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Saturday, 13 February 2010

LNGUG

Quando non si capisce, supponendo che si possa capire cosa non banale, il senso di una comunicazione scritta o parlata, credo che si tenda ad interpretare il senso del discorso partendo da una collezione di parole note. Come punti di una funzione, poi, si interpola il tutto e si estrae il significato e "l'andamento" del discorso. Il senso generale e quello particolare.
Quanto più un lessico è ricco, tanto più l'errore che si compie può tendere a zero, ma non sempre è così, serve un protocollo comune di significati associati per averne la certezza di questo. Non sempre è così.

Ora mi chiedo questo: se il linguaggio è noto e conosciuto, quello che si fa è assimilare ogni singolo punto -la collezione di prima- oppure no? Quello che voglio dire, per usare i termini della teoria dell'informazione, è se si campiona molto fittamente il discorso e poi si estrae da questo contenuto informativo associato, quindi attraverso una conoscenza pressoché totale del segnale ricevuto, oppure si agisce in maniera "furba": ossia si campiona molto più blandamente e sulla base di ciò che è noto e conosciuto, che si potrebbe chiamare informazione a priori, si estrae il senso. Propendo per la seconda. Credo che il cervello tenda a massimizzare il contenuto informativo associato alle periferiche di ricezione, i sensi, minimizzando ciò che deve immagazzinare sulla base di ciò che sa e, non secondariamente, su ciò che vuole sapere o capire.

Ogni singola parola ha un peso, un come un perché. Chi la pronuncia, consciamente oppure no, svela un tratto di se stesso che non necessariamente è vero. La connessione delle diverse parole, di ciò che diciamo o leggiamo e chiamiamo senso del discorso, ci svelerà attraverso la logicità ci svelerà cosa si capisce. Non cadere in contraddizione è però sempre possibile, cadere in contraddizione non aiuta, l'autoreferenzialità del linguaggio personale porta all'indicibile per chi ascolta.
Credo che nel Linguaggio, in tutte le sue accezioni, ci sia un'incredibile magia. Quando il messaggio viene recepito così come lo si voleva trasmettere la magia è senza pari. Credo che sia, in larga parte, il Nostro senso. Il perché, come credo, si è simili e non uguali. Il perché medesimi sensi atti a recepire medesimi stimoli, risolvano il problema della Realtà fisica e meta-fisica in modi differenti. Talvolta portando a conclusioni differenti. Per questo credo che il linguaggio non stia solo nelle parole ma in ogni stimolo recepito dall'esterno: il COME, il QUANDO, il DOVE, il COSA e il PERCHE'. A mio avviso l'interpretazione dipende da come si vive e si sta in un determinato istante -ancora tempo e campionamento temporale-, perché questo fattore non può essere ignorato, nessuno è statico.
Vedo il Linguaggio come una realtà multidimensionale e variabile. Un qualcosa che, di primo acchito, potrei definire a sette dimensioni (7-D), dove cinque sono occupate dai sensi, una dal tempo. La settima è l'Anima, variabile dipendente dalle prime sei ma rispetto se si prende in considerazione il passato, indipendente e kernel delle prime sei si prende in considerazione il futuro che ci ostiniamo a NON chiamare presente.
L'Anima è forse ciò che va oltre i nostro normale sentire, il nostro meta-senso, costruito inconsapevolmente su emozioni, ricordi, sentimenti. Un qualcosa di plastico che vorremmo manipolare per annullare gli effetti deleteri che talvolta sperimentiamo ma che poi mica ci si riesce. Muta tra le nostre mani, sfugge e rifugge. Lei.

Questo per me è il Linguaggio. Male espresso qui ma meglio non sono riuscito a fare, scusate. Dopo più di un anno, forse due, sono riuscito a tirare fuori queste righe sconclusionate e sconquassate. Righe scritte di getto mentre B. spiegava ad A. come S., una nostra collega, si era fatta male sciando. Alla fine della sua spiegazione, ascoltata di lato, mi sono chiesto: "cosa hai capito?", e subito dopo: "perché?". Quello che avete letto è il mio perché.

