo faccia io. A me sembra di non riuscirci per nulla. Fidatevi è la realtà non un'impressione. Ai numeri non si mente alle leggi fisiche pure.

DEVO espandere questa nocciolina che mi trovo come mente, VOGLIO far mia questa lingua il più presto possibile per capire con chi ho a che fare, perché sappiano con chi hanno a che fare. DEVO trovare LA soluzione. Intanto mi aggrappo con i denti a questa meta-esperienza.

Oggi ho visto un giovane ragazzo replicare più e più volte con educazione ed intelligenza, tra paura timore a chi a buon diritto potrebbe essere considerato qualcosa in più di un datore di lavoro. Lo visto replicare con passione a malapena imbrigliata in una bocca che DOVEVA dire. Ho visto una prima fila di uomini di mezza età semi-genuflessi di fronte al quel capo. E poi mi vine in mente l'Onda... e loro che ci hanno gli esami...

A presto,

Mio


Perché le avrei pubblicate tutte, perché tutto seno diverse in foto e parole. Eppure uguali.












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  • Rimmel -Francesco De Gregori
  • Mio Fratello E' Figlio Unico -Rino Gaetano
  • Ingresso Libero -Rino Gaetano
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  • Tales From Topographic Ocean -Yes

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  • Manuale del Guerriero Della Luce -Paulo Coelho
  • Il Castello dei Destini Incrociati -Italo Calvino
  • Il Petalo Cremisi e il Bianco -Michel Faber
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  • On The Road (Sulla Strada) -Jack Keruoac

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