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Wednesday, 26 May 2010

Meta-Lontananza

Strano come tutto sia acuito, come il facile diventi difficile. Come il contrario ne sia una semplice conseguenza. Strana ma forse normale, inevitabile.
Sensi moncati da fisici ostacoli sono accresciuti dal loro essere SENTITI, non PERCEPITI.
Nulla è più profondo del senso del tatto quando si afferra aria che diventa solida.
Nulla penetra di più i polmoni di un profumo dolce ma inodore.
Nulla lascia un così lungo ritorno al gusto, sulle labbra, che un desiderio di bacio.

Lontananza, limite in chi crede che questa possa essere un problema. Meta-Lontananza per chi crede e vuol vivere una nuova ed accresciuta dimensione. Per chi vuol provare, prima, ciò che è tangibile solo dopo averlo vissuto.
Meta-Lontananza è costruire un piccolo angolo di mortale paradiso tra terra e cielo, quando non si può far altro che vivere sospesi, a tratti, in virtuosi mondi virtuali.



Oltre lo Specchio Blue

Artificiali barriere 
aprono metafisici mondi.

Uno stanco Morfeo 
sorridente cede il passo
ad un prepotente Eros.

Infinito davanti.
Profondo. Sospeso. Atteso.
Oltre lo Specchio Blue.

Chrono si espande
con contrazioni senza controllo.
Scuotimenti d'Anima.
Luce si estende.
Mentre le parole diventano mute
in mal celati ansimanti sospiri.

Mio


A TE perché ti ho accanto sempre.Ma questo non serve che te lo dica. Già lo sai.

Monday, 12 April 2010

Il Bacio Della Morte

Sono eccitato, ancora. Come un piccolo bambino alla vigilia di natale, pensieri che fremono per essere scartati. Non so se sono stato buono, eppure voglio vedere quel contenuto. Non ho paura e neppure timore. Solo curiosità.

Sto mutando a tal punto che certe volte mi ritrovo impulsivo, io che sono sempre stato il paradigma della riflessività. Chissà verso cosa sto andando. Muto perché, come altri, il cambiamento è forse una costante. Chi più chi meno ne è toccato. Forse lo si fa per sopravvivere, vivere. Amare. Non morire. Questi miei giorni in Italia sono stati pesanti, troppi per la mia indole e per ciò che devo fare. Piacevoli sì, ma potevano essere migliori, questo sempre per mio demerito.
E poi mi ritrovo a dire che per fortuna, per me almeno, che c'è la distanza anche fisica come barriera di separazione. Strana primavera questa. Per fortuna, per me almeno, che da oggi si riparte ancora per la mia steppa, forse per molto molto tempo ancora. Non so. Almeno questa volta non farò casini, almeno così sembra. Che poi, però, ci riesco sempre, io.

I miei vecchietti si preparano all'ultimo ballo, si vede. L'ho visto. Loro lo sentono, lo vedo da come guardano la mia giovinezza, non con invidia ma con gli occhi consumati e lucidi di chi ha visto troppe cose e, che ora, si lascia conquistare dall'ultimo tramonto, vivendolo così come viene.

Cara nonna sul tuo Telesalvalavita, stupido ritrovato di tecnologia consumistica, non ci sarà come primo numero quello del becchino come ti avevo proposto, non ci saranno neppure le tue misure per lui. Ma questo  lo sai pure tu.
Cara nonna, se la tua foglia ormai stanca si lascerà cadere dall'albero della vita io non ci sarò. Te l'ho detto scherzandoci, dicendoti che è meglio comperare un biglietto e prendere delle ferie per andare a svagarmi in viaggio piuttosto che vedere una morta. Questo lo sai pure tu, ma forse non lo vuoi per te.
Cara nonna, questa volta il bacio te lo sei meritato tutto, stai reagendo mi piaci! Sai, devo dirtelo perché non lo ho mai fatto prima, mi piace il senso del tatto delle tue guance sulle mie labbra. Sai, sono sempre le stesse, le più morbide che esistano.
Cara nonna, te l'ho dato come se fosse l'ultimo bacio, quello della morte. Se ti riesce, se la mente un po' ballerina ti lascerà, custodiscilo. Io, per me, nel mio cuore mi terrò i tuoi occhi che guardano come di bambino  un tramonto che ti ha rapito. 
Ti voglio bene! Ma questo già lo sai.

