Te ne sei andato come il tuo fratello maggiore, quel 2007 che mi ha piegato fino quasi a spezzarmi ogni singolo osso a dislocarmi ogni articolazione. Di lui porto ancora segni dentro e fuori, niente di visibile, niente di fisico. Solo chi mi conosceva bene prima li può vedere ma forse neppure loro. Solo persone molto sensibili li possono cogliere ora, sicuramente non a pieno pure loro.
Un anno fa scrissi questo, non mi sbagliai. Quest'anno è stato ricco di soddisfazioni personali, che poi ho capito non essere poi così importanti, magari pure effimere. Ho capito che alla fine delle fini si è sempre e tremendamente soli, non si è mai capiti a pieno e che tutto torna ma che bisogna saper aspettare e non poco. Ho capito che siamo bestie affamate di sogni ed illusioni, speranze e inquietudini sospesi tra ciò che non si potrà mai essere e ciò che si è. Ma di questo non me ne importa il voler essere costa poco e, se usato con molta parsimonia, aiuta a trovare un angolo di pace in noi, una sorta di limbo nella realtà fatta di bene e male. Per tornare a ciò che si è ci pensa gratuitamente la Vita.
Quest'anno che se ne va lentamente mi è stato davvero Maestro. Da lui ho imparato tanto ma non quanto avrei potuto, la mia ignoranza me l'ha impedito. Quest'anno mi ha lasciato ricordi davvero grandiosi, immensi e gioiosi. Mi ha lasciato amicizie che neanche avrei mai potuto pensare di poter incontrare. Mi ha lasciato persone preziose che io ho stimato ed apprezzato allora come oggi. Mi ha lasciato musica tatuata su ricordi, ricordi di musica, di parole, senzazioni, di emozioni, di lettura. Ho imparata nell'accezione più ampia della parola. Mi ha lasciato dolci ricordi, tutto questo per me è molto è tutto davvero!
Quest'anno è stato l'anno del mio testamento con la mia terra, con il mio paese ed i posti dove sono nato e cresciuto. Ho detto arrivederci alle mie montagne camminando per giornate intere nei miei scarponi con lo zaino sulle spalle lungo sentieri e crinali, sulla neve, nel caldo più asfissiante e nel freddo tagliente. Ho pedalato in sella alla mia bicicletta con i pensieri che mi "succhiavano la ruota" verso passi e valici che mi hanno dato la consapevolezza della mia minuscola dimensione, mi hanno dato consapevolezza in me stesso. Pedalando ho amato la fatica ho amato la bellezza della Vita, ad ogni pedalata ho salutato con lo stesso rispetto il ciuffo di erba verde, chiaro e giovane della primavera, il tarassaco giallo vivo sui prati tanto vivo da traforarti la retina, ho salutato il sole estivo che mi baciava mi scottava e mi imbruniva la pelle, i papaveri rosso cremisi tra l'erba alta e secca, ho salutato il vento nelle discese ciò che non vorrò più essere nelle lunghe salite. Ho salutato sapendo che forse potrà essere un addio, sperando di poter confidare in un addio che mai userò, perché la riconoscenza mi viene naturale. Certe cose non si dimenticano.
Ora sono pronto per il mio nuovo anno, a differenza di tutti gli altri anni mai passati so già che sarai differente questo mi incuriosisce e forse pure mi eccita portando le mie speranze a mille, consapevole che le delusioni potranno essere dieci volte tanto. Non me ne frega! Tra un giorno formalmente si aprirà la costruzione di una mia nuova Vita, dovrò essere in grado di prendere il treno giusto al primo colpo perché forse più non passerà più, perché è un viaggio che non posso perdere un'altra volta.
Sapete ora mi sento come quando ci si congeda tra persone care, un sorriso un bacio, un ultima occhiata da dietro l'uscio della porta e poi via... per me verso il buio, verso la notte. Ad abbracciare un ignoto che non mi fa paura perché ho capito che anche nei boschi più oscuri, di notte, c'è sempre chi veglia su di noi. Forse gnomi o forse la Natura nelle sue mille altre forme, magari nessuno. Sicuramente noi stessi ed il nostro cercare l'armonia.
Sono ritornato un po' più bambino e questo mi piace, sono pronto a morire ancora e questo mi da pace, sono chi so ma rimango dell'idea che non so niente. Forse ho trovato una misura deformabile che riesce a contenermi, talvolta a fatica certe volte non è abbastanza ma è sempre meglio di niente. Meglio di un oceano per contenere un misero bicchiere d'acqua.
2009 sto arrivando! Guarda che questo giro farò di tutto per essere un tuo compagno di banco, mi raccomando rimani sempre corretto perché io non ho mai copiato e tu... tu fai lo stesso ok?
Buon anno,
Roberto
Un personale regalo a voi care lettrici e lettori, conta poco e forse vale ancor meno ma di più non potevo, ieri sera il cielo era capriccioso.
Un anno fa scrissi questo, non mi sbagliai. Quest'anno è stato ricco di soddisfazioni personali, che poi ho capito non essere poi così importanti, magari pure effimere. Ho capito che alla fine delle fini si è sempre e tremendamente soli, non si è mai capiti a pieno e che tutto torna ma che bisogna saper aspettare e non poco. Ho capito che siamo bestie affamate di sogni ed illusioni, speranze e inquietudini sospesi tra ciò che non si potrà mai essere e ciò che si è. Ma di questo non me ne importa il voler essere costa poco e, se usato con molta parsimonia, aiuta a trovare un angolo di pace in noi, una sorta di limbo nella realtà fatta di bene e male. Per tornare a ciò che si è ci pensa gratuitamente la Vita.
