Noi si è particelle cariche, singole entità. Tutte elementari, insomma più o meno come dice Houellebecq. Noi ci si scontra, ci si incontra. Ci si lascia.
Noi ci si muove, talvolta non ce ne accorgiamo ma più ci penso, più l'evidenza mi si presenta di fronte chiara e lucida. Inevitabile all'occhio.
Noi si ruota su noi stessi, si occupa una posizione unica spettante solo a noi, non condivisibile. Il principio di esclusione di Pauli funziona anche per noi. Anche di questo sono convinto.
Penso che bisogna arrendersi al fatto che noi non si è unici ma che piuttosto si appartiene a categorie definite a stati emotivi comuni condivisi poco, in parte o totalmente. Il grado di condivisione, di legame instaurato, dipende da ciò che si mette a disposizione. Da quanto si è disposti a farsi penetrare nel profondo.
Nella fisica quantistica esiste un principio molto importante enunciato da Heisenberg:
Si può conoscere la nostra posizione, il nostro NOI ORA in un
DETERMINATO momento quindi. Altrimenti si può conoscere la nostra quantità di moto ossia come e dove ci si muove perdendo però la dimensione del nostro spazio, di ciò che ci circonda istantaneamente.
Tutto questo per dire che nella Vita forse sono queste le due strade possibili. Sapere dove si è ora e dove si vorrebbe arrivare dopo non conoscendo il come arrivare. La quantità di moto. Oppure sapere e capire il nostro movimento ignorando dove esso ci porterà.
Tra le due non saprei cosa scegliere, entrambe non garantiscono nulla. I tempi di ritorno non sono noti, mai.
Tra le due credo di vivere la seconda mi sono mosso e la quantità di moto mi sta sospingendo lontano, fuori. Sicuramente non alla mia meta.
Di una cosa ormai sono certo in quanto particella unica, appartenente ad un mondo fatto di particelle uniche, ed è che senza la condivisione i legami sinceri non esisteranno mai. Il problema, per me, è quello di non conoscere il mio numero quantico, la mia configurazione quantica. Non so se sono e sarò in grado di dare ciò che ricevo, se potrò dare e ricevere. Forse sono banalmente snob come i gas nobili. Completo ma solo, un'esistenza stupidamente elementare. Inerte alla Vita.
Mio
Grazie Faber, eppure non mi consoli in questa mia condizione di elementare inerte solitudine.
Noi si ruota su noi stessi, si occupa una posizione unica spettante solo a noi, non condivisibile. Il principio di esclusione di Pauli funziona anche per noi. Anche di questo sono convinto.
Penso che bisogna arrendersi al fatto che noi non si è unici ma che piuttosto si appartiene a categorie definite a stati emotivi comuni condivisi poco, in parte o totalmente. Il grado di condivisione, di legame instaurato, dipende da ciò che si mette a disposizione. Da quanto si è disposti a farsi penetrare nel profondo.
Nella fisica quantistica esiste un principio molto importante enunciato da Heisenberg:
Non è possibile conoscere simultaneamente la quantità di moto e la posizione di una particella con certezza .Credo che funzioni anche per le persone, per noi, nella nostra realtà.
Si può conoscere la nostra posizione, il nostro NOI ORA in un
DETERMINATO momento quindi. Altrimenti si può conoscere la nostra quantità di moto ossia come e dove ci si muove perdendo però la dimensione del nostro spazio, di ciò che ci circonda istantaneamente.Tutto questo per dire che nella Vita forse sono queste le due strade possibili. Sapere dove si è ora e dove si vorrebbe arrivare dopo non conoscendo il come arrivare. La quantità di moto. Oppure sapere e capire il nostro movimento ignorando dove esso ci porterà.
Tra le due non saprei cosa scegliere, entrambe non garantiscono nulla. I tempi di ritorno non sono noti, mai.
Tra le due credo di vivere la seconda mi sono mosso e la quantità di moto mi sta sospingendo lontano, fuori. Sicuramente non alla mia meta.
Di una cosa ormai sono certo in quanto particella unica, appartenente ad un mondo fatto di particelle uniche, ed è che senza la condivisione i legami sinceri non esisteranno mai. Il problema, per me, è quello di non conoscere il mio numero quantico, la mia configurazione quantica. Non so se sono e sarò in grado di dare ciò che ricevo, se potrò dare e ricevere. Forse sono banalmente snob come i gas nobili. Completo ma solo, un'esistenza stupidamente elementare. Inerte alla Vita.
Mio
Grazie Faber, eppure non mi consoli in questa mia condizione di elementare inerte solitudine.




12 comments:
Mi spiace, ma nonostante gli spunti interessanti contenuti nel tuo post, non sono per niente d'accordo con questo passaggio (come già immaginerai):
Non so se sono e sarò in grado di dare ciò che ricevo, se potrò dare e ricevere. Forse sono banalmente snob come i gas nobili. Completo ma solo, un'esistenza stupidamente elementare. Inerte alla Vita.
