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Sunday, 1 June 2008

Io che voglio

Ormai ne sono convinto, quello che si va cercando nella vita è solo una cosa, ed è quello di essere capiti niente più. Questo mi rende triste perché ormai sono consapevole che non potrà mai essere.
Io che voglio trovare il diverso ma simmetrico, il mio complementare.
Io che voglio che non ci fosse bisogno di parole per comunicare ma solo la fusione di pensieri per assaporare la pienezza nell'altro e dell'altro la nostra pienezza. Tutto in natura qualche simmetria ha, ma la nostra anima che dalla natura trascende che fisica non è che mutazioni derivanti dall'ambiente non accusa simmetrica non È e simmetria non conoscerà mai. Noi si È e non si può essere ciò che si vuole se non conformandoci. Quando si ci si sente capiti in realtà si ha a che fare con qualcuno che tenta di capicirci, un qualcuno che poi inevitabilmente e giustamente si stuferà di farlo! Quando si capisce in realtà si supplica di essere capiti a nostra volta.
Io che voglio regalarmi l'illusione che da me stesso posso scappare sapendo che il pianeta sul quale vivo è solo mio.
Io che poco sorrido ma non rido più da tempo perché per ridere lo si fa con il cuore non solo mostrando i denti non con fragorosi rumori.
Io che triste e malinconico mi sento e sono perché la felicità non bisogna cercarla ma trovarla.
Io che mediocre mio avvinghio con unghie e denti a questo mondo che mi sfugge veloce e lesto.
Io che taciturno attraverso le giornate avvolto nei miei pensieri vorrei porre fine alle speranze che sempre più profumano di illusioni, profumano come rose coperte da mortali spine.
Io che ho bruciato tutto attorno ora voglio bruciare con me stesso, più nessuno voglio ustionare. Più nessuno.
Ora da me e per me voglio l'oblio infinito o finito voglio perdere tutto per capire cosa ho perso un'altra volta.
Se per qualcuno sono intelligente vorrei per TUTTI non esserlo.
Se per qualcuno sono estroverso vorrei per TUTTI non esserlo.
Se per qualcuno sono simpatico vorrei per TUTTI non esserlo.
Se per qualcuno sono affabile vorrei per TUTTI non esserlo.
Se per qualcuno sono carino vorrei per TUTTI non esserlo.
Se per qualcuno sono tutte quelle cose che possono essere catalogabile nella nostra società moderna e facilmente reperibili in ogni dove, voglio essere merce avariata nel supermercato del conformismo. Io non voglio appartenere a nessuna categoria. Io sono prendere o lasciare spetta a me cercare il MIO mutare e da voi imparare non per adattarmi ma per raggiungere una nuova consapevolezza in me stesso. Non spetta alla socità impormi i suoi clique.
Sì, sperare di essere capiti è la più triste delle utopie. È l'unica sola, vera e tangibile distopia.
Io voglio che mi si avvicini perché SONO nel bene e nel male, nella mia ignoranza che continuamente tento di curare senza sucesso apparente, nei mie rabbuiamenti che certe volte mi vengono a trovare.
Io voglio essere ESSENZA interessante nella mia ASSENZA per interessi da tutto ciò che è moda.
Ed ora il tempo passa, passa ora mentre scrivo. Mi domando se questo importi realmente, se questo abbia poi un senso, francamente ora me ne infischio perché chi ha detto che si deve passare al meglio, chi ha stabilito il peggio?

Mio

Soundtrack in my brain: Farewell -Francesco Guccini

9 comments:

DRESSEL said...

io penso quello che pensa seneca (il brano che ho trascritto qualche post fa è la quintessenza del suo pensiero). credo che sia sbagliato cercare gli altri perchè non stiamo bene con noi stessi. è meglio risolvere da soli tutte le nostre turbe e poi cercare gli amici solo per il piacere di stare in loro compagnia.
roberto, la verità è che NESSUNO ti potrà mai conoscere quanto te stesso. una volta acettata questa verità, sono sicura che sarai felice.

Anna Maria said...

