Prima o poi doveva accadere, lo sentivo in ogni lettura precedente di questo grandioso scrittore. Il presentimento si è manifestato in questo libro: PURTROPPO NON LO HO CAPITO!
Le due precedenti letture: "Il visconte dimezzato" e "Il sentiero dei nidi di ragno" subito mi avevano lasciato un po' di amaro in bocca perché la loro comprensione è arrivata alla fine e non durante, la mia negligenza nel cogliere i messaggi celati (ma anche manifesti :) ) mi ha portato al punto interrogativo che ho assegnato a mia ideale copertina a questo libro.
Calvino, a mio avviso, ha un grandissimo pregio: riesce a scrivere in maniera molto semplice ed immediata senza fronzoli, diretta ed esplicita ma in quelle parole riesce, con mimesi straordinaria, a nascondere, e perché no confondere, messaggi su livelli di sensibilità differenti. Io mi sono sempre fermato ahimè al primo.
Voi direte: "Ma che te lo leggi a fare allora?", be' lo leggo perché bello lo è sempre e poi perché me lo ha consigliato Bak il che è una garanzia e poi, il consiglio, è stato pure rettificato da Dressel. Ditemi voi se potevo non leggerlo?
Due paroline vorrei però tentare di metterle, non sulla trama naturalmente, ma sul contenuto criptato che non sono riuscito a svelare.
Pronti? Ci provo oK? Mi raccomando smentitemi perché altrimenti mi sembrerà di aver capito troppo! :) Credo che questo libro voglia mettere in luce come nella vita le esperienze siano diverse sempre ma che questo non derivi necessariamente, almeno all'inizio, da qualcosa di particolare o speciale (le carte, i tarocchi e gli arcani non cambiano), ma da come si riesce a leggere la vita e le situazioni che ci accadono attorno. Credo che in questo libro venga mostrato che il destino non sia un qualcosa di rigido e predestinato, ma piuttosto un filo di una trama che noi si tesse. Si chiama destino o caso o fato che sia la mancanza di controllo completo della realtà. Il non riuscire a valutare le conseguenze partendo dal compimento delle azioni. La comprensione di tutto è chiara solo quando il gioco è finito, quando tutto si ferma e le carte in mano ad ogni giocatore si sono esaurite. a quel punto come in una magia compare ciò che è stato e perché è accaduto in quel susseguirsi di eventi.
Oddio, rileggendo e ripensando a ciò che ho scritto mi vien da pensare che non c'era solo latte e caffè nella tazza questa mattina...
Vorrei ancora ringraziare Bak per il consiglio letterario, grazie davvero! Magari dimmi tu qualcosa di più. L'altro, quello che mi ha consigliato, quello che si può leggere aprendo a casaccio le pagine, è davvero interessante!
Ora vi saluto consigliandovelo perché un libro lascia sempre qualcosa anche quando ci si ritrova di fronte un grosso punto interrogativo.
A presto,
Mio

Calvino, a mio avviso, ha un grandissimo pregio: riesce a scrivere in maniera molto semplice ed immediata senza fronzoli, diretta ed esplicita ma in quelle parole riesce, con mimesi straordinaria, a nascondere, e perché no confondere, messaggi su livelli di sensibilità differenti. Io mi sono sempre fermato ahimè al primo.
Voi direte: "Ma che te lo leggi a fare allora?", be' lo leggo perché bello lo è sempre e poi perché me lo ha consigliato Bak il che è una garanzia e poi, il consiglio, è stato pure rettificato da Dressel. Ditemi voi se potevo non leggerlo?
Due paroline vorrei però tentare di metterle, non sulla trama naturalmente, ma sul contenuto criptato che non sono riuscito a svelare.
Pronti? Ci provo oK? Mi raccomando smentitemi perché altrimenti mi sembrerà di aver capito troppo! :) Credo che questo libro voglia mettere in luce come nella vita le esperienze siano diverse sempre ma che questo non derivi necessariamente, almeno all'inizio, da qualcosa di particolare o speciale (le carte, i tarocchi e gli arcani non cambiano), ma da come si riesce a leggere la vita e le situazioni che ci accadono attorno. Credo che in questo libro venga mostrato che il destino non sia un qualcosa di rigido e predestinato, ma piuttosto un filo di una trama che noi si tesse. Si chiama destino o caso o fato che sia la mancanza di controllo completo della realtà. Il non riuscire a valutare le conseguenze partendo dal compimento delle azioni. La comprensione di tutto è chiara solo quando il gioco è finito, quando tutto si ferma e le carte in mano ad ogni giocatore si sono esaurite. a quel punto come in una magia compare ciò che è stato e perché è accaduto in quel susseguirsi di eventi.
