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Radio Pazza

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Saturday, 13 February 2010

LNGUG

Quando non si capisce, supponendo che si possa capire cosa non banale, il senso di una comunicazione scritta o parlata, credo che si tenda ad interpretare il senso del discorso partendo da una collezione di parole note. Come punti di una funzione, poi, si interpola il tutto e si estrae il significato e "l'andamento" del discorso. Il senso generale e quello particolare.
Quanto più un lessico è ricco, tanto più l'errore che si compie può tendere a zero, ma non sempre è così, serve un protocollo comune di significati associati per averne la certezza di questo. Non sempre è così.

Ora mi chiedo questo: se il linguaggio è noto e conosciuto, quello che si fa è assimilare ogni singolo punto -la collezione di prima- oppure no? Quello che voglio dire, per usare i termini della teoria dell'informazione, è se si campiona molto fittamente il discorso e poi si estrae da questo contenuto informativo associato, quindi attraverso una conoscenza pressoché totale del segnale ricevuto, oppure si agisce in maniera "furba": ossia si campiona molto più blandamente e sulla base di ciò che è noto e conosciuto, che si potrebbe chiamare informazione a priori, si estrae il senso. Propendo per la seconda. Credo che il cervello tenda a massimizzare il contenuto informativo associato alle periferiche di ricezione, i sensi, minimizzando ciò che deve immagazzinare sulla base di ciò che sa e, non secondariamente, su ciò che vuole sapere o capire.

Ogni singola parola ha un peso, un come un perché. Chi la pronuncia, consciamente oppure no, svela un tratto di se stesso che non necessariamente è vero. La connessione delle diverse parole, di ciò che diciamo o leggiamo e chiamiamo senso del discorso, ci svelerà attraverso la logicità ci svelerà cosa si capisce. Non cadere in contraddizione è però sempre possibile, cadere in contraddizione non aiuta, l'autoreferenzialità del linguaggio personale porta all'indicibile per chi ascolta.
Credo che nel Linguaggio, in tutte le sue accezioni, ci sia un'incredibile magia. Quando il messaggio viene recepito così come lo si voleva trasmettere la magia è senza pari. Credo che sia, in larga parte, il Nostro senso. Il perché, come credo, si è simili e non uguali. Il perché medesimi sensi atti a recepire medesimi stimoli, risolvano il problema della Realtà fisica e meta-fisica in modi differenti. Talvolta portando a conclusioni differenti. Per questo credo che il linguaggio non stia solo nelle parole ma in ogni stimolo recepito dall'esterno: il COME, il QUANDO, il DOVE, il COSA e il PERCHE'. A mio avviso l'interpretazione dipende da come si vive e si sta in un determinato istante -ancora tempo e campionamento temporale-, perché questo fattore non può essere ignorato, nessuno è statico.
Vedo il Linguaggio come una realtà multidimensionale e variabile. Un qualcosa che, di primo acchito, potrei definire a sette dimensioni (7-D), dove cinque sono occupate dai sensi, una dal tempo. La settima è l'Anima, variabile dipendente dalle prime sei ma rispetto se si prende in considerazione il passato, indipendente e kernel delle prime sei si prende in considerazione il futuro che ci ostiniamo a NON chiamare presente.
L'Anima è forse ciò che va oltre i nostro normale sentire, il nostro meta-senso, costruito inconsapevolmente su emozioni, ricordi, sentimenti. Un qualcosa di plastico che vorremmo manipolare per annullare gli effetti deleteri che talvolta sperimentiamo ma che poi mica ci si riesce. Muta tra le nostre mani, sfugge e rifugge. Lei.

Questo per me è il Linguaggio. Male espresso qui ma meglio non sono riuscito a fare, scusate. Dopo più di un anno, forse due, sono riuscito a tirare fuori queste righe sconclusionate e sconquassate. Righe scritte di getto mentre B. spiegava ad A. come S., una nostra collega, si era fatta male sciando. Alla fine della sua spiegazione, ascoltata di lato, mi sono chiesto: "cosa hai capito?", e subito dopo: "perché?". Quello che avete letto è il mio perché.

Ora ho la mia risposta (nulla più ben inteso) ad un'altra domanda che mi sono posto mentre osservavo una ragazza in attesa della lezione di francese. Lei si guardava attorno e leggeva, io la guardavo e colto dal suo sguardo (nulla più N. ok?!?) pensavo: "Si può rimanere spaventati da un volto dolcissimo?". La mia risposta è sì, perché non è solo un volto ma è anche uno specchio di fronte a ciò che non si ha il coraggio di guardare.

Mi sento sempre più solo in questo mondo. Trovare voi Amici Veri qui e la sulla mia strada è sempre un piacere. Siete impareggiabili.
Mi sto innamorando di tutto forse pure un po' di me stesso. Non so come andrà a finire ma in fondo: C'est la vie!