Roberto

Tuesday, 23 March 2010

Come Potrò?

Le parole laciano arrivederci nell'aria ed i visi l'addio nel cuore. Una luce fioca avvolge due sagome in un ormai indistinte chiara oscurità.
Una musica ti chiama dall'Anima, la pioggia vuole. Il tuo corpo si abbandona e si bagna mentre dipinge il tuo vuoto nel silenzio altrui con quella danza che ti ha rapito.
Una lacrima greve come mercurio ti riga, il tuo volto specchiato ti chiede come potrai Amare ancora.





 Il Cantico Dei Drogati -Fabrizio De André


Ho licenziato Dio
gettato via un amore
per costruirmi il vuoto
nell'anima e nel cuore. 

Le parole che dico
non han più forma né accento
si trasformano i suoni
in un sordo lamento. 

Mentre fra gli altri nudi
io striscio verso un fuoco
che illumina i fantasmi
di questo osceno giuoco.

Come potrò dire a mia madre che ho paura?
Chi mi riparlerà
di domani luminosi
dove i muti canteranno
e taceranno i noiosi.
Quando riascolterò
il vento tra le foglie
sussurrare i silenzi
che la sera raccoglie.
Io che non vedo più
che folletti di vetro
che mi spiano davanti
che mi ridono dietro. 

Come potrò dire a mia madre che ho paura?
Perché non hanno fatto
delle grandi pattumiere
per i giorni già usati
per queste ed altre sere. 

E chi, chi sarà mai
il buttafuori del sole
chi lo spinge ogni giorno
sulla scena alle prime ore.
E soprattutto chi
e perché mi ha messo al mondo
dove vivo la mia morte
con un anticipo tremendo?

Come potrò dire a mia madre che ho paura?
Quando scadrà l'affitto
di questo corpo idiota
allora avrò il mio premio
come una buona nota.
Mi citeran di monito
a chi crede sia bello
giocherellare a palla
con il proprio cervello.
Cercando di lanciarlo
oltre il confine stabilito
che qualcuno ha tracciato
ai bordi dell'infinito.
Come potrò dire a mia madre che ho paura? 

Tu che m'ascolti insegnami
un alfabeto che sia
differente da quello
della mia vigliaccheria

Friday, 12 March 2010

Bouzouki

Non so ballare, questo è certo. Sono un palo rigido ed inamovibile, però... però non vuol dire che non balli, che poi ballare è solo una parola che potrebbe essere sostituita con muoversiadunritmopersonaleseguendolamusica, ma è troppo lunga: meglio ballare.

Succede che la serata passa liscia tra conversazioni strappate ad una lingua che non capisci se non per la mera etimologia che trovi in parole e in linguaggi del corpo. La serata passa tra bicchieri di vino e poi cozza contro una domanda: "Sai ballare?"...ehm "No, if I'm not druk, after I just move my body.", è che se aggiungete a qusto il fatto che te lo chiedono due greche che si sono prese a cuore la missione di farti vivere la vita notturna del posto e della grecia in generale... tu mica dici di no. E non perché sono sono donne, ma perché tutto è nuovo e sarebbe stupido lasciarlo scappare, se poi sono greche e donne, tanto meglio! :)
Quindi:  Bouzouki sia! così si chiama la danza tradizionale del luogo, donne che ballano da sole, non a stretto contatto con uomini e viceversa. Musica tradizionale tipica con strumenti tipici (il bouzouki è il nome di una specie di chitarra), sapori persi di mediterraneo orientale. E poi i fiori lanciati a manate, continuamente, a vassoi verso i cantanti che si alternano in segno di ringraziamento, verso le ragazze, gli uomini. Ieri, o meglio un sei ore fa, è stata notte di garofani.
Poi ti trovi in quel posto, in quella realtà ne vista ne sognata o immaginata prima e ti chiedono come va e tu rispondi che è il paradiso e specifichi che non potrebbe essere altrimenti per un uomo che si trova di fronte ragazze danzanti. E non centra che siano state belle, brutte centra una benemerita fava! centra che è come si fa le cose. Centra che le donne si muovevano come solo le donne sanno fare ballando da sole muovendosi sinuosamente con mani braccia e fianchi e non a stretto contatto con il compagno, centra che gli uomini avevano la loro danza fatta di inchini e genuflessioni fatta di movimenti di mani che sembravano trasporto ed estasi in un cerchio di mani che battevano il tempo.
E poi fiori, ancora e poi vino che corre a bicchieri pari perché il tuo è sempre pieno e poi ti chiedono come va e tu rispondi un altro bicchiere e parlerò greco e poi tenti di ballare ma non ce la fai e poi senza perché come e quando proclami "Now I can dance!" e danzi a modo tuo, scoordinato buffo ma non te ne importa niente, quando è così sei solo linguaggio del corpo, chi vuol leggere legga altrimenti fa lo stesso! Ed anche tu ti ritrovi tra inchini e trasporto tra fiori e musica. E loro ti guardano, ridono. Tu ti vedi, ridi. Sei felice, sei te stesso. Poi la mattina comincia a contare su due mani ed è ora di tornare andare.

