Forse non l'ho capito per niente, forse solo in minima parte ma devo dire che questo libro mi ha toccato nel profondo. Tra le sue righe ho visto disegnato con parole il mio Essere girovago nella desolata e sconfinata steppa dei miei pensieri. Ne sono rimasto colpito, ammagliato e sedotto. E' stato come vedere tra le righe l'omb
ra del mio Essere. Sicuramente altre persone prima di me avranno percepito la stessa senzazione, sicuramente ne saranno rimaste lusingate, altre atterrite e altre dispiaciute. Io ricado tra quest'ultime, in quelle che si vedono come un lupo grigio ed opaco che assorbe la luce, che non splende sotto i raggi dell'esistere.
Nella descrizione "fisica" dell'animo del protagonista ho rivisto i miei pensieri, il mio agire i miei atteggiamenti. Con lui condivido lo stesso approccio alla Vita, di lui purtroppo non condivido la cultura che, nella mia ignoranza (mica una volta mi esce giusta la seconda persona plurale del congiuntivo presente), è una cosa piccina piccina se confrontata con quella del protagonista.
Niente è più triste dell'essere un lupo della steppa che basta a se stesso, niente è più svilente di non capire che questo non è vivere ma un continuo tentare di suicidarsi senza riuscirci.
Capire se stessi, come è riuscito a fare il protagonista, è forse la cosa più difficile che ognuno possa fare. Non saper ascoltare gli insegnamenti di Erminia, Pablo e Maria è il gettare al vento l'essenza stessa della vera Vita, è la somma ignoranza che si coagula in un grumo di essere umano quale io sono e fui, quale non vorrei essere. Ah ancora il condizionale che esce naturale, ancora!
Vita che bisogna stringere tra le dita come il corpo di una ballerina, respirare nell'estasi di un musicante alla quale bisogna abbandonarsi tra gli spasimi profondi che si trovano solo quando l'Amore si fa amante e si fonde in un unica entità.
Parole inutili sono le mie per chi queste cose le vive. Inutili per me che, pur capendole, viverle non so. Per me che vivo rinchiuso nel mio squallido teatrino dove il ridere non regna!
Misero me che per quelle zanne che vedo balenare nei miei occhi sono schiavo di me stesso, del mio lupo della steppa. Della non Vita, della non Morte!
A presto,
Roberto... Mio... My Steppenwolf
PS: E. grazie DAVVERO del consiglio letterario preziosissimo!
ra del mio Essere. Sicuramente altre persone prima di me avranno percepito la stessa senzazione, sicuramente ne saranno rimaste lusingate, altre atterrite e altre dispiaciute. Io ricado tra quest'ultime, in quelle che si vedono come un lupo grigio ed opaco che assorbe la luce, che non splende sotto i raggi dell'esistere.Nella descrizione "fisica" dell'animo del protagonista ho rivisto i miei pensieri, il mio agire i miei atteggiamenti. Con lui condivido lo stesso approccio alla Vita, di lui purtroppo non condivido la cultura che, nella mia ignoranza (mica una volta mi esce giusta la seconda persona plurale del congiuntivo presente), è una cosa piccina piccina se confrontata con quella del protagonista.
Niente è più triste dell'essere un lupo della steppa che basta a se stesso, niente è più svilente di non capire che questo non è vivere ma un continuo tentare di suicidarsi senza riuscirci.
Capire se stessi, come è riuscito a fare il protagonista, è forse la cosa più difficile che ognuno possa fare. Non saper ascoltare gli insegnamenti di Erminia, Pablo e Maria è il gettare al vento l'essenza stessa della vera Vita, è la somma ignoranza che si coagula in un grumo di essere umano quale io sono e fui, quale non vorrei essere. Ah ancora il condizionale che esce naturale, ancora!
Vita che bisogna stringere tra le dita come il corpo di una ballerina, respirare nell'estasi di un musicante alla quale bisogna abbandonarsi tra gli spasimi profondi che si trovano solo quando l'Amore si fa amante e si fonde in un unica entità.
Parole inutili sono le mie per chi queste cose le vive. Inutili per me che, pur capendole, viverle non so. Per me che vivo rinchiuso nel mio squallido teatrino dove il ridere non regna!
Misero me che per quelle zanne che vedo balenare nei miei occhi sono schiavo di me stesso, del mio lupo della steppa. Della non Vita, della non Morte!
A presto,
Roberto... Mio... My Steppenwolf
PS: E. grazie DAVVERO del consiglio letterario preziosissimo!




2 comments:
Roberto, quando scrivi, finisci sempre con l' essere molto duro con te stesso. Spesso lo faccio anche io, ma ultimamente mi sto chiedendo se poi ci giova davvero fare così!
Ho appena letto la tua bella recensione di questo libro e ne ho letta qualche altra, non ho ancora letto il libro, ma lo infilo nella lista, e chissà magari è proprio uno stimolo ad essere meno lupi della steppa e far prevalere l' altra parte di noi, quella più utile per vivere bene nella società (anche se poi scendere a patti con il mondo non è che sia la cosa più entusiasmante dell' universo).
Buona serata :))
Ciao Anna,
ti prego non chiamarla recensione, mica mi merito un simile complimento. (però grazie comunque :))
Il mio "problema" è che è il mio istinto a portarmi a certi comportamenti, il non comportarmi è la cosa che mi riesce più difficile e ne soffro ma, purtroppo, il richiamo della mia steppa è molto forte e per ora non riesco a sfuggirgli. Mi sono dovuto sentire perso in un vuoto senza fine per capire questo, ora non so come fare per comportarmi per il mio bene, che poi è il bene di qualsiasi persona perché animali sociali si è, nulla più.
Sai, non so se il significato è a "scendere a patti con il mondo" io lo vedo come un scendere a patti con noi stessi, cosa che si trova solo in un nostro completamento personale che però non implica l'annientamento di quello che noi si è. Non bisogna essere Lupi ammaestrati dalla società, ma neppure uomini ammaestrati da Lupi. Insomma una sorta di libertà anarchica dove tutte le nostre pulsioni ed i nostri tumulti interni non dovrebbero essere comandati ma solamente lasciati liberi di correre, talvolta come lupi solitari nella steppa, talvolta come stormi di uccelli migratori nel cielo o giocosi delfini nel mare. Perché, credo, che ciò che rende completi è il POTER (capire questo non serve a nulla purtroppo) godere, nel proprio ripetto ed in quello degli altri, fino all'ubriacatura delle infinite e splendide cose che ci circondano senza scendere a compromessi.
Scusa la risposta smisuratamente lunga. Buona serata pure a te!
Roberto
PS: te lo consiglio davvero è un gran bel libro! Però ora tu devi fare altrettanto, aspetto suggerimenti per la mia pila ;) mi raccomando!
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