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Radio Pazza

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Saturday, 20 September 2008

La pausa

È l'ora della pausa pranzo. Siedi sul fondo ribaltato di quel cassone verde per la raccolta delle mele, i tuoi piedi chiusi in pesanti scarponi neri sono a ciondoloni e battono come di tamburo contro le sue pareti, sorridi perché ti ricordi come ti piaceva farlo da piccolo sulle sedie, sorridi perché ora la tua statura seppur non gigantesca, non ti consente di farlo quasi ovunque.
Sei a torso nudo e hai le bermuda aricciate a mo' di costume, due mele assieme a due biscotti home made e un po' di acqua come pranzo. Non ti serve di più anche se sei solo a metà giornata. Hai voglia di distendere i pensieri e sai già che il libro di grammatica inglese per le prossima ora sarà solo un compagno taciturno alla tua destra. L'aria che puntualmente viene dal lago sale leggera e continua e tu ti fai baciare da un sole dolcemente caldo mentre ti distendi sul fondo duro, del cassone con lo zaino e la canottiera come cuscino, le gambe rannicchiate alla bene meglio; ascolti per l'ultima volta la placida voce del fiume che scorre alla tua sinistra e chiudendo gli occhi sugli scalatori che arrampicano chiamandosi sulla parte poco distante, lasci che Yes con The Ancient (Giants Under The Sun) ti portino in un altro posto. Ora respiri profondamente non chiedendoti che ore sono, che cosa ne sarà di te e che cosa vai cercando. Solo quella musica, solo la dolce carezza di quella gentile brezza, solo l'avvolgente caldo abbraccio di quel sole ti importano.
È la tua ora di pausa da pensieri e domande, da verità e risposte pesanti o leggere che siano che quasi sempre ti tengono compagnia.

Mio

5 comments:

digito ergo sum said...

non sono loro a tenerti comapgnia, Roberto. Sei tu che non gli dai tregua. Finché le risposte non arriveranno da te, non le troverai mai. Il tuo compito? Spianare la strada, afinché arrivino dritte dritte

digito ergo sum said...

Dimenticavo di abbracciarti, scusa...

Mio said...

Può essere, anzi lo è. Perché da spianare ce n'è e non poco. Se fossi una risposta cambierei subito strada piuttosto che intraprendere una strada come le mie.
A presto Digito e scusa di niente, nei tuoi mai banali commenti l'abbracio è in ogni singola parola!

Roberto

daniela said...

Hai descritto una bellissima immagine di te, credo di esser riuscita a visualizzarti un po'... :-)

Sai, ci sarà un momento in cui i pensieri e le domande che a volte ti sono compagni sgraditi e pesanti si siederanno beatamente accanto a te, senza farti del male.

Mi accorgo ora che mentre io ero da te, tu stavi commentando me... mi piace questa strana telepatia che a volte si instaura virtualmente tra persone che non si conoscono ma sono legati da qualcosa che li spinge a leggersi a vicenda.

Ti abbraccio.

Mio said...

Ciao Daniela, fa piacere sapere ce sia riuscito a rendere un'immagine con delle parole, che poi detto da te è più che un grande complimento. Grazie.
In effetti questa telepatia informatica è qualcosa di strano. Chuissà quante altre volte sarà accaduto ad entrambi qui e la in questa mondo virtuale, che io reputo virtuoso per la presenza di persone davvero diverse e speciali, nel quale le distanze fisiche contano poco perché tutto viaggia alla velocità del pensiero o, forse meglio, del pensare.
Contraccambio l'abbraccio, a presto.

Roberto

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