Ora ho la mia risposta (nulla più ben inteso) ad un'altra domanda che mi sono posto mentre osservavo una ragazza in attesa della lezione di francese. Lei si guardava attorno e leggeva, io la guardavo e colto dal suo sguardo (nulla più N. ok?!?) pensavo: "Si può rimanere spaventati da un volto dolcissimo?". La mia risposta è sì, perché non è solo un volto ma è anche uno specchio di fronte a ciò che non si ha il coraggio di guardare.

Mi sento sempre più solo in questo mondo. Trovare voi Amici Veri qui e la sulla mia strada è sempre un piacere. Siete impareggiabili.
Mi sto innamorando di tutto forse pure un po' di me stesso. Non so come andrà a finire ma in fondo: C'est la vie!

Questa è la mia canzone della sera, prima di rientrare a casa, questa mi rilassa e mi da speranza dopo un giorno di battaglia contro me stesso. Per il giorno seguente. Questa mi sono dedicato ieri mentre tentavo di osservare Ma-Boulangère® © (sì anche lei :D), putroppo non ci sono riuscito mi riesce difficile. Non ci riesco, ma non conta.

Mio


PS: a Te che mi hai insegnato senza pretese ma solo con il tuo Essere Naturale. A te che non serve il tuo nome e nemmeno l'iniziale. A te dedico questa canzone che mica esisterebbe ora in me e neppure ciò che ho scritto.
Grazie davvero è sempre un piacere. Buona vita!




Cirano -Francesco Guccini
Venite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati, io più non vi sopporto,
infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perché con questa spada vi uccido quando voglio.

Venite pure avanti poeti sgangherati, inutili cantanti di giorni sciagurati,
buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria, ma non avete scorza;
godetevi il successo, godete finchè dura, che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
e andate chissà dove per non pagar le tasse col ghigno e l' ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna, però non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli? L'arrivismo? All' amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte, coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto, assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch' io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Ma quando sono solo con questo naso al piede
che almeno di mezz' ora da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore
che a me è quasi proibito il sogno di un amore;
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino le donne le ho perdute
e quando sento il peso d' essere sempre solo
mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
amo senza peccato, amo, ma sono triste
perchè Rossana è bella, siamo così diversi,
a parlarle non riesco: le parlerò coi versi, le parlerò coi versi...

Venite gente vuota, facciamola finita, voi preti che vendete a tutti un' altra vita;
se c'è, come voi dite, un Dio nell' infinito, guardatevi nel cuore, l' avete già tradito
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso, che Dio è morto e l' uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Io tocco i miei nemici col naso e con la spada,
ma in questa vita oggi non trovo più la strada.
Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo,
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo:
dev' esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto
dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
io sono solo un' ombra e tu, Rossana, il sole,
ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
perchè oramai lo sento, non ho sofferto invano,
se mi ami come sono, per sempre tuo, per sempre tuo, per sempre tuo...Cirano.





4 comments:

Prisma said...

Ehehehe, non ti dico cosa penso di quello che hai scritto perché tanto non ci credi. Anzi no. Te lo dico lo stesso. Credo che la teoria delle 7D dovresti proprio approfondirla e svilupparla... Mi sembra una via percorribile per unire la fisica e la psiche, la fisica e l'anima. Anzi, secondo me saresti tagliato per studiare la fisica quantistica, ci hai mai pensato? Fossi in te, un pensierino ce lo farei... ;)
Quanto al resto... bè, inizia ad amarti, perché per imparare bisogna essere recettivi e aperti. Perciò ringrazia prima di tutto te stesso! :D

p.s. se non ci credi, peggio per te! Tiè! :D :D :D

PAROLA DI VERIFICA: mates (ahahah, vuol dire amici in inglese!)

Mio said...

A dire il vero qui sarebbe in fisica, ma visto che non ci capisco ancora una ciòla... lasciamo stare che è PIU' meglio.

Messaggio RECCETTIvuto, grazie.

Salut,

Roberto

Prisma said...

Ma proprio fisica quantistica? O un'altra branca? (te lo chiedo perché non è che ne capisca molto, se non per quel poco che ne ho letto in qualche libro che ovviamente non era di fisica...)

Bonne soirée, Mio!

Mio said...

chi? cosa? io non ho detto Gniente, non capisco... Branca era un attaccante dell'Inter... ;)

Buona serata Yu'!

Roberto

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