Quanto è passato? Neppure mezza settimana e tutto è gia finito, forse nulla è mai cominciato. Quanto è durato? Un giorno forse meno.
Ora eccomi qua ho voglia di bestemmiare non contro dio o chi per lui, ma contro me stesso contro il vuoto spinto che ho dentro. Sono giunto oltre il traguardo, ho fatto molto molto di più eppure VUOTO. Non felicità, non serentità. Solo rabbia perché la vocina che ho dentro mi tortura senza parole questa volta. Forse è proprio l'assenza di parole che mi tortura. Non so trovare risposte, mi mancano domande, mi sento svuotato dalla Vita, non mi sento libero ma soprattutto capito!
Questa che vivo non è la mia dimensione, dimensione la mia che forse non esiste, dimensione nella quale non mi sentirei perso come ora. Qui dove sono vedo l'Essenziale sfuggirmi dalle mani che, troppo lente e con dita ormai artritiche nulla riescono ad afferrare. Mi dicono divertititi, ma come si fa? Lo so, la mia domanda è sbagliata e può sembrare stupida ma l'unico modo con il quale riesco ad interrogarmi.
Mi guardo attorno e vedo gente che ha molto, lo leggo nel barlume dei loro occhi, lo vedo brillare sui loro sorrisi. Ora, come forse da sempre, i miei occhi sono lo specchio della mia maliconia, il mio sorriso della mia tristezza. Vorrei la Pace un attimo di oblio, mi basterebbe un istante solamente nel quale, vedendomi allo specchio, io possa scorgere un palpito di felicità nei miei occhi un cenno di Vita sul sorriso delle mie labbra. Mi basterebbe questa speranza per sapere che posso cambiare verso il traguardo che voglio raggiungere, verso quel passo tanto agoniato che io sembra non poter raggiungere mai.
Quello che cerco è un moderato casino normale, quello che so è che non sto bene, o forse meglio, sto normalmente male. Sono perso nella ricerca di chimere che io vedo reali, illusioni che credo sogni raggiungibili. Ora ho quello che facilmente verrebbe classificato come tutto ma io mi sento posessore del Niente.
Quanta tristezza, quanto tedio, quanta rabbia mi implode dentro. Vorrei urlare, vorrei bestemmiare, vorrei imprecare ma so che non servirebbe a molto.
Scusate il piccolo sfogo ma qui ho urlato parole mute che il mio spirito oggi non riusciva a trattenere.
Perché non riesco a fuggire da me stesso? ...Forse questa è una domanda retorica.
Ora eccomi qua ho voglia di bestemmiare non contro dio o chi per lui, ma contro me stesso contro il vuoto spinto che ho dentro. Sono giunto oltre il traguardo, ho fatto molto molto di più eppure VUOTO. Non felicità, non serentità. Solo rabbia perché la vocina che ho dentro mi tortura senza parole questa volta. Forse è proprio l'assenza di parole che mi tortura. Non so trovare risposte, mi mancano domande, mi sento svuotato dalla Vita, non mi sento libero ma soprattutto capito!
Questa che vivo non è la mia dimensione, dimensione la mia che forse non esiste, dimensione nella quale non mi sentirei perso come ora. Qui dove sono vedo l'Essenziale sfuggirmi dalle mani che, troppo lente e con dita ormai artritiche nulla riescono ad afferrare. Mi dicono divertititi, ma come si fa? Lo so, la mia domanda è sbagliata e può sembrare stupida ma l'unico modo con il quale riesco ad interrogarmi.
Mi guardo attorno e vedo gente che ha molto, lo leggo nel barlume dei loro occhi, lo vedo brillare sui loro sorrisi. Ora, come forse da sempre, i miei occhi sono lo specchio della mia maliconia, il mio sorriso della mia tristezza. Vorrei la Pace un attimo di oblio, mi basterebbe un istante solamente nel quale, vedendomi allo specchio, io possa scorgere un palpito di felicità nei miei occhi un cenno di Vita sul sorriso delle mie labbra. Mi basterebbe questa speranza per sapere che posso cambiare verso il traguardo che voglio raggiungere, verso quel passo tanto agoniato che io sembra non poter raggiungere mai.
