Il freddo non sarà più così clemente, anche quest'anno ripongo la bicicletta. Le regalo il meritato riposo.
Sono tre stagioni che vado in bici come si deve. Con "deve" intendo non come sport ma molto di più, un qualcosa di indefinibile perché è sempre diverso.
Cominciai nel 2007 per cancellare un Dolore tropo forte per me così mi regalai un dolore fisico che per brevi periodi riusciva a cancellarlo. La volta successiva, il 2008, fu l'anno dei patti con me stesso, delle mete da raggiungere ad ogni costo. L'anno della mente e del fisico, l'anno più duro. Quest'anno mi sono voluto concentrare sulle emozioni e sulla mente, riuscire a ricavare piacere nonostante tutto. La ricerca di una mia serenità.
In parte ci sono riuscito, in parte l'ho trovata ed ho scoperto molto ed altro ancora. Il piacere di pedalare con il vento alle spalle giù curvo e basso al ritmo di musica sempre nuova, il piacere di fermarsi e guardare o di bagnarsi nella natura, nei suoi colori, sempre più a lungo.
E' che di emozioni non ne avevo abbastanza o meglio, c'era li vicino qualcosa di me che non conoscevo, qualcosa che mi sfuggiva. Il limite della mia volontà, il potere della mia mente. L'ho cercato in un modo che non andrebbe fatto, ma essendo quello più rapido offre un buon compromesso. Mi spiego: finché si pedala in pianura si può andare avanti, vicini al limite, per circa cinque o sei ore senza alimentarsi e bevendo solamente acqua e tutto va più o meno bene. Il problema è sempre sul più bello, sulla salita. Li non ci si mente e non si inganna, in tre ore, ma anche meno, io perdo il contatto con la realtà percepita normalmente. Probabilmente si accede ad un altro stato, non so. So, per me, che divento un automa apparente ossia le pedalate diventano lente e cadenzate e la mente affila le spade per la battaglia nell'andare avanti fino alla cima. Sempre e comunque, fino alla meta. Queste sono le crisi di fame, brutte bestie davvero! quando ti fermi mica sai che cosa stai facendo la ragione non è l'unica cosa che ti manca. Trovare il cibo nello zaino è un impresa titanica e il mio zaino e più piccolo di quelli di scuola.
Vi chiederete perché faccio questo, be' i motivi sono sostanzialmente due: perché talvolta (credo quest'anno solo quattro volte) mi piace scoprire questo lato, provare quella sensazione e in secondo luogo per tentare di riparare ad un problema nuovo che da tre anni mi da seccature, forse un giorno ne parlerò.
Ora, da quest'anno, posso dire di conoscere molto meglio i miei limiti ma soprattutto me stesso, la mia indole e natura. Il gioco a cui mi piace giocare. Ora so che spostare in avanti la meta poco prima di raggiungerla è qualcosa che mi tiene in moto, l'unica cosa che mi fa muovere davvero.
L'anno scorso ho creduto che fosse un addio, ahimè non c'è stato. Le speranze sono partite come quegli aerei che non ho preso mio malgrado.
Quest'anno si è molto molto più vicini. Però non darò un addio alla mia bici, ora so come e quando montarci. Come e quando stare con lei, senza pretese di cura. Solo per piacere e per mettermi alla prova. Nessuna medicina, nessun impegno.
Vi sembrerà stupido ma credo che in parte sia riuscita a guarirmi. Senza di lei non avrei capito che è nella mi indole la ricerca di una vita in salita sospesa tra crisi di fame improvvise e discese da affrontare seguendo lo spirito.
Ecco i miei luoghi. Oggi li ho idealmente salutati con un arrivederci. Ma anche no.


Buona settimana a tutti!
Mio
PS: ho riletto i due post che scrissi e qui linkati ed è curioso come emerga, di anno in anno, il creder di aver raggiunto una consapevolezza nuova personale nelle mie capacità che, inevitabilmente, viene ad esser cancellata l'anno successivo. Chissà cosa dirò di me tra un anno. Cambio molto lentamente, questo è indubbio, però forse non sempre in peggio. Almeno così credo e spero.
PPS: scusate gli errori/orrori nei miei post. Pur notandoli dopo la pubblicazione li voglio lasciare così per potermi dire: "Questo eri".
