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Radio Pazza

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Friday, 24 April 2009

Udienze Generali

Molti professori si lamentano di questo evento perché lungo e noioso o perché di dare cattive notizie non è che se ne abbia sempre voglia. E' l'ammissione di un fallimento per una parte, la scuola, e per l'altra, la famiglia. Ieri sono giunte anche per me le udienze generali.
Aspetto l'arrivo dei genitori, il tavolo è grande, l'ambiente moderatamente asettico nel suo essere arredato con utensili tecnici. Saluti e presentazioni come da protocollo: "Piacere sono la madre di..." oppure "Sono venuto per mio figlio: ...", io sempre la stessa: "Piacere sono M. il sostituto di M." (suona male ma le iniziali sono le stesse...). Il ghiaccio si rompe quasi sempre con: "Come va mio figlio?" quindi il registro si apre neanche che la frase fosse l' "apriti sesamo" di Alibabà e i quaranta ladroni, purtroppo non sempre contiene tesori. Talvolta è un vaso di Pandora.
Sui volti si legge rassegnazione, speranza, illusione e felicità; ho cercato di non assecondare la prima, di alimentare la seconda se realmente è possibile sperare, schiarire la terza se era infondata, congraturarmi sempre e vivamente quando l'ultima era confutata dal comportamento dell'alunno.
Ieri mi sono scoperto chiaccherone, ma di quei chiaccheroni che solo il miglior Castro dei migliori tempi avrebbe potuto tenermi testa. Mi è piaciuto parlare con i genitori dei ragazzi dell'ultimo anno di cosa volessero fare i loro figli, con i genitori dei ragazzi di quarta dell'andamento della classe così come dell'ultimo tema-strage, con i genitori dei ragazzi di terza che si trovano nelle peste perché, probabilmente, oltre la metà ci lascierà le penne.
Ieri ho parlato con la mamma di O., il ragazzo del post precedente quello che aveva copiato, mi ha fatto piacere: le ho spiegato il fatto, le ho detto che comunque fosse andata la prova, visto l'aiuto esterno, sarebbe stata insufficiente; le ho detto che comunque sia nel recupero che farò non terrò in considerazione questo fatto e che suo figlio è davvero un buon elemento ma che se non studia si brucerà, e di entrambe le cose ne sono convinto, questo mi dispiacerà e non poco. Poi ho incontrato la madre di ragazzi "vecchio stile", che hanno ancora il senso del sacrificio come mezzo per raggiungere il risultato, ma che hanno da confrontarsi con problemi di pendolarità non banali e questo mi fa pensare che a dare troppe comodità non sempre la si indovina, anzi. Poi ho incontrato la madre di A. il figlio ne è una fotocopia nella fisionomia, il figlio è un casinista, che si demoralizza davanti a difficoltà anche minime, si abbatte. A. è un pluriripetente, è uno di quei ragazzi che certi professori, visto il carattere estroverso ed il vestire che ne implica , reputerebbero come perso. Mi dice che A. vuol finire quei due anni che gli mancano al diploma, con me è gravemente insufficiente però sono convinto che un sette pieno è nelle sue corde, lo ho detto alla madre e sono sicuro di non sbagliarmi. Le ho detto che a vent'anni è forse giunto il momento per A. di mettersi in discussione, la madre con un filo di speranza mista ad entusiasmo mi ha detto: "Ha ragione, gli dirò questo!". Non mi interessa aver ragione perché so che suo figlio vale, mi piacerebbe che lunedì me lo mostrasse, davvero.
Ho parlato per più di tre ore consecutivamente (una madre mi ha detto è meglio che vada fuori c'è una fila lunghissima che l'attende..), non avevo acqua con me e l'unica fonte per dissetarmi (?) erano gli immancabili confetti di liquirizia. Probabilmente sarà stato per un suo effetto collaterale che alla fine mi aggiravo per la scuola con una felicità ebete stamapata in volto? Percorrevo le scale con il pensiero: "Amo le udienze generali" percorrere la mia mente? Non credo. Poi tutto si è chiuso con un bellissimo siparietto che non dimenticherò tanto facilmente: stavo uscendo dall'aula dopo aver ricevuto l'ultima madre e ed incontro una signora lungo il corridoio che si stava dirigendo, con la carta delle udienze in mano, verso l'aula dalla quale ero appena uscito e chiedo: "Scusi, sta cercando il Professor M. (non io l'altro)", lei: "No sto cercando mio marito". A me ha fatto ridere tantissimo!
A presto,

Mio




3 comments:

Radio Pazza said...

Che bello ... e immagino quanti episodi fantozziani ti abbiano fatto ridere/piangere.

Bak

Mio said...

Ridere e come dici tu piangere/dispiacere è vero, ma sopratutto riflettere.
Vorrei aver dato speranze ma assolutamente NESSUNA illusione. Spero.
A presto Bak,

Roberto


PS: spero di riuscire a mettere assieme qualcosa questa settimana... come campioni il segnale? Vorrei risurre un po' la dimensione del file che si crea con Cool edit. Grazie.

Radio Pazza said...

nella modalità multitraccia fai save mixdown as e esporti in mp3(PRO)
nella modalità traccia singola save as mp3(pro)

;-)

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