Ora il mal di testa è leggero, la voce rauca per voce usata troppo e per fumo inalato (qui fumano nei locali pubblici :( ), poi il mal di gambe ti dice: "Ma quante volte ti sei chinato ed inginocchiato?" tu rispondi che non sai. Ciò che sai è che questa mattina ha dei garofani nel cuore.

Mio


PS: scusate se ci sono errori ma non ce la fo... oggi giornata blandamente pesante :D



Sunday, 28 February 2010

Il Senso, La Fine, Il Tutto

Quando sono stanco, quando tutto quello che sto facendo mi inchioda a pensieri a tinte di grigio di Realtà quantomai possibili, viaggio. Viaggio seduto, camminando non conta. Perché non è la distanza la dimensione del viaggio, non i metri l'unità misura. Pensieri quasi sempre proiettati su questo ultimo anno o poco più, costruito a illusioni, sogni infranti e Realtà presenti. Viaggio tra i quartieri della mia labirintica mente riscoprendo appese alle pareti istantanee che mai dimenticherò, riscoprendo di volta in volta i colori i sapori che per un po' avevo concesso all'oblio. L'oblio dei sentimenti, quelli veri, non credo che esista. Ora capisco che tutto quello che facevo quel tempo era finalizzato, consci oppure no, questo è quello che mi trovo tra le mani ora.

Tutto ha un senso, il Tutto torna. Non credo spetti a noi trovare il senso. Il senso compare al passato, il Tutto è davanti senza dirci dove, senza concederci il quando.
Forse la mia è sola illusione, un trovare una giustificazione a posteriori attraverso una consolazione. Non lo so, o meglio, non lo credo. Quello che capisco ora è che tutto quello che ho fatto è stato per seguire una passione che ora sto vivendo ma non riesco a gestire, strano che tutto possa diventare simile a tortura.
Non mollerò per questo, questo è sopportabile per i miei canoni, mollerò se tutto perderà un senso possibile se troverò una risposta ai miei perché, se tutto perderà un fine che non importa essere noto o no, mica spero in qualcosa, ho smesso di sperare da tempo. So che alla fine, se il senso dell'azione attuale sarà preservato, se non sarà mero puntiglio ma solo movimento passionale qualcosa, alla fine, troverò. Ancora a posteriori, ma questo non ha importanza, almeno non ora.

Ormai sono convinto, per me almeno, l'unico modo per vivere è per le passioni personali. Poi ci si troverà soli o in splendida compagnia, ma non conta perché se si trova noi stessi, il rischio è di non incontrar nessuno.
Le cose migliori nella Vita non sono mai gratuite, ho accettato il prezzo. A me spetta pagare. Comunque.

Buona domenica care lettrici e lettori!

