...continua da ieri
Era più o meno il week-end scorso che mi sono definito in questo modo parlando con D. . D. è un giovane ragazzo algerino immigrato da queste parti che lavora e studia, è gentile e cortese. E' in cerca della sua chance qui. D. è un fondamentalista islamico che tenta di seguire la sua strada nella vita tracciata con le parole di un dio in cui crede. Gli auguro di riuscirci ma di non imporre mai il suo punto di vista a nessuno, spero che non lo dimentichi mai. Spero che rimanga sempre come è ora intelligentemente rispettoso. Sì, D. è proprio un bravo ragazzo ora, poi, chissà.
Il week-end scorso - dicevo - mi sono espresso in questi termini mentre gli insegnavo come fare una cioccolata calda home made e lui mi diceva cordialmente che ci sarebbe voluto un po' di zucchero ed io rispondevo: "Sorry, I'm a bitter guy". Lo ripetevo convinto pochi giorni dopo parlando con lui di ragazze, religione e Amore, Vita e fiducia ed altre cose del genere mentre saltavo dei fusilli al pomodoro e lui mi diceva scherzando se era il metodo a "l'Italienne".
Oggi (ieri n.d.M.) sono andato in mensa con i miei compagni di lavoro, altri ragazzi imbarcati nella mia stessa avventura, io sono rimasto taciturno per tutto il pranzo, l'impossibilità di esprimermi mi inchiodava a quello stato ma forse anche no. Forse realmente, per scelta o perché con la testa altrove o per istinto... non so. A fine pranzo, casualmente, mi è stata presentata una ragazza italiana e l'unica cosa che sono stato capace di dire è stato un"ciao" neppure tanto convinto, chissà perché... se la vedrò ancora mi scuserò per essere stato sgarbato. Purtroppo mi succede molto spesso.
Uscendo dalla mensa mentre mi incamminavo verso l'ufficio B., un gran Gran GRAN bravo ragazzo, nel suo splendido inglese francesizzato mi ha chiesto se non mi faccesse piacere incontrare italiani, non è questo ho risposto. Ancora una volta poco convinto. Mi sa che mi vede molto strano, anche perché mi ha chiesto se preferisco osservare, ho risposto di sì ma che certe volte non è bello. Perché certe volte lo si fa troppo bene ed allora si trova sempre qualcosa che non va, qualcosa per non essere tanto felici. Non ha capito.
Sapete, mi sarebbe piaciuto spiegargli delle mani bianche e scheletriche della ragazza che avevo di fronte a pranzo, di come la pelle si tendesse alla base tra un dito e l'altro, delle vene blue sui dorsi, di come i tendini affiorassero prepotenti mentre tagliava a stento l'ananas. Di come tremavano quelle mani quando non erano intente a combattere con il cibo, di come la magrezza non traspirasse prepotente dallo spesso maglione di lana occultando il suo busto sottile. Di come tutto era lampante e visibile in quella cintura di cappotto che cingeva una vita inesistente come quelle gambe perse in un paio di blue jeans.
Sì ad osservare troppo si trova sempre qualcosa che colpisce, anche in male.
Tutto questo non ho potuto dire, una lingua non ancora comune me lo ha impedito.
E poi viene sera, gli uffici si svuotano e solo la tua luce illumina il piano. A destra, oltre le finestre, un ombra furtiva ti dice che un'altra luce si sta per spegnere dopo, sarai completamente solo.
E poi ancora quelle parole di mare, di partenza, di nuovi porti e vecchi cieli.
E poi ancora quella frase come un faro: La Mente Non Ha Limiti, la mente non serve solo per lavorare. Che poi l'ho sempre pensato e saputo e NON dovrò mai dimenticarlo: Not Only A Work.
E questa sera è la vigilia di Natale, sei in cucina con D. che ascolta trasmissioni arabe, per te è un giorno come un altro e non senti per nulla la mancanza della famiglia. Forse è ancora presto, evidentemente è così. O forse no.
Questo è il gusto amaro che non riesco a togliermi dalla bocca quando mi assaggio.
Sì cara Yuki, è come hai scritto tu: DolceAmaro. Devo trovarlo, ne ho davvero bisogno, per me. Oltre ai miei limiti, in me. E' pesante essere un Bitter Boy... se poi alla mia età ci si mette pure un pseudoamoreplatonicofrancese...
Salut!
Roberto
Era più o meno il week-end scorso che mi sono definito in questo modo parlando con D. . D. è un giovane ragazzo algerino immigrato da queste parti che lavora e studia, è gentile e cortese. E' in cerca della sua chance qui. D. è un fondamentalista islamico che tenta di seguire la sua strada nella vita tracciata con le parole di un dio in cui crede. Gli auguro di riuscirci ma di non imporre mai il suo punto di vista a nessuno, spero che non lo dimentichi mai. Spero che rimanga sempre come è ora intelligentemente rispettoso. Sì, D. è proprio un bravo ragazzo ora, poi, chissà.
