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Sunday, 23 November 2008

Grazie Natura

-"Cosa fai seduto su questo sasso?"
-"Sssssssssshhh per piacere. Prova ad ascoltare, prova a vedere..."
-"Ma sai che..."
-"Lo so, mancano più di due ore di cammino, la strada del ritorno conta più di dieci chilometri ed ora sono qui su un sasso nel bosco a contemplare le meraviglie della natura. Fa lo stesso, ora non mi importa. Ora anche tu, ascolta e guarda vedendo."













Tutto questo e molto altro di più ho potuto vedere, sentire, provare e sperimentare.
Ho visto il bosco mutare al mio incedere lungo la strada ora d'abeti ritti come candele, e poi di faggi nodosi e roveri rugosi come i vecchi saggi, ed ecco tutto di un tratto un prato abitato da ultracentenari castani che sembrano antichi monolitici guardiani di chissà quale regno perduto, e poi dolcemente eccomi immerso negli scapigliati ulivi e le ricurve viti.
Ho visto le luci della città deboli deboli penetrare nel ventre scuro della natura, luci cha avevano occhi di gatto selvatico, occhi di volpe, occhi da cerbiatto.
Ho visto rami gentili coprirmi come quasi a volermi proteggere con le loro braccia possenti dal freddo che cresceva con la notte. Ho sentito i rumori degli amici della selva notturna ed a loro ho augurato buona notte. Ho visto la strada davanti ai miei occhi giocare a nascondino nelle tenebre, l'ho vista mutare da sterrata a lastricata per poi conoscere il cemento e quindi l'asfalto.
Ho sentito la compagnia del mio me stesso mentre osservavo le stelle creare sempre nuove e magnifiche coreografie nel cielo ormai scuro e profondo.
Eppoi ecco tutto ad un tratto quasi violentemente ho rivisto i miei scarponi, le mie pupille si sono contratte, alla luce dei lampioni riecco che compare la mia ombra. Ombra di chi? Ombra di che cosa? E' questo il benvenuto della civiltà? E' forse quella piatta e nera sagoma il mio vero IO? Lo stesso che prima mi sentivo addosso? Non ho risposte.
Questo ho potuto vedere, ascoltare e provare oggi. Molto e molto altro ancora è sfuggito ai miei deboli sensi, ai miei flebili metasensi.
A voi garbati lettori dedico queste mie foto, son poco lo so, ma spero che non siano niente.
Laku noc ossia leggera notte,

Mio

11 comments:

Prisma said...

Bellissimo...

Mio said...

Grazie Museum lusingatissimo, ma mica ho fatto niente. E' bastato avere un po' di pazienza appolaiato su un sasso che tutto lentamente facesse il suo corso che, in questi casi, mica pesa anzi il difficile è voltare le spalle.
Buona serata Museum,

Roberto

digito ergo sum said...

uno arriva lì, con la fatica nelle gambe. che non conta. arriva lì con la sete che non conta. arriva lì che fa pure un po' freddino, ma non conta.

uno arriva lì che la strada per casa è tanta ma non conta.

uno arriva lì e si guarda dentro, e ci vien da ridere e da piangere, capisce quel che non capiva solo un chilometro prima e vede quello che non credeva potesse essere visto.

eppoi, comincia a contare.

magia.

Mio said...

Fermarsi talvolta è correre più velocemente, peccato che non sempre ne abbia l'opportunità o meglio, per non mentire, peccato che io non riesca a regalarmi spesso e a lungo questa magia.
Che poi per cominciare a contare basterebbe ritornare bambini, ah niente di più difficile, niente di più banale. Ah che rabbia!
Digito grazie delle parole sempre come mai, mai come sempre. Ossia pura Magia!
A presto,

Roberto

redazione said...

Due domenica fa sono stato ad Erto sul Vajont (ho raccontato sul mio blog se vuoi) beh Mauro Corona lo scrittore a 60 anni si è messo a scalare come uno stambecco..io ne ho 29 son rimasto con il naso su a guardarlo...grrrrrrrrrr

Beh visto che anche te sembri conoscere la montagna meglio di me, mi faresti da Virgilio in una ascesa epica ad un ipotetico monte ventoso? Insomma per dirla più banalmente organizzi una escursione in montagna che vengo anch'iooooooooooo?

Anonymous said...

Mi fai da Virgilio anche a me?

Mio said...

Alberto le montagne, come la Natura in generale, sono manifestazioni ed esperienze che noi mica si capisce e che noi mica si può far capire. Sono un paradiso, ed ognuno ha il suo. Quindi, in tal senso, non servono "Virgilio", tu devresti (scusa se ti sembro categorico e giudicante ma così non è) prima essere la tua guida dopo di che non vedrai in Corona un vechio scalatore temerario ma solamente una persona alla ricerca del suo angolo di paradiso.
Ormai al stagione dei monti ventosi è ovunque e tira un freddo boia ed il tempo non è che sia il massimo, chissà se andrò ancora...
Ciao,

Roberto

redazione said...

Non ti preoccupare, sono anche troppo la mia guida. Qui non c'è molto da filosofeggiare: se vado in una valle, preferisco farmi consigliare dalla gente del posto!!! Io vivo in città, se pretendessi di conoscere la montagna meglio di chi ci vive sarei uno stolto!
Cmq io non vedo in Corona solo "un vecchio scalatore temerario", me lo hai fatto dire te. Anzi, sto proprio leggendo i suoi libri e sono andato a trovarlo per questo.
Visto che quando metti un passo fuori dalla virtualità traballi, mi potresti almeno dire con google map, da dove hai scattato queste foto, il nome del posto oppure pensi di tenertelo per te e di darmi una risposta ancora filosofeggiante? ;)))

Mio said...