Questa è la mia canzone della sera, prima di rientrare a casa, questa mi rilassa e mi da speranza dopo un giorno di battaglia contro me stesso. Per il giorno seguente. Questa mi sono dedicato ieri mentre tentavo di osservare Ma-Boulangère® © (sì anche lei :D), putroppo non ci sono riuscito mi riesce difficile. Non ci riesco, ma non conta.

Mio


PS: a Te che mi hai insegnato senza pretese ma solo con il tuo Essere Naturale. A te che non serve il tuo nome e nemmeno l'iniziale. A te dedico questa canzone che mica esisterebbe ora in me e neppure ciò che ho scritto.
Grazie davvero è sempre un piacere. Buona vita!




Cirano -Francesco Guccini
Venite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati, io più non vi sopporto,
infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perché con questa spada vi uccido quando voglio.

Venite pure avanti poeti sgangherati, inutili cantanti di giorni sciagurati,
buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria, ma non avete scorza;
godetevi il successo, godete finchè dura, che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
e andate chissà dove per non pagar le tasse col ghigno e l' ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna, però non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli? L'arrivismo? All' amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte, coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto, assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch' io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Ma quando sono solo con questo naso al piede
che almeno di mezz' ora da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore
che a me è quasi proibito il sogno di un amore;
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino le donne le ho perdute
e quando sento il peso d' essere sempre solo
mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
amo senza peccato, amo, ma sono triste
perchè Rossana è bella, siamo così diversi,
a parlarle non riesco: le parlerò coi versi, le parlerò coi versi...

Venite gente vuota, facciamola finita, voi preti che vendete a tutti un' altra vita;
se c'è, come voi dite, un Dio nell' infinito, guardatevi nel cuore, l' avete già tradito
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso, che Dio è morto e l' uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Io tocco i miei nemici col naso e con la spada,
ma in questa vita oggi non trovo più la strada.
Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo,
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo:
dev' esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto
dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
io sono solo un' ombra e tu, Rossana, il sole,
ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
perchè oramai lo sento, non ho sofferto invano,
se mi ami come sono, per sempre tuo, per sempre tuo, per sempre tuo...Cirano.





Tuesday, 9 February 2010

Everyday Life

Silenzio nella tua bocca. Ingresso, riconoscimento. Accesso.
Dietro il passaggio obbligato ti si apre un cammino lungo sempre uguale, fuori e dentro. Vento freddo e Acqua ghiacciata i tuoi compagni mattutini che un mai chiaro cielo ti ha inviato.

Parole escono dalla bocca. Tentativo di catare un qualcosa di più di una canzone, il tuo.
Passo sicuro, ti senti stranamente grande. Stranamente come sei. Sai di fare paura a quegli ostacoli altrui invisibili che hai di fronte. "Scansati perché vado dritto!"

Parole che crescono ora è anche il corpo a cantare assieme a te nella completa non curanza di chi potresti incontrare.
Rivoluzione per te, rivoluzione per il tuo futuro. Questo è il tuo pensiero. Presunzione di voler condividere i risultati tra Amici sinceri, poi.
In questo credi, altrimenti non avrebbe senso nulla.

Ed il peso si farà ali,
Il sonno mancato riposo.
Conosco le note finali
Di questo mio canto a ritroso.

Nel movimento di una partitura
Una Vita da operare a cielo aperto,
Nel mezzo della mia desolata e sterminata pianura
un piccolo uomo vuol diventare liberto.


Buona serata o notte a tutte e a tutti.


Mio


PS: forse ho già scritto qualcosa di simile, non so. Se così fosse scusate la ripetizione.


... ma questa non mi stancherò mai di riproporla.Align Center

Sunday, 7 February 2010

Dialoghi Impossibili: "Why Suppose?"

mi ha chiesto DJ. questa mattina, mica lo so il perché. Per il mio cervellino, la notte fonda svegliato di soprassalto è peggio che di giorno, ma sempre meglio del venerdì sera.
Dialoghi notturni senza un perché:

Mi cerca, dormo.
[06/02/2010 14.32.35] DJ.: (red)
[06/02/2010 22.28.06] DJ.: t la ?

Vedo il messaggio e lo cerco, mi da addormentato.
[2.18.05] Mio: ?

[2.18.14] DJ.: ? lol

[2.18.39] Mio: E. suppose beacop du bruille

[2.18.44] DJ.: suppose ?

[2.18.57] Mio: :D

[2.19.23] DJ.: and in english ?

[2.19.43] Mio: is too much now
[2.19.52] Mio: i was sleeping
[2.19.58] Mio: :D

[2.20.10] DJ.: really ?
[2.20.14] DJ.: nightmare ?

[2.20.21] Mio: of course
[2.20.22] Mio: so
[2.20.30] Mio: I wil do mous mous® ©***
[2.20.41] Mio: ad all will be ok
[2.20.44] Mio: ok?

