Il sole d'inverno chiama ed ammalia quando è caldo, ti lascia solo in fretta scendendo basso all'orizzonte ti presenta silenzioso un freddo che taglia quando le stelle disegnano curiose forme che solo tu vedi perché non le conosci.
Il sole d'inverno chiama ed seduce quando brilla sulla neve appena caduta, ti scalda in fretta i vestiti il cuore ed i pensieri, ti introduce ad un sogno fatto di tramonti e crepuscoli immaginari quando le stelle ti ammiccano tutte assieme dall'alto.
Oggi c'era il sole d'inverno, a casa mica si può stare quindi scarpe da ginnastica ai piedi si parte con loro:

Chi sono? (non cosa sono)
Lui ha tanti nomi dipende da cosa mi vuole raccontare, oggi era Francesco Guccini che mi ha tenuto compagnia per tutto il pomeriggio.
Il sole d'inverno chiama ed seduce quando brilla sulla neve appena caduta, ti scalda in fretta i vestiti il cuore ed i pensieri, ti introduce ad un sogno fatto di tramonti e crepuscoli immaginari quando le stelle ti ammiccano tutte assieme dall'alto.
Oggi c'era il sole d'inverno, a casa mica si può stare quindi scarpe da ginnastica ai piedi si parte con loro:
Chi sono? (non cosa sono)
Lui ha tanti nomi dipende da cosa mi vuole raccontare, oggi era Francesco Guccini che mi ha tenuto compagnia per tutto il pomeriggio.
Vorrei
Vorrei conoscer l' odore del tuo paese,
camminare di casa nel tuo giardino,
respirare nell' aria sale e maggese,
gli aromi della tua salvia e del rosmarino.
Vorrei che tutti gli anziani mi salutassero
parlando con me del tempo e dei giorni andati,
vorrei che gli amici tuoi tutti mi parlassero,
come se amici fossimo sempre stati.
Vorrei incontrare le pietre, le strade, gli usci
e i ciuffi di parietaria attaccati ai muri,
le strisce delle lumache nei loro gusci,
capire tutti gli sguardi dietro agli scuri
e lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io...
Vorrei con te da solo sempre viaggiare,
scoprire quello che intorno c'è da scoprire
per raccontarti e poi farmi raccontare
il senso d' un rabbuiarsi e del tuo gioire;
vorrei tornare nei posti dove son stato,
spiegarti di quanto tutto sia poi diverso
e per farmi da te spiegare cos'è cambiato
e quale sapore nuovo abbia l' universo.
Vedere di nuovo Istanbul o Barcellona
o il mare di una remota spiaggia cubana
o un greppe dell' Appennino dove risuona
fra gli alberi un' usata e semplice tramontana
e lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io...
Vorrei restare per sempre in un posto solo
per ascoltare il suono del tuo parlare
e guardare stupito il lancio, la grazia, il volo
impliciti dentro al semplice tuo camminare
e restare in silenzio al suono della tua voce
o parlare, parlare, parlare, parlarmi addosso
dimenticando il tempo troppo veloce
o nascondere in due sciocchezze che son commosso.
Vorrei cantare il canto delle tue mani,
giocare con te un eterno gioco proibito
che l' oggi restasse oggi senza domani
o domani potesse tendere all' infinito
e lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io...
Vorrei conoscer l' odore del tuo paese,
camminare di casa nel tuo giardino,
respirare nell' aria sale e maggese,
gli aromi della tua salvia e del rosmarino.
Vorrei che tutti gli anziani mi salutassero
parlando con me del tempo e dei giorni andati,
vorrei che gli amici tuoi tutti mi parlassero,
come se amici fossimo sempre stati.
Vorrei incontrare le pietre, le strade, gli usci
e i ciuffi di parietaria attaccati ai muri,
le strisce delle lumache nei loro gusci,
capire tutti gli sguardi dietro agli scuri
e lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io...
Vorrei con te da solo sempre viaggiare,
scoprire quello che intorno c'è da scoprire
per raccontarti e poi farmi raccontare
il senso d' un rabbuiarsi e del tuo gioire;
vorrei tornare nei posti dove son stato,
spiegarti di quanto tutto sia poi diverso
e per farmi da te spiegare cos'è cambiato
e quale sapore nuovo abbia l' universo.
Vedere di nuovo Istanbul o Barcellona
o il mare di una remota spiaggia cubana
o un greppe dell' Appennino dove risuona
fra gli alberi un' usata e semplice tramontana
e lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io...
Vorrei restare per sempre in un posto solo
per ascoltare il suono del tuo parlare
e guardare stupito il lancio, la grazia, il volo
impliciti dentro al semplice tuo camminare
e restare in silenzio al suono della tua voce
o parlare, parlare, parlare, parlarmi addosso
dimenticando il tempo troppo veloce
o nascondere in due sciocchezze che son commosso.
Vorrei cantare il canto delle tue mani,
giocare con te un eterno gioco proibito
che l' oggi restasse oggi senza domani
o domani potesse tendere all' infinito
e lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io...