Mio


Sunday, 21 February 2010

Allez la Vie*

Per certe cose basterebbe allungare una mano ed afferrarle. Per altre sto cercando una sedia, una scala o un appiglio. Un qualcosa che mi aiuti. Eppure so che io sono tutte queste cose e che non serve cercare. Sono le mie colpe, i miei meriti.

Condizione non statica questa di adesso, qui ed ora. Sicuramente non abbastanza dinamica per ciò che voglio, che DEVO per me. Ed ancora quel sentimento di piacevole sensazione che ti prende con gentilezza e ti fa correre per i marciapiedi ti fa camminare come un bambino che tenta di seguire il bordo, ti fa saltare sulla cima di un pilastrino... non riuscendoci naturalmente facendo figure di merda perché non è roba da adulti quella, ridendo come se adulto non lo fossi mai stato senza nessuna vergogna. E poi senza un perché un come ti fermi con la musica nelle orecchie, e guardi una piccola allee che nulla possiede per essere ammirata in quel modo. Guardi le macchine a lato, la passante rapida sul fondo che corre alla stazione, la nuvola di vapore del tuo respiro che lesta corre a riempire l'aria lasciando in trasparenza stelle e luna adagiate dolcemente su qualche piccolo pensiero bianco del cielo, e sono splendenti e sono come nuove amiche perché qui il cielo è sempre pensieroso. Dici a te stesso che è magnifico perché conosci anche l'altro tuo lato di lacerazione di pelle scorticata senza chiedere permesso.

Non so cosa mi stia succedendo, non sono mai stato così prima. In parte sento che sto guarendo i miei Mostri stanno diventando amici, la demi baguette è praticamente intera nella mano e la giornata non era delle migliori. Sono fragile e contento, duro e malinconico. Sono completamente nudo, naturale, semplicemente me stesso. La gente non si cura poi tanto di me, ma questo non mi è mai importato realmente e men che meno ora. Un'altra affinità trovata.
Se tiro le somme mi accorgo che sono praticamente solo, qui non ho amici fisici e amori carnali o sentimentali. Qui esisto io che viaggio in metro con il cappuccio calato sulla testa come un bad-boy, io che cammino sotto la pioggia fregandome lasciando con cura l'ombrello nello zaino, io che parto senza sapere quando è il treno del ritorno perché so che in un modo o nell'altro tornerò. E tutto questo mi piace, credetemi. Mi piace un casino.
Forse è Libertà, forse naturalezza. Non so. Sicuramente non è tristezza chissà se potrei definirla, come la chiamava qualcuno, felicezza. Chissà.

Mio

*: che mica so se si può dire, se si può dire l'etichetto...


Questa perché i ricordi aiutano a vivere. Che siano tristi o felici perché poi che importa? Sono monito per un futuro sempre possibile, perché è stato e potrebbe ancora essere. Nel bene e nel Male.


Tuesday, 9 February 2010

Everyday Life

Silenzio nella tua bocca. Ingresso, riconoscimento. Accesso.
Dietro il passaggio obbligato ti si apre un cammino lungo sempre uguale, fuori e dentro. Vento freddo e Acqua ghiacciata i tuoi compagni mattutini che un mai chiaro cielo ti ha inviato.

Parole escono dalla bocca. Tentativo di catare un qualcosa di più di una canzone, il tuo.
Passo sicuro, ti senti stranamente grande. Stranamente come sei. Sai di fare paura a quegli ostacoli altrui invisibili che hai di fronte. "Scansati perché vado dritto!"

Parole che crescono ora è anche il corpo a cantare assieme a te nella completa non curanza di chi potresti incontrare.
Rivoluzione per te, rivoluzione per il tuo futuro. Questo è il tuo pensiero. Presunzione di voler condividere i risultati tra Amici sinceri, poi.
In questo credi, altrimenti non avrebbe senso nulla.

Ed il peso si farà ali,
Il sonno mancato riposo.
Conosco le note finali
Di questo mio canto a ritroso.

Nel movimento di una partitura
Una Vita da operare a cielo aperto,
Nel mezzo della mia desolata e sterminata pianura
un piccolo uomo vuol diventare liberto.


Buona serata o notte a tutte e a tutti.