[2.21.16] DJ.: it's ok :D

[2.22.15] Mio: Je ponse cet-que cette tres bonne idea que tu vai au dormir _P
[2.22.19] Mio: :P

[2.22.29] DJ.: oui oui
[2.22.33] DJ.: je pense aussi :D

[2.23.00] Mio: bonne nuit

[2.23.01] DJ.: allez, fais de beaux revse
[2.23.04] DJ.: Merci :)

[2.23.37] Mio: est-que tu ponse que le muoi cervel il mache bien apret revellie?
[2.23.38] Mio: :D

[2.24.06] DJ.: pourquoi, tu penses que ca marche bien avant de dormir lol ?

[2.24.17] Mio: no

[2.24.44] DJ.: Ciao Ciao :)

[2.26.46] Mio: salut


Era mattina, cioè io ci provo ma mica ci riesco a fare meglio... era mattina... sono più bravo, forse :D

Salut,

Mio


*** la mia ricetta personale di cous cous che, in quanto differente da quella vera, ho ribattezzato mous mous® ©

Non chiedetemi perché ma beccatevi questa :D




In The Middle Of The Night - Billy Joel

In the middle of the night
I go walking in my sleep
From the mountains of faith
To a river so deep
I must be looking for something
Something sacred I lost
But the river is wide
And it's too hard to cross

And even though I know the river is wide
I walk down every evening and I stand on the shore
And try to cross to the opposite side
So I can finally find out what I've been looking for

In the middle of the night
I go walking in my sleep
Through the valley of fear
To a river so deep
And I've been searching for something
Taken out of my soul
Something I would never lose
Something somebody stole

I don't know why I go walking at night
But now I'm tired and I don't want to walk anymore
I hope it doesn't take the rest of my life
Until I find what it is that I've been looking for

In the middle of the night
I go walking in my sleep
Through the jungle of doubt
To a river so deep
I know I'm searching for something
Something so undefined
That it can only be seen
By the eyes of the blind
In the middle of the night

I'm not sure about a life after this
God knows I've never been a spiritual man
Baptized by the fire, I wade into the river
That runs to the promised land
In the middle of the night
I go walking in my sleep
Through the desert of truth
To the river so deep
We all end in the ocean
We all start in the streams
We're all carried along
By the river of dreams
In the middle of the night

Saturday, 6 February 2010

Personaggi In Cerca Di Nome

Sì perché non sono cose, almeno per me. Sono presenze inamovibili, per così dire, nella mia vita attuale. Ma poche parole, passo alle presentazioni, purtroppo non ne conosco il nome o meglio: non ne riesco a dare uno che si addica loro. Perché tutte le cose che contano, per qualunque motivo, non conta, devono essere chiamate per nome. Questo è la genesi dei nomi propri di persona, no? Questo è ANCHE quello che mi ha insegnato G. ... già G. che anche se mi fa preoccupare non rispondendo alle e-mail. Non si fa sai? :D

Ora ve li presento:
  • La sedia che mi ha salvato, diciamo così, il mio culetto delicato. Lei l'ho trovata per strada una sera di pioggia, è stato amore a prima vista e senza chiederle permesso me la sono messa in camera. Purtroppo è un po' acciaccata e scricchiola abbastanza. N. dice che è perché sopra ci ha fatto sesso mezza O. io sono d'accordo con lui e penso pure che probabilmente il proprietiario/a fosse sopra il quintale. :D

  • La prossima che vi vorrei presentare è colei che mi ha salvato dalla marea di cartacce e libri che mi avrebbero altrimenti sommerso, viene da un Carrefour era in special prize anche per questo l'ho invitata da me scusate la carta igienica rosa nell'angolo ;)
  • E questa è la regina di un nuovo regno chiamato "Phylosofical Kitchen" per lei un nome regale, sicuramente:

A presto a tutti e buon fine settimana a tutte e tutti!


Mio


Dite che questi possano andare bene??? :D :D:D:D:D

Friday, 29 January 2010

A Te

Tu che sei donna perché la tua sensibilità ti preclude ogni altro esistere.
Tu che credi di non capire le Cose ma poi le senti, le provi, le centri e ci entri.
Tu che poi non centra il genere, perché anche se sei maschio, nulla cambia forse solo la tua sensazione di differenza, quella sì ma c'est la vie.
Tu della quale non conosco il vero volto, occhi e sorriso. A me mica importa.
Tu che ti ritrovo in altre terre desolate e solitarie sai, mi ha fatto piacere incontrarti un tempo. Lo è sempre di più ora.
A te con la minuscola parte femminile che mi appartiene dico ti Amo, perché mi illudo di conoscerti in ogni tuo intimo pensiero.


Porto sempre l'ombrello nello zaino ma qui non lo uso mai. Acqua fredda mi aspettava all'uscita dell'autobus, mi sono lasciato bagnare il volto lasciandomi baciare da ogni singola goccia. Lasciandomi accarezzare dall'aria che sa ancora d'inverno. Con Musica nell'Anima sono diventato vento con me Faber a raccontarmi un sogno. E' davvero bello essere vento, peccato che sia durato poco.

Care lettrici e lettori, silenti oppure no a voi buona serata.