Sono tre stagioni che vado in bici come si deve. Con "deve" intendo non come sport ma molto di più, un qualcosa di indefinibile perché è sempre diverso.
Cominciai nel 2007 per cancellare un Dolore tropo forte per me così mi regalai un dolore fisico che per brevi periodi riusciva a cancellarlo. La volta successiva, il 2008, fu l'anno dei patti con me stesso, delle mete da raggiungere ad ogni costo. L'anno della mente e del fisico, l'anno più duro. Quest'anno mi sono voluto concentrare sulle emozioni e sulla mente, riuscire a ricavare piacere nonostante tutto. La ricerca di una mia serenità.
In parte ci sono riuscito, in parte l'ho trovata ed ho scoperto molto ed altro ancora. Il piacere di pedalare con il vento alle spalle giù curvo e basso al ritmo di musica sempre nuova, il piacere di fermarsi e guardare o di bagnarsi nella natura, nei suoi colori, sempre più a lungo.
E' che di emozioni non ne avevo abbastanza o meglio, c'era li vicino qualcosa di me che non conoscevo, qualcosa che mi sfuggiva. Il limite della mia volontà, il potere della mia mente. L'ho cercato in un modo che non andrebbe fatto, ma essendo quello più rapido offre un buon compromesso. Mi spiego: finché si pedala in pianura si può andare avanti, vicini al limite, per circa cinque o sei ore senza alimentarsi e bevendo solamente acqua e tutto va più o meno bene. Il problema è sempre sul più bello, sulla salita. Li non ci si mente e non si inganna, in tre ore, ma anche meno, io perdo il contatto con la realtà percepita normalmente. Probabilmente si accede ad un altro stato, non so. So, per me, che divento un automa apparente ossia le pedalate diventano lente e cadenzate e la mente affila le spade per la battaglia nell'andare avanti fino alla cima. Sempre e comunque, fino alla meta. Queste sono le crisi di fame, brutte bestie davvero! quando ti fermi mica sai che cosa stai facendo la ragione non è l'unica cosa che ti manca. Trovare il cibo nello zaino è un impresa titanica e il mio zaino e più piccolo di quelli di scuola.
Vi chiederete perché faccio questo, be' i motivi sono sostanzialmente due: perché talvolta (credo quest'anno solo quattro volte) mi piace scoprire questo lato, provare quella sensazione e in secondo luogo per tentare di riparare ad un problema nuovo che da tre anni mi da seccature, forse un giorno ne parlerò.
Ora, da quest'anno, posso dire di conoscere molto meglio i miei limiti ma soprattutto me stesso, la mia indole e natura. Il gioco a cui mi piace giocare. Ora so che spostare in avanti la meta poco prima di raggiungerla è qualcosa che mi tiene in moto, l'unica cosa che mi fa muovere davvero.
L'anno scorso ho creduto che fosse un addio, ahimè non c'è stato. Le speranze sono partite come quegli aerei che non ho preso mio malgrado.
Quest'anno si è molto molto più vicini. Però non darò un addio alla mia bici, ora so come e quando montarci. Come e quando stare con lei, senza pretese di cura. Solo per piacere e per mettermi alla prova. Nessuna medicina, nessun impegno.
Vi sembrerà stupido ma credo che in parte sia riuscita a guarirmi. Senza di lei non avrei capito che è nella mi indole la ricerca di una vita in salita sospesa tra crisi di fame improvvise e discese da affrontare seguendo lo spirito.
Ecco i miei luoghi. Oggi li ho idealmente salutati con un arrivederci. Ma anche no.

Buona settimana a tutti!
Mio
PS: ho riletto i due post che scrissi e qui linkati ed è curioso come emerga, di anno in anno, il creder di aver raggiunto una consapevolezza nuova personale nelle mie capacità che, inevitabilmente, viene ad esser cancellata l'anno successivo. Chissà cosa dirò di me tra un anno. Cambio molto lentamente, questo è indubbio, però forse non sempre in peggio. Almeno così credo e spero.




9 comments:
Quel che conta è il viaggio... non aver fretta di arrivare.
La consapevolezza di se stessi c'è perchè ti cerchi.
Perfetti eppure mutevoli, non è così il cielo?
Notte, Bk
Buongiorno Bk!
