Già, la mia enorme pila si sta lievemente e lentamente sfinendo. Ho deciso di cominciare da Calvino perché non avevo mai letto nulla di suo (mi vergogno estremamente), e soprattutto perché il libro mi è stato gentilmente regalato con tanto di dedica, e quindi mi sono sentito chiamato nello sceglierlo. Grazie davvero è stata una lettura davvero piacevole e riflessiva.
Ora però tenterò maldestramente di rovinare, come al solito, tutti i libri che leggo proponendovi una mia modesta e talvolta pessima e sempre mesta ed improbabile pseudo-analisi.
Del Visconte Dimezzato e del significato di alcuni dei suo personaggi ne ha già parlato Calvino, nella sua prefazione che, in ogni libro che leggo, cerco sempre di evitare fino all'ultimo.
Calvino parla del visconte dimezzato come di una figura simbolo dell'incompletezza che ognuno sente privilegiando un proprio lato del suo essere piuttosto che l'altro. Questo lo mette in evidenza mostrando due lati completamente opposti ossia il Bene ed il Male, rappresentati dai due "mezzi" personaggi ossia il Buono ed il Gramo. Sempre analizzando i personaggi di cornice che compaiono nell'opera di Calvino si hanno dei riferimenti moralistici attraverso i quali scaglia una critica verso una cultura che vedeva propagarsi e diffondersi in quel tempo, così come l'immutabile staticità di una cultura che si avviava verso la decadanza. Da qui i personaggi dei lebbrosi ossia gli artisti decadenti; la scienza e la tecnica fini solo a loro stesse, rappresentate dal dottore e dal carpentiere ed infine la vecchia cultura moralistico-borghese rappresentata dagli ugonotti. E qui finisce l'analisi di Calvino che ho potuto leggere, però all'appello mancano ancora tre entità che io ho provato ad analizzare (che parolona, ma mica ne ho trovata una più umile.. scusate) dal punto di vista dell'incoplet
ezza personale, ossia la vecchia balia Sebastiana, l'amata dei mezzo visconte Pamela e del giovane nipote del visconte.
Mi sono chiesto perché tre età così caratteristiche e che cosa hanno di così peculiare questi personaggi? Ragionando 'incompletezza un suggerimento mi è venuto dal nipote (e non solo) quando verso la fine del libro dice: "... Alle volte uno si sente incompleto ma è soltanto giovane." Cosa vuol dire questo? Sicuramente che nessuno nasce incompleto, ma tuttalpiù si può solo sentire come tale, che quindi l'incompletezza è un sentimento che si crea e quindi che si può sconfiggere perché essa è la fonte di un vivere estremo che ci porta sempre più distante dal vero nostro essere e quanto più vicini all'infelicità. Secondo me questo è quello che Calvino ha voluto evidenziare con Pamela prima, alla quale dona la spensieratezza di una vita giovane vissuta con semplicità ed entusiasmo. L'ha voluto evidenziare poi con Sebastiana che, nella sua vecchia saggezza di chi ne ha viste e provate di cotte e di crude, non si stupisce di nulla più avendo raggiunto una consapevolezza profonda di se stessa e degli altri, dicendo che tutti ora vedono nei viscote dimezzati ciò che era sempre albergato in lui.
Quindi un libro sulla falsa incompletezza che forse ognuno di noi ha e dovrebbe curare? Sicuramente sì con duelli all'ultimo sangue ma forse è anche molto di più. E' un libro che dice che quando lo si capisce ciò si può essere troppo vecchi per sfruttare tale consapevolezza che, quando si è giovani, tutti almeno una volta si avrà l'occasione di cogliere e che quando si è molto giovani per disratta distrazione (ahimè che bello!) ci sfugge spesso come una nave che salpa. E dei visconte cosa dire? Qualcuno mi ha suggerito che sono l'estremo bene e l'estremo male che si incontrano con azioni che intimamente mica si differenziano per tratti così salianti, forse è vero ma purtroppo non sono riuscito a cogliere a pieno questo aspetto, la simmetria mi ha fregato. Ci ri-ripenserò e forse ce ne capirò qualcosa. Almeno spero!
Che dirvi di più? Leggetelo, merita davvero!
Ora mi diletterò con un'altra e sicuramente piacevole lettura, mi è stata suggerita tempo fa da un'altra persona che ce ne capisce molto in generale e sempre e comunque più di me. So già che sarà un piacere così pure per tutte le altre letture che mi avete gentilmente suggerito.
A presto,
Mio
PS: Grazie di avermi fatto scoprire anche Calvino! Tutti posso insegnare basta che ci sia qualcuno che voglia imparare no?