Roberto



PS: questa sera ho rivisto il "mio" amorepseudoplatonicoadolescenziale, o come l'avevo chiamato non so, davvero carina. Devo dire che ho degli ottimi gusti. Il suo "buona sera" luminoso e cordiale, sì sapeva di luce... ho davvero degli ottimi gusti. Comunque non era per me, non mi sbagliavo. Ma questo non importa, ora sono lupo, sono solo e sono affamato d'altro. Nessuno mi può fermare, solo io posso tutto. Il corpo è quasi affilato, manca poco, la mente mi dice che ne ho ancora. Ora devo solo fermare il tempo anticipando il futuro. Nulla più.


Monday, 25 January 2010

Io, Per Me

Quando non ci si sente capiti la verità è che non si hanno risposte per noi. Non ci si capisce e generalmente si sta male, semplicemente ci si sente impotenti, solitamente non mi voglio bene. Ora non me ne voglio.
Tutto va a ramengo irrimediabilmente senza chiedere il permesso. Tutto torna nel buio di una stanza che non si è mai chiusa: "Piano incapacità e mediocrità. Porta debolezza in fondo a destra!", come il cesso non mi serve bussare, per me è sempre aperta.

Ancora notti umide nonostante il tetto, notti che mica sai che colore ha il sonno, semplicemente ti convinci che hai dormito. Alle una del pomeriggio crolli e per fortuna che ti sei regalato un pranzo leggero, sì leggero... forse troppo. Ma la storia del cibo è un'altra, ora non conta, le conseguenze non contano mai perché inevitabili. Le azioni le si sceglie sono la genesi, la sorgente di Tutto.

Non mollerò facilmente, probabilmente ritornerò a casa con la coda tra le gambe, ma non è questo il punto, talvolta deve cadere della pioggia no? Il dopo, il futuro ed il suo sapore, quello sarà il punto.
Un'ombra ti ricorda che i tuoi capelli sarebbero da tagliare perché troppo cresciuti come i tuoi pensieri, da tagliare perché arruffati e vorticosi come le "tue" correnti che non vuoi recidere perché ti legano a questa avventura.

Il giorno ha sempre ventiquattro ore, dormire meno non posso sarebbe stupido e dannoso, mi sveglierò prima annullando ancora di più il mio tempo libero a fine giornata. Questo lo so fare, da egocentrico ed insensibile quale sono mi riesce facile. Forse più stanco dormirò meglio.
So che sbaglio ma questo è l'unico prezzo che posso pagare per raggiungere Efficacia, visto che Efficienza non mi appartiene e forse mai mi apparterrà.

C'est la vie.

Mio


Stesse mattine, stesso viale. Come un mantra la stessa musica. Il mio grido di rivoluzionario contro la mia staticità.

Wednesday, 20 January 2010

Incontri Impossibili

C'è G. occhi grandi e chiari, viso fino e spigoloso come di marmotta, teso a pelle di tamburo. Zigomi sporgenti guance inesistenti. Barba rada che tarda a crescere come l'età che non mostra ma possiede. Mi piacerebbe avvicinarmi a lui, forse perché taciturno schivo come me, perché distaccato, gentile ma con quel piglio che sa di rivoluzionario incazzato. Mi piace G. perché la sua risata assomiglia alla mia, non per tono, questo non lo so, ma per come appare: raramente, per poche persone, esplosiva e senza controllo.

Poi c'è M. viso quadrato collo corto e tozzo si direbbe un giocatore di rugby ristretto in un metro e settanta o poco più. Menefreghista e cazzone all'apparenza, ma solo quello, perché è per scelta, per provocazione. Occhi attenti pure lui, scuri fermi. Concentrati quando le labbra stringono la penna e fissano il foglio,. Fermi quando ti osserva. L'aspetto trasandato e la barba sempre da radere nascondo un rigore di pensiero che mica è facile trovare e riscontrare. Ci va davvero in verticale nelle cose.

T. pure lui occhi scuri, mediterranei come il viso e il colore della pelle. Non è di queste parti. Lenti non troppo spesse mi fanno pesare cosa ci sia dietro, forse sono occhi buoni, forse anche no. Sempre rasato alla mattina ma per abitudine non per scelta, il vestire senza stile particolare che si possa notare o ricondurre ad un aspetto personale sono per me una prova del suo pensiero sulla secondarietà dell'aspetto fisico e del gusto del vestire per il particolare estroverso che non torna con quella rasatura. Forse è il suo modo di non curarsi, non so. Guarda strano lui, guarda tra dritto e schivo, accenna sorrisi con denti leggermente larghi e colorati di caffè, pure la bocca è larga così come la testa tutto è proporzionato. Credo che fondamentalmente sia un buono, solo non capisco cosa lo muova ora, forse è che lo conosco solo da tre giorni, non so. La riservatezza di entrambi mi preclude da ogni giudizio.

