Credo che ognuno abbia un periodo più caro degli altri all'interno dell'anno, il mio è composto da quei giorni che vanno dal venti maggio al ventuno giugno, nudi e crudi, ne più ne meno. Lo so è strano ma li sento miei ed io mi sento loro. Per me sono giorni diversi, quasi magici ai quali, non so perché, sono legati eventi estremi. Eventi in bianco e nero stampati nei ricordi con il livello massimo di saturazione.
Percepisco questo mese come dicotomico, bivalente senza sfumature come il segno zodiacale che lo aratterizza che, pur non credendo affatto all'astrologia, sento rappresentarmi. In certe situazioni nessun compromesso è il mio assioma.
Mese fatto di giorni strani di notti che possono trasformarsi in fredde realtà così come in sudati dormiveglia senza preavviso alcuno. Notti infinite ed indimenticabili segnate da musiche che ti entrano nel tessuto vivente dell'Anima e da li non se ne vanno più, da li escono striscianti. Erpetiche canzoni!
Mese fatto di giorni mai uguali di temporali che, come truppe d'assalto, squarciano le notti con folgori e suonano la carica con rombi di tuono che ti fanno pensare che anche il cielo in realtà sia solido e allora con il naso all'insù cerchi quella frattura invisibile che sei convinto esista, perché l'hai sentita. Giorni fatti di albe sonore con cacofoniche melodie di uccelli che fanno a gara nel contendersi disperatamente un nido, per dare seguito alla loro progenia.
Mese fatto di giorni sospesi tra l'instabile, ormonale, umorale, estatica e lunatica primavera, violenta, sessuata, variopinta e profumata signorina; e la stabile, feconda, cosciente estate signora che si avvia a diventare algida matrona fiera di ciò che è senza se e senza ma, prima di conoscere il suo declino.
Questa mattina l'andirivieni della pioggia mi ha tenuto compagnia con scrosci violenti alternati al silenzio musicato degli uccelli ancora innamorati... già, mese sospeso questo, ultimo slancio lungo la salita nel suo crescere continuo fino al limite estremo, fino alla fermata del sole all'orizzonte. Poi resta solo una monotona discesa.
Mio
Percepisco questo mese come dicotomico, bivalente senza sfumature come il segno zodiacale che lo aratterizza che, pur non credendo affatto all'astrologia, sento rappresentarmi. In certe situazioni nessun compromesso è il mio assioma.
Mese fatto di giorni strani di notti che possono trasformarsi in fredde realtà così come in sudati dormiveglia senza preavviso alcuno. Notti infinite ed indimenticabili segnate da musiche che ti entrano nel tessuto vivente dell'Anima e da li non se ne vanno più, da li escono striscianti. Erpetiche canzoni!
Mese fatto di giorni mai uguali di temporali che, come truppe d'assalto, squarciano le notti con folgori e suonano la carica con rombi di tuono che ti fanno pensare che anche il cielo in realtà sia solido e allora con il naso all'insù cerchi quella frattura invisibile che sei convinto esista, perché l'hai sentita. Giorni fatti di albe sonore con cacofoniche melodie di uccelli che fanno a gara nel contendersi disperatamente un nido, per dare seguito alla loro progenia.
Mese fatto di giorni sospesi tra l'instabile, ormonale, umorale, estatica e lunatica primavera, violenta, sessuata, variopinta e profumata signorina; e la stabile, feconda, cosciente estate signora che si avvia a diventare algida matrona fiera di ciò che è senza se e senza ma, prima di conoscere il suo declino.
Questa mattina l'andirivieni della pioggia mi ha tenuto compagnia con scrosci violenti alternati al silenzio musicato degli uccelli ancora innamorati... già, mese sospeso questo, ultimo slancio lungo la salita nel suo crescere continuo fino al limite estremo, fino alla fermata del sole all'orizzonte. Poi resta solo una monotona discesa.
Mio




4 comments:
In questi giorni di venti violenti sono morti i pulcini di passerotto che stavano in un nido dentro la mia torretta, nel quadro elettrico.
Restano solo mosche...
Bak
Ma anche loro volano anche se non allo stesso modo...
Buon lavoro e weekend Bak!
Roberto
PS: Pensandoti sulla torretta, non so perché, mi viene in mente Jimi Hendrix nella sua versione di "All Along Watchtower": "... all along watchtower princes kept the view with servants came and went, barefood servants too...".
Ma che meraviglia En El Muelle De San Blas! Conoscevo il brano, ma non il titolo...
Bè, goditi il tuo mese, mi raccomando! Lunatico, sì, ma intenso! Non c'è dubbio.
Baba O' Riley è per me un inno...
Ti auguro un'ottima giornata, Mio!
A presto!
Parola di verifica: excized
Ma pensa te, questa mattina non me lo ha postato...
Il titolo "En El Muelle De San Blas" non lo conoscevo neanche io ma avevo quel ritornello tatuato sull'anima assieme ai ricordi dolci che mi fa nascere. Con "Baba O' Riley" ho anche meravigliosi ricordi solo che hanno il sapore amaro del nulla pieno di vuoto; ma non per questo è triste, anzi, è una riga tracciata in me che ha segnato un mio nuovo inizio che, purtroppo, sembra non terminare mai.
Grazie dell' augurio per la giornata, lo è stata. Speriamo nel mese... ;)
Buona serata e settimana Yuki!
Roberto
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