Mio


PS: forse ho già scritto qualcosa di simile, non so. Se così fosse scusate la ripetizione.


... ma questa non mi stancherò mai di riproporla.Align Center

Thursday, 31 December 2009

Brividi di Freddo

E poi guardi quelle foto, nessuno in particolare solo stantie foto di te stesso prese qua e la, randomico e disordinato puzzle che si propone di salvare uno schermo elettronico. Dicono che funzioni. Guardi e solo tu sai cosa sono e perché sono li. Gli altri possono pensare essere immagini di ricordi ma si sbagliano. No, non sono questo.
Te le ricordi tutte una per una ti ricordi cosa eri ti ricordi quella MORTE PROFONDA, cazzo. CAZZO. Piango.
Tutto ha un senso ma talvolta gli si attribuisce troppo valore. Questo è il problema.

E poi ti chiedi come mai di quei Perché che non sai, lanci Come che sono pietre che scivolano su un lago ghiacciato e scivolano via senza lasciare traccia. Dei Quando non ti curi più perché loro han deciso di nascondersi e se lo fanno sono introvabili, passeranno anche loro.
Tutto ha un senso, il presente e il passato. Talvolta si sbaglia con il secondo e si devasta il primo. Talvolta si sbaglia il secondo e si tenta di raddrizzare il primo. Credo di aver sbagliato, mi è andata bene.
Gela il sangue nelle vene capire tutto questo, capire che il giusto è un illusione.
Scusami Roberto, se mi chiamo fuori dal gioco ma non sono pronto per illudermi io e le cose non si va più d'accordo a meno che non si sia disposti a vivere di menzogne.

Gela il sangue quella domanda posta a te stesso e quella tua risposta senza appello e giustificazione.

Buon fine a tutti voi!

Mio


PS: sì cara, avevi ragione: brividi di freddo che mi hanno gelato il sangue. Troppo.





Io e le cose -di Gaber e Luporini

Ad essere sincero io non so
se esistono le cose
non so se vanno male o bene
se tutto è un'illusione
ad essere sincero io non so nemmeno
se anche le persone
coi loro sentimenti e la ragione
esistono davvero.

Io non so niente
ma mi sembra che ogni cosa
nell’aria e nella luce
debba essere felice
io non so niente
ma mi sembra che due corpi
nel buio di una stanza
debba essere esistenza.

E gli alberi le spiagge i cani e i gatti
e strani oggetti che cito alla rinfusa
il tavolo la stanza una camicia appesa
le carte coi tarocchi e poi gli eterni scacchi
un piccolo divano
e una foto di mio padre quand'era bambino
e poi lo specchio rosso
su cui splende un'illusoria aurora
chissà se è mai esistito
chissà se esiste
ora.

Io non so niente
ma mi sembra che ogni cosa
nell’aria e nella luce
debba essere felice
io non so niente
ma mi sembra che due corpi
nel buio di una stanza
debba essere esistenza.



Monday, 9 November 2009

Principio Di Indeterminazione Di Uno Spirito Solitario

Noi si è particelle cariche, singole entità. Tutte elementari, insomma più o meno come dice Houellebecq. Noi ci si scontra, ci si incontra. Ci si lascia.

Noi ci si muove, talvolta non ce ne accorgiamo ma più ci penso, più l'evidenza mi si presenta di fronte chiara e lucida. Inevitabile all'occhio.
Noi si ruota su noi stessi, si occupa una posizione unica spettante solo a noi, non condivisibile. Il principio di esclusione di Pauli funziona anche per noi. Anche di questo sono convinto.
Penso che bisogna arrendersi al fatto che noi non si è unici ma che piuttosto si appartiene a categorie definite a stati emotivi comuni condivisi poco, in parte o totalmente. Il grado di condivisione, di legame instaurato, dipende da ciò che si mette a disposizione. Da quanto si è disposti a farsi penetrare nel profondo.
Nella fisica quantistica esiste un principio molto importante enunciato da Heisenberg:
Non è possibile conoscere simultaneamente la quantità di moto e la posizione di una particella con certezza .
Credo che funzioni anche per le persone, per noi, nella nostra realtà.
Si può conoscere la nostra posizione, il nostro NOI ORA in un DETERMINATO momento quindi. Altrimenti si può conoscere la nostra quantità di moto ossia come e dove ci si muove perdendo però la dimensione del nostro spazio, di ciò che ci circonda istantaneamente.