Oddio, rileggendo e ripensando a ciò che ho scritto mi vien da pensare che non c'era solo latte e caffè nella tazza questa mattina...
Vorrei ancora ringraziare Bak per il consiglio letterario, grazie davvero! Magari dimmi tu qualcosa di più. L'altro, quello che mi ha consigliato, quello che si può leggere aprendo a casaccio le pagine, è davvero interessante!
Ora vi saluto consigliandovelo perché un libro lascia sempre qualcosa anche quando ci si ritrova di fronte un grosso punto interrogativo.
A presto,
Mio




5 comments:
"La comprensione di tutto è chiara solo quando il gioco è finito, quando tutto si ferma e le carte in mano ad ogni giocatore si sono esaurite. a quel punto come in una magia compare ciò che è stato e perché è accaduto in quel susseguirsi di eventi"
.. credo sia davvero così..
Anche se è un po' triste, o meglio preuccupante, quasi sempre va finire così. Non credo si possa razionalizzare più di tanto questa Vita.
L'unica cosa che "ci potrebbe salvare" è la consapevolezza DI noi stessi DELLE nostre azioni e non IN noi stessi NELLE nostre azioni, quelle le si fa e basta. Dico "potrebbe" perché, almeno per me, non mi capisco.
Un'altra via, un'altra soluzione (se non l'unica reale,) è l'incoscienza. Quella è la migliore ma li bisogna essere Maestri...
Buona serata/giornata Balua!
Roberto
Carissimo Mio! Mi dai grande soddisfazione seguendo i miei consigli letterari, ma soprattutto mantenendo sempre vivo il tuo personalissimo punto di vista.
Invidio la tua innocenza nel notare cose importanti e credendo che ciò sia solo la superficie ...
Se ti liberi dal concetto che un libro debba essere retorico ed accetti l'idea combinatoria che Calvino propone, allora conoscerai il "Mio creatore" che hai dentro e inizierai a permutare le carte per conto tuo ... a scrivere la tua storia.
Aspetto ancora di ascoltarti
Bak
;-)
Mi associo a Bak quando dice:
Invidio la tua innocenza nel notare cose importanti e credendo che ciò sia solo la superficie ...
Non ho mai letto niente di Calvino, ma mi hai fatto venire la curiosità...
Allenandosi, comunque, credo si possa anche imparare a cogliere quei segnali che l'universo dissemina lungo il nostro cammino.
Capirli sul momento non sempre è possibile, ma intuire che siano per noi e che servano alla nostra crescita interiore si può.
A questo proposito ti consiglio Sulla Sponda Del Fiume Piedra Mi Sono Seduta E Ho Pianto di Paulo Coelho, che in tanti criticano e a cui invece devo in gran parte la mia apertura mentale...
@Bak: FA piacere Bak, ma la soddisfazione è mia già da prima. Sapendo che qualcosa su cui riflettere lo troverò sempre, diciamo che sei una "sicurezza".
Innocenza? Troppo buono, davvero è che solo capisco poco. Mi che non ci sia solo quello, qualcosa di più sento che mi sfugge sempre.
Buona giornata e grazie delle parole Bak!
Roberto
PS: sto mettendo a posto le tracce musicali, diciamo che è pressoché fatta, anche se non mi piace. Manca di ritmo...
Spero di non avere problemi nel caricamento avevo provato con un altro file ma non andava. Ti saprò dire.
@Museum: ma cos'é un'associazione a complimentarsi di origine bloggosa?:) Guarda che mi abituate troppo bene. Grazie!!! :)
Sì, l'allenamento è fondamentale e talvolta pure sperimentarne i risultati sul campo chissà cosa mi riserverà il "Mio-Destino".
Buona giornata anche a te Yuki!
Roberto
PS: per Calvino chiedi a Bak io sono un novellino... ecco che c'è scappata la rima :)
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