Poco fa stavo leggendo il "mio" ultimo libro e, non so perché, forse per deconcentrazione o per un pensiero indotto dalle righe che scorrevano fluide e piacevoli sotto i miei occhi, mi è passato per la mente questo pensiero:
Il tempo resta fermo, noi passiamo
Cosa significa di preciso non lo so spiegare a parole ora, quindi mi aiuterò con le parole di allora che tra poco trascriverò. In otto anni cose e persone cambiano eppure, rileggendo queste righe, ora mi sento come quando le scrissi, come se il tempo non fosse passato: stesse insicurezze, stesse paure ma anche stesse certezze che da qualche parte tutto esiste e, come avrei scoperto di li a poco, che il sogno si può tramutare in realtà. Eppure, adesso, guardando le mie mani il mio corpo segnato ancora delicatamente dal tempo mi indica tutto il contrario. Per questo penso che il tempo è quello di allora, li fermo e statico, e il resto, l'involucro, è passato oltre.
Black & White
Non è giorno non è notte, non c'è cielo per queste stelle
il Bianco e il Nero non vanno d'accordo,
la morte e la vita sono sempre state amiche.
Non è notte non è giorno, non c'è sole per questo mondo
Il Nero e il Bianco sono uniti nel Dolore, sempre assieme nell'Amore
Vita grigia e tetra prendi tutto il Bianco che ho nell'anima
mescolalo con il Nero della mia esistenza,
dammi l'Amore dammi il Dolore.
Fammi diventare cieco e poi dammi il colore
degli occhi misteriosi e tristi* di una ragazza
e mi avrai dato la Vita immortale,
un cielo stellato in cui volare,
un'anima lucente per cui vivere.
Allora sarò il Signore del Bianco,
il Re del Nero.
Roberto
*ora tristi sì ma anche e sopratutto felici e sorridenti :)
Per cercare il foglio che conteneva queste parole mi sono imbattuto in ricordi sepolti in date inimmaginabili, certi li ho lette, altre no. Alcune non le ho lette, le lascio a far compagnia agli appunti delle lezioni di fisica e matematica. Però devo dire che un pensiero appuntato ha colto la mia attenzione è titolato: "Esistenza di un Amore razionale", che forte concordo pienamente con me stesso. Chi ha detto che il tempo passa?
A presto,
Mio
A presto,
Mio




5 comments:
difficile leggere il penultimo. ;-)
Io pure ho molti scritti miei conservati da qualche parte, ma ho molta nostalgia, invece, per quel senso di vuoto, di propenso, di avvenire che mi sentivo davanti quando li avevo messi su carta.
Bak
@Pero: lo so, lo so, troppo lungo non sono riuscito a fare di meglio ... era questo che ti riferivi o prendi per il culo? Sai perché se è così fai pure, ma ricorda la tua pasqua tra un paio di mesi! perchè io sto già creando ahahaha (risata satanica) :D.
Roberto
@Bak: Vero? Forse saranno le emozioni forti legate a quelle parole, a quei sentimenti. O forse sarà il piacere del ricordo che, visto il contenuto, almeno il mio, celava al suo interno grandi speranze che ora si VOGLIONO rivivere. Non so.
Al posto di ricordo potrei usare illusione e, al posto di speranza, disillusione ma non credo sia così. Allora non lo è stato e perché dovrebbe esserlo adesso?
Buona domenica Bak!
Roberto
A volte capita anche a me di riprendere in mano vecchi scritti... Anche se, par buffo, non è da molto che scribacchio in giro. Ho sempre represso questa mia vena scribacchina. E ultimamente l'imbrattamento di fogli e foglietti si è molto affievolito.
Ma quando rileggo certi miei passaggi resto sbalordita... Davvero ho scritto io quelle cose? E anche io mi ritrovo a concordare con la me stessa di ieri e a pensare che in fondo il tempo - hai proprio ragione - resta lì e siamo noi che passiamo.
In altri momenti invece, come scrive Bak, rileggermi fa male... Tornano alla luce momenti in cui tutto mi sembrava più a portata di mano, i sogni sembravano prendere forma ed io con loro.
(parola di verifica: resterat)
Al tempo era un evento molto sporadici, l'imbrattamento intendo, poi è del tutto cessato. Tutto è riapparso circa sei mesi prima di aprire questo blog, con un pseudo-diario. Pur potendo parlare e potendo essere ascoltato direttamente mi sentivo muto ad orecchie altrui. La scrittura è stata una cura, un viaggio in me. Ora alterno i miei periodi. Tempo fa ne ho riletto alcuni passi di quel diario (ah la nostalgia del ricordo!) ed ho capito che ora sto molto meglio e, come hai detto tu, sono rimasto sbalordito, un po' consolato un po' dispiaciuto. Insomma tanti sentimenti contrastanti.
Quando si scrive sembrerebbe proprio che si vada ad ascoltare qualcosa dentro, qualcosa che nella quotidianità si reprime, o meglio: che la quotidianità reprime.
In generale per me scrivere, leggersi e rileggersi fa bene e fa male. Fa capire che si E', che di li si ripasserà, aiuta ad acquisire una consapevolezza che non è necessariamente un qualcosa che porta alla leggerezza interiore, magari. Ci dona una coscienza più profonda della nostra intimità che credo sia utile a noi ma sopratutto alle persone che ci incontrano.
Capire come e dove si può portare felicità o tristezza con il proprio "essere naturalmente" non è poco. Ahimè la strada della propria conoscenza personale è senza fine. Purtroppo sempre si sbaglierà almeno un po', sempre saremo strumenti di Amore e di Dolore. Di questo non mi capacito, è forse la mia più grande paura.
Scusa la lunghezza, ma cogliete sempre nel segno...
Buona domenica!
Roberto
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