... beh poi c'è D. tutti dicono che è strano. Per me l'aggettivo giusto è fantastico.
Barba da fare da due giorni, sempre. Occhiali modello dieci anni fa, montatura in metallo rotondamente squadrati, colore nero. Lenti di plastica, di quelle che ingialliscono col tempo. Capelli che sembrano i miei di adesso se non fosse per il colore si direbbe che amiamo lo stesso barbiere, quello aperto due volte l'anno. chissà perché alla fine non ci curiamo poi tanto di quella cosa che portiamo in testa, mah.
Il vestire è casual e con gusto, credo che debba esser grato alla moglie per lo stile. Dico questo perché l'unica cosa che non mi torna sono le scarpe, troppo fuori luogo con il resto. Potrebbe essere che sia viceversa, che la moglie scelga le scarpe e lui i vestiti ma non credo.
Sorriso strano, quasi di maschera di quelli che ti fanno pensare: "Sta ridendo o è un'espressione facciale?". Gli occhi non sono quelli di un cinquantenne e neppure di bambino, no decisamente. Sono li, sotto le ciglia spesse che vanno ad ingrigire fermi tra un verde e un marrone sospesi, fissi ti tagliano come lame di rasoio, come di ventenne incazzato. Lui non credo lo sia mai stato, troppo gentile e riflessivo nel carattere, sicuramente CAZZUTO e tanto. Quelli sì, decisamente.

Poi c'è R., il quinto della compagnia che parla poco perché non ha cosa dire ascolta tanto perché di fronte a loro non si può fare altrimenti. E' che poi loro lo distraggono con quelle personalità non banali con i loro pensieri, i loro movimenti. I loro silenzi.
Non riesco a fare a meno di concentrarmi su cosa hanno dentro, sul fatto che forse solo D. sa qualcosa che nessuno di noi sa. Lo sa perché quando parla si introduce con "scusa la mia domanda stupida...", per qualcosa che non capisce ma che in realtà, forse, nessuno tra di loro capisce realmente.
D. lo sa perché precedente la pone da seduto e ascolta la risposta alzandosi aggiustandosi il maglione che era li tale e quale da più di mezzora, in realtà si sistema i pensieri. E' delizioso vederlo pensare.
D. dice sempre di essere in ritardo ma in realtà si dimentica sempre di specificare rispetto al treno precedente il suo, lo sa e ci gioca.
D. danza come ho visto fare pochi in ciò che porta dentro, tra le sue parole e quando si muove. D. tira alla platea un "merd!" quando sbaglia a coniugare un verbo in inglese, ma il suo inglese è eccellente. Probabilmente perché sa che non è allo stesso livello di molte altre cose.
D. mi piace quanto mi spaventa. Mi piace incredibilmente.

Buona serata a tutte/i,

Mio


Questa, anche se non gli arriverà mai, è per loro. Perché lo fanno solo per passione

Saturday, 16 January 2010

Deep Throat

Non so perché ma ieri sera tra me, E. e D. si è andati a parlare di questo film porno-sentimentale degli anni '70, o meglio: non mi ricordo perché ho aperto l'argomento tentando di spiegare pure la trama nel mio pessimo inglese! :) So solo che poi ho cercato la canzone che chiude il film e FINALMENTE l'ho trovata, sarà la nuova suoneria del mio cellulare!

Mi sa che qui mi vedono come un tipo assai strano, in effetti non stento a credergli anche perché sono capitato in casa con una sedia d'ufficio raccattata per strada (non so cosa mi stia succedendo) tra la "spazzatura" che qui lasciano davanti ai cancelli per la raccolta speciale. Ma per me la loro è solo invidia, perché è una di quelle molleggiate che mica si trovano più! :)
Forse mi trovano strano per il linguaggio che adotto che essendo limitato tento di rendere efficace adottando un approccio surrealista. Col senno di poi mi rendo conto che forse non è la strada migliore, ma forse anche no, per essere capiti. Come si potrebbe capire che definisce due libroni di biologia come due amiche di nome Blowjob e Handjob e il terzo, quello di fisica, come l'amico bisex? Volevo solo comunicare ad E. che se vorrà lo studio potrà essere più piacevole, ha riso come un pazzo. Non so se mi ha capito.
Poi c'è D. che chiede ad E. se si è scolato tutta la bottiglia di spumante - comperata con il criterio cheaper is good -, lui ammette che sì, che è stato un lavoro che ha richiesto le ultime tre ore. D., da fondamentalista musulmano, mi è sembrato molto perplesso perché E. era tutt'altro che violento io gli ho detto: "vino veritas", mi sa che molto tardi anche lui berrà. Poi mi guarda e mi chiede se ho bevuto pure io visto che sparo minchiate a raffica, io gli rispondo: "Sai si può scegliere per alcool o donne, io preferisco la seconda.", ennesima minchiata, lo so, ma ero passata per la mia baguette quotidiana...

In realtà non è questo, e forse l'ho pure confessato a loro, in realtà è che sono eccitato e che le mani mi tremano e che questa notte non ho preso sonno facilmente e che il sonno è stato intermittente e che è l'effetto dello studio pazzo e della settimana molto importante mi aspetta.
Sapete, a modo mio credo di danzare, mi sento sul filo del rasoio in bilico tra Amore e Passione, rinuncia e ritirato. In bilico tra ciò che vedo, sento, vivo e provo. Ciò che desidero ma che non riesco a raggiungere, che sembra allontanarsi.
Mi sento incosciente come un adolescente, dovrei aver raggiunto la maturità già da un pezzo, quella che fa rientrare nei ranghi, ed invece me ne frego altamente di mode e comportamenti prestabiliti, formali ed imposti senza motivo. Guardami se mi vuoi vedere, altrimenti fa lo stesso. Questo è quello ora per tutto, anche per il mio non-lavoro.

