"Il coraggio di affrontare il futuro con gioia"
Non ho deciso per la mia gioia, avrei potuto farlo, potrei farlo. Forse tutto sarebbe più facile, forse. Problemi di coscienza, la mia. Paranoica.
Non so cosa sto diventando, davvero. Mi descrivo come un bastardo e un tipaccio e credo di esserlo veramente, non scherzo. Non faccio sconti a nessuno. Il primo sono io. Io annichilisco con le mie risposte e con le non risposte. Non cedo e non concedo. Non sono una brava persona perché il piacere personale mi governa senza farsi scovare. La base di molte, se non tutte, le scelte NON DEVE, almeno per me poi, ognuno faccia ciò che vuole. Nessuna decisione dovrebbe essere mai basata su questo sentimento.
Mi sto chiamando fuori dalla società, da molte delle sue relazioni. Se mi ci trovo è per un attimo di debolezza, perché non penso prima di scegliere, eppure penso quasi sempre troppo. Maledette pieghe!
Forse sono frustrato, stressato o peggio ancora paranoico, forse. Sì paranoico, nel cercare ciò che potrebbe non esistere. Ma un perché, ne sono convinto, esiste sempre. Una nuova coscienza personale e individuale non è chimera, è migliore e giusta è criptata tra le ombre di una vecchia sorella degenere e stantia.
Ho deciso di lasciarmi cadere in un nero profondo e forse senza fine, l'ho deciso e scelto consapevolmente ed ora non voglio fermarmi. Ora, non posso fermarmi. Ho deciso di trovare la fine di questo abisso anche se essa forse non esiste, non è mai esistita o non esiste ancora. Mi sto consumando nella mia lenta caduta, perdo pezzi di me, della mia Anima. Scaglie informi lasciano il mio corpo per diventare una linfa blue che traccia la mia mesta caduta verso un perigeo ignoto.
Ora sono ridotto a un corpo informe nero, opaco, assorbente. Deforme. Cattivo. La mia Anima non è buona, ne sono certo!
Striscio oltre il mio piccolo effimero infinito misurato a lunghezze di nulla. Tento di educare una ragione debole e degenere giocando al giudice inflessibile. Nessun giudice può essere credibile se ha un codice di ignoranza nella mano sinistra e un martello di stupidità nella destra. Colpevole! Colpevole! Colpevole! pure Lui!
Della mia Anima forse non resterà nulla, di quel poco che è restato. Sono solo perché l'ho cercato prima e lo cerco ora, cercare compagnia sarebbe solo alleviare un peso che ho dentro. Stupida decisione questa, la mia. So che è sbagliato ma altrimenti sarebbe peggio, molto peggio e non solo per me. Sarebbe Dolore.
Mi chiamo fuori.
Addio fino alla prossima perdita di Razionalità. All'insostenibile richiamo di Piacere.
Sono solo un vigliacco che non ha il coraggio di trovare REALMENTE se stesso. Sono sempre io.
Senza forma
DEPRESSO,
REPRESSO.
CESSO!
Limite troppo stretto.
Il mio.
Io.
Cosa ho scelto?
Cosa non voglio?
Negazione di Piacere!
Morte di Anima malata!
Non ci sarà parto di Redenzione
per questa mia gestazione!
DEPRESSO,
REPRESSO.
CESSO.
Mio




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