Ciao Alberto, rispondo anche se in ritardo. Purtroppo il posto non te lo posso dire, per lo stesso motivo per il quale tutto quello che è riconducibile a un qualcosa di fisico sta lentamente scomparendo da questo blog. Comunque sia il posto mica so se c'è su google map è una piccola stradina forestale e chiusa al traffico.
Scusa ma ti chiedo di accettare questa mia decisione senza farti tante domande anche se per chi, come te, ha amore per il pensiero è chiedere troppo...
Buona serata,

Roberto

redazione said...

Allora ho sbagliato blog; credevo tu volessi condividere le tue scoperte e la tua felicità; "La felicità è tale solo se condivisa" questa fu la scoperta del giovane Chris McCandless prima di morire in Alaska; peccato tu sia schiacciato da un insano egoismo virtuale, che ti opprime fino a costringerti a non dire il posto dove hai scattato queste foto, neanche attraverso una mail; a questo punto non si capisce perchè ciò che scrivi non lo riporti su un tuo diario segreto ma lo metti su internet sottraedoti però alla condivisione ed al confronto. Una contraddizione, che soltanto scendendo nei meandri della virtualità si potrebbe spiegare. Se l'eploratore o il pioniere, non ritorna al villaggio, condividendo le proprie scoperte, allora la sua vita non avrà avuto un senso, perchè l'obiettivo della vita non è sopravvivere egoisticamente ma riuscire a stare insieme agli altri aiutandosi vicendevolmente e condividendo ciò che può portare un beneficio alla società. Hai perso un lettore, perchè ho già capito che non sei un uomo libero, non sai vedere oltre alla tua vallata. Sciretti Alberto

Mio said...

Alberto, evidentemente non mi hai capito ma questo è normale nessuno ci capisce, noi stessi ci capiamo?
Che però ci sei passato dal post dove mi descrivevo, da quello del lupo della steppa... io qui non dico cose che non penso.
Per condividere la felicità (cosa giusta) bisogna essere felici, io mica lo sono da troppo tempo. Anche se la vera felicità a mio modesto avviso non è solo quella condivisa, esiste anche quella conquistata e personale, che forse è poca cosa in confronto all'altra, ma esiste.
Credo che per essere egoisti bisogna pensare solo a se stessi, io non chiedo niente a nessuno e non pretendo di poter dare o lasciare qualcosa a qualcuno. Quello che posso dire è che qui c'è solo un mutuo scambio di opinioni e pensieri chi vuol lasciare una traccia, quali sono state le tue, è sempre ben venuto sempre. Domande e opinini qui sono sempre accette se formulate nel rispetto che spero di riuscire a dare nelle mie risposte, senza, da parte mia, pretendere di dire come vanno fatte le cose.
Non capisco perché un diario deve essere segreto? Chi dice che le cose personali devono essere tenute dentro o celate? Per quale motivo? Che poi tutti i miei pensieri mica sono indirizzati a qualcuno, sono solo sussurri nel vento come avrai letto alla fine di ogni post. Chi li vuol raccogliere si ferma.
Io non mi sottraggo alla condivisione e sopratutto al confronto visto che ti sto rispondendo come ho sempre risposto a tutti i lettori. Che poi la condivisione di che cosa? Di foto? Cosa sono queste foto? L'effimero che tutti possono percepire, le non foto, che ho tentato con le mie modeste parole di far uscire dal post, quelle sono la condivisione come io l'interpreto. Probabilmente non sono riuscito a farti vedere la mia ombra proiettata a terra dalla luce del lampione. Demerito mio.
C'è una cosa che forse sta alla base della nostra incomprensione, ed è il concetto di esplorazione. Io non esploro per portare conoscenza, non ho pretese che la mia esperienza possa insegnare qualcosa a qualcuno. Il perché di questo? Semplicemente perché per condividere qualcosa che sia vero bisogna capirlo, ed io mica capisco qualcosa, io mica capisco perché e per dove sto viaggiando. Il mio villaggio non esiste, sono solo in una steppa, e non capisco perché non riesco a tornare a "casa" per poter ascoltare e capire chi ha già viaggiato ed è ritornato.
No, Alberto non sono libero. La mia prigione è come quella degli "uomini della sabbia", sono chiuso "nel silenzio di una prigione senza confini". E questo è peggio che non vedere oltre la vallata perché tutte le vallate sono uguali, tutte le pianure non mutano, tutto è sempre uguale.
Se ti sono sembrato libero mi sa che mi hai sopravvalutato, però io mica l'ho mai detto. Questo devi riconoscerlo.
Spero di aver replicato a tutti i tuoi punti, non vorrei aver trascurato niente nella mia replica. Vorrei non essere frainteso, anche se questo, è impossibile perché con le parole, e le mie sopratutto, è la norma.
Comunque sia, in questo scambio di commenti c'è stato, per me, un civile e pacato scambio di opinioni e questo vale più del fatto che io sappia dati anagrafici piuttosto che hobbies, qui io ti hop dato il mio misero pensiero. Tu mi hai dato il tuo, che vale più del mio, se non altro perché è diverso. Questo vale tanto, saper generare riflessioni non è banale. MAI!!!
Un saluto,

Roberto

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