Certe musiche vengono a cercarti, ti prendono in ostaggio e poi, con silente ed inesorabile facilità, ti si attaccano alla realtà che stai vivendo e li resteranno per sempre come colonna sonora di ricordi che torneranno sempre alla ribalta quando saranno chiamati dalla voce di quelle note. Musiche che si ameranno per sempre, musiche come di carceriere di ricordi. Musiche da sindrome di Stoccolma.
A me è venuto a cercarmi Rino Gaetano attraverso i pensieri di Museum (dateci un occhio, li da Lei, non ve ne pentirete!!!), ha bussato da me con il suo primo album: "Ingresso Libero", la realtà allora era la frenesia estatica di un Sogno ora praticamente svanito, vacuo, andato come lo la nebbia quando il sole carica all'orizzonte. Solo il ricordo di quelle sensazioni è quello che resta ora.
Un ragazzo (sì perché purtroppo o per fortuna è quello che mi sento) che pedala a tutta forza con alle calcagna impertinenti ciclisti che gli "succhiano la ruota" senza ritegno, senza chiedere il permesso, lo scatto del comando meccanico secco e metallico annuncia il rapporto che cala. La velocità aumenta il respiro ed il cuore la seguono, la tua voce si propaga tra urlo e preghiera in uno sfogo implorante: "A Kathmandu non c'eri più ma ho visto i tuoi occhi sull'asfalto blu...", un pazzo avranno pensato quelli dietro di te, può essere.
E poi c'è il ritorno la parte seria di tutte le cose. Quella difficile, per fortuna alla fine mi tengo quasi sempre la discesa, dopo un ultimo strappetto che l'allenamento a reso ormai meno ripido, quasi dolce. Ci sei tu che lasci il manubrio per raddrizzare la schiena prenderti tutta l'aria che vuoi, superando auto di turisti e lavoratori ferme in coda da un lato e auto che passano sull'altro, la musica che corre ancora nel corpo che è cassa di risonanza, l'orecchio teso che aspetta il ritornello "Tremila città tremila villaggi la sagoma bianca striata dei faggi..." conti le battute e poi esplodi con ancor meno discrezione librando nell'aria, pur non sentendolo, un quanto mai stonatissimo "Rimane una vecchia che salta con l'asta!" e con le mani libere mimi il per te improbabile assolo di chitarra che chiude la strofa. Un pazzo avranno sicuramente pensato, beh non posso contraddirvi.
Ci sarebbe da dir che questo album è stato una clessidra nelle sere dopo lavoro, nelle quali tenti di costruire una corazza che da tempo sai essere troppo debole per sostenere le tue leggerezze. Sai che senza forse sarebbe pure peggio.
Se posso consigliarvi, ascoltatelo davvero! Io proseguirò con il successore che già ho cominciato ad assaporare, è delizioso!
Ringrazio Yuki (che poi è anche Museum, ma anche AKA e Prisma e DJ :D ) per avermi Gaetanizzato non attraverso un consiglio esplicito ma con i suoi pensieri e le sue emozioni dipinti in quadri di luminose parole. Per avermi dato una colonna sonora che supportasse i miei pensieri allora, e sicuramente anche dopo, un qualcosa che da troppo tempo mi mancava. GRAZIE!!!
Buon ascolto, a presto.
Mio
A me è venuto a cercarmi Rino Gaetano attraverso i pensieri di Museum (dateci un occhio, li da Lei, non ve ne pentirete!!!), ha bussato da me con il suo primo album: "Ingresso Libero", la realtà allora era la frenesia estatica di un Sogno ora praticamente svanito, vacuo, andato come lo la nebbia quando il sole carica all'orizzonte. Solo il ricordo di quelle sensazioni è quello che resta ora.
Un ragazzo (sì perché purtroppo o per fortuna è quello che mi sento) che pedala a tutta forza con alle calcagna impertinenti ciclisti che gli "succhiano la ruota" senza ritegno, senza chiedere il permesso, lo scatto del comando meccanico secco e metallico annuncia il rapporto che cala. La velocità aumenta il respiro ed il cuore la seguono, la tua voce si propaga tra urlo e preghiera in uno sfogo implorante: "A Kathmandu non c'eri più ma ho visto i tuoi occhi sull'asfalto blu...", un pazzo avranno pensato quelli dietro di te, può essere.
