Devo dire che all'inizio sono rimasto molto disorientato da questo libro e mi chiedevo: "Ma perché Daniela me lo ha consigliato?", poi per curiosità sono ritornato a leggere il commento che aveva lasciato ad un mio post ed è stato come se mi indicasse la strada per una sua interpretazione.
In quel post mi chiedevo se esistessero oppure no risposte ai miei perché (i miei soliti sciacqui e risciacqui mentali insomma) e di questo a parer mio parla il libro. Della strada che ognuno di noi dovrebbe seguire, e mai inseguire, nella sua vita. Tutto torna e quadra nella sua completezza se non ci si abbandona al subire e al non aggredire quella strada che, talvolta e troppo spesso, è dissestata, quasi sempre in salita e fatta di disces
e che troppo spesso ci sembrano un soffio per lunghezza ma che ci danno un attimo di pura ebrezza che, se colto, profuma di eternità, di ricordi che ci fanno lasciare le nostre pene terrene nel bene e nel male.
Questo libro parla di fede, fede in dio, che ha su di noi un progetto predefinito e predeterminato a priori. Parla di chi fede in dio non ha, di chi ha bisogno di segni per credere e di chi crede senza segni inseguendo un sogno.
Questo libro, volendo estremizzare, forse non parla neanche di dio ma di ciò che dio è ossia della dimensione della fede che, se esiste ed è solida, dona esistenza e solidità pure al concetto di dio. A mio MODESTISSIMO avviso volendo ridurre ai minimi termini il pensiero celato tra le righe è che il sogno inseguito è l'unica dimensione che può rendere compiuta una Vita. Alla fine non si resterà mai con un pugno di mosche in mano. Si potrà rimanere scottati a morte così come baciati a nuova vita, ma da lassù, dall'alto del mondo inseguito e sperato, nulla avrà mai lo stesso prezzo, lo stesso sapore, la stessa immensità di quanto si è conquistato.
Io, per me, ci credo in questo, convivere nelle incognite però fa paura e talvolta toglie pure il sonno. Vivere con nelle speranze non fa paura ma toglie il sonno comunque. Sapere di non sapere niente e provare a se stessi che si ha ragione o si sbaglia, esplorare, vivere, gioire per poi un po' morire è forse l'unico modo per dare senso alla vita, l'unica cosa è saper trovare le giuste proporzioni altrimenti, il tutto, senso sembrerebbe non averne!
A presto,
Mio
PS: Ringrazio molto Daniela per il cortese suggerimento letterario mi è piaciuto davvero, non è banale. Ma d'altronde come poteva esserlo no?! ;).
GRAZIE DANIELA!
PPS: Piccolo problema: HO FINITO i vostri preziosi suggerimenti ne avete altri? Io avrei pensato a: Anna Karenina (colpa de "L'eleganza del riccio") , Sulla Strada e Il gioco delle perle di cristallo. A voi cosa vi è piaciuto o vi piacerebbe leggere?
e che troppo spesso ci sembrano un soffio per lunghezza ma che ci danno un attimo di pura ebrezza che, se colto, profuma di eternità, di ricordi che ci fanno lasciare le nostre pene terrene nel bene e nel male.Questo libro parla di fede, fede in dio, che ha su di noi un progetto predefinito e predeterminato a priori. Parla di chi fede in dio non ha, di chi ha bisogno di segni per credere e di chi crede senza segni inseguendo un sogno.
Questo libro, volendo estremizzare, forse non parla neanche di dio ma di ciò che dio è ossia della dimensione della fede che, se esiste ed è solida, dona esistenza e solidità pure al concetto di dio. A mio MODESTISSIMO avviso volendo ridurre ai minimi termini il pensiero celato tra le righe è che il sogno inseguito è l'unica dimensione che può rendere compiuta una Vita. Alla fine non si resterà mai con un pugno di mosche in mano. Si potrà rimanere scottati a morte così come baciati a nuova vita, ma da lassù, dall'alto del mondo inseguito e sperato, nulla avrà mai lo stesso prezzo, lo stesso sapore, la stessa immensità di quanto si è conquistato.