Tu dai tanto e nemmeno te ne rendi conto, talmente ti svaluti. E te lo dice una che si sminuisce costantemente...
Poi, certo, se ti riferisci alla tua solitudine interiore, a quello che senti dentro, su quello io non posso parlare, non ne ho il diritto. Lo sai soltanto tu.
Ma che tu non dia niente, è una vera, emerita cazzata. :D
E ora, detto ciò... vengo lì e TE CORCO! Ma de brutto!!!
:)
Da poco ho iniziato a conoscerti, non so ma mi piace parlare con te...e hai un modo di esprimerti che è pieno di dolcezza, che tu ti renda conto o meno dai tantissimo...e da una tua battuta mi è arrivata una riflessione, ma tu pensa!
ricordamelo e poi te lo dirò...ecco vedi perchè non possiamo stare solo soli?
In due e più ci stimoliamo e confrontiamo e ci arrichiamo e ridiamo....certo alle volte un pò di buona solitudine male non fa...
Un abbraccio :)
Cara Yuki, grazie della corcata ma il discorso è un po' complesso e a me non ancora chiaro. Richiede un'ulteriore analisi, mi spiego. Da noi c'è un detto: "Neanca l'asen el scorla la coa per nient", bene: devo capire il perché del mio muovere la coda. Non so se mi spiego... ok mi spiego: ad ogni azione è per forza collegato uno stimolo altrimenti essa non avverrebbe, voglio capire la natura di questo stimolo. Da dove viene.
Non è, per me, un dettaglio banale.
Per la solitudine interiore ognuno ha la sua, certi sono soli anche in compagnia, altri sono ben accompagnati da soli. Ora ho un gran casino, devo mettere a posto le cose.
Buona giornata Yuki!
Roberto
@Ishtar: fa piacere che ti sia arrivata una riflessione. Che poi, che dolcissimo e dolcissimo sono cose trite e ritrite in me. sai è facile quando ci si ha rimuginato sopra per molto tempo pensare e dire le cose in un certo modo. Il difficile è dirle SEMPRE e al PRESENTE. Li esce il sentimento corrente e non quello passato. Li tutto è naturale.
In due e più ci stimoliamo e confrontiamo e ci arricchiamo e ridiamo non posso darti che ragione, è vero se analizzato in base al risultato, non c'è dubbio. Ma se lo analizzo sulla base del perché di quella azione, per me, la ragione non è così limpida. L'egoismo personale e forse naturale getta alcune ombre. BEN INTESO non giudico nessuno perché prima dovrei almeno tentare di giudicare me stesso. RI-BEN INTESO un mio dogma fondamentale è: LIBERO MONDO DI LIBERE SCELTE. Ad ognuno le sue nel completo rispetto di quelle degli altri. Io non giudico semplicemente perché non vorrei essere giudicato. Spero di essere stato chiaro e di non aver confuso il tuo/vostro pensiero.
Buona giornata Ish!
Roberto
@tutti:
PS: Mi sa che il lupo della mia steppa ulula misantropia ultimamente, io no MAI. Contrasti inevitabili in me. Scusatemi.
Ma se lo analizzo sulla base del perché di quella azione, per me, la ragione non è così limpida. L'egoismo personale e forse naturale getta alcune ombre.
Massì, forse hai ragione tu... E parlo solo per me, èh, dei miei comportamenti.
Buona giornata.
PAROLA DI VERIFICA: iniblog
Mi piacerebbe negare, o affermare la tua espressione. Ma non posso, sono sospeso nell'indicibile.
Per esempio mi chiedo: "Perché rispondere ad un commento?", cordialità dovuta e sentita sicuramente, ma esiste la componente: "perché vorrei che gli altri lo facessero con me" una sorta di sentirmi bene con me stesso. E se esiste questa componente snatura il gesto. Non so devo capire meglio la mia natura. Non so se è giusto, è sbagliato o normale. Forse è solo una domanda che non ci si dovrebbe porre, forse la risposta neppure esiste. Magari è meramente personale. Sicuramente autoreferenziale. Esiste una falla nella coscienza morale e personale di ognuno? Smascherare quella falsa coscienza di Gaber... E da qui l'ovvia estensione sulla fiducia nel prossimo.
Sono sempre stato restio ad avere rapporti interpersonali, non è mai stato naturale per me. Ora mi ci trovo in mezzo mi ci trovo bene, alla grande. Sono colmo di piacere nel sentirvi vicino eppure il perché mi sfugge... sono cambiato? Evidentemente sì, il problema, ora, è in bene o in male... che è autoreferenziale pure questo.