"Forse è più vecchia di ventidue", questo ho pensato ieri mentre il nostro sguardo si è incrociato dietro un vetro trasparente. NON CREDO ASSOLUTAMENTE e e neppure pretendo che fosse rivolto a me, ma voglio pensare che lei creda che il mio fosse per lei. Ma questo non è nulla in particolare, non crediate. Questo fa parte del TUTTO qui ed ORA. Della mia versione NATURE.

A presto,


Mio


PS. per chi non avesse mai visto il film (a me è pure piaciuto, per essere surreale ma anche no, è divertentissimo), ecco la mia nuova suoneria per sveglia e chiamate... è che se penso che verrà associata a chiamate di amici/e un po' rido pure :D




Deep Throat - by unknown artists

Now I'm going to tell you the way it has to be:

Just relax your musicles and once you hit that spot
keep right on pushing and give it all you've got.
Now we've found your tinkle the solution is quite clear.
For if we both can hit it now the bells you'll surely hear.

(refrain)

Deep throat
Deeper than deep your throat
Deep throat
Don't row your boat
Don't get your goat
That's all she wrote

Sunday, 10 January 2010

Correnti Vorticose Invernali

E' inverno, fa freddo è normale. E' inverno.
La neve cade, andrà e tornerà ciclicamente candida cambierà le forme, ne celerà il carattere.

Le certezze cadono una ad una, forse non erano tali.
Cos'è successo? E' l'ombra che torna con la luce? Ombra che non chiede permesso e non dice mai scusa, che arriva su un'alba che ti bagnava le labbra come di dolce nettare lasciandoti colori mai visti negli occhi ti ripuliva il grigio che credevi indelebile, dentro. E' l'ombra ha smesso di riposare nell' inutilità della SUA notte più profonda.
Piegare il tempo come si fa con un fazzoletto, riporlo in tasca e lasciarlo in sospeso per aprirlo solo quando serve, solo per me. Impossibile, no non ci riesco.

Ho paura, lo ammetto, ma non sono spaventato. Ho paura, lo sento, è l'incertezza che non riesco a riordinare manipolare convertire. Eretica miscredente fai la mia Anima dolente! Mi distrugge ma non per questo mollerò, il mio scalpo sarà sudato sai? Il lieto evento la mia linea di ritorno, dopo.
Un volo come d'angelo spezzato tra terra e cielo, la Realtà ripiega il Sogno rinasce e rivive. Non ti inseguirò più, dopo. Scusami già da ora anche si di te ho bisogno.
Una lapide che non voglio mi guarda e mi chiama, una data è da scrivere. No, non ora. Non così almeno!

E' inverno, fa freddo è normale. E' il mio Inverno.

Mio


E poi anche le canzoni cambiano colore, umore anche quando la Passione rimane.




Inverno -Fabrizio De André

Sale la nebbia sui prati bianchi

come un cipresso nei camposanti

un campanile che non sembra vero

segna il confine fra la terra e il cielo.


Ma tu che vai, ma tu rimani

vedrai la neve se ne andrà domani

rifioriranno le gioie passate

col vento caldo di un'altra estate.


Anche la luce sembra morire

nell'ombra incerta di un divenire

dove anche l'alba diventa sera

e i volti sembrano teschi di cera.


Ma tu che vai, ma tu rimani

anche la neve morirà domani

l'amore ancora ci passerà vicino

nella stagione del biancospino.


La terra stanca sotto la neve

dorme il silenzio di un sonno greve

l'inverno raccoglie la sua fatica

di mille secoli, da un'alba antica.


Ma tu che stai, perché rimani?

Un altro inverno tornerà domani

cadrà altra neve a consolare i campi

cadrà altra neve sui camposanti.



Thursday, 7 January 2010

Stat(IC)o: The Good Things In Live Aren't Free

Non è che non deve, semplicemente NON PUO' andare a finire allo stesso modo. Come fare? Non so.
Una cosa mi frustra e mi fa star male, sono le figure di merda. Non perché ci sia niente di male in questo, di per se intendo, ma perché a mio modo di vedere, per me, sta quando ce la metti tutta per non farle e poi le fai lo stesso. Probabilmente non sono ancora a tutta, sono convinto che l'ignoranza non sia congenita e neppure endemica. Semplicemente la si accetta come condizione. Ora sono - non mi sento ben inteso - TROPPO ignorante. TROPPE figure di merda.
Non mi piace questo mio "lavorare" perché non va come DEVE andare, perché lavoro non è e perché sto nel mezzo di occasioni che nella vita non capitano due volte. Il condizionale non esiste, non ora e non per questo, la mia non è un opinione.

