Note su una busta paga. Quando la mano chiede di scrivere ciò che la mente non riesce a trattenere dal dire.
E poi si chiude il portone di legno e le immondizie vanno nel cestino. Qui non si differenzia ancora. Tutto assieme, dentro.
Grande musica nelle orecchie ma mal musicata da vecchi auricolari. Un'ingiustizia.
Scendi in quella piccola stretta e cieca via. Testa reclinata da un lato solo leggermente, in avanti pesantemente. Forse sono solo gli occhiali da sole troppo pesanti. Forse.
Passi cadenzati quasi come quando li si conta e poi qualcosa si stacca da te, esce. esce come quelle parole prepotenti e che non provano ritegno ad abbracciare l'aria, a lasciare la tua bocca. Il ciclo è iniziato, sempre lo stesso come quello della musica.
Svolta a sinistra, c'è gente ma fa lo stesso. Non ti censuri perché è quello che vuoi. Sai che gli altri ti guardano tu li guardi ma non per questo ti zittisci forse, inconsapevolmente, fai più forte. Il ritmo dei tuoi tacchi ti accompagna in quel sottopassaggio e ti ascolti perché ti piacciono quei rintocchi, quel lieve eco accompagnato a parole che altri sentono straniere.
C'è un perché a tutto, è solo che talvolta non lo si considera. Difficilmente lo si affronta fino in fondo. Almeno questo pensi per te.
Ti chiedi il perché di quella musica continua, sempre uguale che scava dentro come l'acqua, ogni mattina, ogni sera. Ultimamente.
Ti domandi il perché e poi ecco la risposta: semplice, secca e netta. TU il TUO lato che hai alimentato invece di limitarlo in confini ben stretti è la tua risposta.
Sempre qui si torna.
Sempre dentro.
"In una polemica di dignità".
Resta il dolce di non concedere nulla al TE che non apprezzi, l'amaro di toglierti qualcosa che sarebbe bello ma non giusto, almeno non così. Per te.
Ho bisogno di evadere.
E gli occhi si fanno insolitamente vicini, il viso diventa allungato quasi appuntito. Un muso. Con questo riflesso si spegne la giornata.
Mio
Nella Mia Ora di Libertà -Fabrizio de André
Di respirare la stessa aria
di un secondino non mi va
perciò ho deciso di rinunciare
alla mia ora di libertà
se c'è qualcosa da spartire
tra un prigioniero e il suo piantone
che non sia l'aria di quel cortile
voglio soltanto che sia prigione
che non sia l'aria di quel cortile
voglio soltanto che sia prigione.
È cominciata un'ora prima
e un'ora dopo era già finita
ho visto gente venire sola
e poi insieme verso l'uscita
non mi aspettavo un vostro errore
uomini e donne di tribunale
se fossi stato al vostro posto...
ma al vostro posto non ci so stare
se fossi stato al vostro posto...
ma al vostro posto non ci so stare.
Fuori dell'aula sulla strada
ma in mezzo al fuori anche fuori di là
ho chiesto al meglio della mia faccia
una polemica di dignità
tante le grinte, le ghigne, i musi,
vagli a spiegare che è primavera
e poi lo sanno ma preferiscono
vederla togliere a chi va in galera
e poi lo sanno ma preferiscono
vederla togliere a chi va in galera.
Tante le grinte, le ghigne, i musi,
poche le facce, tra loro lei,
si sta chiedendo tutto in un giorno
si suggerisce, ci giurerei
quel che dirà di me alla gente
quel che dirà ve lo dico io
da un pò di tempo era un pò cambiato
ma non nel dirmi amore mio
da un po' di tempo era un pò cambiato
ma non nel dirmi amore mio.
Certo bisogna farne di strada
da una ginnastica d'obbedienza
fino ad un gesto molto più umano
che ti dia il senso della violenza
però bisogna farne altrettanta
per diventare così coglioni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni.
E adesso imparo un sacco di cose
in mezzo agli altri vestiti uguali
tranne qual'è il crimine giusto
per non passare da criminali.
C'hanno insegnato la meraviglia
verso la gente che ruba il pane
ora sappiamo che è un delitto
il non rubare quando si ha fame
ora sappiamo che è un delitto
il non rubare quando si ha fame.
Di respirare la stessa aria
dei secondini non ci va
e abbiamo deciso di imprigionarli
durante l'ora di libertà
venite adesso alla prigione
state a sentire sulla porta
la nostra ultima canzone
che vi ripete un'altra volta
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.
Per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.




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