Quello che cerco è un moderato casino normale, quello che so è che non sto bene, o forse meglio, sto normalmente male. Sono perso nella ricerca di chimere che io vedo reali, illusioni che credo sogni raggiungibili. Ora ho quello che facilmente verrebbe classificato come tutto ma io mi sento posessore del Niente.
Quanta tristezza, quanto tedio, quanta rabbia mi implode dentro. Vorrei urlare, vorrei bestemmiare, vorrei imprecare ma so che non servirebbe a molto.
Scusate il piccolo sfogo ma qui ho urlato parole mute che il mio spirito oggi non riusciva a trattenere.
Perché non riesco a fuggire da me stesso? ...Forse questa è una domanda retorica.
Mio




4 comments:
Riconosco questo tuo stato d'animo, perchè è stato anche il mio, così tante di quelle volte che non credevo sarei mai riuscita a riprendermi...
...la fine di un periodo della vita che per tanto tempo ha occupato le nostre giornate, la nostra mente e il nostro corpo...
...un obiettivo ormai raggiunto che, calata l'adrenalina, lascia spazio al nulla...
Non pensare. Non giudicarti. Non affrettare i tuoi passi.
Solo, respira.
Lentamente.
Profondamente.
E fa pace con te stesso.
Hai dato il meglio. Ora, riposa.
Hai tutto il tempo del mondo per diventare la persona che vorresti essere.
Un abbraccio, anima sorella.
Cara Museum, credo che tutti i tuoi "Non" non riuscirò mai a seguirli.
Sai, ormai ne sono quasi totalmente convinto, credo che i rarissimi sprazzi di felicità che ho vissuto e certe volte quando ne avevo l'opportunità non ho vissuto, siano solo delle timide parentesi in quello che io sono realmente e con il quale devo forzatamente convivere.
Spero di sbagliarmi e di grosso, ma di illudermi mica me la sento.
Grazie dell'abbraccio!
Roberto
... chiamasi vuoto post-universitario mio caro Rob. Non è nulla di strano, tutti lo vivono, tu che sei un po' più sensibile e sempre alla ricerca lo vivi più intensamente.
Io non mi sono ancora laureata, indovina un po' perchè? Te lo dico io, l'ho capito da poco: perchè non ho ancora il coraggio di affrontare la vita da adulta nonostante i miei (quasi) 32 anni.
Non dubitare della tua possibilità di essere felice, le timide parentesi di cui parli dovranno allargarsi sempre di più... dovrai impegnarti perchè sia così, perchè non c'è missione più grande che cercare di essere felici e pieni.
Un abbraccio fiducioso. ;-)
Cara Daniela, vorrei darti ragione ma mentirei. Il "vuoto-spinto" del quale parlo non è parentete neppure lontano del vuoto post-universitario di quello, pur in parte sentendolo, non mi preoccupo il naturale seguito di quello che ho raggiunto in questi anni è li fuori che mi attende lo so perché lo è stato per altri e lo sarà anche per me.
Il mio "vuoto-spinto" invece è quella cosa che si ho dentro, un compagno che eciterei perché con lui mica si può parlare, l'onda sonora non si propaga. Lui c'è da tempo per me immemorabile, io me lo sono creato non so quando e non so come ed ora tento, forse inutilmente, di ricacciarlo da dove è venuto è che purtroppo mica so da che parte viene!
Forse mi servirebbe solo qualcosa per bucare questo mio involucro contente il vuoto che non voglio più. Un piccolo foro che risucchi tutto il bello la Vita che ci sta attorno.
Grazie dell'abbraccio fiducioso che mi da fiducia ;)
A presto,
Roberto
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