Volevo aprire la mia agendina e scrivere perché ora ne ho estremo bisogno. L'ho richiusa per scrivere qui.
E' evidente che nulla potrà cambiare se non io. Ora a me spetta la decisione di adeguarmi a qualcosa che non volevo (e voglio) piuttosto che inseguire un sogno. In un solo colpo sono rimasto con il culo adagiato, mica tanto dolcemente, a terra e la mente tenergli compagnia al piano inferiore. Non c'è male davvero, non c'è male.
Questa Vita io la capisco sempre meno, chi fa le cose alla cazzo o per convenienza ha maggiori probabilità di riuscire ad indovinarla rispetto a chi si impone un etica, una morale (ben inteso non penso che la mia sia l'unica, la migliore ecc. ecc., è mia e non è acquisita o indotta tutto qui) . Questo mica mi torna. Ora che si è ancora ai blocchi di partenza dopo l'ennesima falsa mi chiedo cosa è giusto e cosa è sbagliato, sono troppo orgoglioso per adeguarmi e troppo affamato di lavoro per non farlo. Il tempo passa e gioca conto di me è una verità, lui non gioca a carte scoperte perché nel suo mazzo ha solo figure e sa di raggiungere quando vuole il suo 7 e 1/2. Come si fa a vincere? Al più si pareggia...
Sapete, a me non mi tedia ritornare a lavori di colori grigi o anche più scuri, lavori al freddo che ti cristallizza piuttosto che al sole che brucia. A me non peserebbe affatto, come a definito qualcuno, un lavoro tra "nuovi strumenti" perché tutto avrebbe un fine ossia il MIO SOGNO che già voi conoscete. Ora però mi chiedo perché inseguirlo, tanto non serve, tanto la possibilità di raggiungerlo è talmente bassa che non ne varrebbe neanche la pena. Pensare di inventarmi una vita a tempo per i prossimi 6-8 mesi per qualcosa che potrebbe essere il nulla mi distrugge, pensare ad uno sforzo vano mi annienta. Sto uscendo dal giro, mi sento come chi in una stazione di periferia aspetta una metro notturna che non necessariamente passerà perché di corse notturne non è che ce ne sono in continuazione, che molto probabilmente ho mancato un paio di settimane fa.
Pensare che quei pochi secondi mi sono sembrati ore, giorni, il riscatto di tutto. Quel viso nello specchio RIDEVA, rideva... ancora dopo tanto tempo, non più ora. Ero quello che forse nessuno conosce, ero me stesso, ero come quella volta in bicicletta pensando alla mi prima chance di ottobre.
Sapete non si tratta del lavoro in se, non del posto inteso come soldi, prestigio o qualsiasi altra cazzata di questo tipo. Si tratta di riazzerare una vita, cancellando confini, cancellando punti di riferimento. Si tratta di riporre volumi di una storia vecchia e stantia su una libreiria, si tratta di scrivere una nuova storia senza regole, senza dogmi partendo dal niente. Si tratta di cambiare società, cambiare lingua, cambiare cultura, cambiare cibo, cambiare letteratura, cambiare musica, cambiare scopo, cambiare aspirazioni, cambiare emozioni. Si tratta di prendere me stesso impacchettarmi spedirmi lontanto da qualsiasi riferimento, cacciarmi nelle orecchie un urlo da sorgente maggiore dell'esercito modello Full Metal Jacket che fa: "Ed ora palla di sterco ARRANGIATI!!!". Si tatta di rischiare a 7 e 1/2 col destino, incrociare i guantoni con qualcuno o qualcosa di moooolto più grosso di me. (non la penso come Rob, la penso come Bak il senso talvolta sta solo nel rischio!)
Questi giorni, forse mesi, saranno per me la calata nel mio personalissimo inferno, li devo scompormi, bruciare, aspettare e rinascere rigenerato. L'ultima volta ci ho messo tanto troppo tempo, questa volta sarà più facile perché almeno qui non ho perché da porre ma, per fortuna, solo da pormi. A me spetta la risposta, non ad altri. Spero di riuscirci ancora, peccato solo che il freddo sia troppo tagliente per calvalcare la bicicletta, mi servirebbe ora. Credevo di averle detto addio un po' di mesi fa ora so che mi illudevo.
E pensare che la stagione a divenire è la primavera, almeno se fosse stato inverno non mi sarei perso colori, fiori, profumi, il sole, l'aria piacevole. Il rumore secco che ora governa il bosco tramutarsi in canto (il tempo verbale è giusto, il mio futuro ora è già passato). Per tutte queste cose ci vuole testa, io ora devo perderla devo diventare grigio nei colori, afono nei pensieri e amorfo nei piaceri. Devo lasciarmi cadere ancora verso il fondo, lentamente o velocemente non importa, perché intanto lividi compariranno comunque.
