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Conclusione
Ora è tempo di terminare... Solo poche parole di conclusione. Sono profondamente convinto che il libro non sia ancora finito e che non possa essere finito. Deve essere completato da azioni pratiche ideate per realizzare gli scopi che ho cercato francamente di descrivere in queste pagine.
La nostra ristrutturazione [perestroijka n.d.M] on è ne facile ne agevole. Noi valutiamo criticamente ogni passo compiuto, giudichiamo noi stessi in base ai risultati pratici e ci rendiamo conto che quanto appare accettabile e sufficiente oggi, domani potrà essere superato.
Gli ultimi due anni e mezzo ci hanno dato molto. I prossimi anni, forse già i prossimi mesi, vedranno nuove mosse non tradizionali. Nel corso della ristrutturazione noi ampliamo e chiariamo le nostre nozioni sul passato, sulpresente e futuro del socialismo. Stiamo riscoprendo noi stessi. Tutto ciò è stato fatto, come già osservato, non per colpire l'immaginazione, <
> e ottenere applausi. Noi siamo motivati dalle idee della Rivoluzione d'Ottobre del 1917, dalle idee di Lenin, dagli stessi interessi del popolo sovietico.
Noi riteniamo che i risultati della ristrutturazione apporteranno benefici anche alle relazioni internazionali, includendo quelle sovietico-americane. Il nuovo pensiero politico è un imperativo dei tempi.
L'umanità si trova di fronte a grandi pericoli. Vi sono anche troppi elementi di contrapposizione, ma le forze che vogliono e possono arrestare e superare lo scontro stanno acquistano energia e ampiezza sotto i nostri occhi.
Passare dal sospetto e dall'ostilità alla fiducia, da un <> a un equilibrio della ragione e della buona volontà, dai ristretti egoismi nazionalistici alla cooperazione... ecco ciò che proponiamo. E' lo scopo delle nostre iniziative di pace, e per questo scopo continueremo a prodigarci instancabilmente.
Nel mondo c'è un grande desiderio di comprensione e di comunicazione reciproche. E' sentito tra i politici, va acquistando slancio tra gli intellettuali, tra i rappresentanti della cultura e tra l'opinione pubblica mondiale. E se la parola russa <> è entrata con tanta facilità nel lessico internazionale, ciò è dovuto all'interesse più che giustificato per quanto sta accadendo nell'Unione Sovietica. Oggi tutto il mondo ha bisogno di ristrutturazione, cioè di un'evoluzione progressista, di una trasformazione fondamentale.
I popoli lo sentono e lo comprendono. Devono trovare un orientamento, capire i problemi che assillano l'umanità, scoprire come dovranno vivere nel futuro. La ristrutturazione è una necessità per un mondo che trabocca di armi nucleari, per un mondo assillato da gravi problemi economici ed ecologici, oppresso dalla povertà, dall'arretratezza e dalle malattie, per una razza umana che si trova di fronte alla necessità di sopravvivere.
Noi siamo tutti studenti e i nostri insegnanti sono la vita e il tempo. Io credo che un numero sempre maggiore di persone finirà per comprendere che tramite la ristrutturazione nel senso più ampio della parola l'integrazione del mondo avrà tutto da guadagnare. Quando avremo ottenuto buoni voti dalla nostra maestra più importante, la vita, entreremo nel XXI secolo ben preparati e sicuri di compiere altri progressi.
Noi vogliamo che la libertà regni suprema nel mondo durante il prossimo secolo. Vogliamo che la competizione pacifica fra i diversi sistemi sociali si sviluppi senza impedimenti, vogliamo incoraggiare la cooperazione anziché lo scontro e la corsa agli armamenti. Vogliamo che i popoli di ogni paese godano di prosperità, benessere e felicità. La via per realizzare tutto questo passa attraverso un mondo non violento e senza armi nucleari. Noi ci siamo avviati su questa strada e invitiamo gli altri paesi e le altre nazioni a seguirci.
Mikhail Gorbaciov
Visionario? Pazzo? Profeta? No, nulla di questo semplicemente una persona che aveva capito tutto o quasi con vent'anni di anticipo o poco più.
Sapete mi chiedo se in Italia ora ci sia bisogno di una ristrutturazione o di una ricostruzione. Sapete, credo che molte delle cose che ho evidenziato in grassetto appartengano solo a rare tracce della nostra società.
