"Mi annoio!", mai prima queste parole mi hanno fatto pensare. Mai come poco fa. La normale reazione compensatrice alla noia è lo svago, bene, si svaghino come credano gli altri. Che poi tutto finisce sempre così, non va a finire, finisce.
Pensavo che io mica so tanto bene cosa sia la noia, non ricordo di aver mai provato questo sentimento intensamente a tal punto da pronunciare la frase di cui sopra. La mia vita non è stata e credo non sia interessante ai molti, ai più, ma questo non mi esime da trovare a malapena il tempo di girare un'altra volta su dei roller praticamente nuovi ed usati una sola volta. Leggere un libro con una continuità molto lasca è chieder fin troppo.
Non faccio nulla di che, "studio"(!) penso(?!) rifletto(!?!?) e spero di ricominciare a scrivere, come ora, anche se non vale nulla mi piace mi distende e mi calma. Non ho amici vicini prossimi. Non ho una cerchia di scambi sociali da inanellare in serate di compagnia se non con una frequenza molto blanda e molto discontinua. Di tutto questo non mi lamento. Il sabato e la domenica si differenziano dagli altri cinque giorni solo perché le abitudini degli altri cambiano, le mie un po' meno. Una vita piatta sembrerebbe e forse lo è ma, probabilmente, i miei limiti mi impediscono di percepirlo.
Piove ininterrottamente da tutto il giorno su questa casa che sembra come di mastio medioevale segato. Casa accerchiata da altre case come mura, alte come lei. Bagnate come lei. Silenziose come lei.
Eppure qui, qui in questa stanza dove ci si arrabatta in ogni modo per asciugare il bucato in tempo prima che venga a puzzare. Qui, qui in questa stanza dove mi chiedo se sono solo proiezioni quelle di altri perché le mie mica lo sono. Qui, qui dove posso sentire il rumore dello scrivere di penna su questo foglio, io non mi annoio! Forse perché sto bene anche con me stesso. *
Mio




1 comment:
Personalmente non credo che "la noia2 abbia a che vedere più di tanto con lo star bene con se stessi.
Suppongo sia più una questione di aspettative o semplicemente caratteriale. Ci sono persone cui è sufficiente studiare, riflettere e scrivere. Altre che necessitano spasmodicamente di una vita sociale. Altre ancora (ed in questo gruppo io mi inserisco) che intendono la noia in un'accezione che non è quella che comunemente le si attribuisce. Si tratta più che altro di una coscienza elevatissima del proprio esistere e di conseguenza del non poter agire quanto si vorrebbe. Con agire ovviamente non mi riferisco a serate al bar e simili. Intendo atti di una certa importanza o spessore, poiché la mancanza dei primi non potrebbe mai indurmi noia. Onestamente mi saprebbe di frivolo.
Forse perché in un certo senso la penso un po' come Leopardi, quando sosteneva che "la noia è in qualche modo il più sublime dei sentimenti".
E' la nostra cultura che tende a vederla in modo totalmente negativo ;)
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