Poco più di un mese fa le ginocchia mi hanno fatto gentilmente capire che correre forse non sarà più uno dei miei possibili passatempi. "Azz azz azz che fare?" ho pensato, "che ne dici di nuotare nuotare?" mi sono chiesto.
Era da quando avevo undici anni o giù di li che non entravo in una piscina con l'intenzione di nuotare. Da allora la piscina è rimasta identica: stessi odori, stesso rumore, stesse docce; io ora più grande, più deciso nel voler nuotare per divertimento senza la paura per l'acqua alta.
Entro in acqua, pianta del piede sul bordo leggera spinta testa sotto e via... parto per la mia andata; arrivo dall'altro lato della vasca corta, soffio annaspo, arranco afferro il trampolino, risposo e prendo fiato. Pianta del piede sul bordo, leggera spinta testa sotto e via... parto per il ritorno annaspante, arrancante quasi sofferente. Arrivato al bordo mi concedo un meritato riposo osservando un vecchietto che macina vasche come se camminasse, mi interrogo su come possa farlo visto che un minimo di allenamento e di fiato l'ho pure io. Conto le bracciate osservo la respirazione parto e lo imito, risultato medesimo al precedente. Dopo neppure quaranta minuti di pseudo-nuotare abbandono mestamente la vasca. Ma non l'idea di riuscire a nuotare.
Mi era stato detto che dovevo imparare a respirare sott'acqua, da allora è quello che ho perseguito e ieri l'altro ce l'ho fatta, ho respirato sott'acqua! Che feeling incredibile, che senzazione strana, è stato dav
vero come respirare e tutto è successo quando i Pensieri hanno preso il sopravvento sul mio pensare al respirare. Ad un tratto mi sono ritrovato a non saper distinguere la differenza tra testa sotto o testa fuori dall'acqua tra l'inspirare e l'espirare. Ora riesco a nuotare quasi una ventina di minuti non-stop (che per me mica è poco), la tecnica è quella che è ma la mia oretta e mezza nell'acqua ce la passo con piacere. Mi piace il ritmo che riesco a raggiungere, anche se interrotto dalle virate che non so ancora fare, mi piace capire come è il mio corpo nell'acqua mi piace ascoltarlo, mi piacciono le ultime vasche che faccio a tutta (ossia come le normali vasche del vecchietto perché, in ogni piscina a qualsiasi ora, c'è sempre un vecchietto che tira come un disperato) quando sento scivolare l'acqua addosso e sento la sua viscosità aumentare con la velocità, mi piacciono i crampi che sono sempre in agguato e mi dicono gentilmente che l'ora della doccia è giunta.
Il perché di questa storia e quale pseudomorale ne traggo? Può sembrare strano ma non posso non pensare a quello che sta dietro a questa mia esperienza. Credo di aver imparato a respirare sott'acqua, anche se ancora dilettantiscamente, ci sono riuscito con la tenacia, l'osservazione e l'applicazione continua. Ora posso dire che nuotare (verbo abusato forse) mi piace davvero. Credo di aver capito definitivamente che nella Vita non sono in grado Nuotare ma ancor peggi di osservare ed imparare, di applicarmi e non mollare come ho fatto e sto facendo mentre nuoto; non riesco a cogliere e quindi a raccogliere nessun frutto. Sarebbe facile dire: "Non sono capito.... Non sono ascoltato...", ma credo che non mi sono mai spiegato e neppure ho mai parlato. La "parole" non escono dalla mia bocca perché non sono generate dal mio pensiero.
Mi chiedo perché il corpo anche il più pigro con tanta perseveranza si può educare ma la mente, pertroppo, anche no. Non ho risposta alcuna e tutto mi sembra andare inesorabilmente da qualunque parte tranne che nella direzione che vorrei. Sto pensando che per gente come me il futuro sia ineluttabilmente segnato dalle personale ignoranza ed incapacità.
Vorrei che fosse tutto semplice come acquistare un ingresso, avere cuffia, costume ed occhialini. Vorrei perché purtroppo così non è.
A presto,
Mio
Entro in acqua, pianta del piede sul bordo leggera spinta testa sotto e via... parto per la mia andata; arrivo dall'altro lato della vasca corta, soffio annaspo, arranco afferro il trampolino, risposo e prendo fiato. Pianta del piede sul bordo, leggera spinta testa sotto e via... parto per il ritorno annaspante, arrancante quasi sofferente. Arrivato al bordo mi concedo un meritato riposo osservando un vecchietto che macina vasche come se camminasse, mi interrogo su come possa farlo visto che un minimo di allenamento e di fiato l'ho pure io. Conto le bracciate osservo la respirazione parto e lo imito, risultato medesimo al precedente. Dopo neppure quaranta minuti di pseudo-nuotare abbandono mestamente la vasca. Ma non l'idea di riuscire a nuotare.
Mi era stato detto che dovevo imparare a respirare sott'acqua, da allora è quello che ho perseguito e ieri l'altro ce l'ho fatta, ho respirato sott'acqua! Che feeling incredibile, che senzazione strana, è stato dav
vero come respirare e tutto è successo quando i Pensieri hanno preso il sopravvento sul mio pensare al respirare. Ad un tratto mi sono ritrovato a non saper distinguere la differenza tra testa sotto o testa fuori dall'acqua tra l'inspirare e l'espirare. Ora riesco a nuotare quasi una ventina di minuti non-stop (che per me mica è poco), la tecnica è quella che è ma la mia oretta e mezza nell'acqua ce la passo con piacere. Mi piace il ritmo che riesco a raggiungere, anche se interrotto dalle virate che non so ancora fare, mi piace capire come è il mio corpo nell'acqua mi piace ascoltarlo, mi piacciono le ultime vasche che faccio a tutta (ossia come le normali vasche del vecchietto perché, in ogni piscina a qualsiasi ora, c'è sempre un vecchietto che tira come un disperato) quando sento scivolare l'acqua addosso e sento la sua viscosità aumentare con la velocità, mi piacciono i crampi che sono sempre in agguato e mi dicono gentilmente che l'ora della doccia è giunta.Il perché di questa storia e quale pseudomorale ne traggo? Può sembrare strano ma non posso non pensare a quello che sta dietro a questa mia esperienza. Credo di aver imparato a respirare sott'acqua, anche se ancora dilettantiscamente, ci sono riuscito con la tenacia, l'osservazione e l'applicazione continua. Ora posso dire che nuotare (verbo abusato forse) mi piace davvero. Credo di aver capito definitivamente che nella Vita non sono in grado Nuotare ma ancor peggi di osservare ed imparare, di applicarmi e non mollare come ho fatto e sto facendo mentre nuoto; non riesco a cogliere e quindi a raccogliere nessun frutto. Sarebbe facile dire: "Non sono capito.... Non sono ascoltato...", ma credo che non mi sono mai spiegato e neppure ho mai parlato. La "parole" non escono dalla mia bocca perché non sono generate dal mio pensiero.
Mi chiedo perché il corpo anche il più pigro con tanta perseveranza si può educare ma la mente, pertroppo, anche no. Non ho risposta alcuna e tutto mi sembra andare inesorabilmente da qualunque parte tranne che nella direzione che vorrei. Sto pensando che per gente come me il futuro sia ineluttabilmente segnato dalle personale ignoranza ed incapacità.
Vorrei che fosse tutto semplice come acquistare un ingresso, avere cuffia, costume ed occhialini. Vorrei perché purtroppo così non è.
A presto,
Mio




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