Il week-end scorso - dicevo - mi sono espresso in questi termini mentre gli insegnavo come fare una cioccolata calda home made e lui mi diceva cordialmente che ci sarebbe voluto un po' di zucchero ed io rispondevo: "Sorry, I'm a bitter guy". Lo ripetevo convinto pochi giorni dopo parlando con lui di ragazze, religione e Amore, Vita e fiducia ed altre cose del genere mentre saltavo dei fusilli al pomodoro e lui mi diceva scherzando se era il metodo a "l'Italienne".
Oggi (ieri n.d.M.) sono andato in mensa con i miei compagni di lavoro, altri ragazzi imbarcati nella mia stessa avventura, io sono rimasto taciturno per tutto il pranzo, l'impossibilità di esprimermi mi inchiodava a quello stato ma forse anche no. Forse realmente, per scelta o perché con la testa altrove o per istinto... non so. A fine pranzo, casualmente, mi è stata presentata una ragazza italiana e l'unica cosa che sono stato capace di dire è stato un"ciao" neppure tanto convinto, chissà perché... se la vedrò ancora mi scuserò per essere stato sgarbato. Purtroppo mi succede molto spesso.
Uscendo dalla mensa mentre mi incamminavo verso l'ufficio B., un gran Gran GRAN bravo ragazzo, nel suo splendido inglese francesizzato mi ha chiesto se non mi faccesse piacere incontrare italiani, non è questo ho risposto. Ancora una volta poco convinto. Mi sa che mi vede molto strano, anche perché mi ha chiesto se preferisco osservare, ho risposto di sì ma che certe volte non è bello. Perché certe volte lo si fa troppo bene ed allora si trova sempre qualcosa che non va, qualcosa per non essere tanto felici. Non ha capito.
Sapete, mi sarebbe piaciuto spiegargli delle mani bianche e scheletriche della ragazza che avevo di fronte a pranzo, di come la pelle si tendesse alla base tra un dito e l'altro, delle vene blue sui dorsi, di come i tendini affiorassero prepotenti mentre tagliava a stento l'ananas. Di come tremavano quelle mani quando non erano intente a combattere con il cibo, di come la magrezza non traspirasse prepotente dallo spesso maglione di lana occultando il suo busto sottile. Di come tutto era lampante e visibile in quella cintura di cappotto che cingeva una vita inesistente come quelle gambe perse in un paio di blue jeans.
Sì ad osservare troppo si trova sempre qualcosa che colpisce, anche in male.
Tutto questo non ho potuto dire, una lingua non ancora comune me lo ha impedito.
E poi viene sera, gli uffici si svuotano e solo la tua luce illumina il piano. A destra, oltre le finestre, un ombra furtiva ti dice che un'altra luce si sta per spegnere dopo, sarai completamente solo.
E poi ancora quelle parole di mare, di partenza, di nuovi porti e vecchi cieli.
E poi ancora quella frase come un faro: La Mente Non Ha Limiti, la mente non serve solo per lavorare. Che poi l'ho sempre pensato e saputo e NON dovrò mai dimenticarlo: Not Only A Work.
E questa sera è la vigilia di Natale, sei in cucina con D. che ascolta trasmissioni arabe, per te è un giorno come un altro e non senti per nulla la mancanza della famiglia. Forse è ancora presto, evidentemente è così. O forse no.
Questo è il gusto amaro che non riesco a togliermi dalla bocca quando mi assaggio.
Sì cara Yuki, è come hai scritto tu: DolceAmaro. Devo trovarlo, ne ho davvero bisogno, per me. Oltre ai miei limiti, in me. E' pesante essere un Bitter Boy... se poi alla mia età ci si mette pure un pseudoamoreplatonicofrancese...
Salut!
Roberto




2 comments:
Buongiorno Mio... e Buon Natale... nonostante tutto! :)
Non so se ti sei reso conto ma questo post è scritto in maniera magistrale. Capita, quando si è sensibili... e si possiede un certo occhio. ;) Purtroppo averlo ha i suoi pro e i suoi contro.
La sensibilità è un'arma a doppio taglio, dovrebbero organizzare dei corsi per poter ottenere il porto d'armi... ne so qualcosa.
Caro amaretto di Saronno... datti tempo. E non dire che sei troppo vecchio per cambiare. Se no te corco, ok?
Un abbraccio forte forte.
Ciao Yuki! Buone feste a te!
SArà perché l'ho riletto un paio di volte... sapessi quanti errori ci stavano :)
Grazie, troppo buona. A natale te lo concedo senza protestare :D
Non so se è sensibilità, dici? Io non credo di essere sensibile, piuttosto mi definirei come uno che semplicemente osserva a suo malgrado.
No, mai pensato. L'età "personale" è una cosa sensa senso. mi sento ancora 23/25-enne. Forse non è un bene, boh.
Grazie dell'abbraccio sai?!?!? Contraccambio!
A presto,
Roberto
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