Quest'anno che se ne va lentamente mi è stato davvero Maestro. Da lui ho imparato tanto ma non quanto avrei potuto, la mia ignoranza me l'ha impedito. Quest'anno mi ha lasciato ricordi davvero grandiosi, immensi e gioiosi. Mi ha lasciato amicizie che neanche avrei mai potuto pensare di poter incontrare. Mi ha lasciato persone preziose che io ho stimato ed apprezzato allora come oggi. Mi ha lasciato musica tatuata su ricordi, ricordi di musica, di parole, senzazioni, di emozioni, di lettura. Ho imparata nell'accezione più ampia della parola. Mi ha lasciato dolci ricordi, tutto questo per me è molto è tutto davvero!
Quest'anno è stato l'anno del mio testamento con la mia terra, con il mio paese ed i posti dove sono nato e cresciuto. Ho detto arrivederci alle mie montagne camminando per giornate intere nei miei scarponi con lo zaino sulle spalle lungo sentieri e crinali, sulla neve, nel caldo più asfissiante e nel freddo tagliente. Ho pedalato in sella alla mia bicicletta con i pensieri che mi "succhiavano la ruota" verso passi e valici che mi hanno dato la consapevolezza della mia minuscola dimensione, mi hanno dato consapevolezza in me stesso. Pedalando ho amato la fatica ho amato la bellezza della Vita, ad ogni pedalata ho salutato con lo stesso rispetto il ciuffo di erba verde, chiaro e giovane della primavera, il tarassaco giallo vivo sui prati tanto vivo da traforarti la retina, ho salutato il sole estivo che mi baciava mi scottava e mi imbruniva la pelle, i papaveri rosso cremisi tra l'erba alta e secca, ho salutato il vento nelle discese ciò che non vorrò più essere nelle lunghe salite. Ho salutato sapendo che forse potrà essere un addio, sperando di poter confidare in un addio che mai userò, perché la riconoscenza mi viene naturale. Certe cose non si dimenticano.
Ora sono pronto per il mio nuovo anno, a differenza di tutti gli altri anni mai passati so già che sarai differente questo mi incuriosisce e forse pure mi eccita portando le mie speranze a mille, consapevole che le delusioni potranno essere dieci volte tanto. Non me ne frega! Tra un giorno formalmente si aprirà la costruzione di una mia nuova Vita, dovrò essere in grado di prendere il treno giusto al primo colpo perché forse più non passerà più, perché è un viaggio che non posso perdere un'altra volta.
Sapete ora mi sento come quando ci si congeda tra persone care, un sorriso un bacio, un ultima occhiata da dietro l'uscio della porta e poi via... per me verso il buio, verso la notte. Ad abbracciare un ignoto che non mi fa paura perché ho capito che anche nei boschi più oscuri, di notte, c'è sempre chi veglia su di noi. Forse gnomi o forse la Natura nelle sue mille altre forme, magari nessuno. Sicuramente noi stessi ed il nostro cercare l'armonia.
Sono ritornato un po' più bambino e questo mi piace, sono pronto a morire ancora e questo mi da pace, sono chi so ma rimango dell'idea che non so niente. Forse ho trovato una misura deformabile che riesce a contenermi, talvolta a fatica certe volte non è abbastanza ma è sempre meglio di niente. Meglio di un oceano per contenere un misero bicchiere d'acqua.
2009 sto arrivando! Guarda che questo giro farò di tutto per essere un tuo compagno di banco, mi raccomando rimani sempre corretto perché io non ho mai copiato e tu... tu fai lo stesso ok?
Buon anno,
Roberto
Un personale regalo a voi care lettrici e lettori, conta poco e forse vale ancor meno ma di più non potevo, ieri sera il cielo era capriccioso.





5 comments:
Buon Anno.........!!!!!!
Grazie per le, sempre più belle , parole.....o poesie!!!
Grazie
Barbara
Auguri di cuore, Mio!
@Barbara: grazie dei complimenti (non merito tanto).
Ti auguro un nuovo anno fatto di sempre nuove e piacevoli.
Felice 2009 Barbara!
Roberto
@Museum: Grazie degli auguri Museum!
Mi ha fatto davvero piacere incontrarti virtualmente, quest'anno che ormai se ne sta per adare è l'ho respirato anche attraverso i tuoi pensieri. Mai banali sempre preziosi come solo le tue parole sanno essere.
Ti auguro un 2009 splendente di luce viva, meraviglioso e fatato come un sogno di bambino.
Roberto
PS: "L'eleganza del riccio" è davvero stupendo, un gioiello! Grazie dell'eccellente consiglio!
Che le tue speranze possano incontrare l'armonia che cerchi. Auguri!
Benvenuta Tinucccia, grazie dell'augurio!
Auguri per un nuovo anno di sempre nuove e coinvolgenti passioni. Che poi, credo, sono anche quelle che ci fa andare avanti.
A presto,
Roberto
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