Potrei vomitare, qui ora, senza motivo apparente senza crisi virale ad indurre uno sforzo corporeo altrimenti estraneo. Potrei rigettare tutto lo stantio magma che ho dentro su questo piano che fu di studio prima, che è di riflessione, ora.
Cosa uscirebbe dal mio stomaco mi chiedo, amara fiele nella quale leggere attraverso le liquide forme segnali premonitori di un futuro nefasto, mi rispondo. Animistico stregone di me stesso, oracolo distruttivo del mio futuro sto implodendo, il fare nulla mentre avrei potuto fare qualcosa mi sta erodendo, peccato che stia evitando ogni centro vitale, il bastardo! Il non poter far meno di guardarsi dietro, il non vedere nulla avanti, l'essere fermi nel presente non riesco a sostenerlo. Mi indigno verso me stesso.
Ora vago in cerca di slancio tra discografie impossibili, cerco commiserazione in quelle banali. Vorrei semplicemente qualcosa in grado di dare la sveglia a questo torpore ma non riesco a trovarla. Cerco qualcosa che mi possa assopire completamente, cerco un coma tra il vigile e l'irreversibile, non esiste!
Ed eccomi qui di getto a scrivere, la penna vomita ciò che il mio corpo trattiene; ecco parole banali che non riescono a descrivere ciò che ho dentro, quello che resta dentro non sono in grado di tracciarlo con queste asole, cerchi e aste. Quello che resta dentro è un urlo cacofonico che nessuna voce potrà creare, è la morte bianca della di realtà mai esistite di quei sogni rincorsi e forse persi.
Vi prego datemi una colonna sonora, che preghi per me che preghi rivolta a me stesso. Un suono che mi faccia risuonare dentro una voce che mi urli di ritornare a vita, mi sussurri speranza.
Brividi corrono sotto la mia pelle come formiche impazzite che scappano da un formicaio scosso, peccato che le mie non possono lasciare il mio corpo. Peccato tornino a fuggire anche ora, ma quante siete?
C'est la vie...
Mio
Cosa uscirebbe dal mio stomaco mi chiedo, amara fiele nella quale leggere attraverso le liquide forme segnali premonitori di un futuro nefasto, mi rispondo. Animistico stregone di me stesso, oracolo distruttivo del mio futuro sto implodendo, il fare nulla mentre avrei potuto fare qualcosa mi sta erodendo, peccato che stia evitando ogni centro vitale, il bastardo! Il non poter far meno di guardarsi dietro, il non vedere nulla avanti, l'essere fermi nel presente non riesco a sostenerlo. Mi indigno verso me stesso.
Ora vago in cerca di slancio tra discografie impossibili, cerco commiserazione in quelle banali. Vorrei semplicemente qualcosa in grado di dare la sveglia a questo torpore ma non riesco a trovarla. Cerco qualcosa che mi possa assopire completamente, cerco un coma tra il vigile e l'irreversibile, non esiste!
Ed eccomi qui di getto a scrivere, la penna vomita ciò che il mio corpo trattiene; ecco parole banali che non riescono a descrivere ciò che ho dentro, quello che resta dentro non sono in grado di tracciarlo con queste asole, cerchi e aste. Quello che resta dentro è un urlo cacofonico che nessuna voce potrà creare, è la morte bianca della di realtà mai esistite di quei sogni rincorsi e forse persi.
Vi prego datemi una colonna sonora, che preghi per me che preghi rivolta a me stesso. Un suono che mi faccia risuonare dentro una voce che mi urli di ritornare a vita, mi sussurri speranza.
Brividi corrono sotto la mia pelle come formiche impazzite che scappano da un formicaio scosso, peccato che le mie non possono lasciare il mio corpo. Peccato tornino a fuggire anche ora, ma quante siete?
C'est la vie...
Mio




4 comments:
MMMM ... quanto malumore! Invece ti svelo il segreto della felicità: l'umorismo.
Giuro che non è uno scherzo, prendersi troppo sul serio senza ridere delle disgrazie è come una malattia.
Forse Jodorowsky mi sta influenzando troppo ...
Bak
Già malumore finalmente qualcuno che lo chiama per nome! Non pessimismo...
No, no ti credo, ma bisogna essere maestri o quantomeno alunni che si impegnano. E' meglio che mi iscriva a scuola quanto prima, peccato che non conosca l'indirizzo, quello che ho è dell'istituto di ironia ma vale quello che vale.
Caro Bak hai ragione, è una malattia custodita nella testa. E' strisciante come un herpes, non ce la si leverà mai di torno, si possono solo sopprimere sintomi ma lei resta. Pensare che possa rimanere li latente anche per sempre aiuta... umorismo dici? Allora Jodorowsky sia, chissà che non funzioni! Cosa mi consigli?
Grazie delle parole, a presto.
Roberto
Alejandro Jodorowsky - Psicomagia
o anche tanti filmati su youtube.
Thanks Bak!
Buona giornata e a presto,
Roberto
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