Complimenti 2009 sei durato anche troppo! E' che però sono pure un po' stufo...
Spero che nelle vostre isole stia arrivando la primavera. Qui niente fioriture almeno, ma forse anche no, fino a che non cadranno ancora le foglie.
C'est la vie no?
Mio
E' evidente che nulla potrà cambiare se non io. Ora a me spetta la decisione di adeguarmi a qualcosa che non volevo (e voglio) piuttosto che inseguire un sogno. In un solo colpo sono rimasto con il culo adagiato, mica tanto dolcemente, a terra e la mente tenergli compagnia al piano inferiore. Non c'è male davvero, non c'è male.
Questa Vita io la capisco sempre meno, chi fa le cose alla cazzo o per convenienza ha maggiori probabilità di riuscire ad indovinarla rispetto a chi si impone un etica, una morale (ben inteso non penso che la mia sia l'unica, la migliore ecc. ecc., è mia e non è acquisita o indotta tutto qui) . Questo mica mi torna. Ora che si è ancora ai blocchi di partenza dopo l'ennesima falsa mi chiedo cosa è giusto e cosa è sbagliato, sono troppo orgoglioso per adeguarmi e troppo affamato di lavoro per non farlo. Il tempo passa e gioca conto di me è una verità, lui non gioca a carte scoperte perché nel suo mazzo ha solo figure e sa di raggiungere quando vuole il suo 7 e 1/2. Come si fa a vincere? Al più si pareggia...
Sapete, a me non mi tedia ritornare a lavori di colori grigi o anche più scuri, lavori al freddo che ti cristallizza piuttosto che al sole che brucia. A me non peserebbe affatto, come a definito qualcuno, un lavoro tra "nuovi strumenti" perché tutto avrebbe un fine ossia il MIO SOGNO che già voi conoscete. Ora però mi chiedo perché inseguirlo, tanto non serve, tanto la possibilità di raggiungerlo è talmente bassa che non ne varrebbe neanche la pena. Pensare di inventarmi una vita a tempo per i prossimi 6-8 mesi per qualcosa che potrebbe essere il nulla mi distrugge, pensare ad uno sforzo vano mi annienta. Sto uscendo dal giro, mi sento come chi in una stazione di periferia aspetta una metro notturna che non necessariamente passerà perché di corse notturne non è che ce ne sono in continuazione, che molto probabilmente ho mancato un paio di settimane fa.
Pensare che quei pochi secondi mi sono sembrati ore, giorni, il riscatto di tutto. Quel viso nello specchio RIDEVA, rideva... ancora dopo tanto tempo, non più ora. Ero quello che forse nessuno conosce, ero me stesso, ero come quella volta in bicicletta pensando alla mi prima chance di ottobre.
Sapete non si tratta del lavoro in se, non del posto inteso come soldi, prestigio o qualsiasi altra cazzata di questo tipo. Si tratta di riazzerare una vita, cancellando confini, cancellando punti di riferimento. Si tratta di riporre volumi di una storia vecchia e stantia su una libreiria, si tratta di scrivere una nuova storia senza regole, senza dogmi partendo dal niente. Si tratta di cambiare società, cambiare lingua, cambiare cultura, cambiare cibo, cambiare letteratura, cambiare musica, cambiare scopo, cambiare aspirazioni, cambiare emozioni. Si tratta di prendere me stesso impacchettarmi spedirmi lontanto da qualsiasi riferimento, cacciarmi nelle orecchie un urlo da sorgente maggiore dell'esercito modello Full Metal Jacket che fa: "Ed ora palla di sterco ARRANGIATI!!!". Si tatta di rischiare a 7 e 1/2 col destino, incrociare i guantoni con qualcuno o qualcosa di moooolto più grosso di me. (non la penso come Rob, la penso come Bak il senso talvolta sta solo nel rischio!)
Questi giorni, forse mesi, saranno per me la calata nel mio personalissimo inferno, li devo scompormi, bruciare, aspettare e rinascere rigenerato. L'ultima volta ci ho messo tanto troppo tempo, questa volta sarà più facile perché almeno qui non ho perché da porre ma, per fortuna, solo da pormi. A me spetta la risposta, non ad altri. Spero di riuscirci ancora, peccato solo che il freddo sia troppo tagliente per calvalcare la bicicletta, mi servirebbe ora. Credevo di averle detto addio un po' di mesi fa ora so che mi illudevo.
E pensare che la stagione a divenire è la primavera, almeno se fosse stato inverno non mi sarei perso colori, fiori, profumi, il sole, l'aria piacevole. Il rumore secco che ora governa il bosco tramutarsi in canto (il tempo verbale è giusto, il mio futuro ora è già passato). Per tutte queste cose ci vuole testa, io ora devo perderla devo diventare grigio nei colori, afono nei pensieri e amorfo nei piaceri. Devo lasciarmi cadere ancora verso il fondo, lentamente o velocemente non importa, perché intanto lividi compariranno comunque.