Tutto questo per dire che nella Vita forse sono queste le due strade possibili. Sapere dove si è ora e dove si vorrebbe arrivare dopo non conoscendo il come arrivare. La quantità di moto. Oppure sapere e capire il nostro movimento ignorando dove esso ci porterà.
Tra le due non saprei cosa scegliere, entrambe non garantiscono nulla. I tempi di ritorno non sono noti, mai.
Tra le due credo di vivere la seconda mi sono mosso e la quantità di moto mi sta sospingendo lontano, fuori. Sicuramente non alla mia meta.

Di una cosa ormai sono certo in quanto particella unica, appartenente ad un mondo fatto di particelle uniche, ed è che senza la condivisione i legami sinceri non esisteranno mai. Il problema, per me, è quello di non conoscere il mio numero quantico, la mia configurazione quantica. Non so se sono e sarò in grado di dare ciò che ricevo, se potrò dare e ricevere. Forse sono banalmente snob come i gas nobili. Completo ma solo, un'esistenza stupidamente elementare. Inerte alla Vita.


Mio



Grazie Faber, eppure non mi consoli in questa mia condizione di elementare inerte solitudine.




Thursday, 22 October 2009

Sulla Mia Pelle

Vorrei solamente una lucida incoscienza. Lo so, non è poco ma è quello che sicuramente mi manca.
Credo che ogni carattere spinga necessariamente una persona verso le scelte che trova naturali. Questo di per se non è un problema, il problema sopraggiunge dopo, nelle conseguenze. Quando ci si trova nel mezzo, nel mare in burrasca.

Negli ultimi anni sto cercando di capirmi e credo che in minima parte ci sono pure riuscito. Ho capito che ora, in questa mia Vita, sono pronto ad attuare scelte drastiche e prive di zone d'ombra. Sono disposto a fare terra bruciata attorno a me, non cercando legami, mantenendo meglio che posso quelli che riescono a sopportare questo mio stato estremo. Lo faccio per alimentare un Sogno che FORSE è a divenire, per qualcosa che c'è oltre e non centra niente. Per me.
Ho capito che forse da sempre, nella mia Vita, inseguo un andare oltre che molto spesso, non riesco ad attuare a mettere in pratica. Non so se è una reale mancanza di coraggio o più una razionale paura delle conseguenze. Forse sono entrambe le cose. Non ho la necessaria incoscienza per lanciarmi nel vuoto con gli occhi chiusi, non l'ho mai avuta. Probabilmente.
Ultimamente ho capito ho capito le mie più profonde paure, ho capito che la più grande di tutte sono io. Io che non mi accorgo dei miei sentimenti, che non ho la necessaria sensibilità per capirli prima che svaniscano. Io che non so volermi bene.
Nonostante questo non credo che ritornerò più la persona di prima, ora con la mia fragilità e instabilità che si riflette in stati dell'Anima contrastanti mi sento molto più a mio agio. Sarà che alla fine, un po', mi piace pure soffrire. Non lo so.
Il mio credo ora, per me si intende, non è altro che mostrarmi naturale senza pretese di rincorrere cose che non siano sentimenti ed emozioni. Positive o negative che siano.
Il mio desiderio, il mio Sogno oltre è di riuscire a scoprire ciò che ho dentro. E' di ritrovare il gusto di vivere la Vita con gioia e serenità. Il mio desiderio è di tornare a RIDERE ogni giorno. Nonostante la Felicità nonostante la Malinconia.

Sulla mia pelle l'acqua penetrerà. Il sole la trapasserà.
Così voglio vivere.
Spero di riuscirci.

Le foglie non sono proprio come le avrei volute ma non è questo che conta. Forse ogni Sogno nasce imperfetta.


A presto,

Mio


Se la mia Anima sapesse cantare credo che lo farebbe così. Peccato che non ne sia capace.

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