Stavo andando in facoltà in macchina e sul marciapiede assieme alla piccola folla di studenti infreddoliti e dalle bocche fumanti ho riconosciuto una sagoma, i capelli biondi, la camminata tanto osservata. Non ho voluto voltare lo sguardo, incrociare quel viso.
Sono molti mesi che mi sono imposto di non contattarla, vederla o cercarla e fino ad ora ci sono riuscito. Forse oggi sono scappato per un soffio all'appuntamento con il fato che mi tendeva uno sgambetto, sinceramente lo spero. Lo spero perché quella breve fugace visione mi ha shockato. Il mio corpo è stato percorso da un frmito che partendo dallo stomaco in un attimo ha raggiunto il cuore che ha cominciato a correre spasmodicamente pompando in tutte le vene fino alle più estreme, sangue di ghiaccio gelido facendomi sentire la fredda linfa scorrere tra la carne e la pelle; il mio fiato è diventato corto come neanche la patita e tirata corsa di ieri sera era riuscita a fare, la mia voce tremava.
Sapevo di non essere ancor pronto per incontrarti e questa mattina ne ho avuto l'amara conferma.
Non sono totalmente sicuro che fossi tu o se è stato il risultato dell'abbraccio tra una visione e ricordi lontani, questo non importa perché comunque sia, ancora per un attimo per un momento sono riuscito a vedere il colore del vento. E questo non me lo posso ancora permettere.
Mio
PS: le parole ( per chi non lo sapesse) in corsivo sono del grande Fabrizio De Andrè
Sono molti mesi che mi sono imposto di non contattarla, vederla o cercarla e fino ad ora ci sono riuscito. Forse oggi sono scappato per un soffio all'appuntamento con il fato che mi tendeva uno sgambetto, sinceramente lo spero. Lo spero perché quella breve fugace visione mi ha shockato. Il mio corpo è stato percorso da un frmito che partendo dallo stomaco in un attimo ha raggiunto il cuore che ha cominciato a correre spasmodicamente pompando in tutte le vene fino alle più estreme, sangue di ghiaccio gelido facendomi sentire la fredda linfa scorrere tra la carne e la pelle; il mio fiato è diventato corto come neanche la patita e tirata corsa di ieri sera era riuscita a fare, la mia voce tremava.
Sapevo di non essere ancor pronto per incontrarti e questa mattina ne ho avuto l'amara conferma.
Non sono totalmente sicuro che fossi tu o se è stato il risultato dell'abbraccio tra una visione e ricordi lontani, questo non importa perché comunque sia, ancora per un attimo per un momento sono riuscito a vedere il colore del vento. E questo non me lo posso ancora permettere.
Mio
PS: le parole ( per chi non lo sapesse) in corsivo sono del grande Fabrizio De Andrè




2 comments:
Grazie per quello che hai scritto da me. Sono contenta di averti trasmesso qualcosa...
Certo che puoi linkarmi! Darò anch'io una sbirciatina da te...
Thanks!!! A presto.
Roberto
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