Eh già ci sono ricaduto o, per meglio dire, mi sono regalato un altro Sogno che avevo messo nel cassetto più di un anno fa.
Oggi ho scalato lo Stelvio dalla parte di Prato allo Stelvio arrivando dopo venticinque chilometri al passo situato a 2680m s.l.m., sulla mitica Cima Coppi. Ad onor del vero non è stato molto difficile, o meglio, non è stato estremamente faticoso perché faticoso lo è sempre. un po' l'altitudine si è fatta sentire anche perché si pedala per circa dodici chilometri sempre sopra i duemila metri, ma con io ghiacci eterni del gruppo dell'Ortles-Cevedale che ti guardano austeri a sinistra avrei pedalato anche fino a guardarli dall'alto, lo spettacolo era incredibile.
Ora vi lascio un po' di foto per incuriosirvi, scusate la scarsa qualità ma purtroppo la macchina sente il passare del tempo.
Ora vi lascio un po' di foto per incuriosirvi, scusate la scarsa qualità ma purtroppo la macchina sente il passare del tempo.
- Passo dello Stelvio Cima Coppi (il cartello "regolare" non c'era più)

- Passo dello Stelvio da Bormio

- Un po' di Svizzera: St. Maria Val Mustair

Una cosa non dimenticherò mai di questa ascesa: il "Puttana Eva" (me ne scuso con la bistrattata Eva) che ho tirato quando ho visto gli ultimi cinque chilometri e il sorriso rasente al ghigno di chi lancia una sfida a se stesso che sempre mi compare quando mi trovo davanti cose di questo tipo.

A presto,
Mio
PS: Altre e peggiori foto le trovate linkate qui




2 comments:
Ah, come invidio la tua forza di volontà! Dev'essere meraviglioso arrivare così in alto, a tu per tu con le montagne, con la sola propria forza! Quei ricordi non te li potrà mai levare nessuno...
Ciao Museum, è proprio un qualcosa di meraviglioso, sentire l'aria fresca nei polmoni quando ancora sa di bosco di resina e di rugiada. Sentirla fine e fredda quasi tagliente quando il bosco finisce e un alito di vento ti ricorda gentilmente che ti potrebbe fermare se solo lo volesse, se solo soffisse un po' più forte.
Quando salivo con il ghiacciaio perenne alla mia sinistra mi sentivo piccolo piccolo eppure, in un certo senso, mi sembrava pure di disturbare quel placido gigante.
Credo che a certe altezze la Natura ci insegni quale è la nostra dimensione per riportarci ad un umiltà che un po' tutti abbiamo dimenticato.
A presto,
Roberto
PS: Ti consiglio un giro nelle Dolomiti, io l'anno scorso me ne sono innamorato ed ora me le porto nel cuore.
Post a Comment