MAGARI FINO AD ORA HO VISSUTO NEL MONDO DI ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE, NON SO.
(Scusate la lunghezza)
Serata di ritrovo tra ex colleghi di studio. Percorsi differenti poi, per lavoro e per scelte ma soprattutto dettate dall'opportunità. Non per questo opportunisti, ma piuttosto di persone che ci si adatta. Cinque laureati i più freschi da poco meno di un anno gli altri poco meno di un anno e mezzo. Uno appiedato da tre mesi, altri due tra-meno-di-due-anni-chissà, un altro non ho chiesto. L'ultimo tempo indeterminato. Stipendio massimo 1100€. Ma chi ha detto che gli ingegneri guadagnano tanto? Mah...
Serata, di cosa fai, di come va, di come ti trovi e cosa pensi. Serata a pensieri differenti per astrazione politica e forse pure sociale, di famiglia. Serata con il mito dell'uscire, di andare fuori. Nord Europa e Germania soprattutto.
Poi escono due i fumatori. Entrano in tre, una ragazza con loro. Moderatamente alta, moderatamente bionda, con occhi celesti moderatamente grandi, viso ovale e mento leggermente ritirato in basso. "Ragazza dell'est", di XXX si professa. Dopo sì, solo dopo però ritrovi il suo essere straniero nella leggera inflessione nel suo linguaggio e nell'abbinamento di vestiti e nell'ultimo bottone della sua camicetta bianca, allacciato. Non nella sua grammatica che forse è pure migliore della tua ma non per l'uso delle preposizioni articolate, quello no almeno quello. "Ragazza dell'est", termine per me fuorviante in Italia ma credo pure anche fuori, nel centro e dell'Europa dell'ovest. Termine che spesso fa pari con ragazza facile. Per me fa rima con ragazza spavalda, sfrontata, diretta, talvolta ammiccante, provocante per gioco. Come di chi usa con astuzia e furbizia un clichet che sa essere quasi indelebile. Non posso fare statistica, sicuramente, ma quelle che ho conosciuto questo mi hanno sempre suggerito. Sembra che a molti uomini Italiani e non solo ripeto questo piaccia, hai miei ex colleghi di studio piaceva. A me anche no. Tu glielo fai notare ad una sua frase fatta di quelle create ad arte che gli altri accettano supinamente dicendo che la sua frase ammette un una soluzione logica a suo sfavore. Non capisce subito, non ti sorprende questo. Tu l'avevi già inquadrata. Non infierisci oltre, almeno i complimenti per il suo italiano non li critichi anche se lei fa la falsa modesta e tu ti sentiresti in dovere... tralasci. Tralasci le preposizioni articolate soprattutto pensando alle tue di preposizioni articolate, nel tuo linguaggio straniero. Amo l'autocritica sempre.
Serata che si sposta da una pizza ad una birra di natale, speziata dal gusto dolciastro. Piena rotonda dolce, buona la battezzi. Serata che si divide nelle chiacchiere che diventano colloqui a due a tre, che poi ritornano di insieme che poi languono che poi si sparpagliano ancora. Visto che talvolta ti interessa capire, la gente soprattutto, tu chiedi a quella ragazza:
M: "Sei un Ph.D. qui all'università?"
R: "No lavoro qui con una borsa di studio"
M: "Quindi studi, fai ricerca? sviluppo?"
R: "No, faccio la segretaria. Sono laureata in XXX e qui faccio e farò forse la segretaria per un anno", - io e il mio collega di conversazione di fianco restiamo perplessi, non ci torna qualcosa nel significato delle parole. Almeno a me.
M: "Quindi sei assunta come uno studente ma in realtà fai la segretaria, e sei assunta dall'università?",
R: "Sì lavoro otto ore al giorno come segretaria. Ma che ci avete voi? Ho detto qualcosa di male, mi sembrate tristi...".