Del Visconte Dimezzato e del significato di alcuni dei suo personaggi ne ha già parlato Calvino, nella sua prefazione che, in ogni libro che leggo, cerco sempre di evitare fino all'ultimo.
Calvino parla del visconte dimezzato come di una figura simbolo dell'incompletezza che ognuno sente privilegiando un proprio lato del suo essere piuttosto che l'altro. Questo lo mette in evidenza mostrando due lati completamente opposti ossia il Bene ed il Male, rappresentati dai due "mezzi" personaggi ossia il Buono ed il Gramo. Sempre analizzando i personaggi di cornice che compaiono nell'opera di Calvino si hanno dei riferimenti moralistici attraverso i quali scaglia una critica verso una cultura che vedeva propagarsi e diffondersi in quel tempo, così come l'immutabile staticità di una cultura che si avviava verso la decadanza. Da qui i personaggi dei lebbrosi ossia gli artisti decadenti; la scienza e la tecnica fini solo a loro stesse, rappresentate dal dottore e dal carpentiere ed infine la vecchia cultura moralistico-borghese rappresentata dagli ugonotti. E qui finisce l'analisi di Calvino che ho potuto leggere, però all'appello mancano ancora tre entità che io ho provato ad analizzare (che parolona, ma mica ne ho trovata una più umile.. scusate) dal punto di vista dell'incoplet
ezza personale, ossia la vecchia balia Sebastiana, l'amata dei mezzo visconte Pamela e del giovane nipote del visconte.Mi sono chiesto perché tre età così caratteristiche e che cosa hanno di così peculiare questi personaggi? Ragionando 'incompletezza un suggerimento mi è venuto dal nipote (e non solo) quando verso la fine del libro dice: "... Alle volte uno si sente incompleto ma è soltanto giovane." Cosa vuol dire questo? Sicuramente che nessuno nasce incompleto, ma tuttalpiù si può solo sentire come tale, che quindi l'incompletezza è un sentimento che si crea e quindi che si può sconfiggere perché essa è la fonte di un vivere estremo che ci porta sempre più distante dal vero nostro essere e quanto più vicini all'infelicità. Secondo me questo è quello che Calvino ha voluto evidenziare con Pamela prima, alla quale dona la spensieratezza di una vita giovane vissuta con semplicità ed entusiasmo. L'ha voluto evidenziare poi con Sebastiana che, nella sua vecchia saggezza di chi ne ha viste e provate di cotte e di crude, non si stupisce di nulla più avendo raggiunto una consapevolezza profonda di se stessa e degli altri, dicendo che tutti ora vedono nei viscote dimezzati ciò che era sempre albergato in lui.
Quindi un libro sulla falsa incompletezza che forse ognuno di noi ha e dovrebbe curare? Sicuramente sì con duelli all'ultimo sangue ma forse è anche molto di più. E' un libro che dice che quando lo si capisce ciò si può essere troppo vecchi per sfruttare tale consapevolezza che, quando si è giovani, tutti almeno una volta si avrà l'occasione di cogliere e che quando si è molto giovani per disratta distrazione (ahimè che bello!) ci sfugge spesso come una nave che salpa. E dei visconte cosa dire? Qualcuno mi ha suggerito che sono l'estremo bene e l'estremo male che si incontrano con azioni che intimamente mica si differenziano per tratti così salianti, forse è vero ma purtroppo non sono riuscito a cogliere a pieno questo aspetto, la simmetria mi ha fregato. Ci ri-ripenserò e forse ce ne capirò qualcosa. Almeno spero!
Che dirvi di più? Leggetelo, merita davvero!
Ora mi diletterò con un'altra e sicuramente piacevole lettura, mi è stata suggerita tempo fa da un'altra persona che ce ne capisce molto in generale e sempre e comunque più di me. So già che sarà un piacere così pure per tutte le altre letture che mi avete gentilmente suggerito.
A presto,
Mio
PS: Grazie di avermi fatto scoprire anche Calvino! Tutti posso insegnare basta che ci sia qualcuno che voglia imparare no?




2 comments:
Lo ammetto. Fra le innumerevoli lacune che ho c'è anche Calvino.
Ora vado a vergognarmi da sola in un angolino... ;)
Pure io vengo mi vergogno nmel mio angolino... è il primo libro di Calvino, e se non avessi conosciuto una gran maestra mica lo avrei letto tanto presto, comunque così di primo acchitto mi sento di dire che sarà sempre una lettura deliziosa. è davvero un gran bel scrittore.
A presto Museum,
Roberto
PS: ah l'eleganza del riccio fa parte ufficialmente della pila. L'ho comperato il giorno seguente ;)
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