Ieri era giorno di giro in bicicletta, già da una settimana avevo pianificato un qualcosa di abbastanza massacrante. Ma non avrei pensato così tanto.
Mentre stavo per arrivare ai piedi della seconda salita, su un tornate semplice semplice, la bici scivola e cado. Risultato botte ed escoriazioni varie ma niente di esagerato, tutto nella norma delle cadute. Arrivato ai piedi della salita mi sciacquo con un po' di acqua e monto in bici;davanti a me ho due possibilità: quella di scalare dinuovo la salita e quindi fare circa trenta chilometri di salita ed altri cinquanta per arrivare a casa, oppure prendere la pista ciclabile vicina vicina ed arrivare a casa con quarantacinque chilometri tutti pianeggianti. Sono montato in sella ed ho scelto la prima opzione, perchè? Perché era quella che mi ero messo in testa e non sono state sufficienti delle botte e delle escorizioni per farmi cambiare idea, sapevo che avrei patito, sapevo che mi avrebbe fatto male la botta ma però avevo deciso e non si cambiano le decisioni prese per cose che possono essere sopportate stri
ngendo i denti.
Mentre pedalavo e mi ripetevo: "Tu sei da rinchiudere!" ad ogni crepitio dei miei muscoli ripercorrevo qui e la degli episodi della mia vita, delle scelte che avevo compiuto sulle stesse basi e sopratutto delle scelte che mi restano da compiere e, per le quali, mica posso dire che coi denti chiusi potrò arrivare ad un termine. Scelte che riguardano me stesso e il mio futuro che mi spaventano pur non conoscendole, mi spaventano più di una salita senza fine, più dei crampi alle gambe, più delle crisi di fame e di sete.
Questa sera son qui che penso a tutto questo e tanto altro ancora, ho le gambe distrutte e dure come due tronchi di legno, ieri sera credo che ero febbricitante per lo sforzo e oggi mia nonna di ottantatre anni mi ha "battuto" nel percorrere le scale, però sono contento per ieri, conmtento di avercela fatta, sono pure un po' triste perché non risco ancora a darmi delle possibilità laddove dovrei!
A presto,
Mio
ngendo i denti.Mentre pedalavo e mi ripetevo: "Tu sei da rinchiudere!" ad ogni crepitio dei miei muscoli ripercorrevo qui e la degli episodi della mia vita, delle scelte che avevo compiuto sulle stesse basi e sopratutto delle scelte che mi restano da compiere e, per le quali, mica posso dire che coi denti chiusi potrò arrivare ad un termine. Scelte che riguardano me stesso e il mio futuro che mi spaventano pur non conoscendole, mi spaventano più di una salita senza fine, più dei crampi alle gambe, più delle crisi di fame e di sete.
Questa sera son qui che penso a tutto questo e tanto altro ancora, ho le gambe distrutte e dure come due tronchi di legno, ieri sera credo che ero febbricitante per lo sforzo e oggi mia nonna di ottantatre anni mi ha "battuto" nel percorrere le scale, però sono contento per ieri, conmtento di avercela fatta, sono pure un po' triste perché non risco ancora a darmi delle possibilità laddove dovrei!
A presto,
Mio




8 comments:
Forza di volontà ne hai da vendere!
Vedrai che riuscirai col tempo anche nelle cose che ora ti rimproveri.
Già il fatto che tu te ne renda conto e voglia migliorare è metà del cammino.
Ora devi scegliere: tornare a casa sul percorso pianeggiante o spezzarti i muscoli ed arrivare alla meta!
Sai Museum, credo che per certe cose la forza di volontà l'hanno tutti, per altre mica no. Non ci capisco più niente, mi sfugge l'Essenziale come il lampo sfugge dagli occhi acciecati non riesco a fermare l'attimo.
Sicuramente hai ragione, è il tempo delle scelte ma qual'è la salita? Perché io la VOGLIO, io VOGLIO scalarla!
A presto Museum,
Roberto
esticazzi robBè...
c'è un abisso tra le menti di chi si dice "sei da rinchiudere!" e di chi si dice "ma chi me lo ha fatto fare?".
Chiamala determinazione, chiamala convinzione, chiamalo "approccio". C'è chi si ferma imprecando, c'è chi va avanti imprecando. E non è l'imprecazione, la discriminante.
Vedi che hai i numeri per farcela? Una salita, una discesa, una vita come desideri...
Un abbraccio forte, con affetto e stima.
Grazie dell'augurio Digito, ma ora (per non dire da troppo) realmente vago alla ricerca di un qualcosa che mi possa portare in alto ma, purtroppo, mi sembra di pedalare in pianura controvento, un vento così forte che, a dirla tutta, mi fa sentir fermo. Ma forse fermo lo sono davvero.
Grazie dell'abbraccio, contraccambio anch'io!
Roberto
immagina, per un momento, che noi fermi lo si sia sempre. che sia tutto il resto che si muove. immagina soltanto di dovere camminare sul posto. immagina che spazio e tempo si comprimano fino a restarti tutti stretti in una mano. immagina che sia il mondo che ha bisogno di te e che per permetterti di librarti in tutto il tuo splendore, ti debba dare ciò di cui hai bisogno. immagina...
immagina anche che io, sia la terza volta che sbaglio la parola di verifica... ;-)
Carissimo Digito, ho riletto il tuo commento più volte e l'immaginazione in queste cose mi manca davvero però, però e però non voglio dirti e dirmi "...Mi piaccion le fiabe raccontane altre".
Quanto prima spero di poter immaginare come chi già da tempo si sposta nello spazio alla velocità del pensiero.
A presto Gabbiano Anziano Digito,
Roberto
PS: dici che è meglio che levi la password? Se mi ricordo come l'ho messa lo farò volentieri ;)
Ciao, scambio link?
Bak
ps. radiopazza.blogspot.com number 7 is online
@Bak: per me è un piacere, mi ricordo ancora il tuo commento non banale sulla diversità, che ha colto nel segno e completato un post che altrimenti non lo era. Per non parlare dei tuoi mai banali interventi che leggo occasionalmente qua e la.
Grazie mille dell'invito, hasta luego (giusto???),
Roberto
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