Il problema è che mica so da che parte cominciare, come uscire da questo stato statico.

Come si fa a cercare un limite se questo non esiste?

Buona serata,

Mio




Tenement Funster -Queen (Taylor)


My new purple shoes, bin amazin the people next door
And my rock n roll 45s, bin enragin the folks on the lower floor


I got a way with girls on my block

Try my best be a real individual

And when we go down to smokies and rock

They line up like its some kinda ritual


Oh give me a good guitar, and you can say that my hairs a disgrace

Or, just give me an open car, Ill make the speed of light outta this place


I like the good things in life

But most of the best things aint free

And this same situation, just cuts like a knife

When youre young, and youre poor, and youre crazy


But oh, give me a good guitar, and you can say that my hairs a disgrace

Or, just give me an open car, Ill make the speed of light outta this place



Wednesday, 6 January 2010

Could Be Late: Call From My Steppe

Ritorna senza un perché apparente come quando se ne era andato. Te lo aspettavi, lo avevi previsto perché non poteva essere altrimenti. Pessimista potrebbero pensare, no grazie solo realista. Questione di consapevolezza condita con un pizzico di coscienza in me stesso.
Ritorna più forte di prima o forse solo tu sei diventato più debole. abbassare la guardia implica anche questo. Fottuta salita parti subito alla grande eh? Ripida tagli il fiato mandi in acido le gambe.
Ritmo, respiro, mente, cuore muscoli. Ricetta infallibile se si conoscono le giuste dosi. Purtroppo non ho il tempo di pensare, di provare.
La vacanza è finita si ritorna nella steppa vecchio caro lupo rientriamo, senza data alcuna l'uscita. Per ora è stato un piacere, incoscienza finita punto e a capo.

Scusate a tutti la lontananza inevitabilmente sarà pure assenza.

Mio



It's Late -Queen (May)

You say you love me

And I hardly know your name

And if I say I love you in the candlelight

There's no one but myself to blame

But there's something inside

That's turning my mind away

Oh how I could love you

If I could let you stay



It's late - but I'm bleeding deep inside
It's late - is it just my sickly pride?

Too late - even now the feeling seems to steal away

So late - though I'm crying I can't help but hear you say

It's late it's late it's late

But not too late


The way you love me

Is the sweetest love around

But after all this time

The more I'm trying

The more I seem to let you down

Now you tell me you're leaving

And I just can't believe it's true

Oh you know that I can love you

Though I know I can't be true

Oh you made me love you

Don't tell me that we're through


It's late - but it's driving me so mad

It's late - yes I know but don't try to tell me that it's

Too late - save our love you can't turn out the lights

So late - I've been wrong but I'll learn to be right

It's late it's late it's late

But not too late


- I've been so long

- You've been so long

- We've been so long tryin' to work it out

- I ain't got long

- You ain't got long

- We gotta know what this life is all about


Too late much too late

You're staring at me

With suspicion in your eye

You say what game are you playing?

What's this that you're saying?

I know that I can't reply

If I take you tonight

Is it making my life a lie?

Oh you make me wonder

Did I live my life right?


It's late - but it's time to set me free

It's late - yes I know but there's no way it has to be

Too late - so let the fire take our bodies this night

So late - so let the waters take our guilt in the tide

It's late it's late it's late it's late

It's late it's late it's late it's late

It's all too late



Sunday, 3 January 2010

Sperando Di Regalare Un Po' Di Colore

Volevo scrivere di tante cose, molte polemiche. Non contro l'Italia, ma CERTI campionari italiani, quello sì. Non lo farò perché ora mi sembra tempo sprecato e mi fa venire il sangue amaro, ma solo un pochino. Nulla più.

Mi sono sempre chiesto cosa sia un museo, forse è un regno fatato un posto dove tutti mutano in meglio anche se non per questo diventano accettabili. Credo che tutto cominci con la fila fuori, si instaura un magico autogoverno che, una volta tanto, funziona. Non si può saltarla altrimenti si viene tacciati all'istante ed invasi da ondate di disprezzo, un fine comune fa nascere questo meccanismo formidabile, sarebbe da chiedersi se potrebbe sempre essere così facile. Per me la risposta è sì! Quando il disprezzo proviene dalla quasi totalità delle persone colpisce sempre.
Il museo è un luogo mitico e tangibile perché, credo, ognuno si sente piccolo piccolo di fronte a ciò che si trova davanti. Si sente piccolo piccolo perché capisce che di fronte ha l'immagine stessa della fragilità, l'opera d'arte. Peccato che si dimentichi, fuori, che la Vita sia la prima opera d'arte dalla quale nasce tutto.
Ma ora entriamo nel museo, basta attendere con questa fila di pensieri, la fila l'ho fatta io e me la sono goduta in tutti i suoi lati positivi e negativi, ascoltando la musica e guardandomi attorno, battendo i piedi al ritmo che sentivo (?!?!?!?) talvolta sussurrando pure...

