Tremila e trecento metri sopra la terra il cielo non cambia colore. Sotto l'eternità si scioglie lentamente, nulla resterà.
Tremila e trecento metri sopra la terra, un dirupo che senti amico traccia centinaia di metri di caduta libera sulla destra, le mani salde in presa su granitiche pietre come salvezza. Perché non può essere per ogni cosa così?
Tremila e trecento metri sopra la terra la pazzia della razza umana lascia il segno della sua infinita stupidità. La morte per mano violenta è sempre appollaiata nella sua coscienza.
Tremila e trecento metri sopra la terra mi sono accorto che non pensavo più alle mie inutili e futili miserie. Mi sono accorto di quanto ci pensi, per un attimo ho sentito come è bello essere liberi ancora una volta.
Qualcosa ri-muore sempre, è aborto continuo. La rinascita quella spirituale, dell'Anima, talvolta non esisiste. Nessuna "ri-Animazione" è possibile una sola possibilità, niente più.
Il ghiaccio eterno si fonde in acqua senza ritorno alcuno dal quel suo nuovo stato di fluido effimero. La cristallina solidità è non tornerà. A valle si crede essere acqua di Vita, a monte si vedono lacrime di agonia e di Morte lenta ed atroce.
A tremila e trecento metri sopra la terra, tra le mie montagne e nel mio spirito, ho capito che la Vita, per certe persone, è solo una breve e dolce nevicata che rallenta un disgelo inesorabile.
Mio





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