Per piacere, una domanda, tu cosa pensi? Te lo chiedo perché il capire passa anche attraverso l'esperienza di altri. Si è simili, come dice Faber nel video postato. Simili come ho sempre pensato pure io.
Buona giornata Yuki!
Roberto
PS: Forse è che l'effetto dei funghi dovrebbe esser finito :) forse sto uscendo dal seminato.
Non lo so cosa penso. So solo che quando sto giù rimetto in dicussione tutto, a cominciare da me stessa.
Ma quando agisco non sempre sto lì a ragionarci su, mi viene dal cuore. Sicuramente ci sarà anche dell'egoismo, fa parte di ogni essere umano, è una sua componente naturale. Ma chissenefrega.
Soppesare troppo fa male a me e agli altri e porta inevitabilmente a togliere spontaneità ai gesti e alle parole.
Ci sono persone con cui mi piace interagire perché le stimo, perché mi fanno pensare, perché mi trasmettono calore, perché mi danno emozioni, perché mi rispecchio nei loro scritti, perché mi appassionano i loro racconti di vita. Sono egoista per questo? Forse. Ma voglio sperare di no. Di dare anch'io qualcosa. Se poi c'è chi dà di più e chi dà di meno, non importa. I gesti e le parole non vanno pesati come la verdura su una bilancia, secondo me. Sarebbe la morte dei sentimenti. Ognuno dà e prende quello che può e che sente, in base alla fase che sta attraversando nella sua vita...
Vabbè, il discorso sarebbe lunghissimo e non sono stata esaustiva... :)
Esaustiva eccome. E' un problema di cuore. C'è chi lo ha piccolo e chi grande. Tu sei tra i secondi. Non lo dico per lusingarti, sai? Ma analizzando le conseguenze delle azioni di altre persone che con te detengono questa qualità.
E' semplice vederlo, molto semplice. Chi ha il cuore grande non si accorge di ciò che da perché sente di poter dare ancora altro e altro e altro all'infinito entro i termini ben noti e che condivido. Chi lo ha atrofico si pone delle domande sulla durata del sentimento.
Grazie del feedback, sarà un buono spunto di riflessione!
Buona giornata Yuki!
Roberto
Sei egoista nei termini in cui ti sforzi sempre di apparire umile e sommesso, e invece sotto c'è un'uomo generoso che si occupa delle persone che si rivolgono a lui, educato e altruista nei commenti, profondo nelle riflessioni e politicamente corretto nei giudizi.
Beh, però fattelo dire che susciti si tenerezza, ma fai anche incazzare da morire!!! Più che altro perchè emani una gran forza e non te ne rendi neanche conto ...
Lo sai che ti vogliamo bene vero? hehehe
Bak
ps. Radio Pazza ti reclama, dai leggici un tuo post almeno ...
Chi ha il cuore grande non si accorge di ciò che da perché sente di poter dare ancora altro e altro e altro all'infinito entro i termini ben noti e che condivido.
Ti sei risposto da solo, Mio! :)
(e ora non dire che tu appartieni alla prima categoria, che se no altro che CORCARE... vengo lì e ti spezzo le braccine!)
p.s. grazie per quello che pensi di me, ma non mi sopravvalutare, ok? ;)
PAROLA DI VERIFICA: windsol
@Bak: Sinceramente dal cuore: 'fanculo Bak! :) Mica puoi commuovermi sai? Per 'sta volta te lo concedo ma non provarci più, ok? ;)
GRAZIE!!!
Felice serata Bak!
Roberto
PS: Sì, hai ragione, domani a lavoro penso a qualcosa. Sono il peggiore!
@Yuki: 'f... :D con te mica si può altrimenti divento un mucchietto di cenere. Con tutte quelle che mi hai promesso.
Grazie mille, mi zittisco ok?
Buona serata Yuki!
Roberto
PS: credo che sia meglio, per me, autodistruggere l'ultimo mio scitto su carta. ;)
@TUTTI: egoisticamente vi voglio bene, davvero!
L'ho detto: dio bono ora casca il mondo! :)
AHAHAHAHAHA! Per quanto mi riguarda, è già cascato... visti i miei ultimi exploit ahahahahha! :D
Senti, ma se venissi giù a Roma a trovarci prima dell'espatrio??? Sarebbe bello. Solo che non ho un caxxo di buco per ospitarti, azzopè...
PAROLA DI VERIFICA: enist (mi sto spaventando, giuro!)
Allora si vede che si cade assieme e non ce se ne accorge. Meglio così... per ora :D
L'espatrio è molto imminente, venerdì della prossima settimana, sai la sembrerebbe che i mesi siano più corti delle settimane, strano mondo. boh.
Ti ricordo che poi esistono pure I aerei... appena riuscirò a capire come funziona la sarà un piacere.
E non so se tornerò sotto le festività natalizie.
Tu cosa pensavi?
Buona giornata Yuki!
Roberto
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