Perché per me non parla solo d'Amore ma di molto di più. Parla del nostro essere innamorati come qualcosa di possibile, parla dell'unica cosa che da un vero senso alla Vita. Ossia l'Amore in tutte le sue forme.
Per me è una canzone dona a chi l'ascolta sogno e speranza, che scalda l'anima con un semplice e gentile condizionale.
La sciarpa non è una sciarpa, so che sa tanto di affermazione Magrittiana e quindi paradossale, ma per me è molto di più, è un regalo di una persona che mica ce ne sono tante nel bene e nel male, che poi chi giudica cosa? Insomma bene o male vuol dire tutto e niente. E' la prima volta che l'indosso e devo dire che è davvero bella e calda! (Però appena messa ammetto che mi è scappatto un "azz se pizzica!" :) )
Per me è una canzone dona a chi l'ascolta sogno e speranza, che scalda l'anima con un semplice e gentile condizionale.
La sciarpa non è una sciarpa, so che sa tanto di affermazione Magrittiana e quindi paradossale, ma per me è molto di più, è un regalo di una persona che mica ce ne sono tante nel bene e nel male, che poi chi giudica cosa? Insomma bene o male vuol dire tutto e niente. E' la prima volta che l'indosso e devo dire che è davvero bella e calda! (Però appena messa ammetto che mi è scappatto un "azz se pizzica!" :) )
Farewell
E sorridevi e sapevi sorridere coi tuoi vent' anni portati così,
come si porta un maglione sformato su un paio di jeans;
come si sente la voglia di vivere
che scoppia un giorno e non spieghi il perchè:
un pensiero cullato o un amore che è nato e non sai che cos'è.
Giorni lunghi fra ieri e domani, giorni strani,
giorni a chiedersi tutto cos' era, vedersi ogni sera;
ogni sera passare su a prenderti con quel mio buffo montone orientale,
ogni sera là, a passo di danza, a salire le scale
e sentire i tuoi passi che arrivano, il ticchettare del tuo buonumore,
quando aprivi la porta il sorriso ogni volta mi entrava nel cuore.
Poi giù al bar dove ci si ritrova, nostra alcova,
era tanto potere parlarci, giocare a guardarci,
tra gli amici che ridono e suonano attorno ai tavoli pieni di vino,
religione del tirare tardi e aspettare mattino;
e una notte lasciasti portarti via, solo la nebbia e noi due in sentinella,
la città addormentata non era mai stata così tanto bella.
Era facile vivere allora ogni ora,
chitarre e lampi di storie fugaci, di amori rapaci,
e ogni notte inventarsi una fantasia da bravi figli dell'epoca nuova,
ogni notte sembravi chiamare la vita a una prova.
Ma stupiti e felici scoprimmo che era nato qualcosa più in fondo,
ci sembrava d'avere trovato la chiave segreta del mondo.
Non fu facile volersi bene, restare assieme
o pensare d'avere un domani e stare lontani;
tutti e due a immaginarsi: "Con chi sarà?" In ogni cosa un pensiero costante,
un ricordo lucente e durissimo come il diamante
e a ogni passo lasciare portarci via da un' emozione non piena, non colta:
rivedersi era come rinascere ancora una volta.
Ma ogni storia ha la stessa illusione, sua conclusione,
e il peccato fu creder speciale una storia normale.
Ora il tempo ci usura e ci stritola in ogni giorno che passa correndo,
sembra quasi che ironico scruti e ci guardi irridendo.
E davvero non siamo più quegli eroi pronti assieme a affrontare ogni impresa;
siamo come due foglie aggrappate su un ramo in attesa.
Farewell, non pensarci e perdonami se ti ho portato via un poco d'estate
con qualcosa di fragile come le storie passate:
forse un tempo poteva commuoverti, ma ora è inutile credo, perchè
ogni volta che piangi e che ridi non piangi e non ridi con me...
Perché vorrei ritornare, come fu tanto tempo fa, a poter dire e a sentirmi dire farewell però riuscendo, questa volta, a soffocare sul nascere le mie, le altre, le nostre parole d'addio con un semplice bacio. Perché "il tichettare del tuo buonumore" è l'unica vera misura del tempo.
Chissà se c'è al mondo un'altra persona che piangerà e riderà ancora con me. Credo di sì perché confido nella nostra capacità di rimanere sempre mutevolmente uguali, perché se lo è stato una volta potrà esserlo ancora. Nulla più.
Per me questa canzone d'addio sa di gioia consapevole e consapevolezza speranzevole ossia di certezza e realtà che solo noi si può plasmare.