M: "No nulla di male, ma questo non lo trovo giusto. Non trovo giusto che tutto questo sfruttamento sia così generalizzato. E' capitalismo puro!...",
R: "No non è capitalismo. A XXX ho lavorato per un'azienda capitalista e li sfruttavano il lavoro. Ma li vedevi un fine: la massimizzazione del guadagno.".
Non replico, non sono pronto. Devo riflettere a ciò che ha detto. Poi la conversazione scade la birra nei bicchieri finisce e la schiuma ci rimane aggrappata come la sua ultima affermazione rimane nei miei pensieri. Devo sciacquare il mio cervello trovare la replica, levare la schiuma. Poi ci si saluta, poi ci si dice auguri di buone feste e buon natale loro. Io trascuro l'ultima affermazione.
La strada è ancora bagnata, della stessa acqua fine a tratti e grossa a sprazzi come l'avevi lasciata all'andata. Nulla cambia talvolta. Il tuo giaccone di piuma è bagnato come pure i tuo capelli -l'ombrello accidenti!-. Non fa freddo ed è strano per l'inverno al nord. Tutto ormai diventa strano a tal punto che la normalità è ciò che ti fa pensare che ci è qualcosa che mica va bene.
No, cara ragazza dell'est. Non è capitalismo è qualcosa di differente. Di mutato. Qualcosa che è ancora più sporco e forse pure più dannoso. E' una nuova frontiera che si sta propagando ed espandendo in culture e in sistemi sociali prima scevri. E' il capitalismo a partecipazione pubblica, il nuovo sbiancante personale per coscienze sociali già pallide. Trasparenti. Tutto ormai è permesso.
Personalmente sono PROFONDAMENTE DISGUSTATO dal fatto che la MASSIMA ISTITUZIONE che dovrebbe elargire il MASSIMO livello CULTURALE sia la prima a fare l'anti-cultura. Che sia una cosa vuota, fredda, insensibile, prostrata alla minimizzazione dei costi, strumento di precarietà, che non crede e non investe nel futuro stesso di giovani ma pure di persone normali. Sono PROFONDAMENTE INDIGNATO dal fatto che tutto questo sia possibile perché gente che viene da XXX, piuttosto che da YYY con una laurea non riconosciuta MA LAUREATA è facile da trovare. Che un/a neo laureato/a venga assunto per ciò che è: uno studente che si inserisce nel mondo del lavoro, ma che in realtà non lo si inserisca in nulla. Sfruttando la sua precarietà, la sua giovinezza, la sua voglia di vedere cose nuove dandogli/le una "borsa di studio" per fare un lavoro da segretario/a! Perché tanto ce ne sono tanti e sempre. Perché tanto avanti il prossimo.
Cari signori, cari politicanti. Assumerei voi per ciò che DIMOSTRATE essere. Ma non credo che ci sia un contratto adatto. O meglio, forse, ve lo siete trovato pure, ve lo siete creato. Il vostro attuale! Siete bravi a costruire nulla e a nascondere merda su merda. Siete davvero i primi, complimenti. Ve ne do atto e ve ne do merito. Ma vi darei pure una "borsa di studio" a scadere ogni sei mesi o ogni anno, pure a voi. Ma anche calcio nel culo alla fine se fate le cose come ora. Alla cazzo. Grazie, Viva l'Italia!*
DOV'E' FINITA LA VOSTRA COSCIENZA?
Mio
*all'estero non so come funzioni: uguale meglio o peggio. Non me ne frega. Qui ho vissuto e qui a queste condizioni non so se me la sentirò di starci. Questo è quanto.
Resterà Nulla a nome del Poi...




1 comment:
Hai fatto proprio bene a spostare il tuo talento altrove. Questo paese dovrà sprofondare nella melma, essere prima completamente distrutto per poi venir ricostruito dalle sue macerie. Ogni ambito della "vita civile e non" è ormai in mano a una categoria di persone che non mi piacciono e che dettano "legge" e prepotenze dall'alto dei loro privilegi nepotistici e clientelari.
Il nostro è un popolo sempre più spaccato tra due pesi e due misure, dove l'ingiustizia pende inesorabilmente da una parte sola...
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