E' inverno, fa freddo è normale. E' inverno.
La neve cade, andrà e tornerà ciclicamente candida cambierà le forme, ne celerà il carattere.
Le certezze cadono una ad una, forse non erano tali.
Cos'è successo? E' l'ombra che torna con la luce? Ombra che non chiede permesso e non dice mai scusa, che arriva su un'alba che ti bagnava le labbra come di dolce nettare lasciandoti colori mai visti negli occhi ti ripuliva il grigio che credevi indelebile, dentro. E' l'ombra ha smesso di riposare nell' inutilità della SUA notte più profonda.
Piegare il tempo come si fa con un fazzoletto, riporlo in tasca e lasciarlo in sospeso per aprirlo solo quando serve, solo per me. Impossibile, no non ci riesco.
Ho paura, lo ammetto, ma non sono spaventato. Ho paura, lo sento, è l'incertezza che non riesco a riordinare manipolare convertire. Eretica miscredente fai la mia Anima dolente! Mi distrugge ma non per questo mollerò, il mio scalpo sarà sudato sai? Il lieto evento la mia linea di ritorno, dopo.
Un volo come d'angelo spezzato tra terra e cielo, la Realtà ripiega il Sogno rinasce e rivive. Non ti inseguirò più, dopo. Scusami già da ora anche si di te ho bisogno.
Una lapide che non voglio mi guarda e mi chiama, una data è da scrivere. No, non ora. Non così almeno!
E' inverno, fa freddo è normale. E' il mio Inverno.
Mio
La neve cade, andrà e tornerà ciclicamente candida cambierà le forme, ne celerà il carattere.
Le certezze cadono una ad una, forse non erano tali.
Cos'è successo? E' l'ombra che torna con la luce? Ombra che non chiede permesso e non dice mai scusa, che arriva su un'alba che ti bagnava le labbra come di dolce nettare lasciandoti colori mai visti negli occhi ti ripuliva il grigio che credevi indelebile, dentro. E' l'ombra ha smesso di riposare nell' inutilità della SUA notte più profonda.
Piegare il tempo come si fa con un fazzoletto, riporlo in tasca e lasciarlo in sospeso per aprirlo solo quando serve, solo per me. Impossibile, no non ci riesco.
Ho paura, lo ammetto, ma non sono spaventato. Ho paura, lo sento, è l'incertezza che non riesco a riordinare manipolare convertire. Eretica miscredente fai la mia Anima dolente! Mi distrugge ma non per questo mollerò, il mio scalpo sarà sudato sai? Il lieto evento la mia linea di ritorno, dopo.
Un volo come d'angelo spezzato tra terra e cielo, la Realtà ripiega il Sogno rinasce e rivive. Non ti inseguirò più, dopo. Scusami già da ora anche si di te ho bisogno.
Una lapide che non voglio mi guarda e mi chiama, una data è da scrivere. No, non ora. Non così almeno!
E' inverno, fa freddo è normale. E' il mio Inverno.
Mio
E poi anche le canzoni cambiano colore, umore anche quando la Passione rimane.
Inverno -Fabrizio De André
Sale la nebbia sui prati bianchi
come un cipresso nei camposanti
un campanile che non sembra vero
segna il confine fra la terra e il cielo.
Ma tu che vai, ma tu rimani
vedrai la neve se ne andrà domani
rifioriranno le gioie passate
col vento caldo di un'altra estate.
Anche la luce sembra morire
nell'ombra incerta di un divenire
dove anche l'alba diventa sera
e i volti sembrano teschi di cera.
Ma tu che vai, ma tu rimani
anche la neve morirà domani
l'amore ancora ci passerà vicino
nella stagione del biancospino.
La terra stanca sotto la neve
dorme il silenzio di un sonno greve
l'inverno raccoglie la sua fatica
di mille secoli, da un'alba antica.
Ma tu che stai, perché rimani?
Un altro inverno tornerà domani
cadrà altra neve a consolare i campi
cadrà altra neve sui camposanti.




5 comments:
E caro la paura fa parte del gioco, è tanto più forte quanto più teniamo a raggiungere un obbiettivo...e sono certa che non cederai facilmente...è il tuo momento...passo passo...vedrai riuscirai.....
Non conoscevo questa canzone...bella, pure il video, un abbraccio e un pizzico di coraggio mio...te lo passo se vuoi...buona domenica
Caro Mio, purtroppo non ho parole mie da lasciarti... ultimamente mi sembra di averle perse...
Ti rispondo allora con le parole di un altro, ben più saggio di me:
Paura significa una cosa soltanto, abbandonare il conosciuto ed entrare nello sconosciuto.
Il coraggio è l'esatto opposto della paura.
Sii sempre pronto ad abbandonare il conosciuto - desideroso di abbandonarlo - senza neppure aspettare che sia giunto a maturazione. Salta semplicemente in qualcosa di nuovo... la sua stessa novità, la sua stessa freschezza è così attraente. Allora c'è coraggio...
Quello che conta è la tua scelta, la tua scelta di imparare, la tua scelta di provare un'esperienza, la tua scelta di entrare nell'oscurità...
Il coraggio ti verrà. Basta cominciare con una formula semplice:
Non lasciarti mai sfuggire l'ignoto. Sceglilo sempre e tuffatici a capofitto. Anche se soffri, ne vale sempre la pena - ripaga sempre. Ne esci sempre più adulto, più maturo, più intelligente..
OSHO, From Misery To Enlightment. Citato in A Tu Per Tu Con La Paura, di Krishnananda.
@Ish:grazie, il coraggio serve sempre. E' che la paura non mi spaventa, non di per se. Stimare me stesso in questo contesto mi sconforta. Prendere in considerazione attraverso i fatti di "non essere tagliato" mi taglia lo spirito. Ma non è una buona ragione per mollare, mai. Vedremo come finirà.
Sì, la canzone scava con fragore, almeno in me.
Buona serata e grazie della pazienza Ish!
Roberto
PS: scusa per il nome mi è venuto naturale. forse ce ne sono altri...
PPS: tutto per dire, da te, che vada come vada mai andrà come si spera...
@Yuki: concordo con Osho (?), lo so sono strano, ma per me la paura mica mi porta al panico o a comportamenti negativi, è come sorridere senza sapere perché, lo si accetta e nulla più ormai lo si ha stampato sul viso. Diciamo che ciò che mi scoraggia è la consapevolezza, di un limite da valicare di un limite che conoscevo, il mio, e di uno che non saprò se non quando tutto finirà, nel bene o nel male.
Sai, ogni mattina nel viaggio per andare a lavorare, metto la Canzone del Maggio questo è il mio maggio. Devo fare la mia rivoluzione.
Buona serata, grazie di esserci Yu'!
Roberto
Tranquillo, sei inciampato solo una volta :)
Buona giornata, Ro, sappiamo che tanto non va quasi mai come vorremmo, baciotti
Già, quasi mai. L'importante è non dimenticare che altrimenti va a finire sempre allo stesso modo...
A presto Ish,
Roberto
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