Se vi capita tra le mani su una bancarella di libri usati comperatelo perché non è più in stampa e perché ne vale ASSOLUTAMENTE la pena e il discorso non è politico - magari lo fosse - ma di educazione sociale, nel primo caso ci sarebbero meno problemi nel mondo!
Questa, per me, non è utopia!
Mio
Sapete mi chiedo se in Italia ora ci sia bisogno di una ristrutturazione o di una ricostruzione. Sapete, credo che molte delle cose che ho evidenziato in grassetto appartengano solo a rare tracce della nostra società.
Se vi capita tra le mani su una bancarella di libri usati comperatelo perché non è più in stampa e perché ne vale ASSOLUTAMENTE la pena e il discorso non è politico - magari lo fosse - ma di educazione sociale, nel primo caso ci sarebbero meno problemi nel mondo!
Questa, per me, non è utopia!
Mio




6 comments:
Splendido omaggio a un pensiero ottimista nella sua concretezza, a parole che vogliono farsi azione, a una rivoluzione vera, misurata e pianificata... purtroppo non ancora completata.
L'educazione sociale è quella che manca a noi italiani. Sarebbe un buon punto di partenza, per costruire il nostro domani!
Buona domenica, Mio.
PAROLA DI VERIFICA: clashali (ascoltare i Clash mette le ali??? Proviamo, và. :D)
Sai, credo che in quel periodo e in quella società non fosse ottimista. C'era lo slancio c'era la rivoluzione permanente e qualcosa si stava muovendo. Mi potresti chiedere: "allora perché è finita?", perché il golpe bianco non è venuto dal popolo ma dall'esterno da chi si ingozza ora e il popolo non ha reagito. Sai credo che si sia andati vicini ad una grande rivoluzione sociale che in minima parte sentiamo anche ora.
Hai ragione, ai nostri tempi a scuola la chiamavano "educazione civica" probabilmente non c'è più, probabilmente non gusteremo mai una società migliore, ma forse sono solo pessimista.
E' che qualcosa si è rotto, qualcosa tra gli anni '70 e i primi anni '80 è andato a ramengo, noi siamo la prima generazione, ancora un po' bastardi. La seconda c'è dentro fino al collo a noi spetterebbe educare la terza che dovrà combattere assieme a noi (quei pochi)contro la seconda che sarà già al potere.Non so, non so.
Buona domenica e settimana Yuki,
Roberto
Ti commento sta volta senza leggerti, mica posso levarmi il gusto di leggermelo :)
Quando lo leggerò allora vengo a rileggerti :)
Gli auguri li ho mandati in anticipo, è vero, ma non pensavo di tornare al mio blog almeno per quest'anno, faccio sempre quello che sento e nel momento in cui sento, e pare che lo spirito natalizio mi abbia invaso, per fortuna non sono innamorata perchè mi mancano giusto gli occhi a cuoricino e sono più schifosamente dolce dei dolci ahaahha
Buona settimana caro :)
Ma sono solo le conclusioni, il resto, quello che c'è dentro lo trovo davvero interessante ancor più se ripulito dal contesto politico che, inevitabilmente è presente.
Probabilmente lo potrai trovare in qualche biblioteca o sulle bancarelle dei libri usati, ora non lo pubblicano più ahimè!
Viva il Natale allora ma anche il 26, il 27 ecc ecc ecc :D
Buona serata Ish!!!
Roberto
garbato e delicato amico. siam tutti apprendisti, eterni, perché siam sempre in pericolo. e siamo sempre in pericolo perché siamo eterni apprendisti. l'utopia, per quanto snervante e freddamente illogica, è quella che ci ha portato dove siamo. nessun uomo è tale se non insegue i suoi sogni. anche a costo di diventare Gorbaciov. ti abbraccio
Caro Digito, che piacere averti ancora qui!
Sì, hai ragione, se non si insegue qualcosa si rimane ancorati a qualcosa che non cambierà. Talvolta mi chiedo se il mio inseguire sia solo uno scappare, talvolta è molto difficile, per me, distinguere la differenza. Perché la differenza c'è sempre.
Grazie di essere passato a presto!
Un abbraccio,
Roberto
PS: però la tua nuova immagine non è marchiata Digito Ergo Sum :D
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