Questo post lo dedico a te perché tra le poche e preziose persone positive che ho incontrato nel 2008, tu sei stata e sei per me un'amica e un ricordo indelebile. Questo in qualche modo dovevo dirtelo scusa, se leggerai, la forma pubblica ma mica mi è venuto in mente nulla di meglio, nulla che non implicasse una replica che preferirei evitare, lo so sono strano ma è PIU' meglio così, la distanza a me non cambia nulla a te forse sì, forse no o forse non so, quindi tutto come 5 minuti fa prima di leggere OK? Se leggerai, scusa l'accento d'egocentrismo ma mi è sembrata una possibilità... ma soprattutto scusa la mia scelta.
Felice, Sereno e Fortunato 2009... ma anche 2010, 2011,... 2xxx fai tu, tanto al 3000 pure tu mica ci arrivi :)
Roberto
E sorridevi e sapevi sorridere coi tuoi vent' anni portati così,
come si porta un maglione sformato su un paio di jeans;
come si sente la voglia di vivere
che scoppia un giorno e non spieghi il perchè:
un pensiero cullato o un amore che è nato e non sai che cos'è.
Giorni lunghi fra ieri e domani, giorni strani,
giorni a chiedersi tutto cos' era, vedersi ogni sera;
ogni sera passare su a prenderti con quel mio buffo montone orientale,
ogni sera là, a passo di danza, a salire le scale
e sentire i tuoi passi che arrivano, il ticchettare del tuo buonumore,
quando aprivi la porta il sorriso ogni volta mi entrava nel cuore.
Poi giù al bar dove ci si ritrova, nostra alcova,
era tanto potere parlarci, giocare a guardarci,
tra gli amici che ridono e suonano attorno ai tavoli pieni di vino,
religione del tirare tardi e aspettare mattino;
e una notte lasciasti portarti via, solo la nebbia e noi due in sentinella,
la città addormentata non era mai stata così tanto bella.
Era facile vivere allora ogni ora,
chitarre e lampi di storie fugaci, di amori rapaci,
e ogni notte inventarsi una fantasia da bravi figli dell'epoca nuova,
ogni notte sembravi chiamare la vita a una prova.
Ma stupiti e felici scoprimmo che era nato qualcosa più in fondo,
ci sembrava d'avere trovato la chiave segreta del mondo.
Non fu facile volersi bene, restare assieme
o pensare d'avere un domani e stare lontani;
tutti e due a immaginarsi: "Con chi sarà?" In ogni cosa un pensiero costante,
un ricordo lucente e durissimo come il diamante
e a ogni passo lasciare portarci via da un' emozione non piena, non colta:
rivedersi era come rinascere ancora una volta.
Ma ogni storia ha la stessa illusione, sua conclusione,
e il peccato fu creder speciale una storia normale.
Ora il tempo ci usura e ci stritola in ogni giorno che passa correndo,
sembra quasi che ironico scruti e ci guardi irridendo.
E davvero non siamo più quegli eroi pronti assieme a affrontare ogni impresa;
siamo come due foglie aggrappate su un ramo in attesa.
Farewell, non pensarci e perdonami se ti ho portato via un poco d'estate
con qualcosa di fragile come le storie passate:
forse un tempo poteva commuoverti, ma ora è inutile credo, perchè
ogni volta che piangi e che ridi non piangi e non ridi con me...
Perché vorrei ritornare, come fu tanto tempo fa, a poter dire e a sentirmi dire farewell però riuscendo, questa volta, a soffocare sul nascere le mie, le altre, le nostre parole d'addio con un semplice bacio. Perché "il tichettare del tuo buonumore" è l'unica vera misura del tempo.
Chissà se c'è al mondo un'altra persona che piangerà e riderà ancora con me. Credo di sì perché confido nella nostra capacità di rimanere sempre mutevolmente uguali, perché se lo è stato una volta potrà esserlo ancora. Nulla più.
Per me questa canzone d'addio sa di gioia consapevole e consapevolezza speranzevole ossia di certezza e realtà che solo noi si può plasmare.
Questo post lo dedico a te perché tra le poche e preziose persone positive che ho incontrato nel 2008, tu sei stata e sei per me un'amica e un ricordo indelebile. Questo in qualche modo dovevo dirtelo scusa, se leggerai, la forma pubblica ma mica mi è venuto in mente nulla di meglio, nulla che non implicasse una replica che preferirei evitare, lo so sono strano ma è PIU' meglio così, la distanza a me non cambia nulla a te forse sì, forse no o forse non so, quindi tutto come 5 minuti fa prima di leggere OK? Se leggerai, scusa l'accento d'egocentrismo ma mi è sembrata una possibilità... ma soprattutto scusa la mia scelta.
Felice, Sereno e Fortunato 2009... ma anche 2010, 2011,... 2xxx fai tu, tanto al 3000 pure tu mica ci arrivi :)
Roberto




2 comments:
nessuna replica, tranquillo.
solo questo commento anonimo.
sono lusingata, davvero, e col tempo riuscirò ad accettare tutte le tue scelte.
sono contenta che tu tenga in considerazione il mio ricordo.
buon anno anche a te.
E' il tuo ricordo che mi onora e per me molto di più di un piacere.
Grazie di tutto.
Roberto
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