L'ho finito di gustare circa un paio di settimane fa e devo dire che non ne sono rimasto deluso, tutt'altro! Come per il Visconte dimezzato, del quale ho parlato alcuni "libri" fa, non l'ho mica capito subito. Questo è positivo, coinvolgente e strano, sì perché la scrittura di Calvino è tutto fuorché intricata e difficile però ciò che cela dietro mi è, nell'immediato, di difficile decifrazione.
Di cosa parla questo libro? Sempre partendo dal presupposto che qui la trama non tratterò, per me o meglio a me ha lasciato il messaggio che l'uomo non è altro che un essere guidato da pulsioni, non esistono che pochi eroi che separo le pulsioni dal fine per il quale si agisce. Tutto que
ste pulsioni sono viste e messe a nudo nel libro attraverso gli occhi di un bambino, Pin, che vive un adoloscenza matura senza aver vissuto la fanciullezza; i suoi occhi puntano e mettono in luce come riflettori le contraddizioni di un uomo abbandonato all'istinto , alle pulsioni appunto. Ed ecco i caratteri e le storie di partigiani che sono in bilico tra la vita alla macchia e la vita da squadristi tutti accomunati da quello che nel libro viene chiamato furore.
Poi c'è Kim un partigiano diverso, un commissario un giovane "studiato" amante del pensiero razionale e critico analista fine dell'uomo, conoscitore dell'uomo. Con gli occhi di chi non ha più illusioni non ha sogni puerili mette nero su bianco quello che Pin non riesce a cogliere ma solo riesce a mostrare. Cos'è tutto? La coerenza delle proprie azioni, il perché si compie un atto rispetto ad un altro; lo scopo del vivere, combattere dello stesso esistere. Vivere senza questo rosso o nero non sono differenti, se si agisce per se stessi in preda alle pulsioni al furore non si è diversi. Cosa intendo? "Adriana ti amo", questo ripeteva Kim e tutto aveva senso, il cerchio si chiudeva.
Se posso ve lo consiglio, è davvero un ottimo libro; Italo Calvino mi piace sempre più adesso dall'alto della mia mensola ho Marcovaldo che mi occhieggia ma gli chiedo gentilmente tempo, ho una questione estera da sbrigare con un altro, per me nuovo, autore.
Leggendo di Kim sarei voluto passare a Kipling, ma il libro si è fatto solo un viaggio con me la settimana scorsa. Credo che per cominciare un libro serve sentire una certa empatia a pelle, io non l'avevo. (Ora guardando la giunonica Anna Karenina mi domando quando verrà :) )
A presto,
Mio
PS: ringrazio I. per questo consiglio anche se non se lo ricorderà, saranno passati minimo tre o quattro anni, sai sono come gli elefanti per certe cose. Grazie!!!
ste pulsioni sono viste e messe a nudo nel libro attraverso gli occhi di un bambino, Pin, che vive un adoloscenza matura senza aver vissuto la fanciullezza; i suoi occhi puntano e mettono in luce come riflettori le contraddizioni di un uomo abbandonato all'istinto , alle pulsioni appunto. Ed ecco i caratteri e le storie di partigiani che sono in bilico tra la vita alla macchia e la vita da squadristi tutti accomunati da quello che nel libro viene chiamato furore.Poi c'è Kim un partigiano diverso, un commissario un giovane "studiato" amante del pensiero razionale e critico analista fine dell'uomo, conoscitore dell'uomo. Con gli occhi di chi non ha più illusioni non ha sogni puerili mette nero su bianco quello che Pin non riesce a cogliere ma solo riesce a mostrare. Cos'è tutto? La coerenza delle proprie azioni, il perché si compie un atto rispetto ad un altro; lo scopo del vivere, combattere dello stesso esistere. Vivere senza questo rosso o nero non sono differenti, se si agisce per se stessi in preda alle pulsioni al furore non si è diversi. Cosa intendo? "Adriana ti amo", questo ripeteva Kim e tutto aveva senso, il cerchio si chiudeva.
Se posso ve lo consiglio, è davvero un ottimo libro; Italo Calvino mi piace sempre più adesso dall'alto della mia mensola ho Marcovaldo che mi occhieggia ma gli chiedo gentilmente tempo, ho una questione estera da sbrigare con un altro, per me nuovo, autore.
Leggendo di Kim sarei voluto passare a Kipling, ma il libro si è fatto solo un viaggio con me la settimana scorsa. Credo che per cominciare un libro serve sentire una certa empatia a pelle, io non l'avevo. (Ora guardando la giunonica Anna Karenina mi domando quando verrà :) )
A presto,
Mio
PS: ringrazio I. per questo consiglio anche se non se lo ricorderà, saranno passati minimo tre o quattro anni, sai sono come gli elefanti per certe cose. Grazie!!!




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