Io, per me, ci credo in questo, convivere nelle incognite però fa paura e talvolta toglie pure il sonno. Vivere con nelle speranze non fa paura ma toglie il sonno comunque. Sapere di non sapere niente e provare a se stessi che si ha ragione o si sbaglia, esplorare, vivere, gioire per poi un po' morire è forse l'unico modo per dare senso alla vita, l'unica cosa è saper trovare le giuste proporzioni altrimenti, il tutto, senso sembrerebbe non averne!
A presto,
Mio
PS: Ringrazio molto Daniela per il cortese suggerimento letterario mi è piaciuto davvero, non è banale. Ma d'altronde come poteva esserlo no?! ;).
GRAZIE DANIELA!
PPS: Piccolo problema: HO FINITO i vostri preziosi suggerimenti ne avete altri? Io avrei pensato a: Anna Karenina (colpa de "L'eleganza del riccio") , Sulla Strada e Il gioco delle perle di cristallo. A voi cosa vi è piaciuto o vi piacerebbe leggere?




4 comments:
Personalmente adoro Nick Hornby... Ti consiglierei Alta Fedeltà e Come Diventare Buoni.
E poi c'è anche "Il Petalo Cremisi E Il Bianco" di M. Faber, bellissimo.
P.S. = ho notato che hai visto "L'ospite Inatteso" e "Lord Of War"... Che ne pensi? Sono curiosa ;)
Adesso li appunto assieme agli altri... però mi dovrai scusare se non li comprerò tutti subito altrimenti vado in banca rotta :( (a essere onesto spero di riuscirci perché l'effetto libreria non è mai da sottovalutare :D)
Rispondo qui al tuo PS, sul NOTSPAM... mi sa tanto d'invadere uno spazio un po' diverso (anche se sarei tentato) ma tanto ci si capisce in questo verso, no?
Per cominciare fantastici entrambi! Grazie del consiglio! Il primo più brillante e forse anche più polemico, tagliente e reale del secondo. Il primo fa davvero male, il secondo rabbrividisce.
"L'ospite inatteso" mi ha fatto pensare che l'ospite in questione sia il nostro "lato B" che non si vuole o non si riesce ad avviare, lato che è indispensabile per capire a pieno l'opera musicale che poi è la Vita. Il tutto nasce nel dare possibilità, sia a noi stessi che agli altri il resto viene e NON viene da se. La tragedia dell'immigrazione mette in luce ciò che "noi" persone occidentali si ha e non si è più in grado di apprezzare.
Per "Lord of War", beh fa rabbrividire perché mostra la totale mancanza di coscienza in modo duro e freddo. Mostra la bestia che c'è nell'uomo quando questo trasuda di cinismo. Non c'è in assoluto differenza tra un trafficante d'armi ed un tiranno del terzo mondo, entrambi vivono nel loro autoreferenziale rapporto di travaso tra denaro e potere, potere e denaro. Non credo che mai muterà qualcosa, e come insegna anche il film, credo che andrà sempre peggio visto che di trattati di pace non se ne vedono molti in giro. Poco tempo fa pensavo che gli ultimi presidenti americani da Regan in poi hanno avuto, chi più, chi meno la loro guerra, le loro armi da commerciare. Chissà quale sarà la guerra di Obama, a chi mi dice che non ne farà io rispondo che sarà come con Kennedy: tante speranze ma poi il Vietnam. Spero di sbagliarmi.
Poi ci sarebbe da parlare di "Persepolis" INCREDIBILE e di "Juno" dolce e malinconico... vorrei parlare di "Waking life" ma non posso, mi sa che dovrò seguire canali ordinari ;)
Se ti assumo a consigliere virtuale e stimato anche in filmografia non te la prendi vero? Perché come "mi stai" educando mi piace proprio. Ogni tanto sbircerò da te per vedere se hai news ;)
Grazie ancora per i suggerimenti provvederò!
A presto Museum, buona serata e settimana!
Roberto
PS: scusa per la lunghezza alpiù usalo come sonnifero credo che possa funzionare :)
Ciao Mio, complimenti per il blog e per il suggerimento letterario.
Passerò ancora, perchè è un piacere leggerti.
Cari saluti
Franz
Benvenuto/a (non capisco... :) ) Franz,
grazie degli apprezzamenti. Per il libro però il merito è tutto di Daniela!
A presto,
Roberto
PS: un occhio ed anche più da te/voi lo getterò pure io ;)
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