Per una serie di qualità hai scritto che sono "facilmente reperibili in ogni dove", a me dispiace dovertelo dire ma per come fa schifo l' umanità in generale, di gente "affabile" e "carina" se ne vede ben poca e se tu reputi, "tra le altre" tue sfaccettature, di essere anche questo, sia per te stesso che per qualcun' altro vanne solo fiero.
Non pensare alle categorie, perché noi non siamo ciò che crediamo di essere ma ciò che chi ci sta intorno crede di noi. Che ci piaccia o no, viviamo per farci accettare, e te lo dico in un momento in cui potrei fare qualsiasi cosa e mio malgrado non cambierei davanti a due occhi in particolare.

Buonanotte

DRESSEL said...

@inenarrabile: no, non sono proprio d'accordo :-)

Anna Maria said...

@dottoressadressel, spiegami :-)

Mio said...

@dottoressadressel:Concordo con Seneca (anche se non lo consoco "personalmente"). Concordo pure con Dressel ;).
A presto,

Roberto


@Anna: Mi lusinga che tu dica che io possa andare fiero di quello che tu reputi qualità, ma non è quello che io vado cercando. Io vorrei essere giudicat, accettato, stimato e quant'altro per quello che sono indipendetemente da ciò che mostro, perché di mettermi in evidenza proprio non ce la faccio.
Per la tua frase: "...perché noi non siamo ciò che crediamo di essere ma ciò che chi ci sta intorno crede di noi." non concordo pienamente. Io credo che si è e basta, il non essere accettato ora non mi interessa più, questo credo che sia differente dall'essere capito e compreso a fondo.
A presto,

Roberto



PS: Scusate la non prorpio immediata risposta ma è stato un week-end allungato distruttivo-costruttivo

digito ergo sum said...

delicato amico virtuale, quello che scrivi te, e che pochi saprebbero scrivere PIÙ BENE, è ciò che definisco "vivere oltre" ma che poi, alla fine, non so spiegare mica. servirebbe un'ottica secondo la quale tutto è poco importante, tranne ciò che importa davvero che è poi ciò che Saint Exupéry descrive con la sua frase "l'essenziale è invisibile agli occhi". Non posso che abbracciarti in questo tuoi ideali e augurarti che, magari non da solo, tu possa arrivare a raggiungere questa meta, obiettivamente complicata ma non impossibile. Perché, alla fine, per le persone capaci come te, tutto é meno difficile di quanto sembra. L'importante è mettersi in cammino. Le difficoltà, poi, passano. Ti abbraccio forte. E tifo per te.

DRESSEL said...

@digito (scusa roberto se invado il tuo spazio): confermo ciò che ti ho già detto

Anna Maria said...

Quando facevo il liceo parlavamo di "anima gentile", e per gentilezza non intendevamo l' essere buoni e cari, ma avere un modo di essere "gentile" sopra le righe, sopra tutti gli altri, al di là di quel che si vuole sembrare, esserlo fino in fondo senza sforzarsi, non essere uguale nella cafoneria degli altri, ma avere gusti, modi di fare, e (mi ripeto) un modo di essere gentile innato.

Spero, stavolta di essermi spiegata meglio, altrimenti, boh, l' insegnamento non farà mai per me.

Mio said...

@Digito: Grazie delle belle parole, mi fai arrossire! Sai credo che da solo non lo sono e, si mi posso permettere, vedo altri come te che davanti mi aprono la via, fissando chiodi sicuri su questa parete della Vita che tutti noi si scala tra passaggi duri a tal punto da sembrare inmpossibili, tra soste in cengie e terrazze per riprendere fiato per decidere da dove ricominciare.
Ti auguro tutto quello che di meglio potrai avere dalla tua personalissima scalata.
A presto,

Roberto



@dottoressadressel:invadi pure, magari tutte le invasioni fossero preziose come le vostre!
A presto,

Roberto



@Anna:Adesso ti ho capito, scusa ma sia nel capire che nel farmi capire non sono proprio un mago. Concordo pienamente su quanto hai detto, avevo interpretato malamente!
A presto,

Roberto

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