E poi c'è il ritorno la parte seria di tutte le cose. Quella difficile, per fortuna alla fine mi tengo quasi sempre la discesa, dopo un ultimo strappetto che l'allenamento a reso ormai meno ripido, quasi dolce. Ci sei tu che lasci il manubrio per raddrizzare la schiena prenderti tutta l'aria che vuoi, superando auto di turisti e lavoratori ferme in coda da un lato e auto che passano sull'altro, la musica che corre ancora nel corpo che è cassa di risonanza, l'orecchio teso che aspetta il ritornello "Tremila città tremila villaggi la sagoma bianca striata dei faggi..." conti le battute e poi esplodi con ancor meno discrezione librando nell'aria, pur non sentendolo, un quanto mai stonatissimo "Rimane una vecchia che salta con l'asta!" e con le mani libere mimi il per te improbabile assolo di chitarra che chiude la strofa. Un pazzo avranno sicuramente pensato, beh non posso contraddirvi.
Ci sarebbe da dir che questo album è stato una clessidra nelle sere dopo lavoro, nelle quali tenti di costruire una corazza che da tempo sai essere troppo debole per sostenere le tue leggerezze. Sai che senza forse sarebbe pure peggio.
Se posso consigliarvi, ascoltatelo davvero! Io proseguirò con il successore che già ho cominciato ad assaporare, è delizioso!
Ringrazio Yuki (che poi è anche Museum, ma anche AKA e Prisma e DJ :D ) per avermi Gaetanizzato non attraverso un consiglio esplicito ma con i suoi pensieri e le sue emozioni dipinti in quadri di luminose parole. Per avermi dato una colonna sonora che supportasse i miei pensieri allora, e sicuramente anche dopo, un qualcosa che da troppo tempo mi mancava. GRAZIE!!!
Buon ascolto, a presto.
Mio




3 comments:
Bè, onorata di aver contribuito nel mio piccolo ad arricchire i tuoi flussi e riflussi musicali.
Ma ringrazia prima di tutto te stesso, perchè queste piccole magie avvengono quando si è bravi ad ascoltare quello che c'è intorno a noi, oltre noi...
È ascoltando tanto, che ho imparato a mia volta...
Buona giornata, amico Mio! :D
P.S. Quando ho riascoltato Stoccolma, qualche tempo fa, mi è venuto subito in mente qualcuno... :D
ABBRAAAAAAAAAAAVVVV!!!
Sono contento di trovarti così espressivo-descrittivo-creativo.
Mi piace sapere che non sono solo io il pazzo che scava dentro se stesso per portare alla luce quei tesori promessi e nascosti, quelle gemme di vita che in cristalli racchiudono la nostra impronta ... fuori alla luce del sole, anche se gli avvoltoi e le gazze sono in agguato io sono pronto ad uccidere i predatori di anime. E tu?
Bak
@Yuki: sai che certe volte mi fa pure paura. Ad una cassetta dei Queen, era Made in Heaven che ascoltavo da semi-ragazzino è legato un passo di un libro libro La voce di Shannara, che ricordo ancora ora e per lungo tempo riascoltare quella musica era come rileggere quel libro. Per altre cose è pure meglio/peggio dipende dai punti di vista.
Ah Stoccolma... :.( :D
Buona serata Yuki!
Roberto
PS:non lo ho scritto li date perché, tanto per cambiare, mi dimentico di tutto e di più. 'sti avvoltoi che dicono "non ti fidi" ecc. ecc. ecc. ma mica potrebbero andarci possibilmente tirando l'acqua. Mi dispiace che tu abbia a che fare con gente così. Tieni duro ok?!
@Bak: prima dovresti sentirmi cantare, non credo che le tue orecchie mi potrebbero sopportare per molto. :)
I predatori d'anime perdono il tempo con me, te ed io (e credo anche Yuki se mi posso permettere), mica gliela diamo facilmente, fanno prima a girarci al largo!
Buona serata Bak!
Roberto
PS: tra poco mi metto al lavoro prometto. Spero di cavarci qualcosa di buono
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