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Tuesday, 27 November 2007

Sogno di Stelle, Polvere d'Amore

Il segreto svelato - Parte seconda

I loro genitori si erano dimenticati di fare i conti con l'inesorabile forza dell'Amore che legava i due giovani. Infatti non passò più di una notte di solitudine che entrambi fuggirono con le ombre della notte a coprirgli la strada con la voce del cuore si chiamarono e si trovarono sotto la stessa quercia che l'estate aveva fatto da testimone al loro Amore. Tra baci ed abbracci si ricongiunsero con gli occhi pieni di lacrime si sentivano il Tutto condividevano una pienezza incredibile, l'Amore era più forte che mai. Quando le lacrime lasciarono il posto ai flebili singhiozzii cominciarono a parlare di come risolvere il loro problema con le rispettive famiglie, erano disperati perché non trovavano una soluzione lo sconforto si impadronì di loro e la tristezza era entrata pian piano nei loro cuori. Vedendo tutto questo dall'alto l'antica quercia si commosse e per la prima volta in vita sua parlò. I due giovani furono in principio spaventati da quella profonda voce che veniva dal bosco, non ne capivano la provenienza istintivamente si strinsero l'uno all'altra appoggiandosi all'albero. "Non abbiate paura, sono io..." di nuovo quella voce suadente e profonda, "Io la vecchia quercia". I due giovani sobbalzarono allontanandosi di scatto dal rugoso tronco con la paura negli occhi. Allora l'albero parlò ancora: "Non abbiate paura non vi farò del male, ma non potevo tacere oltre. Questa è la prima volta che parlo in tutta la mia millenaria vita, parlo perché non posso rimanere muta di fronte ad un'Amore distrutto dall'egoismo, quell'Amore che io ho tenuto a battezzo!". Nei due giovani lo stupore e lo spavento lasciarono spazio alla curiosità e all'ascolto di quella saggia voce. "Cari giovani io vi ho visti al vostro primo bacio e ho visto il vostro Amore nascere e crescere, ora saprei come rendere indistruttibile il vostro legame, saprei come dargli la forza che nessuna interferenza esterna riuscirà mai spezzare, purtroppo io so...", "Perché purtroppo?" l'interruppero i giovani all'unisono; "Purtroppo perché quello che dovereste pagare per avere ciò che vi prometto è alto forse troppo alto per chiunque ma è l'unico prezzo per godere del privilegio del vostro Amore". I due giovani spaventati si rivolsero a quel tronco inanimato dicendo: "Ti prego svelaci il segreto per annullare le nostre pene, per poter godere del nostro Amore pienamente!", la quercia commossa dall'Amore che vedeva nel cuore dei due giovani disse:"Ve lo dirò ma sappiate che quello a cui dovrete rinunciare sarà qualcosa di più della vita, qualcosa che solo chi ama veramente è capace di accettare senza alcun peso, qualcosa che per chi non Ama veramente, può essere solo che una tortura indicibile e senza fine!" i due giovani insistettero: "Non temere saggia quercia il nostro Amore è unico ed indissolubile come la luna e le stelle nella notte, come il sole splendente nel cielo più blu!". "Ebbene vi svelerò il segreto, ma badate bene se non vi Amate veramente sarà per voi la più grande tortura di tutta la vostra vita! Tortura che potrà finire solo con la fine del vostro Amore, finirà con l'addio alla vita di uno di voi!". La coppia a queste parole un po' spaventata incedette, la paura offuscava la loro decisione. Si guardarono negli occhi intensamente tentando di scrutare il profondo del loro cuore l'intimo delle loro anime. Per lunghi momenti le parole entravano nei loro cuori senza che nessuna lettera vibrasse nell'aria, infine con una lunga argentea lacrima che rigava le loro facce si voltarono verso il maestoso albero dicendo: "Svelaci saggia quercia il segreto che per tanto tempo hai custudito svelaci il segreto dell'Amore che può essere eterno!" ad un tratto il vento si spense le foglie che giacevano su terreno non si muovevano più gli uccelli notturni divennero muti e dall'alto la luna si nascose dietro timide nubi la quercia parlò svelando quelle magiche parole che qui non possono essere ripetute e, subito dopo tutto ricominciò a vivere a muoversi a tornare al prima, la quercia ora era di nuovo muta. I giovani avevano finito le domande.
Il bosco cominciò ad animarsi in uno scompigliato trambusto, uomini con lanterne gridavano nomi che percuotevano l'aria come il vento autunnale sibila tra i rami. Le famiglie dei giovani erano alla ricerca della coppia. Sentendo quelle voci gli innamorati cominciarono a correre veloci veloci nella direzione opposta, scappare dal loro peggiore incubo per varcare la porta della loro libertà. Il bosco si diradava sempre più i rami degli alberi scioglievano il loro freddo intreccio come le vecchie secche dita d'un anziano quando salutano qualcuno in lontananza. Si trovarono improvvisamente sulla collina che sovrastava il paese, l'erba coperta della bruma autunnale scricchiolava lievemente al loro passaggio la luna illuminava il tutto, cristalli eterei sotto i loro piedi segnavano la strada, diamanti sulle loro teste vegliavano la loro fuga, bianco vapore sulle loro labbra segnale della folle corsa. All'improvviso un rumore una voce profonda di un'uomo adulto interruppe il loro passo, il fiato corto della giovane coppia svanì con l'illusione della libertà. Erano stati scoperti, scovati e bloccati; il padre del giovane bloccava la strada di fronte a loro, con uno sguardo severo e penetrante con la sua mole imponente tutto attorno sembrava piccolo piccolo. Si strinsero forte le mani, non volevano rinunciare alla loro libertà, alla loro vita, al loro Amore. Si girarono di scatto come solo una lepre messa alle strette potrebbe fare, tentarono ancora la strada del bosco, l'abbraccio freddo di quelle dita secche secche. Erano arrivati quasi alle prime basse fronde quando un'altera scura figura uscì come un fantasma dalle secche frasche, occhi di felino a caccia che sa di aver la tra gli artigli li li puntarono, era il padre di lei si moveva lentamente con la tranquillità di chi sa che il tempo non conta quando il risultato è assicurato! Due muri invalicabili cingevano i giovani in una morsa un letto di cristalli tra di essi un'infinità di diamanti nel cielo, la fine di un sogno la fine di quell'utopia reale stretta in quelle giovani e fredde mani. Ora erano la nel centro di quella collina, dall'alto di quel luccicante trono dominavano la valle, commossi si abbracciarono la stretta che gli univa era quella dell'Amore, credevano che niente e nessuno potesse scioglierla chiudendo gli occhi si baciarono, ancora il loro Amore era la misura del tempo, tempo dove un attimo un momento trascorre come mille stagioni, stagioni di maggio stagioni di fiori di profumi di vita! Mani possenti strinsero quell'abbraccio d'Amore, le loro braccia persero improvvisamente le forze l'impeto della violenza li aveva sorpresi come una tempesta estiva nel mare più calmo ed azzurro, turbini inesorabili lottavano per spezzare le catene che ancoravano i due giovani, presto le maglie caddero a terra d'argento freddo e cristallino brillavano alla luna erano le lacrime dei loro occhi che sempre più distanti brillavano.


Mio

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