E poi sei dentro e senti un brivido che ti percorre, non hai freddo, nei musei non fa mai freddo. E un altro ancora, e poi un secondo dietro a rincorrerlo come una freccia nella freccia a cogliere lo stesso centro. Il mio punto G? Ti siedi sul divanetto nella sala Ensor, devi fermarti, sei decisamente stanco ma non fisicamente, in testa scrivi per trovare un po' di equilibrio e non perdere le emozioni. Ti chiedi se non sia magari un malanno di stagione tutto quel rabbrividire, no, non può esserlo sei "fresco come una rosa".
Poi altre stanze ti chiamano, altri brividi ti prendono alla sprovvista entrando dagli occhi senza chiedere permesso percorrono le braccia salgono la schiena. Per me, come ho avuto modo di dire, si chiama orgasmo ed è pure multiplo. Da oggi mi sento un po' più donna.

Alla fine di tutto, di foto sfuocate prese con una macchinetta da mandare a fuoco, di visi di persone e di quadri che non ti consentivano di staccare la visone, raccogli i pezzi chiudi il puzzle con l'ultima tessera. E' un viso di donna, nessuno in particolare uno per tutti. Ogni opera d'arte li era femmina, decisamente, talvolta androgina talvolta delicatamente femminile altre volte superbamente donna. Ogni quadro racchiudeva luce, colore, vita.
No, sono convito che avevo ragione quando dissi al mio compagno di appartamento: "Vedi questo è il senso delle donne nella Vita degli uomini, mettere dei palloncini colorati in tutto l'appartamento durante la notte per rendere la nostra casa più felice e luminosa", perché questo ha fatta S. la nostra compagna d'appartamento.
Nessun pittore di quelli che ho visto oggi avrebbe potuto fare certe cose non pensando alemeno un attimo a Voi. Senza di voi, care, mica esisterebbe tutto questo. Mica esisterebbero i palloncini colorati.(*)

A presto,

Mio


(*) magari erano tutti omosessuali però a me piace pensarla così :)




PS: Caro N. so che una ti "inquieta", nel senso che ti preoccupa... beh allora te la metto in primo piano, no meglio di no, però sai, bisogna affrontare le proprie paure, se vuoi ti mendo il titolo dell'opera e Courbet e il titolo... lo faccio per te, non ringraziarmi! :D:D:D:D:D:D

Thursday, 31 December 2009

Brividi di Freddo

E poi guardi quelle foto, nessuno in particolare solo stantie foto di te stesso prese qua e la, randomico e disordinato puzzle che si propone di salvare uno schermo elettronico. Dicono che funzioni. Guardi e solo tu sai cosa sono e perché sono li. Gli altri possono pensare essere immagini di ricordi ma si sbagliano. No, non sono questo.
Te le ricordi tutte una per una ti ricordi cosa eri ti ricordi quella MORTE PROFONDA, cazzo. CAZZO. Piango.
Tutto ha un senso ma talvolta gli si attribuisce troppo valore. Questo è il problema.

E poi ti chiedi come mai di quei Perché che non sai, lanci Come che sono pietre che scivolano su un lago ghiacciato e scivolano via senza lasciare traccia. Dei Quando non ti curi più perché loro han deciso di nascondersi e se lo fanno sono introvabili, passeranno anche loro.
Tutto ha un senso, il presente e il passato. Talvolta si sbaglia con il secondo e si devasta il primo. Talvolta si sbaglia il secondo e si tenta di raddrizzare il primo. Credo di aver sbagliato, mi è andata bene.
Gela il sangue nelle vene capire tutto questo, capire che il giusto è un illusione.
Scusami Roberto, se mi chiamo fuori dal gioco ma non sono pronto per illudermi io e le cose non si va più d'accordo a meno che non si sia disposti a vivere di menzogne.

Gela il sangue quella domanda posta a te stesso e quella tua risposta senza appello e giustificazione.

Buon fine a tutti voi!

Mio


PS: sì cara, avevi ragione: brividi di freddo che mi hanno gelato il sangue. Troppo.





Io e le cose -di Gaber e Luporini

Ad essere sincero io non so
se esistono le cose
non so se vanno male o bene
se tutto è un'illusione
ad essere sincero io non so nemmeno
se anche le persone
coi loro sentimenti e la ragione
esistono davvero.

Io non so niente
ma mi sembra che ogni cosa
nell’aria e nella luce
debba essere felice
io non so niente
ma mi sembra che due corpi
nel buio di una stanza
debba essere esistenza.

E gli alberi le spiagge i cani e i gatti
e strani oggetti che cito alla rinfusa
il tavolo la stanza una camicia appesa
le carte coi tarocchi e poi gli eterni scacchi
un piccolo divano
e una foto di mio padre quand'era bambino
e poi lo specchio rosso
su cui splende un'illusoria aurora
chissà se è mai esistito
chissà se esiste
ora.

Io non so niente
ma mi sembra che ogni cosa
nell’aria e nella luce
debba essere felice
io non so niente
ma mi sembra che due corpi
nel buio di una stanza
debba essere esistenza.



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