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Saturday, 4 December 2010

Di Numeri e Persone Complesse

Strano a dirsi ma talvolta la realtà non è reale. O meglio non la si può descrivere con quantità meramente reali, per quanto complicate possano essere non ce la si fa. Per riuscire a descriverla pienamente bisogna ricorrere a qualcosa di differente, a quantità reali ma anche immaginarie descritte entità complesse diremo. 

Un numero complesso è un oggetto abbastanza bizzarro per chi lo vede per la prima volta. Si mostra con due facce, una reale e una immaginaria. Non può essere tracciato su un piano cartesiano in una semplice retta ma ha bisogno di un qualcosa di differente, un piano complesso dove, usualmente, la parte reale giace sdraiata sulle ascisse mentre quella immaginaria si impenna sulle ordinate. Ogni numero appartiene ad una coppia di valori ma può essere descritto anche attraverso una quantità alternativa, il modulo e la fase. Il primo è dato dalla somma dei quadrati di parte reale ed immaginaria posti sotto radice, la fase è data dall'arcotangente del rapporto tra parte immaginaria e parte reale. L'utilità di questo tipo di trattazione, detta fasoriale, sta nel fatto che attraverso essa si riescono a descrivere molto agevolmente numerosi fenomeni fisici. Ad esempio la radiazione elettromagnetica, la luce che ora vi entra nelle pupille ne fa parte, può essere esplicitata attraverso un insieme di equazioni che ne descrivono il comportamento analiticamente nello spazio e nel tempo. Ma ora non vi tedio oltre. Passo oltre.

Che la Vita sia reale, credo che non sia sindacabile, è fuori di dubbio. Se lo si mette in discussione mi si descriva una realtà alternativa in forma compiuta e non attraverso opinioni e cambierò idea. Nessun problema. 
Che la Vita sia complessa è pleonastico, se così non fosse vorrebbe dire che tenderebbe ad essere banale ed allora, scusatemi, ma qualcosa che non va ci è! Magari uno è dio ma in tal caso vorrei un miracolo seduta stante per rendere la Vita banale* all'intera umanità. Un po' di par condicio cribbio!
Vedo questa Vita come un fenomeno fisico non ancora pienamente modellato e forse giammai modellabile -badate bene la fisica è tutto fuorché un qualcosa di freddo ed asettico-,  muta nel tempo, con un moto che talvolta segue percorsi che portano ad incroci trai i più disparati, tracciabili su un piano complesso che si propaga nel tempo e nello spazio. Incroci così puramente reali che ti fanno sorridere e piangere. Amare e odiare. Incroci tanto immaginari che ci si potrebbe stampare sopra un'etichetta di utopia ma anche di distopia -mi chiedo perché le genti tendano a non ammettere ciò!-. Vedo la Vita come chiusa nel senso che è delimitata nella sua parte, calata in un dominio ben definito la società che la circonda. Ma anche senza limiti in noi stessi, nella sua parte immaginaria e non parlo di illusioni. Volere è potere e la Mente non ha Limiti. Noi, il nostro propagarsi in questo tempo e in questo spazio (ancora), è fatto di molte fasi.  Fasi come quelle descritte all'inizio che, assieme alla loro intensità (o modulo), ci fanno percepire il valore del nostro muoverci in differenti istanti della nostra Vita, in medesimi luoghi in altri luoghi. In altri migliori o peggiori. La fase può esprimere un anticipo oppure un ritardo rispetto ad un evento certo, voluto o desiderato. La fase è l'unica cosa che noi, con il nostro DESIDERIO IMMAGINARIO possiamo pienamente governare perché la parte reale non dipende solo da noi.

Non tutto ciò che appare è ciò che è ed è ciò che si può percepire ma qui mi toccherebbe introdurre ancora altro come ho fatto all'inizio all'inizio. Non è questo forse il luogo e neppure io sicuramente la persona più brillante per farlo.

Ed ora Immagino...

Mio


*banale da intendersi come "facile".



A voi che amate immaginare una piccola dedica:


Watermelon in Easter Hay -Frank Zappa


This is the CENTRAL SCRUTINIZER...Joe has just worked himself into an imaginary frenzy during the fade- out of his imaginary song...He begins to feel depressed now. He knows the end is near. He has realized at last that imaginary guitar notes and imaginary vocals exist only in the imagination of The Imaginer...and... ultimately, who gives a fuck anyway...So...So... Excuse me...So...Who gives a fuck anyway? So he goes back to his ugly little room and quietly dreams his last imaginary guitar solo...


...




This is the CENTRAL SCRUTINIZER...As you can see, MUSIC can get you pretty fucked up...Take a tip from Joe, do like he did, hock your imaginary guitar and get a good job...Joe did, and he's a happy guy now, on the day shift at the Utility Muffin Research Kitchen, arrogantly twisting the sterile canvas snoot of a fully-charged icing anointment utensil. And every time a nice little muffin comes by on the belt, he poots forth...


1 comment:

Prisma said...

Mi mancavano questi tuoi post! Complessi e stratificati, tra il reale e l'irreale, la fisica e le emozioni.

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