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Wednesday, 21 November 2007

Sogno di Stelle, Polvere d'Amore

L'inizio - Parte Prima

In un villaggio piccolo piccolo perso nello spazio e nel tempo in ricordi troppo distanti e troppo antichi, giaceva sulla cima di una collina come posato da chissà quale gigantesca mano fatata due grandi e maestose rocce, tutti i paesani le chiamavano i Grandi Innamorati vista la forma che nelle sere dell'anno si stagliava contro il cielo rossastro mostrando a tutta la valle il profilo di una coppia di innamorati, lei con i capelli al vento mossi dallo slancio dell'abbraccio, lui con le sue braccia strette attorno ai suoi fianchi. Sembravano danzare ogni sera nei rossore dei tramonti.
Tutte le coppie dei paesi vicini andavano a giurarsi amore eterno ai piedi dei Grandi Innamorati ed essi assistevano dall'alto come muti testimoni alla magia dell'Amore che stava sotto i loro occhi benedicendo le promesse che le giovani coppie solennemente prendevano qualora il loro cuore fosse stato puro.
Nessuno però sapeva la vera storia dei Grandi Innamorati, di quelle strane rocce antropomorfe perchè le parole tramandate si erano ormai perse nel soffio inesorabile del vento del tempo che tutto confonde, che tutto muta, che tutto fa scordare. Ora io conosco tale storia il perché ed il come ora non importano, importa solo la sua magia, la sua verità ed il fatto che tutto veramente è accaduto! Ed ora ve la racconterò.
Era sera piacevole di primavera di festa e balli nel dolce paese di contadini ai piedi della collina, l'estate ormai bussava alle parte della natura i frutti crescevano lentamente, certi assumevano il colore dell'età adulta altri sembravano voler restare eternamente bambini ed acerbi. Le giovani coppie si lanciavano sguardi di timida e vicendevole complicità cercando di sfuggire al controllo vigile degli adulti più inflessibili. Il vino e la musica, i profumi della natura le stelle curiose che dall'alto osservavano avrebbero poi distratto anche loro...
La serata continuava più piacevole che mai, la festa scorreva in un fiume di conviviale vitalità e spensieratezza, gli sguardi di prima ora si incrociavano sul palco in roteanti e fluenti balli, dove i giovani uomini tentavano di comportarsi come cavalieri d'altri tempi mentre le giovani donne mostravano di non aver svanito nel tempo la loro innata aurea di alteri angeli piovuti da chissà quale magnifico cielo alieno. Tra le coppie una brillava su tutte, i due giovani che si erano appena incontrati in quella festa ma nonostante ciò erano l'essenza dell'armonia, assieme l'uno risaltava la bellezza dell'altra e viceversa. Quella sera tutti restavano ammaliati dalla luce vivida che sprigionavano, luce di gioventù, luce di spensieratezza che brilla senza perché, che arde di solo Amore. In una pausa nei continui balli della serata i due giovani decisero di appartarsi nel bosco all'ombra di una grande quercia, dall'alto una pallida luna illuminava i loro volti donando alla giovane fanciulla viso d'angelo. Brune introvabile perle gli occhi, raggi di stelle d'orati di eteree galassie i profumati capelli sulle sue spalle, di seta come nel lontano oriente non è mai esistita e mai esisterà la pelle il sorriso dolce, luminoso e splendente di lei illuminava il cuore del giovane la sua risata era rumorosa e vitale come un bosco d'uccelli innamorati a primavera. Il giovane volava sulle ali dell'Amore credendo di avere i piedi per terra... quanto si sbagliava, molto poco aveva capito della magia di quella notte! Lei sotto la stessa luna guardava forse con gli stessi occhi quel giovane spettinato, strano con grandi occhi silvestri incastonati come smeraldi su di un viso che segnava i primi tratti di un giovane uomo.
Amabilmente cominciarono a parlare a conoscersi sempre più a poco a poco la serata scorreva verso l'età matura, la luna cominciava ad abbassarsi e le loro ombre si incrociavano abbracciandosi e baciandosi dietro le loro spalle sulla vecchia quercia; ad un certo punto la magia scese dai rami della quercia come le foglie d'autunno si posò leggermente sui due giovani, le loro labbra si avvicinarono in un bacio di miele soffice come la carezza della brezza estiva gentile come il profumo della primavera di passione vellutata come i giovani petali di una rosa; di maggio fiorito si pitturarono le loro anime il tempo non misurava più quell'istante per loro, l'una era la misura dell'altro la leggerezza era nel loro cuore il resto non contava, l'Amore era nato ma nessuno dei due lo sapeva.
I due giovani continuarono a frequentarsi di nascosto per tutta l'estate ma quando il bosco cominciò a vergognarsi ed incalvirsi presero la decisione di dichiarare il proprio Amore alle loro famiglie. Purtroppo per loro le due famiglie erano da lunghi anni in profondi dissapori e, non appena i giovani le convocarono per rendere noto il loro Amore, scoppiò tra i rispettivi genitori una profonda lite; la giovane coppia fu separata e ad entrambi fu vietato di frequentarsi.


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