Hai ragione, come il cielo, bella immagine! Si è sempre diversi, talvolta ci si sa pure leggere dentro come nelle nuvole si riescono a vedere figure, altre volte non si riconosce nulla e si pensa pure che stia venendo giù un temporale senza fine.
Buona giornata e settimana!
Roberto
Grazie del consiglio di dance dance dance.. lo cercherò!
.. le foto nel post sono davvero magnifiche.. come è splendida la ricerca che incessantemente fai dentro e fuori te stesso .. gni tanto, però, prenditi una pausa in questo viaggio e osserva il panorama.. Potresti trovarmo molto più gradevole di ciò che a volte pensi!!
Ciao Linda,
ringrazia Museum, è lei "l'untrice"... :D
Sai che nel tuo commento c'è un punto che mi piace? Ed è il tuo consiglio. ma al suo interno mi è piaciuto molto: "...potresti trovarlo MOLTO PIU' gradevole di ciò che A VOLTE pensi" ha il sapore di un augurio molto sincero e accorato. GRAZIE!!!
Serena settimana Linda!
Roberto
Sai perché sei molto più avanti di me? Perché tu ti cerchi. Io, al contrario, non faccio che perdermi...
Splendide foto e parole... Continua così, che vai forte!
P.S. ma com'è che continuate a chiamarmi Museum? :P Ormai sono Yuki... O Prisma? Aiutoooo... Non so nemmeno io perché scelsi quel nick. Ma non mi ci sono mai identificata davvero... E' proprio vero che la prima impressione è quella che conta... e che alla fine resta più impressa.
Buona serata, Mio. E grazie per l'infinita pazienza con cui continui a leggere i miei sproloqui. ;)
Ciao YUKI! ;)
no, no, non sono più avanti. semmai è che tu volgi lo sguardo indietro. E non contraddirmi sai?!?!
Il nick era una cosa del tipo (RP9??): "... le prime tre lettere del mio nome seguite dalle altre opposte/duali..." o una cosa del genere, ho provato a decriptare quel significato: ci ho rinunciato. :(
La prima ESPRESSIONE è quella che conta ;), i nomi e il resto sono contorno. A me piace far credere ciò che non sono, con l'apparire. L'apparenza, in cui non credo, è un gioco. Barba lunga o rasato di contropelo, gel o arruffato, capelli lunghi o rasati, miss contadina ochenessoiocosa, non conta. La gente che si vuole fermare li che si fermi. Non mi curo. Chi gurada il particolare coglierà il mio non essere vestito, che poi è la nudità di "tutti". Naturalmente ci so no luoghi che richiedono il rispetto di convenzioni o comodità o necessità. Per il resto però non mi curo, anzi ad essere sincero pure mi piace questo mio vestirmi-travestirmi.
Mettiamo caso che i tuoi siano sproloqui, quindi mentiamo alla GRANDISSIMA, allora i miei cosa sono visto che sono mooooolto peggiori? Quindi ti propongo un accordo: i tuoi sproloqui passano al rango di parole come immagini musica ed emozioni, io rimango ai sproloqui. OK?
Buona serata Mu...(doh) YUKI! :D
Roberto
@Yuki: quando ho detto "...volgi lo sguardo indietro..." intendenvo verso di me. Quando mi leggi. Non era un indietro riferito al te, al tuo passato o cose così. Ah il linguaggio. Scusa se c'è stato una incomprensione.
Buona giornata,
Roberto
Tranquillo, avevo capito :) Le incomprensioni capitano, credo, se si parte prevenuti. E io nei tuoi confronti non lo sono affatto... Te capì??? :D
Il riferimento di cui parli in realtà non era l'origine del mio nick... Era una curiosa coincidenza capitata con il verifica parole di Google che mi è apparso un giorno sul blog di una persona che voleva sapere il mio vero nome... Ebbene, la word verification mi chiedeva di digitare le prime tre lettere del mio vero nome, seguite dalla parola "duale". La cosa mi ha fatto sorridere. :)
Fai male a non prevenirti... io mordo sai! Sono o no un lupaccio (spelacchiato) della steppa o no? :)
Felice giornata Yu'!
Roberto
PS: scusa ma ultimamente sono in preda ad una crisi di elisione. Diciamo un'elisiofilia... so cosa stai pensando sai!:) sì sono anche più deficiente del solito :D :D :D
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