Complimenti 2009 sei durato anche troppo! E' che però sono pure un po' stufo...
Spero che nelle vostre isole stia arrivando la primavera. Qui niente fioriture almeno, ma forse anche no, fino a che non cadranno ancora le foglie.
C'est la vie no?
Mio
The Night Comes Down
When I was young it came to me
And I could see the sun breakin'
Lucy was high and so was I dazzling
Holding the world inside
Once I believed in ev'ryone
Ev'ryone and anyone can see
Oh oh the night comes down
And I get afraid of losing my way
Oh oh the night comes down
Oooh and it's dark again
Once I could laugh with ev'ryone
Once I could see the good in me
The black and the white distinctively colouring
Holding the world inside
Now all the world is grey to me
Nobody can see you gotta believe it
Oh oh the night comes down
And I get afraid of losing my way
Oh oh the night comes down
Oooh and it's dark again
And it's dark again
And it's dark again
And I could see the sun breakin'
Lucy was high and so was I dazzling
Holding the world inside
Once I believed in ev'ryone
Ev'ryone and anyone can see
Oh oh the night comes down
And I get afraid of losing my way
Oh oh the night comes down
Oooh and it's dark again
Once I could laugh with ev'ryone
Once I could see the good in me
The black and the white distinctively colouring
Holding the world inside
Now all the world is grey to me
Nobody can see you gotta believe it
Oh oh the night comes down
And I get afraid of losing my way
Oh oh the night comes down
Oooh and it's dark again
And it's dark again
And it's dark again




4 comments:
Non smettere di lottare per il TUO posto nel mondo. Non farlo! Non potresti mai perdonartelo... Ma soprattutto ascolta il tuo istinto, lui sa, senza orpelli né contorti giri di pensiero, quello che è più giusto per te.
Un abbraccio sincero.
Prima mi chiedevo se tutto no sia destinato a restare la davanti, impossibile da raggiungere perché mica è reale. Quello che mi preoccupa è che nel mondo il posto non lo si può scegliere ci si adatta...
Il mio istinto rema contro le mie parole di cui sopra, lui mi continua a sussurrare che andrà come vorrò, come ho in testa, come sto cercando di mettere in pratica. Il mio istinto è calmo, pacifico, giulivo e beato. Credo che sorrida pure. La mia ragione è in cortocircuito ogni minuto, fa scintille da tutte le parti e mi dice: "levagli quel sorriso di dosso perché sei nelle peste!".
Insomma capisco sempre meno, ma quand'è che si diventa saggi?
Museum grazie mille dell'abbraccio che contraccambio!
A presto,
Roberto
Ti capisco perchè il mio istinto parla e si comporta esattamente come il tuo.
La mente, bè, l'hai già detto, mette il bastone tra le ruote all'istinto e continua a terrorizzarmi ripetendomi come un'ossessa che il tempo passa, che ho già sprecato troppe occasioni, che non ne verranno più altre... E a volte ho paura. Davvero paura.
Eppure, nonostante tutti i miei tormenti interiori e non, lui, l'istinto giocherellone, è lì che se la spassa, tranquillo e beato.
Adattarmi? Non credo ci riuscirò mai... Se non a costo di grande sofferenza. E allora mi chiedo se il gioco vale la candela...
Ora il tempo che si perde a rincorrere giorno dopo giorno lo comincio a sentire, me lo hanno pure detto: "non sei più così giovane per...", eppure, se non sbaglio si è pure coetanei, siamo vecchi? Io penso di no, io credo che è solo un altro muro, il loro. Però le occasioni che ci precludono con queste barriere sono le nostre...
E poi, come sai, c'è anche il carattere, che è un po' l'uno un po' l'altra, istinto e ragione. C'è quel modo personale di vedere le cose, quel comportarsi in maniera che si reputa giusta e corretta, il saper dire IO-COSI'-NON-CI-STO. A tal proposito mi è stato detto: "Sì quello che dici è corretto ma gli altri non si comportano allo stesso modo con te", io ho risposto:"Ma io di quegli altri mica mene importa...", mi sa che non c'è via di scampo, sarò sempre fregato.
E poi c'è una realtà fatta di sensibilità personale e insensibilità statale che non aiuta.
Insomma tanti forse troppi fattori difficili da razionalizzare e da controllare.
Il gioco non vale la candela ma molto di più! Il problema è che le regole non ci sono e, quando esistono, cambiano in continuazione.
Io non ci capisco più nulla!
A presto Museum e scusa se mi sono dilungato così tanto.
Roberto
Post a Comment